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#1 (permalink) |
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Utente assente
Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,567
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Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso:
Per tolleranza, concetto chiave nello studio delle differenti religioni, si intende il rispetto per una visione del mondo diversa dalla propria. Ciò non significa necessariamente che differenze e contraddizioni debbano scomparire, oppure che non abbia importanza ciò in cui si crede o se si crede in qualcosa. Un atteggiamento tollerante è compatibile con un fermo convincimento e con il tentativo di convertire altri, ma non può associarsi allo scherno delle idee altrui o a costrinzioni e minacce. La tolleranza non limita il diritto di fare propaganda, ma esige che questa si svolga nel rispetto delle opinioni altrui. La storia ci offre numerosi esempi di intolleranza e fanatismo (dal latino "fanaticus", che significa "posseduto da uno spirito maligno"). Fedeli di religioni diverse hanno lottato l'uno contro l'altro, e in nome della religione vere e proprie guerre sono state combattute. Gli uomini sono stati perseguitati a causa delle proprie convinzioni: ai tempi dell'Impero romano i cristiani erano imprigionati e giustiziati, nel Medioevo e in epoche successive la Chiesa faceva bruciare sul rogo gli eretici, e oggi in alcuni paesi musulmani è ancora proibito praticare religioni diverse dall'Islam. Spesso la mancanza di tolleranza è la diretta conseguenza di una conoscenza insufficiente. Chi considera una religione dal di fuori vede solo le sue manifestazioni esterne e non ciò che queste significano per l'individuo. Il rispetto per le convinzioni, la visione del mondo e la vita religiosa degli altri è un presupposto necessario per la convivenza umana. Ciò non vuol dire che tutto sia da considerare indifferentemente giusto, ma che ciascuno ha il diritto di essere rispettato per le proprie idee quando queste non sono in contrasto con i diritti umani fondamentali*. [da Il libro delle religioni, di Jostein Gaarder] * Vedi qua a riguardo: Diritti umani (In particolare Articoli 18 e 19) Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, l'imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un'insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno. (Mahatma Gandhi) Non perseguitare e non deridere mai un tuo simile per la sua religione. Rispetta invece ciò in cui crede, se vuoi che lui, in cambio, rispetti te. (Tecumseh) Ama la verità ma perdona l'errore. (Voltaire) Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente. (Voltaire o Stephen G. Tallentyre?) Il trattato sulla tolleranza di Voltaire (in francese): Traité sur la tolérance L'epistola sulla tolleranza di John Locke (in inglese): A letter concerning tolleration Qua ho trovato un articolo interessante che accenna a John Locke e Voltaire: Voltaire e Locke Una storia ittita: A sei persone che non avevano mai visto un elefante dissero che in una stanza buia ce n'era uno e ciascuno di loro aveva diritto di entrare e di toccare quello strano animale per sapere come fosse fatto. I sei andarono uno alla volta per scoprire com'era fatto l'elefante. Il primo toccò la proboscide, il secondo una zanna, il terzo un orecchio, il quarto una zampa, il quinto la pancia, il sesto la coda. E se ne tornarono tutti a casa convinti di sapere esattamente come era fatto un elefante. Cominciarono a descriversi vicendevolmente l'elefante. "Oh, è fantastico", disse il primo, "così lento e morbido, lungo e forte"'. "No!" disse quello che aveva toccato la zanna, "è corto, e fatto di osso". "Avete torto entrambi", disse il terzo, che aveva tastato l'orecchio, "l'elefante è piatto e sottile come una grande foglia". "Oh no", disse il quarto che aveva toccato la zampa, "è come un albero". E anche gli altri due intervennero: "E' come un muro", "è come una corda". Discussero e discussero, fino a litigare e a fare a botte. Finalmente qualcuno portò l'elefante fuori dalla stanza in piena luce e i sei si resero conto che avevano tutti un poco di ragione: tutte le parti che avevano descritto, messe insieme, formano l'elefante. -> Se leggiamo attentamente questa storia ittita, possiamo capire che già allora esisteva il pregiudizio. E il pregiudizio è una cosa stupida perché non si può litigare per un opinione non vera, non basata, non confrontata. Anche se da "ultras" mi verrebbe voglia di dire che la migliore soluzione è la violenza, dico però che ad ogni problema c’è un rimedio, ed è necessario confrontarsi con gli altri, perché a volte capita che le persone dicano la stessa cosa ma in maniera diversa. E anche se non fosse così, rimane il bello di confrontarsi perché è il modo più civile per chiarirsi, anche se ognuno rimane della propria idea. È proprio questo il bello visto che siamo tutti diversi e non omologati, non programmati per pensare tutti la stessa cosa. Comunque secondo me per abolire qualsiasi tipo di intolleranza un modo ci sarebbe: ASCOLTARE, bisogna infatti anche imparare ad ascoltare il prossimo perché è bello essere ascoltati. (Jacopo Moretti) Una lettura che potrebbe interessare: Accettare la diversità Se qualcuno conosce testi, scritti, citazioni, aforismi su questo tema, sarei molto felice se venissero riportati in questo thread. ![]() ![]()
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Si difende la verità non facendo soffrire l'avversario, ma prendendo la sofferenza su di sé. (Mahatma Gandhi) |
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Data registrazione: 02-07-2006
Messaggi: 257
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
un aforisma:Credo nel Dio che ha creato gli uomini, non nel Dio che gli uomini hanno creato
(A.Karr) per sentirsi migliori, molti uomini invece di elevarsi, abbassano gli altri...... non si puo' aggiungere molto a cio' che hai detto, che e' giustissimo, ma molte diversita' contrastano cosi' fortemente con la propria rappresentazione della societa' che auspicarsi ed insistere per il cambiamento, puo'degenerare in intolleranza. I mondi chiusi sono destinati a scontrarsi come unica maniera per incontrarsi. |
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#3 (permalink) |
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Sii cio' che Sei....
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,131
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Tante note per una sinfonia - Il dialogo interreligioso
(intervista a Raimon Panikkar) AHN: Come condirettore del Parlamento delle Religioni, che bilancio traccerebbe del dialogo interreligioso? Raimon Panikkar: In primo luogo, ho il vantaggio di essere stupido e di conseguenza di non fare bilanci. Tutto si può 'bilanciare' positivamente e negativamente, sottolineando una cosa o un'altra. Tutto il mondo è paese. Ma, tutto sommato, il bilancio non è negativo. Dal punto di vista sociologico, anzi, è molto positivo. Finora abbiamo vissuto sempre più in compartimenti stagni. Si parla molto di globalizzazione, ma non di un incontro umano di una certa profondità. La mia critica è che non si è ancora arrivati dove io avrei voluto che si arrivasse: a un incontro, non solamente di cuore, cordiale, ma umano in senso profondo, di menti e cuori allo stesso tempo. Non per dire tutti le stesse cose, ma per comprendersi e amarsi con un po' più di intelligenza e di profondità. Non si tratta di una concordia esterna. Non andiamo a parlare solo perché l'altro non dispone di armi atomiche e non intende distruggermi, si tratta di qualcosa di più. A mio modo di vedere, questo qualcosa di più non è uniformità, ma la possibilità di godere dell'arcobaleno. Io non voglio che il verde sia rosso né che il rosso sia giallo, ma voglio poter godere della sinfonia di colori anziché di una melodia monocolore. Il fatto è che, lo vogliamo o no, siamo ancora monoculturali, soprattutto l'Occidente. Non si può essere multiculturali, cioè essere al di sopra di coloro che hanno una sola cultura. Bisogna essere interculturali, cioè aprirsi alla fecondità mutua tra gli uni e gli altri. La metafora è duplice, spirituale e sessuale. Io posso apprendere molto dall'altro, sempre che io permetta anche all'altro di fecondarmi e apprendere da me. C'è una certa inculturazione tra coloro che vogliono apprendere molto dagli altri, per essere migliori di loro. Ma il movimento deve prodursi in entrambe le direzioni perché ci sia una vera comunicazione. E di questo si stanno ponendo le basi. Perché, avendo toccato il fondo, siamo arrivati a un punto in cui appare chiaro che così non si può continuare. Questa è la mia opinione paradossalmente ottimista. Non è uguale litigare prendendosi a pugni o farlo con le bombe atomiche. Se non cambiamo, presto o tardi arriveremo a questo. E poiché siamo disposti solo a porre cataplasmi, palliativi e iniezioni di acqua fresca, non arriviamo al fondo delle cose. Ma il mondo sì che ha toccato il fondo. La riforma non serve, bisogna realizzare una trasformazione (metamorfosi, in greco) e aiutare la gente a prendere coscienza del fatto che con i palliativi non si va da nessuna parte. Se il rimedio deve essere efficace, ci deve coinvolgere completamente. E, a volte, non siamo disposti a correre il rischio. Predicare sì, sappiamo farlo d'avanzo. Ma essere l'incarnazione di quello che predichiamo, cioè lasciar da parte tutte le sicurezze, già è più difficile. Siamo ossessionati dalla sicurezza ma, per valutare l'importanza delle idee, bisogna assumere i rischi. 'Il signore delle Carte', Cartesio, era ossessionato dalla ricerca della verità. Ma oggi, dall'ossessione di Cartesio per la certezza, siamo passati alla patologia della sicurezza, che ci rovina la vita. Bisogna correre il rischio di essere vulnerabili. Puoi portare un pugnale nascosto per uccidermi o avere qualsiasi altra intenzione occulta, ma se io sono sospettoso dall'inizio non esiste più relazione umana. Senza fiducia, non si può essere felici. [..] continua nel link sottoindicato http://www.rivistadireligione.it/art...o773.asp?IDV=2 Swami Vivekananda al Parlamento delle Religioni Il Parlamento delle Religioni (Estratto da libro "La Via di Vivekananda" di Swami Nikhilananda, pp. 89-95) Lunedì 11 settembre 1983, il Parlamento delle Religioni inaugurò solennemente i suoi lavori. Questa grande riunione faceva parte dell’Esposizione Universale di Chicago, organizzata per celebrare il quattrocentesimo anniversario della scoperta dell’America, da parte di Cristoforo Colombo. Uno degli scopi principali dell’Esposizione era di mostrare i progressi che il mondo doveva agli scienziati occidentali, le scoperte scientifiche e le tecniche recenti. Poiché la religione era un fattore essenziale della cultura umana, si decise di organizzare, in contemporanea all’Esposizione, un Parlamento delle Religioni. " Come ogni torrente, sgorgato da punti diversi, fonde le sue acque in mare, così, o Signore, le diverse vie che gli uomini scelgono a secondo della loro natura, per quando diverse possano apparire, sinuose o diritte, menano tutte a Voi. " " Chiunque viene a Me, sotto qualunque forma egli venga, Io lo accolgo. Tutti gli uomini esprimono i loro sforzi in sentieri che, alla fine, portano a Me. " Swami Vivekananda http://www.ramakrishna-math.org/inse...o/viveka08.htm
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«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. [...] Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». Matteo 11,25-30. Ultima modifica di Yam : 10-01-2007 alle ore 13.38.42. |
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#4 (permalink) |
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Sii cio' che Sei....
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,131
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Vado un po' oltre il semplice dialogo.
Bede Griffiths Verso la convergenza delle religioni La trascendenza di sé in direzione della non-dualità porta a percorrere una “esplorazione” nella grazia del mistero divino. In altre parole, il mistico, trascendendo il dualismo della propria percezione spazio-temporale, si apre alla realtà senza tempo del mistero divino, in cui i “movimenti” verso l’esterno, verso il ritorno e di nuovo verso l’esterno accadono tutti eternamente o “prima” di esprimersi nel mondo dello spazio-tempo. Dunque il ruolo e lo scopo dell’abbandono in queste tradizioni è l’abbandonarsi continuo, interiore ed esteriore, nella dinamica “trinitaria”. In accordo con R. Panikkar, Griffiths sostiene che la natura trinitaria del mistero divino non-duale sia “il punto di convergenza delle varie religioni del pianeta”. E cita Panikkar in proposito: “La Trinità deve essere considerata la congiunzione in cui si incontrano le dimensioni spirituali autentiche di tutte le religioni. La Trinità è l’auto-svelamento di Dio nella pienezza del tempo, la consumazione di ciò che Dio ha ‘detto’ di Sé agli uomini e di tutto ciò che gli uomini sono capaci realizzare e di conoscere su Dio, con il pensiero o l’esperienza mistica. Nella trinità si verifica un vero incontro delle religioni che si realizza non in una vaga fusione o reciproca diluizione, ma in una vera valorizzazione degli elementi religiosi e perfino culturali che sono contenuti in ciascuna”. http://www.gianfrancobertagni.it/mat.../griffiths.htm (nota di Yam: l'aspetto Trinitario del Buddismo puo' essere riassunto in Vuoto-Consapevolezza-Energia, dell'Induismo in SAT CIT ANANDA)
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«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. [...] Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». Matteo 11,25-30. |
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Utente assente
Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,567
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Si vis amari, ama! (Seneca)
-> Se vuoi essere amato, (allora) ama!
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Si difende la verità non facendo soffrire l'avversario, ma prendendo la sofferenza su di sé. (Mahatma Gandhi) |
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#6 (permalink) | |
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novizio
Data registrazione: 10-10-2006
Messaggi: 384
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Citazione:
ozneRRenzo |
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#7 (permalink) | |
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Utente assente
Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,567
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Citazione:
La frase di Seneca è più che altro quasi una sorta provocazione. -> Se vuoi essere amato, ama. Perché? Perché non puoi pretendere qualcosa dagli altri, se tu per primo non agisci in quel modo. Ma la realtà è che, se tu dopo ami, non pretendi più in cambio di essere amato, perché realizzi in un certo senso, che l'Amore in sé, non è legato all'azione-reazione, ma è un qualcosa che dovrebbe sorgere al di là di questo. Insomma: Non si ama per essere amati. Ma questo lo si può capire in un solo unico modo: Amando. ![]()
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Ospite
Data registrazione: 22-01-2006
Messaggi: 37
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Persone di religioni diverse saranno sempre in contrasto tra loro, come lo sono i tifosi di squadre diverse.
Noi atei non abbiamo questo problema. Fede è credere ciò che sai che non è così - Mark Twain Gli dei sono invenzioni degli uomini, come Babbo Natale e la Befana...... ma questi non fanno danni-GCV Il clero sa ch'io so che loro sanno di non sapere - Robert Green Ingersoll La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi - A.Schopenhauer La gente cerca la via che porta al cielo per la semplice ragione che ha perso la strada sulla terra - G. Plechanov |
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#9 (permalink) | ||
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Utente assente
Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,567
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Citazione:
![]() Non so a che sport pensi quando parli in quel modo, ma ti assicuro che io come milanista simpatizzo sempre per le squadre italiane in Champions, quando il Milan non è in campo o è purtroppo uscito dalla competizione. Solo negli scontri diretti mi schiero chiaramente per il Milan, ma rispetto sempre e comunque l'avversario. Questo è lo sport, non altro, non violenza, non insulti e derisione. Ma rispetto per i propri avversari e onore. Una festa. Come anche simpatizzo per Valentino Rossi da quando Max Biaggi non c'è più in MotoGP (prima tifavo per lui), e se va male a Rossi, sono felice anche per Melandri (in fin dei conti sempre di un italiano si tratta). Ma l'esempio più grande lo dà il rugby e il suo famoso "terzo tempo". Di cosa si tratta? Uguale come è andata in campo, cosa è successo, quante se ne sono date a vicenda, ma dopo i due tempi trascorsi sul campo, i giocatori di entrambe le squadre si incontrano per un terzo tempo per festeggiare assieme l'evento, lo sport, la disciplina, vittoriosi e sconfitti assieme, tutti in allegria. Questo è il bello dello sport. Il fairplay, il terzo tempo, il rispetto per i propri avversari, l'amore che si ha per lo sport... E sai... Le stesse cose sarebbe bello vederle tra le varie religioni. Citazione:
).![]()
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Si difende la verità non facendo soffrire l'avversario, ma prendendo la sofferenza su di sé. (Mahatma Gandhi) |
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#10 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 11-07-2007
Messaggi: 59
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Riferimento: Rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso
Domanda:
Per "rispetto, tolleranza e dialogo interreligioso" è da intrendersi: cosa ne pensi o come stanno le cose? Ho avuto la fortuna -o sfiga- di fare le scuole Medie Superiori da grande, tutte le sere per cinque anni. Avendo scelto in questo Istituo Tecnico Industriale con indirizzo informatico anche la materia facoltativa della religione per, diciamo "motivi personali di ricerca" ho constatato che se andavo in chiesa o in parrocchia forse avrei realizzato lo stesso risultato ossia: non sono riuscito a sapere ciò che volevo sapere. Questo, al di là di non volere offendere le sensibilità e i credo altrui, non può essere assolutamente considerato elemento che possa favorire dialoghi interreligiosi di diversi ordini confessionali. Giusto o sbagliato? Ciao.
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La vita è come il maiale.....non si butta nulla. |
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