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Cultura e Società Problematiche sociali, culture diverse. Sezione in modalità solo lettura

 
 
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Vecchio 07-05-2008, 22.10.01   #11 (permalink)
Ciò che è, è!
 
L'avatar di Claudio
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 205
Riferimento: Il signoraggio

Ma è questo l'argomento che stiamo affrontando.
Bisognerebbe rispondere a una domanda fondamentale: "A chi appartiene la moneta al momento della sua emissione?".
Tu stesso hai parlato di messa "al passivo" nella contabilità della banca centrale, della somma emessa. Metterla al passivo significa dichiararne la proprietà (come se avesse subito una perdita, un ammanco) e di conseguenza ne dichiara anche il valore, che in realtà siamo noi cittadini che, usando la moneta, lo creiamo.
Giacinto Auriti lo dimostra molto bene, vedi SIMEC
__________________
"Nel mondo d’oggi, esistono due tipi di povertà: la povertà provocata dalla mancanza di cibo, di abiti e di riparo e la povertà generata dalla mancanza d’amore e di compassione.
Delle due è della seconda che bisogna preoccuparsi per prima, perché se il nostro cuore è pieno d’amore e di compassione, potremo servire con sollecitudine coloro che mancano di cibo, abiti e riparo."

Amma Mata Amritanandamayi

Ciao!
Claudio is offline  
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Vecchio 09-05-2008, 09.54.04   #12 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di fealoro
 
Data registrazione: 19-03-2007
Messaggi: 216
Riferimento: Il signoraggio

Dichiararla nelle passività significa definirla come un debito della banca.
Quindi la banca centrale non è proprietaria del denaro, ma lo prende in prestito per poterlo immettere poi nel circuito bancario.
fealoro is offline  
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Vecchio 09-05-2008, 13.06.38   #13 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-03-2008
Messaggi: 89
Riferimento: Il signoraggio

Non sono Io l'autore... ma mi ha fatto molto riflettere.

Da: stack_overflow

Le menti malate dei banchieri, i leader mondiali, sono arrivate alla loro ora di auto-riferimento estremo. Un vero e proprio 'loop infinito', per dirla come i programmatori, che sta per bloccare qualsiasi tentativo di azione.

La finanza, questa astrazione dalla realtà, si trova a dover risolvere un problema causato dalla sua stessa logica del dominio, del possesso e della schiavitù.

La filosofia perenne attribuisce valore a ciò che viene conquistato con il lavoro onesto, l'arte, l'altruismo, la qualità, il rispetto della vita e dell'essere umano.

Ha valore quello che l'uomo fa, diretta o indirettamente, in beneficio di altri uomini. Ha mercato ciò che, in qualche modo, serve al bene della comunità.

Il valore può essere diverso secondo la natura dell'oggetto: una sedia, un torta, un brano musicale, un servizio di riparazione o un quadro hanno tutti un valore che viene percepito secondo la sensibilità ed il bisogno dei soggetti.

Una mente sana vede la realtà e la concretezza del valore delle cose , siano esse oggetti o azioni compiute.

Quantificare il valore in una scala numerica è stabilire un prezzo.

Valore e prezzo sono cose molto diverse. Il valore viene dalla coscienza dell'importanza di qualcosa; il prezzo è un numero, semplice concetto aritmetico. Il valore può essere sentito nel cuore, capito dalla mente; un prezzo può essere scritto su un foglio di carta o inserito in un computer ed è solo una rappresentazione.

Una mente offuscata confonde valore e prezzo; una mente malata vede solo il prezzo.

Cosa è la finanza se non una astrazione dalla realtà? Un continuo manipolare di prezzi, di operare aritmeticamente con queste quantità? Dov'è il sentire umano di un valore?

Oggi la finanza è in crisi, le banche sono insolventi. Questo vuole dire che i numeri disponibili sono in predominanza negativi. Il loro operare aritmetico è diventato un gioco con numeri minori di zero. Cosa molto seria per una mente che ignora il valore e vede solo il prezzo. I numeri negativi sono schiavizzanti quando applicati al mondo naturale: rappresentano un debito.

Avere un pane con “segno negativo” davanti, significa dover dare via qualcosa che non abbiamo. Un vero e proprio controsenso per una mente sana e ordinaria, ma non per la mente di un banchiere.

Chi vive nel mondo naturale, sa che sotto lo zero non si può andare: qualcosa o c'è o è assente. Mettere un segno negativo davanti a una cifra significa ipotecare il futuro di qualcuno, rendendolo non più libero, ma compromesso.

Sovrapporre l'aritmetica dei banchieri alla realtà causa un apparente paradosso, un problema.

La moneta “negativa” cioè, il debito, non può essere associata con qualcosa di reale, ma serve solo a vincolare ed a schiavizzare l'uomo.

La soluzione non si trova sul piano del problema, ma al di sopra di esso. L'errore è cercare di dare valore a ciò che non esiste nel presente ma, forse, in un futuro.

Speculare è dare valore a qualcosa di inesistente.

Allo stesso modo, essere creditore è ricavare qualcosa di un tempo che non esiste realmente: il futuro.

Come finirà la crisi?

Il mondo della finanza è un sistema chiuso in se stesso. Numeri, prezzi, soldi, operazioni aritmetiche in un girare continuo. Ci sarà la completa dissociazione dalla realtà, i prezzi, i soldi saranno visti per quello che sono : numeri nei computer e sui fogli di carta.

I banchieri, con le loro menti malate, senza poesia, resteranno a guardare un mondo fatto di terra, aria, sole, lavoro, cibo, ma anche di emozioni, sentimenti e coscienza.

Un mondo complesso che le loro addizioni e sottrazioni non sfiorano minimamente.
Pipoca is offline  
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