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#21 (permalink) |
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Utente bannato
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
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Italia sì, Italia no, Italia gnamme.
Per conservare il potere politico e amministrativo occorrono i voti.
I voti li esprimono i cittadini maggiorenni. I cittadini maggiorenni, normalmente, hanno un lavoro. Il lavoro, nel nostro Paese, è drogato dalla accoglienza del pubblico impiego e dei settori limitrofi. Per matenere pubblico impiego e settori limitrofi occorrono soldi. I soldi vengono dalla imposizione tributaria. Morale: le tasse servono a finanziare pubblico impiego e settori limitrofi, ossia il bacino di voti più coeso e controllabile che c’è. Ergo le tasse garantiscono il mantenimento del potere politico e amministrativo. Suona bene? Sì. Astrattamente, e giusto x capirci, le teorie di politica economica dovrebbero reggersi sul presupposto che le forze di destra dovrebbero ridurre le imposte (liberismo). Le forze di sinistra dovrebbero aumentarle (dirigismo). Astrattamente, ai diversi approcci alla imposizione tributaria (più tasse, meno tasse) dovrebbero infatti corrispondere due diversi approcci alla politica economica: meno tasse/meno pubblico impiego vs. più tasse/più pubblico impiego. Astrattamente Concretamente, esiste un UNICO approccio al problema (guarda un po’!?): più tasse/più pubblico impiego, adottato indistintamente dalla destra come dalla sinistra. Il motivo non occorre spiegarlo; solita solfa: più voti coesi controllati (pubblico impiego), più potere. Nessun governo di qualsivoglia colore ha mai provato a ridurre le tasse, non volendo mai ridurre la spesa pubblica e il pubblico impiego. Di più: nessun governo si è mai nemmeno cimentato – udite udite – a moderare la crescita della spesa pubblica (quindi nemmeno han provato a frenare un po’.. sempre di più! sempre di più! … ma va’?!). Ebbene non vi sareste comportati così anche voi se aveste avuto accesso ad un seggiolino romano, con appartamentino nell’Urbe, volo freccialata, e la possibilità di conoscere l’attricetta del cinematografo (mi rivolgo ai maschietti, che sono in di più). Non avreste voluto anche voi mantenere il vs. establishment privilegiato? Esiste una unica eccezione, dal dopoguera ad oggi: Giulio Tremonti. Quando stava all'Economia, e comandava tutto lui, ha fatto passare in Finanziaria un tetto di aumento annuo massimo al 2% rispetto all’anno precedente, su certi capitoli sensibili di spesa pubblica. Ma è pazzo?!? Gli hanno fatto la pelle. E al tiggì ci hanno raccontato che si trattava di uno s***** personale con Fini… quel sabato. |
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#22 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 20-11-2004
Messaggi: 39
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Riferimento: Italia sì, Italia no, Italia gnamme.
Citazione:
bhe, lo sappiamo tutti che Tremonti l'economia la conosce bene... E' tra i pochi politici che sa fare il suo lavoro in maniera egreggia, ha coscienza delle teorie economiche meno famose, e quando parla lo fa con cognizione di causa e di cifre. Mi chiedo come abbia potuto avere un ministero, sembra quasi incredibile che una persona capace fosse al posto giusto! Ricordo poi che nella sua ultima finanziaria, a discapito dell'uso comune di disfare i conti pubblici per mettere in difficoltà gli avversari della nuova maggioranza, ha al contrario perfezionato i conti con manovre serie e responsabili... Come è stato riconosciuto da molti esponenti dell'attuale maggioranza. E per di più ha lasciato un tesoretto ! Averne di ministri come lui! ![]()
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Ma io ho una bambina, negli intervalli, che mi accarezza i bianchi capelli. E gli anni si fanno docili al suo tocco mi bacia sulle guance crudeli e giochi pazienti di rami mi intreccia con le sue pupille da gatta. |
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