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Vecchio 28-03-2006, 13.58.37   #11 (permalink)
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Re: Re: ATTENZIONE!!!!!

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Messaggio originale inviato da Giorgiosan
Direi che Moa afferma questo: vinse il male minore.
Se la Spagna avesse sperimentato le utopie anarchiche o il bolscevismo...sarebbe stato assai peggio...come insegna la storia.

Questo è soltanto un'opinione che non è affatto dimostrabile. Non nego che Moa sia una persona documentata ma la Spagna di allora, credimi, non perseguitava utopie anarchiche o il bolscevismo...
"Sarebbe stato assai peggio... come insegna la storia"... a cosa ti riferisci?
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"Quod evidens est argumentum, liberum arbitrium esse merum mendacium"
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Vecchio 28-03-2006, 14.02.12   #12 (permalink)
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Giorgiosan
Moa pensa anche che...


Zapatero ripete gli errori della Repubblica degli anni Trenta
Il problema, insomma, è che stavolta Moa attacca Zapatero, e lo fa proprio nel libro che propone una riabilitazione storica di Francisco Franco per risultare quanto più polemico possibile nei confronti dell'obiettivo politico più importante del leader socialista radicale: l'attuazione di una "seconda transizione" di rottura, che dovrebbe collegare direttamente la democrazia spagnola di oggi alla Repubblica degli anni Trenta, perché quella figlia della prima transizione sarebbe solo frutto di compromessi fra franchisti e antifranchisti. Moa ribalta l'eredità rivendicata da Zapatero contro di lui: l'attuale alleanza fra Psoe e nazionalisti catalani di sinistra sarebbe una riedizione dei pessimi governi di sinistra del 1931-33 e del febbraio-luglio 1936, responsabili di riforme demagogiche e confusionarie e di aver permesso violenze di tutti i tipi contro gli oppositori politici e la Chiesa cattolica, ma soprattutto di aver distrutto l'essenza democratica del sistema. Come ha detto nel suo intervento al Meeting di Rimini nell'agosto scorso: «L'obiettivo del Fronte Popolare consisteva nel trasformare il regime in un senso simile a quello del Partito rivoluzionario istituzionale in Messico, eliminando la destra o riducendola ad un ruolo secondario, impedendole un futuro accesso al potere». Moa è convinto che Zapatero e i suoi alleati pensino e agiscano come Manuel Azaña e Largo Caballero, i leader repubblicani degli anni Trenta. Ha dichiarato a Libertad digital: «Bisogna fare attenzione a questa gente che vuole la rottura, perché non hanno imparato nulla dal fallimento repubblicano. Dovevano aver imparato che in Spagna, perché un regime funzioni, deve servire la grande maggioranza degli spagnoli. L'idea generale che avevano le sinistre durante la Repubblica, e che continuano ad avere oggi, è che c'è democrazia quando comandano loro. Quando non comandano loro, non lo accettano. Quel che dovevano aver imparato, e che sembrava avessero imparato, è che riconciliazione significa riconoscere gli altri». Invece così non era: «La sinistra e i separatisti hanno accettato l'esito della prima transizione perché non avevano altra scelta. Ma adesso che tornano a sentirsi forti, tornano ad usare il vecchio linguaggio repubblicano».
L'unica differenza profonda riguarda la natura del principale pericolo che la Spagna correva negli anni Trenta e di quello che corre oggi: allora era la dittatura comunista, oggi sarebbe la frammentazione separatista che Zapatero sta facilitando. Ma il rischio di fondo, Moa fa capire, è lo stesso di allora: che la società spagnola si trovi un altro Franco e reagisca con un altro alzamiento. Ecco la ragione delle reazioni intimidatorie.





Penso che le tue fonti siano molto più radicali di quello che zapatero possa sembrare...
Mi sembra di leggere un "panfleto", scusami...
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Vecchio 28-03-2006, 14.11.15   #13 (permalink)
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Giorgiosan
Nel febbraio 1936 le sinistre, unite in una coalizione che comprendeva comunisti insieme a repubblicani e socialisti vinsero le elezioni. Fiancheggiavano questa coalizione gli anarchici che costituivano il "partito" più numeroso i quali coerentemente non avevano, però rappresentativa parlamentare. Gli anarchici e la sinistra estrema vide nella vittoria l'inizio di una rivoluzione sociale.

Il Congresso di Saragozza della Cnt (sindacato anarchico) nel maggio 1936 aveva adottato una mozione che non lasciava dubbi sulla sua concezione dell'azione sindacale:

«Una volta conclusa la fase violenta della rivoluzione, si dichiarerà l'abolizione della proprietà privata, dello Stato, del principio d'autorità e di conseguenza delle classi che dividono gli uomini in sfruttatori e sfruttati, oppressori e oppressi. Una volta socializzata la ricchezza, le organizzazioni dei produttori, finalmente libere, si faranno carico dell'amministrazione diretta della produzione e dei consumi »


Il nuovo governo (ben più oltranzista e massimalista del precedente), dopo avere amnistiato tutti i prigionieri politici e ridato una sorta di indipendenza, piuttosto formale, alla Catalogna, relegò il generale Franco a capo delle forze armate delle Isole Canarie e riavviò la discriminazione nei confronti del clero e dell'esercito. M
Madrid abbozzò inoltre una legge per l'abolizione della scuola privata (religiosa), la confisca dei latifondi e, cosa assai più grave, permise ai gruppuscoli rivoluzionari di armarsi.
Come ovvio, nel giro di qualche mese, in seguito ad un'ondata di attentati ai danni di chiese e parrocchie e alla reazione, altrettanto violenta, del movimento falangista e della destra, il governo repubblicano precipitò in una crisi, questa volta, senza ritorno tale da innescare i meccanismi che porteranno allo scoppio di una dichiarata, lunga e sanguinosa Guerra Civile.

Da: "Stalinismo e antistalinismo in Spagna" (purtroppo sono documentata in merito esclusivamente in spagnolo, prometto che tradurrò, se suscita interesse, ovvio)

La pretensión de justificar el franquismo a partir del papel del estalinismo en España es un falacia completa. Franco se rebeló contra una República democrática y en unas condiciones en las que el PCE era un partido estrictamente minoritario y no tenía ninguna posibilidad de conquistar el poder. La naturaleza antidemocrática y antiliberal del levantamiento franquista no puede ofrecer dudas razonables, más allá de la eterna discusión sobre su naturaleza fascista o simplemente autoritaria. En el bloque formado por el ejército, la derecha tradicional española y los nuevos movimientos totalitarios que los acompañaban, se compartía el odio a la democracia republicana y un proyecto solidario con el fascismo italiano y el nacionalsocialismo alemán. La violencia de las viejas clases acomodadas y de los falangistas tenía una naturaleza brutal y extremista, era una política de la venganza, como ha señalado Paul Preston. Dentro del totalitarismo europeo, el franquismo surgió con unos rasgos represivos (no sólo durante la guerra civil, también en los primeros años posteriores a su triunfo) muy superiores al fascismo italiano. Es decir, en cuanto a naturaleza antidemocrática y práctica del terror político, el régimen franquista tenía un claro carácter totalitario. Sin embargo, es evidente que después de la derrota de Alemania en la Segunda Guerra Mundial fue atenuando dichos rasgos mientras mantenía su identidad de sistema dictatorial. Así, los justificadores del franquismo por su victoria frente a un supuesto totalitarismo comunista no justifican, con ello, nada de la ignominia propia del régimen de Franco. La lucha no se produjo entre un bloque nacional-fascista y el Partido Comunista. El bando republicano incluía al PCE pero también al republicanismo liberal, a los nacionalismos catalán y vasco, al socialismo histórico, al POUM y al poderoso movimiento libertario, corrientes todas éstas cuyo proyecto político era adversario del totalitarismo.
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Vecchio 29-03-2006, 21.03.33   #14 (permalink)
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Messaggio originale inviato da Ish459
Da: "Stalinismo e antistalinismo in Spagna" (purtroppo sono documentata in merito esclusivamente in spagnolo, prometto che tradurrò, se suscita interesse, ovvio)

Franco se rebeló contra una República democrática y en unas condiciones en las que el PCE era un partido estrictamente minoritario y no tenía ninguna posibilidad de conquistar el poder. .


E' vero che gli stalinisti non avevano alcuna possibilità di conquistare il potere, ma il "partito " degli anarchici assai più forte riusci in Catalogna ad imporre alcune "riforme" utopistiche e rivoluzionarie che non avevano nulla di democratico.
Gli stalinisti, assai meno ingenui degli anarchici a cui va una certa mia simpatia, presero ben presto il potere ...
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Vecchio 30-03-2006, 07.18.54   #15 (permalink)
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" Nel 1936 il Fronte Popolare, costituito da una forte componente anarchico-radicale, socialista, comunista ebbe la meglio, anche se con un minimo scarto di preferenze. Il nuovo governo oltranzista e massimalista dopo avere amnistiato tutti i prigionieri politici e ridato una sorta di indipendenza, piuttosto formale, alla Catalogna, relegò il generale Franco a capo delle forze armate delle Isole Canarie e riavviò la discriminazione nei confronti del clero e dell'esercito. Madrid abbozzò inoltre una legge per l'abolizione della scuola privata (religiosa), la confisca dei latifondi e, cosa assai più grave, permise ai gruppuscoli rivoluzionari di armarsi.
Nel giro di qualche mese, in seguito ad un'ondata di attentati ai danni di chiese e parrocchie e alla reazione, altrettanto violenta, del movimento falangista e della destra:il generale Francisco Franco, il generale Emilio Mola, il generale Sanjurjo e il generale Queipo de Llano, riuscirono a portare dalla loro parte la maggior parte degli ufficiali e dei soldati dell'esercito e dell'aviazione, e del Corpo "marocchino".
E' l' " alzamiento ".
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Ultima modifica di Giorgiosan : 30-03-2006 alle ore 07.20.50.
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Vecchio 05-04-2006, 14.33.11   #16 (permalink)
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Zapatero propone la celebrazione del 75º Anniversario della Seconda Repubblica... lui si appoggia nell'interpretazione positivista di essa da molti storici nello attuale sviluppo della società spagnola e nel raggiungimento maturo e esemplare della sua democrazia ...
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