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Vecchio 01-12-2005, 23.22.08   #21
edali
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Data registrazione: 08-04-2002
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Leggendo un po’ i vostri interventi, a me sembra più che una copiatrice umana o no (a non confondersi con l’alchimia) un tipo di Esperimento Philadelphia. (Rainbow). Leggendo le possibili conseguenze di un tale esperimento, non azzarderei ad immaginare una possibile realizzazione con le attuali tecnologie. Secondo me, anche questi “sistemi stocastici” in fin dei conti hanno una legge perfetta che sfugge alla mente umana. L’approccio, oltre scientifico, dovrebbe essere anche spirituale (o soprattutto).
edali is offline  
Vecchio 02-12-2005, 01.51.57   #22
Weyl
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Data registrazione: 23-02-2005
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Re: infinito computazionale e finito fisico

Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus

Anche se facciamo tali assunzioni non ne risulta che la mente non sia copiabile. Infatti l'infinita complessità appartiene ad un livello supeiore (in astrazione) a quello fisico. Quindi noi non dobbiamo copiare l'algoritmo (cosa impossibile per la sua complessità), ma solo la configurazione dei suoi atomi. Diversamente dal livello funzionale, per il livello fisico possiamo assumere una struttura non infinita: quindi dei decimali dopo la virgola ne possiamo vedere il fondo

Poi tu dici:


E ritieni che la non riporducibilità di tali imperfezioni avranno conseguenze a catena, tipo effetto farfalla. Ma c'è un'obiezione a questo tua argomento: se si produce una copia atomica (atomo per atomo), allora non vedo perchè tali relazioni caotiche non possano essere rappresentate.
[/b]


Ecco il punto: non consideri il fatto che "copiare" non è un processo immediato, bensì una transizione che filtra necessariamente attraverso un modello.
Non la realtà fisica, naturalmente, ma il modello computazionale in cui essa si rappresenta, e che deve fungere da impronta per la trasduzione: esso possiede tali limiti.
Ed essi discendono dall'organizzazione strutturale delle funzioni coscienti, le quali impongono il loro "calco" ad ogni possibile rappresentazione del mondo fisico.

Il mondo non è frattale più di quanto non sia euclideo: tali sono i modelli entro le cui possibili coordinazioni noi ce lo rappresentiamo.
Ma "copiare" implica il "riprodurre il rappresentato", il che si media attraverso un modello.
Naturalmente la questione non si pone al livello delle particelle elementari, le quali tali sono proprio in quanto "irriducibili".
Ogni ulteriore correlazione, tuttavia, presuppone di essere interpretata come tale.
E come tale rappresentata e riprodotta.
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Vecchio 02-12-2005, 11.47.34   #23
alessiob
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Ragazzi, non avete risposto all'interrogativo.

Come facciamo a riconoscerci dal nostro clone?

Per chi risponde ci sono due milioni di dollari in palio
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Vecchio 02-12-2005, 15.59.12   #24
klara
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Messaggio originale inviato da alessiob

Come facciamo a riconoscerci dal nostro clone?

...se durante lo sdoppiamento deve passare un tot di tempo,anche minimo,quello "nuovo" dovrebbe essere piu' "giovane"?...
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Vecchio 03-12-2005, 12.33.24   #25
epicurus
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Re: Re: infinito computazionale e finito fisico

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
Ecco il punto: non consideri il fatto che "copiare" non è un processo immediato, bensì una transizione che filtra necessariamente attraverso un modello.
[...]
Ma "copiare" implica il "riprodurre il rappresentato", il che si media attraverso un modello.
Naturalmente la questione non si pone al livello delle particelle elementari, le quali tali sono proprio in quanto "irriducibili".
Ogni ulteriore correlazione, tuttavia, presuppone di essere interpretata come tale.
E come tale rappresentata e riprodotta.

Non capisco Weyl. Infatti non vedo perchè una macchina che scannerizza tutte le nostre particelle elementari distorga l'informazione. Forse intendi che tale macchina userà determinati criteri per copiare e che tali criteri sono solo della macchina e non nel mondo. Ma penso che questo sia un falso problema.

Io butto dei sassi per terra a casaccio. La loro disposizione può essere descritta in vari modi (in base al colore, alla contiguità, alla gradezza, etc.) secondo i nostri interessi e schemi concettuali. Ma questo non implica che la mia descrizione sia imprecisa e perda delle informazioni. Così la macchina duplicatrice può benissimo - in linea di principio - duplicare esattamente anche se ha un modello che gli da i criteri di catalogazione.

epicurus
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Vecchio 03-12-2005, 12.36.40   #26
epicurus
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Messaggio originale inviato da alessiob
Ragazzi, non avete risposto all'interrogativo.

Come facciamo a riconoscerci dal nostro clone?

Per chi risponde ci sono due milioni di dollari in palio

come ha detto klara uno dei due dovrebbe essere più vecchio. comunque qui non è in discussione l'indistinguibilità dei due (che è vera per ipotesi).
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Vecchio 03-12-2005, 13.02.54   #27
alessiob
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Quella che uno dei due è più vecchio può essere una buona idea; però nel nostro caso non è contemplata, poichè l'ipotesi suppone la creazione istantana dell'altro per legge quantistica (quindi immediata, molto più veloce della stessa luce). DUnque i due hanno gli stessi anni, giorni e secondi di vita.

La domanda resta senza risposta, chi volesse tentare a rispondere può ancora farlo!
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Vecchio 03-12-2005, 13.10.27   #28
klara
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Messaggio originale inviato da epicurus
comunque qui non è in discussione l'indistinguibilità dei due (che è vera per ipotesi).

...beh, era una domanda di percorso...tu sollevi il problema etico nel caso il teletrasporto risulti attuabile nel futuro...esiste sempre la possibilita' di creare cloni ad ogni possibile errore o guasto...in tal caso, o rifiuteremo del tutto questo mezzo,o che?...chiederemo la firma di consenso ad ogni passeggero?...la responsabilita' sara' solo sua?...sara' sempre la decisione anche del duplicato a correre questo rischio ,visto che sono identici?...devo dire che la conclusione di Weyl risulta confortante...

,klara
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Vecchio 03-12-2005, 13.15.42   #29
nexus6
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Immaginiamo un mondo dove la clonazione esiste, ecco un esperimento che compiono alcuni scienziati: Abbiamo due contenitori cilindrici perfettamente identici, questi si trovano su una pedana rotonda che può ruotare su se stessa.

Arriva un uomo, la cavia dell'esperimento, perfettamente lucido e cosciente, egli entra in uno dei due cilindri a caso poi la pedana rotonda comincia a girare vorticosamente ruotando le due capsule in modo che non si possa conoscere in quale delle due è entrato l'uomo. Mentre avviene questo nel cilindro vuoto si crea un clone del tutto identico all'altro, compreso i suoi ultimi ricordi: entrare nel cilindro.

La pedana si ferma e i due uomini scendono, ora la domanda è questa: SE voi foste stati quell'uomo COME vi riconoscereste da quello clonato? Come sapreste che non siete voi il clonato e viceversa? Calcolando che nessuno, scienziati compresi lo sanno poichè i cilindri sono identici e vorticavano continuamente.

La risposta è: Non lo saprete mai poichè i ricordi saranno gli stessi e di fatto sia l'originale che il clone sono identici, dunque il clone non è un semplice "oggetto", ma siete proprio voi, come l'originale.


Comunque se qualcuno ha una risposta la proponga.
Se tu uomo entri, per esempio, nel cilindro A e ti accorgi che alla tua destra c'è l'altro (B), questo ricordo rimarrà pure impresso nel clone, che quando uscirà si troverà ad avere l'altro cilindro (A) alla sua sinistra e capirà che qualcosa non va.
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Vecchio 03-12-2005, 13.16.13   #30
klara
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Messaggio originale inviato da alessiob
Quella che uno dei due è più vecchio può essere una buona idea; però nel nostro caso non è contemplata, poichè l'ipotesi suppone la creazione istantana dell'altro per legge quantistica (quindi immediata, molto più veloce della stessa luce). DUnque i due hanno gli stessi anni, giorni e secondi di vita.

La domanda resta senza risposta, chi volesse tentare a rispondere può ancora farlo!

...e no...leggi qui sotto: ipotetico viaggio...

www.cicap.org/articoli/at101172.htm

,klara
klara is offline  

 



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