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| Riflessioni celebri - aforismi - citazioni Proponi e commenta. |
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Strumenti discussione | Cerca in questa discussione | Modalità visualizzazione |
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#1 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 8
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non amare
è quasi come commettere un omicidio...
liberamente tratta da una frase di pasternak.. ma anche farsi massacrare per amore mi sembra quasi peggio di un suicidio.. moderazione.. allora, ma come conciliarla con l'emozione? ![]()
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unatipa |
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#3 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 11-03-2004
Messaggi: 2
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Anche se è vero amare fa soffrire.....io sono daccordissima con una frase di Oscar Wilde che diceva:"CHI NON HA MAI AMATO...NON HA MAI VISSUTO!!!"
CIAO CIAO ![]()
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Ognuno di noi ha un paio di ali...ma solo chi sogna impara a volare!Jim |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-03-2004
Messaggi: 68
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Ciao
Secondo me l'amore non farà mai soffrire finché ciò non si traduce in ossessione.
E purtroppo questa é una caratteristica che si fonda su una base istintiva dell'essere umano, ossia la tendenza di accentrare verso di se la propria attenzione sulla persona amata. E' un atteggiamento che lo si fa inconsapevolmente senza pensare quanto ciò possa recare sofferenza alla persona che si ama. Non ho mai avuto nessuno accanto a me e quindi non ho molta esperienza in questo senso ...ma anch'io ho amato e continuo ad amare anche se a modo mio.... Se si riesce a creare un rapporto senza abbarbicarsi troppo all'altro allora probabilmente si riesce ad amare veramente, a vedere la persona amata con occhi diversi e, spesso, a soffrire ( e soprattutto a far soffrire) molto di meno. Non é facile ma possibile secondo me. Ciao. ![]()
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Gianni |
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#5 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 17-08-2003
Messaggi: 139
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Hai detto una cosa giustissima .......secondo me ......anche se difficile !In effetti qualcuno paragona l'amora ad un delirio e quindi qualcosa simile ad un'ossesione c'è senz'altro!Solitamente è uno dei due che ha questo atteggiamento e l'altro lo subisce ,ma in effetti non fa bene nè all'uno nè all'altro .
Quando dici anche io amo a modo mio ,ti chiedo qual'è il tuo modo ?Il mio modo di amare è accentratore ma ..vorrei modificarlo perchè come dici tu non è un bene. Vorrei sapere anche l'opinione degli altri a questo proposito. ![]() |
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#6 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-03-2004
Messaggi: 68
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Effettivamente ho un modo molto particolare, abbastanza misterioso per l'altra persona.
Difficilmente riesco ad esprimere i miei sentimenti (finora mai é successo) e, qualche anno fa, quando ho conosciuto una ragazza ho sempre cercato di stargli vicino nei momenti in cui c'era bisogno. Ma non sono né un bravo consigliere né tanto meno uno bravo con le parole........ Il problema é che quando vedo che l'altra non risponde alle mie richieste tendo a diventare ossessivo (come dicevo prima) ed anche a far soffrire ingiustamente chi non si merita un tale trattamento. Allora mi pento e cerco, seppur faticosamente, di uscire dalla sua vita. Ogni volta mi ripeto che devo cambiare e migliorare il mio modo di pormi dinanzi agli altri...da domani cambio. Ma una cosa é pensare di fare ed un altra é farla veramente. Se un giorno riuscirò a superare questo scoglio 'mentale' probabilmente saprò anche cosa vuol dire amare. Grazie per la risposta. ![]()
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Gianni |
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#7 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 17-08-2003
Messaggi: 139
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"Il problema é che quando vedo che l'altra non risponde alle mie richieste tendo a diventare ossessivo (come dicevo prima) ed anche a far soffrire ingiustamente chi non si merita un tale trattamento. Allora mi pento e cerco, seppur faticosamente, di uscire dalla sua vita. "
Questo è successo anche a me ,parto erroneamente dal presupposto che la persona che mi è di fronte debba avere lo stesso modo mio di amare e non mi rendo conto ,accecata da quel sentimento molto intenso della diversità che esiste!Quando me ne rendo conto faccio marcia indietro ,continuando a sbagliare!Non esco dalla sua vita ma ...metto in condizione l'altro di farlo , che poi è la stessa cosa.... .....vorrei capire questo comportamento da cosa può essere determinato anche se a freddo mi rendo conto che è sbagliato! ![]() Ultima modifica di anima mia : 17-03-2004 alle ore 06.48.23. |
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#8 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 18-10-2003
Messaggi: 1,164
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"Vorrei sapere anche l'opinione degli altri a questo proposito."
Credo che l'amore con la A maiuscola sia volere il bene dell'altro, la sua felicità. Sentimenti come la gelosia, l'ossessione, il senso di possesso credo siano segno di insicurezza, in se stessi o nell'altra persona. Possono essere sintomi di un amore malato. Ci sono molti modi di amare, ma farsi massacrare per amore: non mi sembra sia il caso, anzi non mi sembra sia ...amore. Amare con moderazione: non credo sia possibile, amare è mettersi in gioco, rischiare, magari anche soffrire. Ma ne vale la pena... ![]() |
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#10 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-03-2004
Messaggi: 68
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Non so se la mia analisi possa essere considerata giusta o meno ma, per quanto riguarda la mia esperienza, probabilmente l'errore che ho commesso é
stato quello di farmi accecare dall'illusione di ciò che questa persona poteva darmi e di ciò che poteva privarmi. Il risultato di questo mio modo di ragionare era che ella poteva esercitare un altissimo potere su di me: un suo sorriso mi portava alle stelle, uno sguardo offeso mi faceva cadere nell'oblio dell'angoscia. Non raggiungevo mai un equilibrio nel rapporto con lei. Inevitabilemente se ci facciamo sopprimere da quest'illusione perdiamo anche la capacità di amare e per amare dobbiamo imparare a vedere le cose come stanno e le persone come sono in realtà. E se vogliamo imparare a vedere dobbiamo lasciar cadere ogni vincolo mentale imposto dalla società su cosa dobbiamo aspettarci dalle altre persone. Tralasciamo per un attimo il discorso sentimentale che presuppone una molteplicità di varianti nell'analisi e che potrebbero solo creare confusione: a me capita spesso nel lavoro, come penso a molti altri, di sentirmi felici se un collega si congratula con me per un lavoro svolto oppure di smontarmi in caso di critica e lì, la parte più penosa, ci si arrampica sugli specchi per trovare una giustificazione al fine di fargli cambiare, anche parzialmente, la sua opinione che ha su di noi. Ma ci rendiamo conto: una persona, in tutto e per tutto uguale a noi con difetti e pregi come l'abbiamo noi, che riesca ad esercitare un potere simile. Non si deve dare giustificazione a nessuno di ciò che si compie al di là che la cosa sia giusta o sbagliata. Può essere giusta per me come sbagliata per lui. Bene!!! Sono felice, ognuno continuerà ad andare per la sua strada, ma questo non deve rendermi triste o depresso. Questa mia disgressione ha permesso di spiegare ( e per me stesso anche di comprendere) il concetto a cui voglio arrivare. Se io metto al persona amata sopra un piedistallo assecondando tutti i suoi desideri per vederla felice (o almeno credere che lo diventi con il nostro atteggiamento) non facciamo altro che peggiorare le cose e, nel momento in cui ci accorgiamo che il rapporto inizia ad avere degli equilibri non consoni con le nostre aspettative iniziamo a diventare ossessivi. E questo perché si ha paura di rimanere soli. La società ci ha insegnato fin da piccoli che la solitudine é qualcosa di cattivo, é una malattia che può portarci alla distruzione di noi stessi. Ebbene: noi siamo legati a questi preconcetti ed é proprio grazie a codeste convinzioni che abbiamo paura a rimanere soli e con molta probabilità rischiamo di rimanerci. E non é nemmeno vero quando dicono che ci si abitua alla solitudine con il passare del tempo, é una stupidaggine. Essa non é una condizione mentale ma un modo di vivere come lo può essere un rapporto di coppia. Ormai ho quasi 31 anni e non ho mai avuto un nessunissimo rapporto con una ragazza a causa di stupidi blocchi mentali che non mi fanno vedere al di là di quello che riuscirei ad vedere senza occhiali ( .... e che é poco) eppure non sono ancora riuscito ad imparare a vivere questa particolare condizione che é la solitudine. Forse é per questo che non riesco ad amare. Finché non si comprende la solitudine non si riuscirà mai ad amare veramente e viceversa non si riesce a trasmettere il proprio amore se non impari a vedere la persona amata con lo sguardo innocente, limpido e privo di un qualsiasi desiderio egoistico di rimanere soli, metaforicamente come quello di un bambino ancora all'oscuro dei vincoli che il sistema sociale ci propina nel corso della nostra esistenza. Sia ben chiaro é solo una opinione anche se sembra più uno sfogo di un matto. Sono ben accette obiezioni e critiche....anzi le desidero. U n pensiero che non ha un seguito di critiche e riflessioni é sicuramente privo di quell'energia propria delle idee che riescono ad entrare nell'animo delle persone. Grazie a tutti coloro che porteranno pazienza a leggere queste quattro righe. ![]()
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Gianni |
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