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Vecchio 10-05-2008, 07.40.46   #11 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di emmeci
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: L'uomo è sul serio un "animale sociale"?

Hai detto delle cose giuste anche per me, Emanuelevero, seppure il fondo del nostro pensiero sia indubbiamente diverso…
- Non si corregge la natura, dici. Perché, non ti pare che le leggi morali siano qualcosa di ben diverso dalle leggi fisiche? Anche Kant si è trovato di fronte a questo problema e l’ha risolto, per la verità un po’ ambiguamente, ammettendo una doppia legislazione: quella che vale per la natura e quella che vale per le azioni dell’uomo: resta però irrisolto il problema di come possano conciliarsi le due legislazioni (forse al tempo di Kant la tecnologia non era così sviluppata da comportare i problemi etici odierni: io però non mi riferisco solo a tali problemi, ma in senso più generale e, vorrei dire, storico-evolutivo, al sorgere dell’idea morale in un mondo che non la conosce e nel quale l’uccisione di una vita vale come la caduta di un sasso. E a che punto saremmo se l’uomo non avesse percepito la differenza? Anzi è proprio perché l’uomo si è servito delle sole leggi della natura che Hiroshima è stata distrutta: le forze naturali non richiamano solo le idilliche elegie di Virgilio….
- E, di conseguenza, dove vedi un fine nella natura che possa comportare distinzioni fra un uomo e una mosca? I fini sono un’invenzione dell’uomo – siano essi fini tecnici, conoscitivi, religiosi o morali. (Quanto al determinismo di Spinoza, che citi, è bene osservare che se egli lo ha sostenuto nell’Etica, si è ben guardato dal sostenerlo nei trattati politici, considerati anzi pietre miliari del liberalismo).
- Sono invece d’accordo con te nel considerare il fenomeno rivoluzionario un atto inammissibile e fonte di tragedie; non solo, ma un'impresa che alla fine sempre fallisce, quasi che la storia, ferita, voglia riprendere il suo cammino: sanando le piaghe inferte dalla rivoluzione, ma anche talmente imparziale da utilizzare quello che nei programmi dei rivoluzionari poteva essere considerato utile e forse anche giusto….Direi comunque che anche in questo caso (cioè nel caso delle rivoluzioni) si può ammettere una differenza tra storia e natura, perché se a breve termine questa, come dici, non fa salti, a lungo termine…chi sa? Si dice che il pianeta potrebbe essere colpito da un asteroide, o da qualche altro incidente.
Per riassumere, vuol dire questo che l’uomo è ben al di sopra della natura? Fisicamente no, moralmente l’ha fin dal principio oltrepassata, anche se moralità può significare, piuttosto che distruzione dell’altro, capacità di comprenderlo e, magari in senso metaforico, amarlo.
emmeci is offline  
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Vecchio 11-05-2008, 10.22.24   #12 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 04-05-2008
Messaggi: 25
Riferimento: L'uomo è sul serio un "animale sociale"?

I motivi per cui restare in vita sono ben pochi.
Innanzitutto l’istinto animale di conservazione.
Quindi la paura atavica ( del dolore, dell’ignoto, della morte ).
I motivi per cui non restare in vita sono molteplici.
La Natura, in tutta la sua brutale mancanza di pietà.
Il dolore in tutte le sue manifestazioni, in particolare psichiche.
La falsa società basata sulla menzogna in cui l’essere umano si è costretto a vivere per sopportare l’immane peso dell’esistenza.
L’assoluta mancanza di un senso o di uno scopo nella vita, il cui motore è essenzialmente l’egoismo.
Il male e la violenza che dominano incontrastati il nostro mondo, vero ed unico inferno.
La recita della vita che permette la convivenza, nasconde l’odio profondo che ogni essere umano nutre per il prossimo a causa dell’assurdità dell’esistenza, del dolore, della morte.
La fondamentale solitudine di ciascuno, inconsolabile e irrisolvibile.
La decadenza fisica e mentale che progredisce con gli anni e rende ognuno dipendente da altri.
La malattia precoce che distrugge la gioventù prematuramente.
La suprema menzogna della bontà, mera e falsa manifestazione dell’inutile sforzo di convincere sé stessi di essere ciò che non siamo: tutte le manifestazioni di bontà vengono messe in atto con l’unico scopo di una contropartita che soddisfi l’egoismo e rechi piacere a chi compie atti ‘ammirevoli’: chi lotta per salvare una vita non è fondamentalmente differente da chi lotta per sopprimerla;
diversi sono i metodi, identico lo scopo finale: la soddisfazione personale; come due binari paralleli che apparentemente sono opposti ma che all’infinito convergono: questo infinito è per l’essere umano l’egoismo del piacere personale, del sentirsi bene.
La speranza, un sentimento assolutamente ridicolo dinanzi alla effettiva realtà, la quale per la sua stessa struttura non può contemplarla.
La religione, la più assurda e buffonesca invenzione umana per distogliere il pensiero dalla disperazione e insensatezza dell’esistenza: stupisce che migliaia di anni non siano bastati all’essere umano per comprendere che la religione è una creazione umana, che dio è una invenzione, che la religione è unicamente il nascondiglio dei vili di fronte al terrore che incute la vita.
L’illusione dell’amore che ben presto si spegne e che comunque non è nient’altro che un fenomeno biochimico che ha l’unico scopo di perpetuare l’assurdità e la dolorosità della permanenza dell’umanità su questo pianeta.
L’uomo carpisce, succhia vita dalla donna e viceversa: l’unico vero amore è la comprensione della sua vera natura, l’unica sua possibile realizzazione è nella morte degli amanti. Altrimenti è menzogna.
Per concludere, Blaise Pascal ha scritto che colui che gode del dono della ragione ma non ricerca Dio è uno stolto ed un infelice.
Io dico che così non può essere poiché Dio non esiste. Se esiste è colpevole di aver creato insieme alla vita la morte, la paura, il dolore.

L’uomo e la donna non fanno altro che mentire, principalmente a sé stessi.
sopravvissuto is offline  
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Vecchio 11-05-2008, 13.14.53   #13 (permalink)
Utente bannato
 
Data registrazione: 14-04-2008
Messaggi: 169
Riferimento: L'uomo è sul serio un "animale sociale"?

Citazione:
Originalmente inviato da sopravvissuto
I motivi per cui restare in vita sono ben pochi.
Innanzitutto l’istinto animale di conservazione.
Quindi la paura atavica ( del dolore, dell’ignoto, della morte ).
I motivi per cui non restare in vita sono molteplici.
La Natura, in tutta la sua brutale mancanza di pietà.
Il dolore in tutte le sue manifestazioni, in particolare psichiche.
La falsa società basata sulla menzogna in cui l’essere umano si è costretto a vivere per sopportare l’immane peso dell’esistenza.
L’assoluta mancanza di un senso o di uno scopo nella vita, il cui motore è essenzialmente l’egoismo.
Il male e la violenza che dominano incontrastati il nostro mondo, vero ed unico inferno.
La recita della vita che permette la convivenza, nasconde l’odio profondo che ogni essere umano nutre per il prossimo a causa dell’assurdità dell’esistenza, del dolore, della morte.
La fondamentale solitudine di ciascuno, inconsolabile e irrisolvibile.
La decadenza fisica e mentale che progredisce con gli anni e rende ognuno dipendente da altri.
La malattia precoce che distrugge la gioventù prematuramente.
La suprema menzogna della bontà, mera e falsa manifestazione dell’inutile sforzo di convincere sé stessi di essere ciò che non siamo: tutte le manifestazioni di bontà vengono messe in atto con l’unico scopo di una contropartita che soddisfi l’egoismo e rechi piacere a chi compie atti ‘ammirevoli’: chi lotta per salvare una vita non è fondamentalmente differente da chi lotta per sopprimerla;
diversi sono i metodi, identico lo scopo finale: la soddisfazione personale; come due binari paralleli che apparentemente sono opposti ma che all’infinito convergono: questo infinito è per l’essere umano l’egoismo del piacere personale, del sentirsi bene.
La speranza, un sentimento assolutamente ridicolo dinanzi alla effettiva realtà, la quale per la sua stessa struttura non può contemplarla.
La religione, la più assurda e buffonesca invenzione umana per distogliere il pensiero dalla disperazione e insensatezza dell’esistenza: stupisce che migliaia di anni non siano bastati all’essere umano per comprendere che la religione è una creazione umana, che dio è una invenzione, che la religione è unicamente il nascondiglio dei vili di fronte al terrore che incute la vita.
L’illusione dell’amore che ben presto si spegne e che comunque non è nient’altro che un fenomeno biochimico che ha l’unico scopo di perpetuare l’assurdità e la dolorosità della permanenza dell’umanità su questo pianeta.
L’uomo carpisce, succhia vita dalla donna e viceversa: l’unico vero amore è la comprensione della sua vera natura, l’unica sua possibile realizzazione è nella morte degli amanti. Altrimenti è menzogna.
Per concludere, Blaise Pascal ha scritto che colui che gode del dono della ragione ma non ricerca Dio è uno stolto ed un infelice.
Io dico che così non può essere poiché Dio non esiste. Se esiste è colpevole di aver creato insieme alla vita la morte, la paura, il dolore.

L’uomo e la donna non fanno altro che mentire, principalmente a sé stessi.


Scusami se sono molto franco...
ti dirò, tutte queste storie da pessimismo cosmico sono balle.
Sono pensieri autoreferenziali che si formano quando chi li ospita
ha tutto sommato una vita agiata e un po' noiosa.
Sono frutto di un imborghesimento intellettuale.

Quando ci sono problemi reali, i grossi problemi
Dio ti da sempre una forza sovraumana per superarli e persino
per prederti carico di quelli di altri.
Perchè è questo il vero significato della vita.
Emanuelevero is offline  
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Vecchio 19-05-2008, 18.01.02   #14 (permalink)
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 17-05-2008
Messaggi: 3
Riferimento: L'uomo è sul serio un "animale sociale"?

Citazione:
Originalmente inviato da Emanuelevero
Sono frutto di un imborghesimento intellettuale.
Quando ci sono problemi reali, i grossi problemi
Dio ti da sempre una forza sovraumana per superarli e persino
per prederti carico di quelli di altri.
Perchè è questo il vero significato della vita.

Dio ti dà sempre una forza per superarli...
Sinceramente, lo credi veramente?

Comunque, per quanto riguarda il topic, credo fortemente che l'uomo sia un animale sociale al pari di tanti altri animali. Ovviamente, ci sono i tipi atipici anche nel genere umano.
La crescita e' possibile solo nel confronto, e tendenzialmente l'uomo tende alla crescita (o alla distruzione, bisogna vedere il punto di vista), togliendo sempre quella minoranza.
Solo chi si arrocca sulle sue convinzioni e smette di essere animale sociale, rischia di chiudere la sua mente.
Tra parentesi, credo fermamente che l'uomo sia sì sociale, ma non razionale.

Saluti.
neta is offline  
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