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Vecchio 13-12-2005, 23.22.32   #1 (permalink)
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Messaggi: 879
Le multinazionali della biotecnologia

Cosa significa che il materiale vivente può essere brevettato?
di Jeremy Rifkin

Il nome del gioco è "geni". Chi controlla i geni controlla il secolo della biotecnologia.
Stiamo passando dalla fonte energetica costituita dai combustibili fossili e minerali a quella dei geni. Geni per ogni attività economica. Ora, il pubblico sarà sorpreso di sapere che le fusioni che si fanno nel campo delle telecomunicazioni, del software e dell'industria dello spettacolo sono poca cosa in confronto con le fusioni che avvengono nel campo dell'industria delle scienze naturali. E quello che vediamo è che un certo numero di società che operano nel settore delle scienze biologiche in tutto il mondo cominciano a controllare tutte le mappe genetiche sulle quali è basata la nostra sopravvivenza.

Dai semi delle piante commestibili alle fibre al materiale da costruzione alla medicina, tutto è nelle mani di poche società. Nei prossimi 8 anni, virtualmente tutti i 60.000 geni che costituiscono la mappa del genere umano saranno identificati. Ognuno di questi 60.000 geni diventerà virtualmente proprietà registrata di una società.

A mano a mano che le società individuano questi geni, come il gene del cancro al seno, il gene della fibrosi cistica, del morbo di Huntington, accampano diritti su di essi come se fossero loro invenzioni.

Così tra meno di dieci anni, poche società come Monsanto, Novartis, Smith Kline Beecham e Hoechst Chemical, saranno in possesso della mappa genetica del genere umano, il che darà loro un potere commerciale senza precedenti, tale da dettare i termini entro i quali viviamo le nostre vite , e forse per dettare i termini della futura evoluzione del genere umano. Inoltre, le stesse società stanno analizzando i paesi del Sud del mondo perché è lì che si trovano le risorse genetiche rare. La biodiversità del pianeta, le ricche risorse genetiche si trovano nei paesi in via di sviluppo. Così queste società vanno laggiù, fanno ricerche, individuano dove si trovano i geni che potrebbero avere un valore commerciale e li registrano: possono essere microbi che si trovano nelle piante e negli animali e anche nella popolazione indigena.

I paesi del Sud gridano alla biopirateria. Dicono: "Sono risorse nostre, come il petrolio nel Medio Oriente. Dovremmo averne un compenso economico". Il mio parere, e quello che io esprimo in "Il secolo biotech", è che il serbatoio genetico deve rimanere aperto. È un patrimonio comune. Fa parte della comune eredità dell'evoluzione. Non dovrebbe essere ridotto a proprietà politica dei governi o proprietà intellettuale e commerciale delle società.

Se riduciamo il serbatoio genetico a una proprietà privata che può essere sfruttata commercialmente avremo guerre genetiche nei prossimi secoli, esattamente come le guerre che ci sono state per il petrolio e i metalli e minerali rari nell'era industriale. Quindi ci vuole un accordo internazionale per mantenere aperto questo serbatoio.

L'Antartide è un buon esempio. L'ultimo continente è tenuto aperto come un patrimonio comune. Secondo il trattato possiamo esplorarlo scientificamente, ma non lo si può sfruttare commercialmente o possedere. Ci vuole un accordo internazionale simile per mantenere aperto il serbatoio genetico, in modo che possa essere esplorato scientificamente ma condiviso come eredità per le generazioni future.

da: http://www.repubblica.it/online/inte...in/rifkin.html
__________________
Il sapere è quella parte della nostra ignoranza che abbiamo ordinata e classificata. (Ambrose Gwinnett Bierce)
oizirbaf is offline  
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Vecchio 14-12-2005, 01.55.35   #2 (permalink)
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Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 741
Sciocchezze

Il genoma umano è mappato dal 1999, i geni effettivi, in quanto unità classiche di informazione circa 35000.
Il problema più grosso riguarda, da questo lato, l'interpretazione della cosiddetta "spazzatura", in realtà certamente efficace nei meccanismi di trascrizione, regolazione e trasduzione dell'informazione, nonchè nei meccanismi, ancor più complessi, di operatività intracellulare di frammenti nucleotidici.
Manca ancora parecchio, dunque, sul piano operativo.

Il sud del mondo ha poco da recriminare: per ora riceve e basta.
L'unica popolazione interamente studiata e mappata è quella islandese, che non si trova propriamente a sud.
Grazie a questa catagolazione molto è stato compreso, ma si trattya di un gruppo piccolo ed utile soprattutto per la sua sostanziale omogeneità.
Al momento non sono nè razionali nè futuribili indagini su popolazioni di cui non è noto l'albero genealogico.
Dunque, quelle che hai letto, e riferisci, non sono che fantasie.

Il possesso del "marchio" su di un gene, per quanto già ci è dato di sapere, non è, ripeto non è, assolutamente, il possesso di un elemento nucleare della vita.
Il codice genetico non è il software di nessun essere vivente: solo un informe magma di potenzialità. Gli elementi ontogenetici che traducono il genotipo, cosiddetto, in fenotipo, non sono assolutamenti riducibili alla semplice trascrizione di singole sequenze geniche: si pensava così negli anni '70, ma le cose sono alquanto più complesse.
Il possesso di un copyright sull'isolamento di una singola uniutà di informazione è lecito, allo stesso modo in cui lo è il diritto di marchio su di un antibiotico oppure su di un vaccino ( agenti biologici ottenuti da organismi viventi).

La fantascienza è lontana, non semplicemente in termini di tempo: nessuno immagina ancora nulla di cosa sarà il futuro della ricerca nell'ambito biochimico e della biologia molecolare.
Penso che la realtà sia destinata a superare qualsiasi fantasia, in ogni senso.
Ma prima di stracciarsi le vesti e gridare a scandali presunti ed ipotetici, prima di angosciarsi al cospetto di fantasie irrazionali, consiglio di aprire i libri, sani e solidi testi di chimica e biologia e, a costo di un po' di mal di testa: studiare!!!
Weyl is offline  
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Vecchio 14-12-2005, 08.52.23   #3 (permalink)
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Data registrazione: 06-06-2005
Messaggi: 626
Re: Sciocchezze

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
Il genoma umano è mappato dal 1999, i geni effettivi, in quanto unità classiche di informazione circa 35000.
....
Il sud del mondo ha poco da recriminare: per ora riceve e basta.
L'unica popolazione interamente studiata e mappata è quella islandese, che non si trova propriamente a sud.
Grazie a questa catagolazione molto è stato compreso, ma si trattya di un gruppo piccolo ed utile soprattutto per la sua sostanziale omogeneità.
Al momento non sono nè razionali nè futuribili indagini su popolazioni di cui non è noto l'albero genealogico.
Dunque, quelle che hai letto, e riferisci, non sono che fantasie.

.

...le intenzioni a studiare le popolazioni indigene ce ne sono state...progetto chiamato Human Genome Diversity Project lanciato nel 1990...fallito e posticipato di 10 anni...si doveva garantire la esclusione di una ricerca medica per evitare le dispute sulla comercializazzione...lo scopo della ricerca dovevano essere le migrazioni delle popolazioni...si era opposto il gruppo Indigenous Council on Biocolonialism che in questo progetto vide una intrusione non voluta e vista solo come un'altra forma di biopirateria...?

http://www.genome.duke.edu/genomelif...e17/dirmessage


ciao
klara is offline  
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Vecchio 14-12-2005, 14.49.42   #4 (permalink)
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L'avatar di oizirbaf
 
Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 879
Re: Sciocchezze

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
... prima di angosciarsi al cospetto di fantasie irrazionali, consiglio di aprire i libri, sani e solidi testi di chimica e biologia e, a costo di un po' di mal di testa: studiare!!!

carissimo Weyl,

purtoppo .... non son mai bastati i "solidi testi" della scienza per il buon uso delle conquiste scientifiche (... do You remember Hiroshima?).

... non tu, che non l'avrai nemmeno letto, ma i detrattori di Rifkin parlano a volte proprio di "fantasie irrazionali" tralasciando che intellettuali come Jeremy Rifkin negli States e Domenico De Masi in Italia, sono entusiasti sostenitori della scienza e della tecnologia al servizio dell'umanità e della liberazione finalmente possibile da quel mito di controllo sociale che è sempre stato il "lavoro" - vedi "L'ozio creativo" di De Masi o gli scritti - ahimè - troppo in anticipo sui tempi del Nobel Bertand Russel ("Elogio dell'ozio"): è l'uso privatistico che il capitalismo fà della tecnologia ad essere una sciocchezza, dato che il combinato composto di tecnologia ed egoismo rapace delle multinazionali porta all'impoverimento persino delle classi medie occidentali (... segnale tu, probabilmente, non cogli!), ossia il più succulento bacino d'utenza delle suddette.

La Tecnologia scientifica come il Mercato sono sempre stati al servizio dei valori politici delle classi dominanti. Dal Nobel-2001 per l'economia, Joseph Stieglitz a Rifkin fino ai semplici militanti dell'ecologismo mondiale, l'autocoscienza di uno sviluppo equo e sostenibile, lungi dall'essere profezia di sventura, serve realisticamente a prendere (e far prendere) coscienza delle opzioni possibili dello sviluppo tecnologico.

** In particolare il brano del libro da me citato ("Il secolo biotech" - del 1988!!!) individua nelle biotecnologie il nuovo "oro" del XXI° secolo: non solo nel campo medico e farmaceutico ma anche in quello alimentare dove già ora la Monsanto sta assumendo, per l'agricoltura e l'allevamento mondiali, un rilievo enorme (... e quì il Sud del mondo ha da recriminare sui brevetti, eccome!).

Da come si gestiranno questi sviluppi tecnologici dipenderà ... in quale futuro vivrà - o sopravviverà - l'umanità: ti sembrano sciocchezze?

Usare l'economia e la scienza al fine di aumentare il PIL ... di un numero sempre più ristretto di esseri umani o al fine di risolvere invece le crisi e gli sconvolgimenti mondiali ... ti sembrano davvero ininfluenti?


Sogni d'oro, amico Weyl! ... non sarai angosciato da "fantasie irrazionali" ma la pacatezza della discussione e la serenità sono un traguardo che, da amico, ti auguro di cuore!

oiz

p.s.

La datazione del 1988 dell'uscita negli States del libro di Rifkin, spiega il numero di 60.000 dei geni effettivi, in un periodo in cui persino il Dulbecco del "Progetto Genoma" stimava in 100.000 i geni effettivi, durante un dibattito organizzato dalla CGIL (GENETICA E CITTADINANZA - 1 Dicembre 1988).
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