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Vecchio 21-11-2005, 22.08.37   #1 (permalink)
dnamercurio
 
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Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 678
Thumbs up Italiani isolano staminali del cuore

-|[ *Italiani isolano staminali del cuore* ]|-


15/11/2005 - Cellule staminali adulte sono state per la prima volta
isolate dal cuore umano e, successivamente trattate in laboratorio, si
sono dimostrate in grado di riparare i danni causati dall'infarto una
volta iniettate nel cuore di topi infartuati. L'annuncio - che apre la
strada alla speranza che un giorno le staminali prelevate dal cuore
del paziente possano riuscire a riparare i danni dell'infarto nel
paziente stesso - è stato dato al Congresso dell'Associazione
americana di cardiologia ed è frutto del lavoro di ricercatori
italiani dell'Università La Sapienza di Roma in collaborazione con la
Johns Hopkins University di Baltimora.
Per la prima volta, dunque, cellule staminali sono state prelevate
direttamente dal tessuto cardiaco umano con un obiettivo preciso:
arrivare a curare i danni dell'infarto nello stesso cuore da cui sono
state isolate. Un traguardo che ha segnato i primi risultati positivi
nella sperimentazione sui topi, secondo quanto annunciato a Dallas. Lo
studio è stato condotto dai ricercatori del Dipartimento di medicina
sperimentale e patologia dell'Università La Sapienza, che hanno
lavorato in collaborazione con i colleghi americani. Per isolare le
staminali cardiache, gli esperti hanno utilizzato piccolissime
quantità di tessuto cardiaco (circa 20 milligrammi) derivante da
biopsie non invasive su pazienti infartuati o trapiantati, ma anche da
biopsie diagnostiche di routine.
In pratica i ricercatori hanno isolato cellule staminali adulte dal
tessuto cardiaco e poi le hanno fatte crescere in laboratorio. In
questa fase hanno osservato che le cellule, moltiplicandosi ed
espandendosi, acquisivano una particolare struttura sferica e
multicellulare (e per questo sono state definite Cardiosfere)
rivelando tutte le proprietà caratteristiche del tessuto cardiaco. A
questo punto, i ricercatori hanno impiantato le cardiosfere nel cuore
di topi ai quali era stato indotto un infarto. Sorprendenti i
risultati: i topi hanno dimostrato una capacità di recupero, in
termini di contrazione del muscolo cardiaco infartuato, pari a ben il
30%.
Una scoperta che potrebbe aprire la strada ad enormi progressi nella
cura del cuore, anche se, avvertono i ricercatori, si è ancora
all'inizio del cammino ed ulteriori ricerche sono necessarie prima di
un'applicazione concreta di questa tecnica all'uomo. Tuttavia, la
scoperta si potrebbe rivelare eccezionale: "In futuro - ha spiegato il
direttore del Dipartimento di cardiologia della Hopkins University,
Edoardo Marban - le cellule staminali cardiache di un paziente
infartuato potrebbero essere utilizzate per riparare i danni al cuore
del paziente stesso, arrivando forse ad evitare in futuro il ricorso
al trapianto".
Ma l'utilizzo delle staminali cardiache prelevate dallo stesso
paziente, hanno sottolineato i ricercatori, eviterebbe anche il
rischio di rigetto. Insomma, si tratterebbe di un passo avanti
decisivo. Finora, infatti, le cellule staminali adulte utilizzate
nella sperimentazione per riparare i danni determinati sul cuore
dall'infarto, erano prelevate soprattutto dal midollo osseo e dal
sangue periferico. La loro funzione, hanno precisato gli esperti, era
però limitata a rendere il cuore più vascolarizzato: tali cellule
staminali non avevano cioé la capacità di trasformarsi in cellule
cardiache vere e proprie, ovvero di riparare effettivamente il tessuto
danneggiato.
Nelle sperimentazioni sono state utilizzate anche cellule staminali
derivate dal tessuto scheletrico, ma anche esse presentano delle
complicanze poiché non 'legandosi' completamente alle cellule
cardiache provocano delle gravi aritmie. Problemi che si eviterebbero,
hanno concluso gli esperti, almeno stando ai primi risultati ottenuti
sui topi, con l'utilizzo di cellule staminali cardiache prelevate
dallo stesso organo che sono chiamate a 'riparare'.

http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=3401

Saluti
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dnamercurio
Alessandro D'Angelo is offline  
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Vecchio 21-11-2005, 22.16.49   #2 (permalink)
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Messaggi: 2,183
Ma di preciso in che parte del cuore le hanno trovate?
sisrahtac is offline  
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Vecchio 22-11-2005, 23.13.15   #3 (permalink)
dnamercurio
 
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Messaggi: 678
Gentile catharsis,

leggo e riporto:

<<dunque, cellule staminali sono state prelevate direttamente dal tessuto cardiaco umano >>
Sai bene che il tessuto cardiaco è l'unico muscolo misto. Cioè esso presenta sia fibre muscolari liscie che fibre muscolari striate.
Dunque, queste staminali sono atipiche poiché prelevate da un tessuto dell'organismo umano UNICO.

Saluti a Tutti
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dnamercurio
Alessandro D'Angelo is offline  
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Vecchio 23-11-2005, 23.25.36   #4 (permalink)
dnamercurio
 
L'avatar di Alessandro D'Angelo
 
Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 678
Gentili amici, soprattutto per Catharsis,

Riporto dall'articolo dell'università di produzione del lavoro
https://hopkinsnet.jhu.edu/servlet/p...hema=PORTAL30P

"Using cardiac catheterization, where a tubelike probe is inserted
into a vein in the neck that links to the heart, the Johns Hopkins
team removed a small sample (15 mg or less) of heart tissue, from the
right ventricle in 23 patients already undergoing treatment for heart
failure. Earlier studies in pigs found that adult stem cells were most
abundant in this region of the heart."

Quindi nel VENTRICOLO DESTRO, risulta che ci sia una zona in cui le CELLULE STAMINALI risultano essere in buona quantità.
E' stato infatti sufficiente un piccolo campione, piuttosto che una
biopsia più impegnativa in sede chirurgica come fatto in molti casi -
si dice nell'articolo-.

Spero di aver risposto (e credo proprio di si =)

Saluti a Tutti


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dnamercurio
Alessandro D'Angelo is offline  
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Vecchio 02-12-2005, 18.04.29   #5 (permalink)
dnamercurio
 
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Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 678
Gentili amici,
la Nicotina, è terrebile per mantenere una buona vecchiaia.
###
infatti, l'esposizione cronica alla nicotina fa peggiorare alcune delle anormalità cerebrali associate al morbo di Alzheimer, contraddicendo precedenti ricerche che suggerivano invece un effetto benefico. Alla malattia di Alzheimer sono associate due distinte patologie cerebrali: le placche dovute ai depositi di proteina beta-amiloide e i grovigli neurofibrillari contenenti ammassi di proteine tau alterate. Per determinare se la nicotina avesse un effetto preventivo sugli accumuli di BETA-AMILOIDI o di tau, Frank LaFerla e colleghi hanno somministrato il farmaco in acqua potabile a topi geneticamente modificati per sviluppare entrambe le patologie. I ricercatori hanno scoperto che l'esposizione cronica alla nicotina incrementava l'aggregazione di tau, mentre non aveva alcun effetto significativo sui livelli di beta-amiloidi.
Saluti a Tutti
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dnamercurio
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