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1 | 14.29% |
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2 | 28.57% |
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Strumenti discussione | Cerca in questa discussione | Modalità visualizzazione |
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#1 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 20-09-2002
Messaggi: 3
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San Galgano e il mistero della spada nella roccia
Scommetto che sono ancora molti quelli che non conoscono l'eremo di San Galgano, sulla collina di Monte Siepi nel comune di Chiusdino, in provincia di Siena. E' all'interno di questo stupendo edificio, una rotonda di stile romanico con una spettacolare volta circolare, che è custodita l'unica spada nella roccia realmente visibile. Galgano Guidotti, nobile e cavaliere, l'avrebbe infissa seguendo l'invito dell'arcangelo Michele, ritirandosi in eremitaggio e adorando l'arma trasformata in croce. Questa, molto in sintesi, la leggenda... ma per chi volesse saperne di più e scoprire uno dei luoghi più affascinanti del nostro paese, può visitare il sito Enigma Galgano:
http://web.genie.it/utenti/e/enigmagalgano/ e mi piacerebbe davvero molto sapere cosa ne pensate... grazie maurizio calì |
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#2 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,161
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Re: San Galgano e il mistero della spada nella roccia
Citazione:
Ciao Maurizio... non so proprio nulla di quello che dici... non ho alcun dubbio che sia un posto bellissimo... ma io mi tengo a debita distanza dai monasteri... NON PRENDERTELA Oggi... solo oggi, lascia l'eremo e brinda con noi... AUGURI Ciao |
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#3 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 20-09-2002
Messaggi: 3
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ci mancherebbe...
prendermela??? e perché mai.. secondo me a perderci sei tu, dal momento che non è indispensabile essere credenti per ammirare un paesaggio o uno stupendo edificio medievale...anzi in quel posto un bel brindisi è l'ideale... con tutto il rispetto per chi è credente... quindi in alto i calici, di qualsiasi fede o razza siate, oggi più che mai al diavolo, ops ho detto "diavolo".., tutto ciò che divide e lacera...una bella libagione migliora la vita
maurizio calì |
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#6 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 01-09-2002
Messaggi: 63
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Io ci sono stato 4 anni or sono e desidero ritornarvi.
... La spada nella roccia... Chissà se re Artù è stato a Chiusdino... Quella spada, comunque, reca un messaggio molto forte... Uguale e contraria a quella di re Artù... Essa è stata infilata, non estratta dalla roccia... Niente armi, niente guerra... Ma il mondo conosce molto della storia di Artù, Merlino ed Excalibur, nulla di San Galgano... Escluse eccezioni che, si dice, confermin la regola... Meditiamo gente, meditiamo... Saluti carlostogi |
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#7 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 31-08-2007
Messaggi: 22
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Riferimento: San Galgano e il mistero della spada nella roccia
Citazione:
Ripesco questo vecchio forum, perchè ho visitato "San Galgano", cioè la chiesa rotonda con la spada nella roccia e il monastero più in basso, senza tetto. Attratto da questi luoghi e da quanto si scrive su questo originale santo, ho letto il libro "La spada e la roccia", di Andrea Conti e Mario Arturo Iannaccone che però negano che vi siano dei legami fra la vita di San Galgano e la storia di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda al contrario di quanto viene affermato da altri studiosi. La tesi esposta nel libro mi sembra abbastanza ben sostenuta - fra l'altro in ogni capitolo c'è un numero di note a dir poco imponente, con rimandi bibliografichi ed archivistici - ma è anche vero che le somiglianze ci sono, possibile che sia tutto un equivoco , come sostengono gli autori?Knight Kenneth |
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#8 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 31-08-2007
Messaggi: 22
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Riferimento: San Galgano e il mistero della spada nella roccia
Posto la recensione fatta da Roberto Beretta del libro di cui ho parlato qui sopra.
Di chi è Excalibur? Di un re o di un santo, di Artù o di Galgano? Italia e Francia, - anzi: Bretagna e Toscana - sembrano affrontarsi in singolar tenzone giostrando intorno a uno dei miti più popolari del Medioevo cavalleresco: la spada nella roccia, appunto. E in palio c'è un primato prestigioso: quello di chi ha piantato per primo quell'arma nella pietra. Fu lo storico Franco Cardini, in un lavoro del 1982 su san Galgano (l'eremita del Senese ai cui luoghi, tra Chiusdino e Monte Siepi, accorrono migliaia di turisti), il primo a notare un'analogia tra la vicenda dell'ex cavaliere toscano e la «materia di Brettagna», secondo cui divenne re d'Inghilterra il solo capace di estrarre un gladio infisso nella pietra. Artù, insomma, potrebbe essere l'antenato (o il successore?) di Galgano, il nobile che piantò la sua arma in un sasso per cambiar vita e dedicarsi alla religione. Il parallelo - che salta all'occhio a qualunque spettatore di Disney - venne poi ripreso e anzi rinsaldato da studiosi e divulgatori successivi, soprattutto italiani, interessati ad accreditare una parentela tra il celeberrimo mito fondativo della Tavola Rotonda e il semi-sconosciuto culto locale toscano. Ora un altro ricercatore (non medievista, bensì storico della cultura nell'età moderna), interviene a rendere a ognuno la sua legittima spada. Con tale intento Mario Arturo Iannaccone firma gli ultimi capitoli di un recente libro dedicato appunto a La spada e la roccia (Sugarco, pp. 240, euro 18,80), in cui la prima parte - dello storico della Chiesa Andrea Conti, senese - si occupa diffusamente di "San Galgano: la storia, le leggende". Iannaccone dunque, pur riconoscendo che "le due storie, arturiana e galganiana, sono pressoché coeve e presentano qualche tratto comune", non è affatto convinto dei legami o addirittura della dipendenza di una tradizione dall'altra. Per lui, "la storia recente dell' affratellamento di Galgano ad Artù sembra più che altro il prodotto di suggestioni pop", e cerca di dimostrarlo ricorrendo a una vasta analisi delle fonti e dell'iconografia. Anzitutto, fin dalla prima apparizione - nel roman medievale Merlino, attribuito a Robert de Boron (secolo XII) -, la durlindana di Artù è confitta in un'incudine, posata su un parallelepipedo di pietra; dunque non è affatto una "spada nella roccia", semmai "nel metallo"... Anche due secoli più tardi, nell'opera del poeta inglese Thomas Malory (dalla quale l'epoca moderna ha mutuato il mito arturiano), si parla di una "bella spada infissa in una sorta d'incudine d'acciaio", posta su un blocco di marmo (immagine, suggerisce Iannaccone, della "mediazione tra il divino - la roccia di Cristo, la Chiesa di Pietro - e l'umano - il lavoro dell'uomo", nonché della concordia tra potere spirituale e temporale). In effetti, le miniature più antiche mostrano Artù, spesso inginocchiato, mentre estrae la spada da un'incudine, dove è inserita in posizione orizzontale ("In questo modo veniva meglio indicato il rapporto d'origine che legava l'arma allo strumento del fabbro"). E l'immagine rimane identica fino a metà dell'Ottocento, quando nelle illustrazioni di libri per ragazzi il gesto arturiano smarrisce la sottigliezza dei significati simbolici precedenti e viene dipinto piuttosto come l'azione di un eroe vincente; di conseguenza l'incudine si trasforma in una pietra, anche per il prevalere della generica espressione idiomatica "spada nella roccia" sul rispetto per il dettato del racconto originale. Le fonti su san Galgano invece (atti del processo di beatificazione e biografie che, tra l'altro, sono di poco successivi alla morte del protagonista, avvenuta nel 1181) parlano concordemente dell'infissione della spada in verticale nel terreno, a mo' di croce, nel luogo prescelto dall'ex cavaliere per l'eremitaggio. Niente roccia, dunque, neppure qui; o - almeno - fino a quando, durante un'assenza del proprietario, alcuni "invidiosi" spezzano la spada, per cui Galgano si trova costretto a piantarla in una base più solida: la stessa dove sta ora, in un macigno del Monte Siepi. Anche qui l'iconografia più antica non sbaglia: la spada figura ritta nelle zolle erbose almeno per 140 anni, fino agli affreschi del XIV secolo e più in generale fino al '500. Tali differenze - sottolinea Iannaccone - sono sottili, ma inequivocabili. Nel ciclo bretone si pone cioè l'accento sul miracolo, come del resto è logico per un cantare "leggendario"; le fonti galganiane invece si vogliono riferire a un fatto storico, simbolico, ma per nulla miracoloso. E se per ambedue i protagonisti il gesto della spada segna un cambiamento radicale di vita, per Artù l'arma è strumento dotato di potere divino che trasmette una consacrazione definita dall'alto, mentre nel caso di Galgano è il possessore stesso a conferire un significato religioso all'oggetto, attraverso un atto votivo di tradizione feudale. I due atti sono opposti: il re conquista il simbolo della "compiutezza della formazione cavalleresca", il santo la rifiuta, "rinunciando ad essere un cavaliere nel mondo". Di più: nel ciclo bretone chi non riesce a impossessarsi della spada dimostra "immaturità spirituale", nel racconto toscano è il contrario. Detto con linguaggio da antropologia culturale: "L'estrazione messa in atto dai cavalieri arturiani e l'infissione esercitata da Galgano sono atti simili per gestualità, ma non omologhi". Anche altre "presunte analogie" tra Bretagna e Toscana, sottolineate da alcuni studiosi per accreditare il rapporto tra i due "cicli", secondo Iannaccone sono "difficili da ipotizzare per la diversità sostanziale dei codici simbolici utilizzati e per la possibilità di spiegare le somiglianze in modo più semplice ed elegante": per esempio i parallelismi tra il nome di Galgano e il cavaliere Galvano nipote di Artù, la madre vedova del futuro santo e la "Dama Vedova" genitrice di Parsifal, la "Rotonda" di Montesiepi dove si trova oggi la spada e la Tavola Rotonda, e così via. Insomma, sarebbe inattendibile la pretesa di quanti - esoteristi in primis o addirittura massoni - vogliono trasformare la vicenda di Galgano in una sorta di "ripetizione" simbolica della leggenda di re Artù, sottraendo ogni valore storico alle fonti che testimoniano l'esperienza reale dell'eremita di Chiusdino. D'altra parte risulta improponibile anche il cammino inverso, ovvero la dipendenza dei miti bretoni dalla biografia del santo toscano, come proposto di recente da Mario Moiraghi ne L'enigma di san Galgano (àncora). Se facciamo pasticci sul vero padrone di Excalibur - conclude Iannaccone - è perché "l'icona pop della spada nella roccia (arturiana, disneyana, hollywoodiana...) ha orientato le interpretazioni, le ha falsate ed esposte ad imbarazzanti malintesi". Potenza di Walt Disney. (Roberto Beretta) Knight Kenneth |
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#9 (permalink) |
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il ramo rubato
Data registrazione: 19-10-2007
Messaggi: 40
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Riferimento: San Galgano e il mistero della spada nella roccia
Conosco benissimo quel posto. Sia la cattedrale, sia la "spada" nella roccia. Rispetto a qualche anno fa, ahimè, è già troppo affollato. E' uno dei posti più belli della Toscana... non diciamolo troppo in giro. Adoro arrivarci e trovarci il silenzio...
ciao!
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il Ramo Rubato - Blog |
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#10 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 31-08-2007
Messaggi: 22
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Riferimento: San Galgano e il mistero della spada nella roccia
Mercoledì prossimo, 16 gennaio, si terrà a Siena un interessante dibattito proprio su San Galgano ed i misteri collegati a questo santo, nell'ambito della presentazione del libro di cui ho parlato proprio qua sopra: "La spada e la roccia. San Galgano: la storia e le leggende", di Andrea Conti e Mario Jannaccone.
L'incontro si svolgerà nella "Sala San Galgano" del Complesso Museale "Santa Maria della Scala", proprio nel centro della città - davanti alla cattedrale - alle ore 17.30. |
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