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Riflessioni sull'Esoterismo Indice articoli rubrica

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Vecchio 20-01-2009, 10.49.56   #1 (permalink)
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 09-10-2003
Messaggi: 1
Gurdjieff e la conoscenza materiale

in questa pagina è l'articolo che accenna a gurdjieff: http://www.riflessioni.it/esoterismo...astaneda-2.htm
Vi è anche citato un libro molto noto che lo riguarda, "Frammenti di un insegnamento sconosciuto", che da poco ho cominciato a rileggere.
Mi sono soffermato su un passaggio sul quale avrei bisogno di chiarimenti. Gurdjieff affermava che la conoscenza è qualcosa di materiale, e quindi non può essere spartita tra tropper persone, perchè ognuno ne avrebbe una parte talmente piccola da rivelarsi inutile. In questo, aggiungeva, non c'è però ingiustizia, poichè la conoscenza disponibile è quella che altri hanno rifiutato. La norma, infatti, è che l'uomo non voglia conoscere, poichè è faticoso e scomodo, dato che ognuno è affezionato ai propri punti di vista e non ha il desiderio di guardare sè stesso senza mentire.
Confesso che mi è difficile inquadrare la conoscenza in questi termini, anche se il concetto in qualche modo è "attraente". Inoltre, prendiamo il caso di civilità particolormente evolute sul piano della conoscenza (la leggenda si riferirebbe ad Atlantide). Debbo ritenere che in determinate circostanze la "quantità" di conoscenza disponibile sia maggiore o minore?
Insomma, chiunque abbia qualcosa da aggiungere avrà la mia attenzione e il mio grazie.
Walter.
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Vecchio 26-02-2009, 10.43.03   #2 (permalink)
Uno
ospite sporadico
 
Data registrazione: 05-01-2004
Messaggi: 2,104
Riferimento: Gurdjieff e la conoscenza materiale

Citazione:
Originalmente inviato da walter
Debbo ritenere che in determinate circostanze la "quantità" di conoscenza disponibile sia maggiore o minore?

Senza entrare troppo nei particolari, in linea di massima, si è corretto. Allo stesso modo in cui un'individuo può rifiutare la conoscenza e lasciarla liberamente a disposizione di altri, un'intera epoca (o una particolare società, nazione, associazione, filosofia.... etc...) può rifiutare la conoscenza in toto o in parte (di solito la seconda) e lasciarla libera per altre epoche.

Micro/Macro... Come in alto così in basso...

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Vecchio 28-08-2009, 18.40.48   #3 (permalink)
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 30-07-2009
Messaggi: 2
Riferimento: Gurdjieff e la conoscenza materiale

Citazione:
Originalmente inviato da walter
in questa pagina è l'articolo che accenna a gurdjieff: http://www.riflessioni.it/esoterismo...astaneda-2.htm
Vi è anche citato un libro molto noto che lo riguarda, "Frammenti di un insegnamento sconosciuto", che da poco ho cominciato a rileggere.
Mi sono soffermato su un passaggio sul quale avrei bisogno di chiarimenti. Gurdjieff affermava che la conoscenza è qualcosa di materiale, e quindi non può essere spartita tra tropper persone, perchè ognuno ne avrebbe una parte talmente piccola da rivelarsi inutile. In questo, aggiungeva, non c'è però ingiustizia, poichè la conoscenza disponibile è quella che altri hanno rifiutato. La norma, infatti, è che l'uomo non voglia conoscere, poichè è faticoso e scomodo, dato che ognuno è affezionato ai propri punti di vista e non ha il desiderio di guardare sè stesso senza mentire.
Confesso che mi è difficile inquadrare la conoscenza in questi termini, anche se il concetto in qualche modo è "attraente". Inoltre, prendiamo il caso di civilità particolormente evolute sul piano della conoscenza (la leggenda si riferirebbe ad Atlantide). Debbo ritenere che in determinate circostanze la "quantità" di conoscenza disponibile sia maggiore o minore?
Insomma, chiunque abbia qualcosa da aggiungere avrà la mia attenzione e il mio grazie.
Walter.

Si dice.
Tra Conoscenza e Tradizione sembrerebbe non esserci differenza apparente essendo la seconda solamente la Conoscenza che viene tramandata e trasmessa ai Popoli attraverso i Tempi.
Da ciò riteniamo che la Tradizione sia tutto lo "scibile" a disposizione dell'Umanità dal suo inizio alla sua fine intesa come reintegrazione nell'Unità originaria ed originale.
Chiaramente anche la Tradizione deve trovare un "posto" dove esser contenuta: per le religioni può essere la Mente di Dio se non Dio stesso, per la filosofia orientale l'Akasha.
Si dice che gli Animali obbediscano ad un'Anima di Gruppo nella quale depositano, alla loro morte, tutte le informazioni che hanno potuto realizzare durante la vita. Informazioni che l'Anima di Gruppo trasmette agl'individui che vanno a nascere; per questo i cani avrebbero imparato a guardare prima di attraversare la strada.
L'Uomo, al contrario, avrebbe raggiunto una Coscienza Collettiva, di gran lunga superiore all'anima di gruppo,nella quale farebbe c onfluire tutte le sue realizzazioni e conoscenze.
Per usare un eufemismo sarebbe un pò come la sommatoria delle Anime di Gruppo che costituiscono l'Anima Animale; vale a dire che in questa Coscienza confluirebbero tutte le informazioni scientifiche, fisiche, architettoniche etc. etc.
Tutto ciò che l'uomo può imparare, realizzare ed esprimere durante il suo lungo progredire evolutivo. Un uomo, in definitiva, è solo la sommatoria delle esperienze delle sue vite precedenti dato che quelle dell'attuale deve anora elaborarle e realizzarle.
Chiaramente, se questo fosse vero, mostrebbe che la Conoscenza non è alcunché di materiale; tanto più che appartiene al mondo del pensiero e non a quello del cervello.
Soslan is offline   cerca nel sito, enciclopedia, dizionario filosofico, dizionario delle religioni  cerca un libro  
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Vecchio 25-09-2009, 20.31.53   #4 (permalink)
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 21-09-2009
Messaggi: 4
Riferimento: Gurdjieff e la conoscenza materiale

Citazione:
Originalmente inviato da Soslan
Si dice.
Tra Conoscenza e Tradizione sembrerebbe non esserci differenza apparente essendo la seconda solamente la Conoscenza che viene tramandata e trasmessa ai Popoli attraverso i Tempi.
Da ciò riteniamo che la Tradizione sia tutto lo "scibile" a disposizione dell'Umanità dal suo inizio alla sua fine intesa come reintegrazione nell'Unità originaria ed originale.
Chiaramente anche la Tradizione deve trovare un "posto" dove esser contenuta: per le religioni può essere la Mente di Dio se non Dio stesso, per la filosofia orientale l'Akasha.
Si dice che gli Animali obbediscano ad un'Anima di Gruppo nella quale depositano, alla loro morte, tutte le informazioni che hanno potuto realizzare durante la vita. Informazioni che l'Anima di Gruppo trasmette agl'individui che vanno a nascere; per questo i cani avrebbero imparato a guardare prima di attraversare la strada.
L'Uomo, al contrario, avrebbe raggiunto una Coscienza Collettiva, di gran lunga superiore all'anima di gruppo,nella quale farebbe c onfluire tutte le sue realizzazioni e conoscenze.
Per usare un eufemismo sarebbe un pò come la sommatoria delle Anime di Gruppo che costituiscono l'Anima Animale; vale a dire che in questa Coscienza confluirebbero tutte le informazioni scientifiche, fisiche, architettoniche etc. etc.
Tutto ciò che l'uomo può imparare, realizzare ed esprimere durante il suo lungo progredire evolutivo. Un uomo, in definitiva, è solo la sommatoria delle esperienze delle sue vite precedenti dato che quelle dell'attuale deve anora elaborarle e realizzarle.
Chiaramente, se questo fosse vero, mostrebbe che la Conoscenza non è alcunché di materiale; tanto più che appartiene al mondo del pensiero e non a quello del cervello.
ho potuto sperimentare che quel che riteniamo il Nostro pensiero, non sia altro che quanto già scritto parola per parola e nei secoli dei secoli. Almeno trova la parola chi si rende Aperto alla parola..chissà aprirsi in altri modi, chissà quanti inviti in tal senso riceviamo e non riteniamo di percepire...
animaaria is offline   cerca nel sito, enciclopedia, dizionario filosofico, dizionario delle religioni  cerca un libro  
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Vecchio 06-07-2010, 18.49.54   #5 (permalink)
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Messaggi: 73
Riferimento: Gurdjieff e la conoscenza materiale

Citazione:
Originalmente inviato da walter
in questa pagina è l'articolo che accenna a gurdjieff: http://www.riflessioni.it/esoterismo...astaneda-2.htm
Vi è anche citato un libro molto noto che lo riguarda, "Frammenti di un insegnamento sconosciuto", che da poco ho cominciato a rileggere.
Mi sono soffermato su un passaggio sul quale avrei bisogno di chiarimenti. Gurdjieff affermava che la conoscenza è qualcosa di materiale, e quindi non può essere spartita tra tropper persone, perchè ognuno ne avrebbe una parte talmente piccola da rivelarsi inutile. In questo, aggiungeva, non c'è però ingiustizia, poichè la conoscenza disponibile è quella che altri hanno rifiutato. La norma, infatti, è che l'uomo non voglia conoscere, poichè è faticoso e scomodo, dato che ognuno è affezionato ai propri punti di vista e non ha il desiderio di guardare sè stesso senza mentire.
Confesso che mi è difficile inquadrare la conoscenza in questi termini, anche se il concetto in qualche modo è "attraente". Inoltre, prendiamo il caso di civilità particolormente evolute sul piano della conoscenza (la leggenda si riferirebbe ad Atlantide). Debbo ritenere che in determinate circostanze la "quantità" di conoscenza disponibile sia maggiore o minore?
Insomma, chiunque abbia qualcosa da aggiungere avrà la mia attenzione e il mio grazie.
Walter.

Nell’essere umano la conoscenza si trasmette principalmente per mezzo della parola ed è faticoso e scomodo acquisirla.
Nonostante tutto, non ci si può sottrarre al meccanismo automatico del conoscere.
Spesso si pensa alla conoscenza in termini di ultime scoperte nel campo di questo o di quello, come se tutto il resto fosse ormai inutile e/o superato ma pensiamo alle conoscenze che ci vogliono per fare i lavori più disparati.
Per esempio ad un pastore probabilmente poco gli interessa delle ultime scoperte della fisica come ad uno scienziato poco gli interessa imparare ad utilizzare delle vocalizzazioni che gli permettano di comunicare con gli animali.
marco cossu is offline   cerca nel sito, enciclopedia, dizionario filosofico, dizionario delle religioni  cerca un libro  
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Vecchio 06-07-2010, 18.58.27   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da Soslan
Si dice.
Tra Conoscenza e Tradizione sembrerebbe non esserci differenza apparente essendo la seconda solamente la Conoscenza che viene tramandata e trasmessa ai Popoli attraverso i Tempi.
Da ciò riteniamo che la Tradizione sia tutto lo "scibile" a disposizione dell'Umanità dal suo inizio alla sua fine intesa come reintegrazione nell'Unità originaria ed originale.
Chiaramente anche la Tradizione deve trovare un "posto" dove esser contenuta: per le religioni può essere la Mente di Dio se non Dio stesso, per la filosofia orientale l'Akasha.
Si dice che gli Animali obbediscano ad un'Anima di Gruppo nella quale depositano, alla loro morte, tutte le informazioni che hanno potuto realizzare durante la vita. Informazioni che l'Anima di Gruppo trasmette agl'individui che vanno a nascere; per questo i cani avrebbero imparato a guardare prima di attraversare la strada.
L'Uomo, al contrario, avrebbe raggiunto una Coscienza Collettiva, di gran lunga superiore all'anima di gruppo,nella quale farebbe c onfluire tutte le sue realizzazioni e conoscenze.
Per usare un eufemismo sarebbe un pò come la sommatoria delle Anime di Gruppo che costituiscono l'Anima Animale; vale a dire che in questa Coscienza confluirebbero tutte le informazioni scientifiche, fisiche, architettoniche etc. etc.
Tutto ciò che l'uomo può imparare, realizzare ed esprimere durante il suo lungo progredire evolutivo. Un uomo, in definitiva, è solo la sommatoria delle esperienze delle sue vite precedenti dato che quelle dell'attuale deve anora elaborarle e realizzarle.
Chiaramente, se questo fosse vero, mostrebbe che la Conoscenza non è alcunché di materiale; tanto più che appartiene al mondo del pensiero e non a quello del cervello.

Non capisco la connessione che fai fra “coscienza” e “conoscenza”, non dovrebbero essere due cose separate?
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