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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#12 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-08-2002
Messaggi: 399
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pure io cambierei posto... e che ****! Se non ho voglia di parlare...
Scherzo Tammy, sai che scerzo... Comunque Cat, sono d'accordo con te sul farsi piacere ciò che non piace del tutto ma serve. L'importante è che questa forzatura abbia un'utilità pratica e non sia fatta solo perchè ci si è rotti i maroni di sentire i vari "tu devi...".
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Ciao: Attilio. |
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#13 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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sì
credo anch'io che avreste cambiato posto, ma sulle ferrovie nord milano, quando trovate un "posto" ve lo tenete stretto!
ciao Parafrasando, scherzando e ironizzando, nn crediate di essere andati molto lontano perchè, per quel che mi riguarda, essere soddisfatti di sè è quello che ti fà continuare ad avere uno scopo in quel che fai, e ciò nn è male. E' capire cosa vuoi fare nella e della tua vita che è un "dramma". C'è chi dice che voleva fare l'avvocato, chi ha fatto il medico per scelta dei Suoi, chi l'ingegnere perchè voleva fare ricerca ...chi nn ha potuto studiare per necessità evidente.... e così via, ma chi abbia fatto veramente ciò che ha voluto fare della sua vita e del suo futuro..ne sento pochi, ma quei "pochi" sono realizzati nel loro essere e nella loro essenza. Scusate se è poco. Il "piegarsi" ad un lavoro umile per le nostre aspettative, diventa difficile. Se il lavoro mi da, personalmente, un vivere dignitoso non m'importa la qualifica, certo è che chi ha studiato una "vita" e nn trova soddisfazione è comprensibile il rammarico, quanti laureati ci sono ancora in giro che fanno l'operatore ecologico? (ex spazzino)? Allora perchè continuare a piangere su quel che non si ha avuto o dato e nn cercare sempre e comunque con l'informazione, la comunicazione, il continuare a rimanere attuali per cercare la propria strada che ci porti ad una nostra personale soddisfazione in un posticino, anche piccolo da operai o netturbini, nella società? Scusate, ma solo ora mi accorgo di aver scritto solo di "lavoro soddisfacente" evitanto la personalità di ognuno di noi, ma sono convinta che un lavoro dignitoso e soddisfacente ci dia anche il tempo di pensare a Noi e Tutto il resto a meno che uno nn sia ricco di suo e goda di rendita. Non voglio nemeno che prendiate tutto questo per "rassegnazione" nn lo è. E' giusto cambiare, sperare e tentare, nn siamo tutti uguali è ovvio, ma per qualcuno un lavoro umile può essere la salvezza di tutto ciò che gli sta intorno. p.s. solo per attila vabbè sono buona per tutti..notte ![]()
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Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jourès |
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#14 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-08-2002
Messaggi: 399
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è importante
coinvolgere nel discorso la sfera del lavoro, perchè occupa la maggior parte della nostra vita e, se fosse veramente vissuto come ciò che vogliamo fare per realizzarci, la occuperebbe tutta molto serenamente e facendoci sentire realizzati.
Credo sia sbagliato separare il lavoro dal resto della vita, credo sia giusto che il lavoro sia solo ciò che ci fa sentire soddisfatti. In sostanza credo nelle più assurde utopie, e prego di più per queste utopie che non per l'avvento del messia! Hasta Siempre.
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Ciao: Attilio. |
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#15 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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Un salmo
X voi un salmo
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde; perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, né i peccatori nell'assemblea dei giusti. Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina. ![]() |
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#16 (permalink) |
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Clandestina di Argo
Data registrazione: 28-07-2002
Messaggi: 39
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sicuri che è una questione di "schemi"?
"Una mattina, già al levarmi dal letto, mi sentii in uno stato insolito di benessere; quel senso di benessere, contrariamente a tutti i casi analoghi, continuò a crescere per tutta la mattina; all'una in punto avevo toccato il vertice più alto, e presentivo quel massimo che dà le vertigini..............Il mio corpo non aveva più il suo peso terrestre: mi pareva ormai di non evere più corpo affatto, appunto perché ciascuna delle funzioni godeva il suo pieno soddisfacimento; ogni nervo si accordava alla perfezione con se stesso e vibrava in armoia con l'intero sistema..............Il mio essere non era se non trasparenza....e ogni pensiero mi si profferiva con gioia beata, la più pazza delle trovate non meno che la più ricca delle idee. Ogni impressione, io la presentivo prima che venisse; era dunque già desta nel mio intimo. Tutta l'esistenza era, come dire, innamorata di me; vibrava in un solo concerto, gravido di destino, con il mio essere; tutto in me era augurale, tutto misteriosamente trasfigurato nella mia microcosmica beatitudine; e questa beatitudine trasfigurava a sua volta in sé ogni cosa, anche il disagio, anche la più fastidiosa delle osservazioni, la più repellente delle viste, il più fatale degli scontri.
Come dicevo, all'una avevo toccato il vertice più alto, onde intravvedevo il massimo raggiungibile; ed ecco, all'improvviso, qualcosa incomincia a prudermi in un occhio. Che cosa fosse, un ciglio, una piuma, un pulviscolo, io non lo so; so questo solo: in quell'istante preciso, piombai nel baratro della disperazione". (Kierkegaard) Credo che se Schiepp avesse sentito che la causa di questo stato d'animo fosse la mancanza di fantasia di una scocietà irrigidita meccanicamente nei suoi schemi, avrebbe pubblicato il suo post tra quelli inerenti i problemi della nostra società. Premetto che comincio a pensare che la nostra società si stia evolvendo così rapidamente e in modo così eterogeneo, rispetto a come mutava prima, da rendere vano qualsiasi tentativo di analizzarla e capirla per tentare di capire anche le nevrosi che genera su noi stessi. Mi sembra di vedere sociologi e psicologi affannarsi a mettere in piedi ipotesi incomplete e contraddittorie che fanno acqua da tutte le parti. In me, sinceramente, però, quel "deve ancora succedere tutto" non ha risuonato affatto come un'attesa, consolatoria o disperata che sia. Forse questo dipende solo dal mio modo di essere, ma a me quel "deve ancora succedere tutto" più che di "attesa", da di "assenza". Non so se riesco a spiegarmi, ma in certi momenti non si ha la lungimiranza di pensare che si può riempire quel vuoto dell'anima. In certi momenti si può solo sentire un peso che "accade". Per questo ho pensato a Kierkegaard. Non ci trovo ninete di anormale, in questo. L'anormalità stà nel rifutarsi di accettare queste fasi di malinconia apparentemente immotivata in nome di un dinamismo forzato (e imposto) della mente e del cuore. La nevrosi nasce da questo, a parer mio. Proprio dal pensare che la cura è una soltanto, e che bisogna fare presto; invece di prendersi il tempo e il silenzio necessari per aprirsi alla propria sensibilità, per accettarla. Non voglio mettere in piedi una scadente apologia della tristezza, perché la malinconia, da sola, se continua a rivoltarsi su se stessa, non porta a nulla di buono. Ma Romano Guardini, commentando questi versi, scrive: "Questo peso a sua volta, questa oscura tristezza portano talora frutti infinitamente preziosi: lasciate solo che la passione si attenui...............L'oscurità, invece, appartiene alla luce: tutte e due, riunite, costituiscono il mistero di ciò che è essenziale. Verso l'oscurità tende nostalgicamente la malinconia, ben sapendo che dal seno di lei le sorgeranno innanzi le figure luminose del presente. .............Questa malinconia è quella da cui esplode il dionisiaco. Proprio l'uomo malinconico è più profondamente in rapporto can la pienezza dell'esistenza. Splendono chiari, a lui, i colori del mondo; a lui risuona con dolcezza più intima, la musica interiore. Lui, e lui solo, avverte in pieno la violenza delle forme viventi. Dall'essere del malinconico sbocca a trabocca a fiotti la vita; a lui come a nessuno, è dato di esprimere la sfrenatezza dell'intera esistenza". E' più facile usare parole di altri per esprimere certe cose, piuttosto che trovarne di proprie. Ma se il sentimento di "assenza" di quel "deve ancora succedere tutto" è questo, perché dovrei riunciarci? Per paura che questo porti a commettere atti irreparabili? ![]() Questo è un paradosso che mi fa soltanto ridere, perché, chi capisce davvero il senso di quelle parole, chi se lo porta dentro, ama la vita e vuole conoscerla molto più di tutti quelli che non fanno che "pensare positivo" nel senso comune del termine. E, quindi, a questa "solitudine come una lama di rasoio che non graffia troppo", non ci rinuncio nemmeno per stare perfettamente al passo con i dettàmi di questa società. Perché ho soltanto questa vita, qui, e voglio viverla nel massimo rispetto del mio essere e della mia sensibilità; perché altrimenti, la grande opportunità di riempire a modo nostro questo tempo che abbiamo avuto a disposizione, non avrebbe più alcun senso. Questo è il motivo di fondo che mi porta a compiere certe scelte di vita, e anche certe piccole scelte quitidiane. Ed è un cammino. Un cammino faticoso e doloroso. Una cammino che compiamo senza sapere né dove diavolo ci porterà, né, in fondo, a cosa serva. Ma alcuni di noi (o forse tutti noi) lo fanno per istinto e vanno come vanno le nuvole, che seguono il vento fiduciose anche se non possono vedere l'intero disegno del cielo (l'idea di questa frase non è mia, ma di un altro dei miei libri amici). Quindi, caro Schiepp, sempre se non sono andata troppo lontano interpretando il tuo post e se hai sentito anche tu "tue" tutte queste parole, l'unica cosa sensata che riesco a dirti, adesso, è: continua così. E non aver paura. Un abbraccio, sincero. ![]()
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moorinne ....tutte chiacchiere della vita, mentre conta solo il profondo silenzio con cui si tocca, tremando, un grembo. (P.Pasolini - Orgia) |
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#17 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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grazie moorine....scrivi troppo bene
alla fine resto quasi sconcertato nel vedere che tutti avete colto almeno un lato del mio pensiero....alla fine quello che sentivo e spesso sento e' l'insieme di cio' che dite sento spesso i limiti imposti da questa vita, che volenti o nolenti, molte volte non si riesce a guidare...mi rendo conto che troppo spesso e' la vita che guida me...le cose accadono, non si riesce a programmare un cazzo....oggi sto bene ma e' solo che oggi va cosi, domani per quello che ne so probabilmente staro' da cani....questo continuo alternarsi di diversi stati d'animo mi inquieta un po', perche' vuol dire che qualcosa nel fondo non funziona tanto bene...attendo fiducioso la scossa e il brivido che mi facciano andare in giro con uno sguardo di lontananza da tutto e da tutti....spero tanto che arrivi il giorno in cui saro' 100 metri piu' avanti o cento metri piu' indietro da tutto cio' che mi capita attorno...il giorno in cui le troppe puttnate di questa esistenza non mi scalfiranno minimamemnte.....a denti stretti, con la voglia di urlare, attendo quieto l'arrivo della mia illuminazione, che niente ha a che vedere con la religione, sperando nel frattempo di non vedere passare il mio cadavere |
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#19 (permalink) |
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frequentatrice habitué
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 836
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Ad un amico “scomunicato”
Ti penso soprattutto in questi giorni quando il tuo urlo non si sente più. È troppo facile chiudere gli occhi per non vedere gli orrori, così com’ è troppo facile tapparsi le orecchie per non sentire i lamenti, le urla di rabbia, e troppo facile … cancellare un nick scomodo. Mi domando perché eri scomodo?
Ti volevo mandare una poesia di Rainer Maria Rilke LA SECONDA ELEGIA "Ogni angelo è tremendo. E tuttavia, è a voi che devo cantare, quasi mortali uccelli dell’anima, sapendo di voi. Dove sono andati i giorni di Tobia, quando il più sfolgorante si fermò sulla semplice porta vestito come da viaggio, già non più formidabile; (giovane a giovane, come lo adocchiò curioso). Se ora l’arcangelo, quello pericoloso, da dietro le stelle facesse anche un sol passo in giù, verso di noi: di colpo il nostro stesso cuore ci annienterebbe. Chi siete? Felici primizie, prediletti del creato, montagne, creste aurorali di tutte le creazioni –, polline della divinità in fiore, anelli di luce, vestiboli, scalinate, troni, spazi di essenza, scudi di delizia, tumulti di sensazioni tempestosamente incantevoli e di colpo, singolarmente, specchi: che ricreano nei loro volti la propria sfavillante bellezza." Ciao amico Schieppy! ![]()
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edali "Oltre è l'Eterna Realtà del Tuo Essere, di fronte alla quale solo il silenzio è giusta voce " - Kempis |
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#20 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 28-04-2002
Messaggi: 350
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Citazione:
Nice ha scritto che dal caos nascerà sempre una stella. ![]()
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solo quello che conosco posso dire che sia verità firenze |
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