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#1 (permalink) |
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Utente bannato
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 1,596
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Al mio caro...amico
Tanto tempo fa avevo un amico, lo conoscevo da circa l’età di dieci anni, ci siamo conosciuti in vacanza in montagna ed ogni anno ci si rincontrava, lui non era di Milano ma ciò non impediva che quasi regolarmente o io o lui ci si incontrasse da prima per puro gioco, in seguito per condividere l’adolescenza e quei problemi che la caratterizzano.
All’età di diciannove anni io ho imboccato un’altra strada, nella sua semplicità e troppo lungo spiegarlo e non mi dilungo per non tediarti, Non ho mai piu avuto rapporti con questa persona, non dico che non mi mancasse anzi, mi manca tuttora e mi mancherà credo per sempre, non c’era volta che passassi nei pressi della sua città che non dicessi a chiunque fosse con me “sai io qui ho un amico…”non aggiungevo altro perché in me credo quel rapporto fosse così speciale che mi sembrava di sminuirlo raccontando fatti ed aneddoti che in cuor mio ritenevo così preziosi da non regalarli a chiunque. All’età di ventinove anni dopo che finiva per me un altro capitolo.della mia storia, un capitolo diciamo non felice, e dopo che erano strascorsi tanti anni dal nostro ultimo incontro, ho trovato la forza di ricontattarlo, è nel riascoltare la sua voce mi sembro che il tempo non fosse mai trascorso ridandoci la possibilità di rinfrancare e proseguire ciò che forse in cuor nostro non si era mai interrotto. Ora dirti cosa non andò in quella telefonata sarebbe troppo lungo, e probabilmente per altro che continui a pensarci non arriverò mai a capirlo, sta di fatto che qualcosa mi aveva turbato, fatto arrabbiare, credo che sia stato il classico orgoglio femminile per cui noi siamo il mondo, ed il mondo deve girare attorno a noi. Mi ha chiesto ripetutamente di tenerci in contatto, di vederci, ma era cosi tanta la paura che mi trovasse cambiata, che sostituisse il ricordo che aveva di me in qualcosa che non potessi controllare spiegare che non lo richiamai piu. Ora questo mio amico mi ha lasciato, l’amaro che mi resta e che per tutta la mia vita sentirò è di non essere stata in grado di superarmi, di non avere dato dimensione e peso alla costruzione mentale che io mi ero creata di me, senza permettergli di averne una propria, senza rischiare di lasciarglielo fare. In questi anni ho capito di avere perso un’occasione una di quelle importanti che capitano poche volte, che non vedi, ho capito che l’inizio e la fine del mio mondo coincidevano con il suo, l’amarezza mi perseguita, e a tratti ripercorro quell’ultima telefonata continuando a mentalmente a riviverla dando una fine ma diversa, una fine in cui per quel poco che fosse rimasto con me, avremmo potuto ancora godere di quell’amicizia e ne sono certa ci avrebbe aiutato entrambi. Con affetto…Laura |
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