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#1 (permalink) |
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a sud di nessun nord
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 379
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Grazie, Benigni
Capita che arrivi a casa tardi dopo una lunga giornata ad inseguire il tempo, che si sposta sempre un po' più in là, lasciandoti frustrato e risentito non si sa verso chi o che cosa.
Capita che mangi in fretta, affamato, senza essere presente a te stesso. Capita che pensi ad una serata a casa e pensi al film da vedere. Capita per sbaglio che giri su Rai Uno, un attimo, e c'è Roberto Benigni. Capita che ti calmi, ti rilassi, ti ipnotizzi ascoltando la parola "atletica" dell'attore toscano. Prima sesso a volontà, ma senza mai sconfinare nella volgarità becera, sempre "entro un certo margine". L'agonista della favella riversa addosso alla "casta" quintalate di ironia (per non dire altro), tutta sapientemente meritata dai nostri governanti. Dopo i vizi, le virtù. La celebrazione dell'Italia, della sua cultura, della sua tradizione, delle bellezze artistiche, del genio e dell'ingegno italici. La parola esce da Banigni spontanea e naturale, come se quell'essere strambo fosse stato mandato nel mondo solo per parlare. Si rifugia nell'ispirazione e da lì attinge un monologo fluido e perfetto che riversa addosso agli ascoltatori, senza un'incertezza, un intoppo, una parola che non sia perfettamente cucita addosso al concetto che intende esprimere. Capita anche questo su Rai Uno, in una serata come le altre. E poi Dante. Quelli che vorrebbero tenere il sommo poeta nelle ammuffite sale universitarie per dissertare di metrica e stile storcono il naso davanti alla Commedia divulgata, passata al volgo. Benigni tiene una grande lezione di filosofia, di amore, senza una parola da "new age"; con le parole di tutti, ricama un sistema filosofico che sta in piedi da sè, eterno e giusto, senza sofismi. La parola con Benigni riprende la sua valenza primitiva, si aggancia alla realtà e si porge all'ascolto in chiave poetica, trasfigurata, perchè bagnata nel sentimento, ma accessibile e facile. Grazie, Roberto. Sei un grande.
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"...una persona intelligente nn può diventare sul serio qualcosa, giacchè a diventar qualcosa ci riesce soltanto l’imbecille. Sissignori: una persona intelligente in questo nostro secolo diciannovesimo ha il dovere, anzi l’obbligo morale di essere una creatura prevalentemente priva di carattere; viceversa l’uomo di carattere, colui che agisce, è una creatura prevalentemente limitata.” (dostoevskij) |
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#2 (permalink) |
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eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,574
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Riferimento: Grazie, Benigni
anch'io ho visto quella serata e concordo con te. Effettivamente un comico che riesce ad essere comico o serio a seconda delle occasioni, è veramente in gamba. Chissà se i politici presi di mira hanno capito e si faranno da parte? Dubito molto. Invece io credo che se avessi avuto un insegnante così a scuola, la Divina commedia mi sarebbe rimasta impressa a vita, in modo indelebile... mi piace il modo di sdrammatizzare prima e di essere "impegnato" poi. Così si riuscirebbe a digerire anche un mattone!
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Fabrizio La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra, perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza. La vita intera è una grande barzelletta cosmica. (Osho) |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 04-01-2005
Messaggi: 4,931
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Riferimento: Grazie, Benigni
Si,grazie Benigni...è una persona sensibillisima e molto intelligente.
Lui è innamorato follemente della Vita e di colei che l’ha fatta nascere nel mondo: la Madonna. Ed è bellissimo gustare i discorsi e le meditazioni di "codesto toscanaccio". E' famoso per la grandiosità e la profondità delle sue affermazioni. E' una persona che piace il rischio..non è facile mettere insieme brani diversi e meditazioni così profonde. Vale la pena correre qualche rischio per valorizzare e condividere delle perle tanto preziose con un pubblico curioso di novità e di cambiamenti.. ![]()
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Nell'assenza appare sempre una chiara e profonda Luce |
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#4 (permalink) | |
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...il rumore del mare...
Data registrazione: 15-01-2007
Messaggi: 297
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Riferimento: Grazie, Benigni
Citazione:
Io un insegnante così l'ho avuto.... Certo non aveva la verve comica di Roberto Benigni ma quell'ironia fine e acuta da uomo intelligente qual'era, si. Quando arrivava l'ora di letteratura e di Dante nella classe calava il silenzio. Noi lo aspettavamo con impazienza. Lui veniva giù dalla cattedra iniziava a leggere e, la Divina Commedia tra le mani, a passeggiare tra le file di banchi.....Aveva anche, per nostro diletto, il physique du role: alto, di bel portamento, voce quasi ammaliante....Per nostra sfortuna rimase con noi solo un anno ma quell' "Inferno" ci rimase, come hai scritto tu, impresso a vita. Hai detto bene Mr Bean: la Divina Commedia ti rimane "dentro" ma devo dire non solo: ti rimane dentro anche la gratitudine per quella persona che ti ha insegnato ad amare Dante e sono certa che a lui farebbe piacere sapere che dopo trenta e passa anni c'è un'alunna che, per questo, lo ricorda ancora.....
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"Tra vent'anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite." Mark Twain |
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#5 (permalink) |
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a sud di nessun nord
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 379
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Riferimento: Grazie, Benigni
Dante al Liceo lo malsopportavo. Ma non era, secondo me, nè colpa di Dante, nè della mia prof, che ci metteva davvero del suo per renderlo interessante.
Secondo me, era l'impostazione generale a creare disinteresse o quantomeno un tiepido interesse verso di lui. La Divina Commedia è intrisa di vita, di storia, di letteratura, arte e cultura e gli insegnanti la utilizzavano quasi come un corso di cultura generale grazie al quale era possibile accedere allo sterminato sapere dantesco, qualcosa di veramente enciclopedico e straordinario. Poi c'era la parte letteraria, legata alla metrica, ai latinismi e alla nascita del volgare. Anche questo molto interessante e formativo. Cosa veniva messo in secondo piano attraverso questo metodo? La vita. La vita di Dante, il suo essere uomo, la sua ricerca filosofica, il suo amore. Ecco, Benigni mette in evidenza questi aspetti di Dante e lo avvicina tantissimo a noi. Il 33esimo canto, trasmesso ieri sera, fa capire proprio quanto Dante avesse da insegnarci a livello di conoscenza filosofica, soprattutto in merito a quale fosse la sua percezione del mondo e di Dio. Anche la lettura della Divina, al liceo, era sempre funzionale alla parafrasi, mai fine a se stessa e finalizzata a farci ascoltare le parole, il ritmo, la sconvolgente perfezione sonora delle terzine dantesche. E un altro danno che ha fatto la scuola (parlo sempre per me) è stato quello di farci considerare scontata la Divina Commedia: talmente abusata che difficilmente siamo spinti a riprenderla in mano per assaporarne il gusto. Un gusto che ora trovo raffinato e piacevole: Dante, un poeta dalla grazia incommensurabile.
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"...una persona intelligente nn può diventare sul serio qualcosa, giacchè a diventar qualcosa ci riesce soltanto l’imbecille. Sissignori: una persona intelligente in questo nostro secolo diciannovesimo ha il dovere, anzi l’obbligo morale di essere una creatura prevalentemente priva di carattere; viceversa l’uomo di carattere, colui che agisce, è una creatura prevalentemente limitata.” (dostoevskij) |
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#6 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 705
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Riferimento: Grazie, Benigni
Non ho ancora sentito Benigni leggere la Divina Commedia, ma ho chiesto ad un'amica di procurarmi un video.
Benigni è un grande internazionalmente riconosciuto. Trovo magico quello che fa. Vorrei sapere qual'è il segreto del suo umorismo. Bisogna aver capito la tragedia perché il riso salga dal nostro profondo? Dov'è secondo voi la chiave? ![]()
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Monica |
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#7 (permalink) | |
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Lance Kilkenny
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 355
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Riferimento: Grazie, Benigni
Citazione:
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