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#1 (permalink) |
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muta-muta
Data registrazione: 27-04-2004
Messaggi: 119
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La Relatività alla luce della Luce
Ho cercato di introdurre, in un forum aperto, un mio dubbio per l'interpretazione della velocità della luce legata alla teoria della relatività. Ma la fortuna non mi ha assistito... speriamo che la sorte sia migliore
Mettiamo sempre una sorgente luminosa (L); una persona (P1) ferma rispetto a L; un'altra persona (P2) che si allontana da L ed una terza persona (P3)che si avvicina a L. La sorgente emette un raggio luminoso e se noi rappresentiamo la luce come onda elettromagnetica avremo un numero N di onde. Ebbene sia T la durata di emissione avremo un numero di sinusoidi dato da N= f .T e lo spazio che occupa questo treno d' onde sarà S= ù . N (a) (ù= lunghezza d'onda ) Se la luce è una costante avremo che il tempo T avrà lo stesso valore cioè P1= P2= P3. P1 vedrà una luce con lunghezza d'onda ù1; P2 vedrà una luce con lunghezzaù2e P3 una luce con lunghezza ù3; nella relazione tra le frequenze avremo ù2> ù1> ù3 cioè si ha uno spostamento verso il rosso per l'osservatore che si allontana e verso il blu per l'osservatore che si avvicina. In questi 3 sistemi avremo T e N costanti. Ma se T e N sono costanti anche lo spazio S sarà costante e come si spiega la (a) se ù2> ù1> ù3? Supponiamo pure che il tempo si dilati per chi si allontana da L e che si restringa per chi si avvicina a ad L, in questo caso possiamo rendere valida la (a) ma come si spiegherebbe il cambiamento di colore della sorgente vista da P1 ; da P2 e da P3 ?? Dov'è che sbaglio?.
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L'uomo è come una frazione al cui numeratore c'è quello che è e al cui denominatore c'è quello che pensa di se stesso. Più è grande il denominatore più è piccola la frazione. |
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#2 (permalink) |
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muta-muta
Data registrazione: 27-04-2004
Messaggi: 119
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Forse il mio dubbio è stato esposto male ??
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L'uomo è come una frazione al cui numeratore c'è quello che è e al cui denominatore c'è quello che pensa di se stesso. Più è grande il denominatore più è piccola la frazione. |
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#4 (permalink) |
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muta-muta
Data registrazione: 27-04-2004
Messaggi: 119
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per Rolando
Vediamo se riesco a spiegarmi meglio
Immaginiamo una sorgente luminosa (L); una persona (P1) (o sistema di misura) ferma rispetto a L; un'altra persona (P2) che si allontana da L ed una terza persona (P3) che si avvicina a L. La sorgente (L) emette un raggio luminoso e nella rappresentazione ondulatoria possiamo dire che questo treno d’onde emesso per il tempo T è costituito da un numero N d’onde e che lo spazio occupato sarà dato da (a) S = N.ù1 --- (ù1 = lunghezza d’onda della luce emessa da L). Se la velocità della luce è una costante avremo che il tempo T avrà lo stesso valore cioè T in P1= T in P2= T P3. Cioè la durata del treno d'onde sarà uguale nei 3 sistemi però P1 vedrà una luce con lunghezza d'onda ù1; P2 vedrà una luce con lunghezza ù2 e P3 una luce con lunghezza ù3; nella relazione tra le frequenze avremo ù2> ù1> ù3 cioè si ha uno spostamento del colore verso il rosso per l'osservatore che si allontana e verso il blu per l'osservatore che si avvicina. In questi 3 sistemi avremo T e N costanti. Ma se T e N sono costanti anche lo spazio S (perché nello stesso tempo la luce percorre lo stesso spazio) sarà costante e come si spiega la (a) se ù2> ù1> ù3? Supponiamo che il tempo (per la relatività) si dilati per chi si allontana da L e che si restringa per chi si avvicina a L, in questo caso possiamo rendere valida la (a) usando le varie lunghezze d’onda (ù1; ù2: ù3) ma come si spiegherebbe il cambiamento di colore della sorgente vista da P1 ; da P2 o da P3 ?? Perchè la persona che si trova sul sistema o P2 o P3 non può sapere la velocità relativa a P1 pertanto non sa di quanto si sia accorciato o allungato il tempo T, per questa persona il tempo e sempre =T del sistema di riferimanto iniziale cioè a quello della sorgente luminosa. Non so se questa volta risulto più chiaro. ciao
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L'uomo è come una frazione al cui numeratore c'è quello che è e al cui denominatore c'è quello che pensa di se stesso. Più è grande il denominatore più è piccola la frazione. |
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#5 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
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Ciao Lachesis
Visto che non sono italiano (in questa vita) è un po' difficile tenere a mente tutti i fattori o termini della tua analisi o ipotesi. Non sono neanche matematico, e non conosco la teoria della relatività ma siccome è un problema logico mi interessa un po', ma ciò non significa naturalmente che posso dare la “soluzione”. Quindi io ripeto: Sarebbe possibile precisare il “nucleo della domanda” in poche parole, senza tutte le cifre? Quindi secondo te, qual è il problema? (Ma se ciò non è possibile lascia perdere questo intervento) e speriamo che qualcun altro sa risponderti. Ciao ![]() |
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#6 (permalink) |
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può anche essere...
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,082
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prova ad andare su questo forum www.metaforum.it , c'è una sezione popolata di persone che, da quel nulla che ne capisco, mastica matematica con una confidenza ammirevole
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#7 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 12-01-2005
Messaggi: 10
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Scusami,ma non riesco a capire.Tu parti dal presupposto che il tempo T,impiegato dalle onde luminose per arrivare dalla sorgente L ai tre osservatori (P1,P2,P3),SIA LO STESSO per tutti e tre,essendo la velocita' della luce una costante.Ma come e' possibile questo?Se un osservatore e' fermo,un'altro in allontanamento e un terzo in avvicinamento ad L,le distanze fra questi ed L non saranno diverse?E con distanze(cioe' spazi)diversi,non si avra' anche T necessariamente diverso per P1,P2 e P3,oltreche' a spettri di luce differenti?O forse intendevi altro?Scusami ma non riesco a comprendere....
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#8 (permalink) |
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muta-muta
Data registrazione: 27-04-2004
Messaggi: 119
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Per Barbanera
No il tempo T è il tempo di durata dell'impulso luce non il tempo che impiega la luce ad arrivare in P2 o P3... quelli possono essere diversi dipende dalla distanza che c'è tra gli osservatori e la sorgente
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L'uomo è come una frazione al cui numeratore c'è quello che è e al cui denominatore c'è quello che pensa di se stesso. Più è grande il denominatore più è piccola la frazione. |
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#9 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 12-01-2005
Messaggi: 10
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Forse la soluzione,se ho ben capito cio' che vuoi dire,sta qui:
http://www.ira.cnr.it/visitorc/mostr...opplerzeta.pdf In esso si sostiene che il cambiamento di lunghezza d'onda delle onde elettromagnetiche(e quindi anche della luce),in base all'avvicinamento o all'allontanamento della sorgente di emissione,E' SOLO APPARENTE......non so se questo possa essere d'aiuto.... |
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#10 (permalink) |
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muta-muta
Data registrazione: 27-04-2004
Messaggi: 119
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per Barbanera
Ti ringrazio per il sito che mi hai indicato.... però come vedi dice " da la sensazione che la lunghezza d'onda sia più grande o più piccola di quella della sorgente...." Ma questa "apparenza non è soggettiva ma rilevabile in modo obiettivo, cioè strumentale. E' questo che crea il dubbio... la disegualianza tra ù1*N; ù2*N e ù3*N..... quando T dovrebbe essere uguale per tutti 3 i sistemi e di conseguenza anche S è uguale... cioè se calcolo lo spazio come S= T*c... ho un valore unico per i 3 sistemi.. se calcolo lo spazio da S= ù*N ho un valore diverso per ogni sistema di riferimento perchè ù1 è diverso da ù2 e ù3 è diverso da ù2 e ù1
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