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#2 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 11-08-2007
Messaggi: 2
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Riferimento: aforisma di Baricco
E' vero, è così. Vi sono avvenimenti che hanno un senso compiuto solo dopo un po' di tempo, magari alla luce di altri eventi.
E' proprio in questa consapevolezza che anche io come te a volte barcollo, tentenno. L'importante è restare in piedi, con dignità! |
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#3 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 13-01-2007
Messaggi: 5
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Le domande a cui la vita risponde
Queste due frasi di Baricco vengono spesso citate come aforisma, così come ha fatto barcollomanoncrollo ormai quasi un anno e mezzo fa.
In realtà quelle frasi vengono da Castelli di rabbia... Castelli di rabbia è un passaggio importante di qualcosa che ora mi fa molto molto male... E così colgo l'occasione offerta da Marlen... E hanno un significato lungo una vita... Che preferirei non ridurre ad aforisma "aperto", forse eccessivamente aperto... Ho appena riportato questi passaggi su un certo blog... Così racconta Baricco... Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. La storia di Morivar era una di quelle cose lì. Quando il signor Rail era poco più che un ragazzo, andò un giorno a Morivar, perché a Morivar c'era il mare. E fu lì che vide Jun. E pensò: io vivrò con lei. [...] La nave quella volta si chiamava Esther. Jun ci voleva proprio salire. Diceva che doveva proprio salirci. Era per quel pacco, capisci? Disse che doveva portarlo laggiù, non so nemmeno dove fosse, laggiù, non me l'ha mai detto. Ma è là che deve portarlo. A qualcuno, credo. Non mi ha mai voluto dire a chi. [...] Prima di me c'è arrivato quel libro, nella sua vita, e io non ci posso fare niente. Sta lì, a metà strada, quel maledetto libro, e non potrà stare lì per sempre. Un giorno ripiglierà il suo viaggio. E Jun è quel viaggio. Lo capisci? Tutto il resto, Quinnipak, questa casa, il vetro, tu, Mormy e perfino io, tutto il resto non è che una grande fermata imprevista. Miracolosamente, da anni, il suo destino trattiene il fiato. Ma un giorno tornerà a respirare. E lei se ne andrà. Non è nemmeno così orribile come sembra. Sai, ogni tanto penso... forse Jun è così bella perché ha addosso il suo destino, limpido e semplice. Dev'essere una cosa che ti rende speciale. Lei ce l'ha. Di quel giorno, sul molo di Morivar, io non dimenticherò mai due cose: le sue labbra, e come stringeva quel pacco. Adesso so che stringeva il suo destino. Non lo mollerà solo perché mi ama. E io non glielo ruberò solo perché la amo. Gliel'ho promesso. É un segreto e non lo devi dire a nessuno. Ma è così / - Mi lascerai partire, quel giorno? - Sì. [...] Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Ne passarono trentadue, di anni, prima che Jun riprendesse la sua valigia, si stringesse addosso il suo pacco, e uscisse dalla porta della casa del signor Rail. Mattino presto. L'aria sciacquata dalla notte. Pochi rumori. In giro, nessuno. Jun scende il sentiero che porta alla strada. C'è il calesse di Arold che l'aspetta. [Alessandro Baricco, Castelli di rabbia] Ne parliamo? |
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