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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#41 (permalink) |
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Ospite di se stesso
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,068
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Riferimento: Un Dubbio che non posso avere...
Una colomba attraversa il cielo:senza questo non avrei identificata nessuna colomba.
Allo stesso modo dal silenzio emerge qualsiasi pensiero e a questi ritorna. Ogni silenzio è antecedente alla parola :è già conoscenza assoluta o consapevolezza di sé. Dunque ciò che è indubitabile è il silenzio che tutto contiene. ![]()
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...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare |
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#42 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,578
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Riferimento: Un Dubbio che non posso avere...
Citazione:
Forse comprendo dove vuoi arrivare, ma la mia tesi (influenzata da Cartesio) assomiglia molto più ad una teoria della conoscenza dove la giustificazione della credenza è data dalla possibilità di metterla in discussione. Se vogliamo, proprio il mio pensiero raggiunge quel limite oltre il quale non c'è pensiero ma silenzio. Ma del silenzio io ho conoscenza indiretta. Se tu fai silenzio me ne accorgo, ma se a fare silenzio fossero i miei pensieri non me ne accorgerei . Non sarei cosciente del silenzio, non ne avrei conoscenza e quindi non potrei nemmeno dubitarlo.Noor Una colomba attraversa il cielo:senza questo non avrei identificata nessuna colomba. E' chiaro che sto legando la coscienza alla conoscenza attraverso il dubbio. Poi si possono anche separare ma la coscienza, in quest'ultimo caso, non sarà influenzata dalla conoscenza. Alcuna colomba volerà, e non ci sarà alcun cielo, e così nessuna identificazione sarà possibile in termini "conoscitivi". Prova ad eliminare tutte le parole legate a cielo,colomba e identificazione e vedi cosa succede. Probabilmente rimarrà il silenzio, una catena di urti meccanici di cui nessuno avrà mai conoscenza. Ben inteso, non sto dicendo che la conoscenza sia l'anima della coscienza, ma penso più all'ipotesi che sia stata la coscienza ad aver dato l'input alla creazione dei simboli, quelli che ci hanno permesso, in seguito, di pensare in altro modo alle cose in noi rappresentate. Quel pensiero, appunto, che è indubitabile in quanto è alla base della mia conoscenza. |
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#43 (permalink) | |
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Ospite di se stesso
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,068
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Riferimento: Un Dubbio che non posso avere...
Citazione:
La cosa che può risultare strana in fondo è che,anche in assenza di cielo,ovvero di osservatore testimoniante,sussista “qualcosa” che non è il nulla (tu parli di urti meccanici..?) che si può indicare come silenzio ,ma non nel senso di assenza di rumore ,ma di vita non ancora cognitivizzata,ma assolutamente…perfetta assolutamente indubitabile..
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...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare |
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#44 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
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Riferimento: Un Dubbio che non posso avere...
....assolutamente indubitabile, noor? Torno al tema base impostato da il dubbio, che mi pare sia al fondo stesso della filosofia, in quanto allude a questo misterioso ma imbattibile sillogismo: che una verità assoluta c’è anche se non la conosco e se dubiterò per sempre di averla in pugno. Se non ci fosse, infatti, e non ne avessi un’intuizione, cioè se non aleggiasse come ombra davanti a me, come potrei dire che non la conosco e ne sono in cerca? Mi pare che questo sia il sottinteso dell’intera filosofia, che non nasce come tavola di salvezza di fronte al nulla che minaccia la nostra esistenza, ma risponde a un puro e semplice bisogno di verità.
Piuttosto, ciò che mi rende insieme più fiducioso e perplesso è il fatto che quello che dico assomiglia a ciò che potrebbe dire non un filosofo ma un religioso – trasformando non soltanto il mio ma il nostro lavoro nell’attesa di una rivelazione. |
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#45 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,578
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Riferimento: Un Dubbio che non posso avere...
Citazione:
In questi giorni sono andato ad una presentazione di un libro di poesie. L’autore, ad una domanda sull’amore di coppia, pone al centro il dubbio. Solo in sua presenza l’amore rimane vivo. Un’altra domanda, pertinente, fa più o meno così: io so che lei ha una formazione religiosa la quale propina certezze, non le sembra che porre il dubbio al centro del “gioco d'amore” sia in contraddizione con la sua formazione? Alla domanda io non risposto perché non ero io il protagonista. Se fossi stato io, ammesso che mi fosse uscito spontanea la risposta, avrei tentato di spiegare che il dubbio non è un’operazione razionale. Per dire la verità non è alcuna operazione. E’ come se il mio pc avesse il dubbio che fossi io (l’amministratore) a scriverci sopra e non sapesse se bloccarsi oppure no. Anche il mio pc starebbe aspettando una rivelazione… ? Certo, è come se… si aspetti una rivelazione, ma non è la rivelazione in se che rende il mio dubbio esistente e indubitabile. Mi sembra che anche tu dica che la verità potrebbe non esistere e questa sarebbe la verità. |
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