![]() |
||
| TUTTE LE NOVITA' Per ricevere gli aggiornamenti del sito iscriviti alla NEWSLETTER Iscrizione gratuita e un solo invio al mese |
||
![]() |
Il forum di Riflessioni.it non
è uno spazio pubblico, ma uno spazio privato aperto al pubblico sottoposto a particolari condizioni d’uso descritte nel regolamento e nella netiquette. Questo forum non è una chat definizioni di forum e chat ATTENZIONE: la pubblicazione dei messaggi non è in tempo reale. |
|
|
|||||||
| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
![]() |
|
|
Strumenti discussione | Cerca in questa discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#1 (permalink) |
|
stella danzante
Data registrazione: 05-08-2004
Messaggi: 1,726
|
Fattori genetici e criminologia
Da un recente fatto di cronaca e relativa sentenza della corte d’appello è di attualità la riflessione su quanto il DNA influisca sul comportamento e quanto possa essere preso in considerazione anche ai fini della pena per delitti commessi.
La notizia riguarda un algerino che nel 2007 accoltella, uccidendolo, un boliviano. La sentenza della Corte d’Assise d’appello di Trieste riduce di un anno la pena perché i periti riscontrano nell’indagine genetica un gene responsabile alla particolare vulnerabilità del soggetto all’atto criminale. Attenuante quindi , ma non solo, possibile apertura verso la individuazione di potenzialità criminali, e il dibattito è ampio, includendo, magari, anche i risultati degli esperimenti di Benjamin Libet e le ripercussioni sul ripensamento del libero arbitrio. Cosa ne pensate? È auspicabile che le indagini genetiche possano influire sulla pena da infliggere a chi si macchia di gravi reati? A me sembra l’ingresso in una nuova era, un nuovo modo di guardare agli individui, attraverso le moderne scoperte scientifiche e le indagini genetiche della “personalità”, molto entusiasmanti per quel che riguarda la novità ma ancora poco dibattute dal punto di vista etico, di responsabilità, tutto da mettere in discussione insomma.
__________________
rido di me di te di tutto cio' che di mortale c'e' e che mi piace tanto tanto tanto tanto |
|
|
|
|
|
#2 (permalink) | |
|
Moderatore
Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 3,077
|
Riferimento: Fattori genetici e criminologia
Ciao Viandante, vorrei un può demitizzare tutta la faccenda.
![]() Credo che la maggior conoscenza sia una cosa positiva e non escludo affatto (anzi!) che la genetica possa aiutarci in campo psicologico, quindi possa esser utile talvolta anche durante un processo. Tuttavia mi pare lecito poter criticare i singoli casi, in cui dai risultati genetici si passa ad altre questioni, anche filosofiche (etica, liberà dell'uomo, etc.). Innanzitutto la sentenza fa riferimento al documento "Genetics and human behaviour: the ethical context" (2002) della Nuffield Council on Bioethics. Tale documento è consultabile qui: http://www.nuffieldbioethics.org/fil...eneticsrep.pdf Nel documento si arriva a concludere che non esistono condizioni genetiche (di persone senza gravi problemi mentali) che rendano giustificato il completo annullamento della responsabilità penale. Tuttavia, si vuole tenere un approccio prudente, e si propone di tener conto delle condizioni genetiche per determinare l'entità della pena: in sostanza, tra le attenuanti ci possono essere le condizioni genetiche dell'individuo (sentencing). Come si può vedere, la questione non riguarda "l'uomo è libero o meno?"; questo questito, infatti, non è proprio contemplato, anzi. La mia idea mi pare identica a quella di Jonathan Glover, come il documento afferma: Citazione:
Non sembra plausibile, infatti, ritenere profondamente differenti, dal punto di vista etico, le influenze che subiamo dai nostri geni o dall'ambiente. Detto, questo, mi pare che la discussione ora debba spostare il suo focus da "i fattori genetici sono importanti nella determinazione della responsabilità penale?" a "quando importanti sono le attenuanti date dallo stato del soggetto nella determinazione della responsabilità penale?". Quest'ultima domanda è differente almeno in due modi importanti rispetto a quella precedenza. 1. La prima domanda è più filosoficamente rilevante rispetto all'ultima. 2. L'ultima domanda, però, è più importante nella vita ordinaria e non ha, al contrario della prima, un'unica e sola risposta, bensì ne ha molte a seconda dei vari casi, e tali risposte saranno fornite dagli scienziati (psicologi, genetisti, etc.), non dai filosofi. Spero di aver sgonfiato almeno un po' la questione. ![]()
__________________
I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare.[René Magritte] www.epicurus.altervista.org |
|
|
|
|
|
|
#3 (permalink) | ||||
|
stella danzante
Data registrazione: 05-08-2004
Messaggi: 1,726
|
Riferimento: Fattori genetici e criminologia
Ciao Epi
Citazione:
Citazione:
Citazione:
Citazione:
__________________
rido di me di te di tutto cio' che di mortale c'e' e che mi piace tanto tanto tanto tanto |
||||
|
|
|
|
|
#4 (permalink) | ||||
|
Moderatore
Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 3,077
|
Riferimento: Fattori genetici e criminologia
Citazione:
Ehehe, in effetti è un bel mattone. ![]() Io comunque non l'ho letto tutto, ho letto solo le parti rilevanti per il nostro discorso. Citazione:
Dell'esperimento di Libet (e di quello simile fatto recentemente) si ne è parlato in più di un topic, e lì ho dato un mio parere più specifico. Se ti interessa... ![]() Citazione:
Citazione:
Naturalmente sono due domane in qualche modo legate, non indipendenti. Ma le ritengo differenti per tre motivi. 1. La (A), ma non la (B), chiede alla filosofia di rispondere ad una domanda di competenza della scienza. 2. La (B), invece, è una questione filosofica, in particolare etica, perché ci chiediamo quanto cambia la nostra responsabilità morale in funzione di condizioni oggettive date. 3. La (A) si interroga solo sul bagaglio genetico, mentre la (B) si interroga anche sul bagaglio culturale, mettendoli in qualche modo sullo stesso piano. ![]()
__________________
I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare.[René Magritte] www.epicurus.altervista.org |
||||
|
|
|
|
|
#5 (permalink) | |
|
Ospite abituale
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 796
|
Riferimento: Fattori genetici e criminologia
Citazione:
PULSIONI E LIBERTA’ Non conosco Benjamin Libet...quindi il mio discorso è generale...allo stato dell'arte! Credo che già da parecchio tempo, durante un dibattimento, la situazione psichica in cui si trova l’imputato nel corso del reato, sia tenuta in gran conto …a volte anche in eccesso…o anche in nessun conto, quando si tratti di poveracci privi di santi in paradiso. Escluderei invece che il rilievo di una situazione neurogenetica ipoteticamente criminale possa costituire di per sè un’aggravante tale da inasprire la pena…per quanto la recidività (evidenza forse di una tendenza intrinseca, ma anche di un vissuto ambientale) costituisca effettiva aggravante. Sul giudizio di una corte di giustizia non può pesare, poi, il fatto di essere nero, rom o normanno e neppure il fatto che i geni certifichino che l’imputato è discendente di un famoso mafioso e serial killer: ma mi pare lapalissiano…o la domanda adombrava una ipotesi del genere?. Non credo, in definitiva, si possa mai chiedere alla genetica molecolare un giudizio automatico circa la situazione psichica di un qualunque individuo in relazione ai suoi comportamenti più o meno leciti..ne tanto meno in relazione a comportamenti globali di classi di individui a seconda dei gruppi etnici di appartenenza o delle zone geografiche di provenienza. Comunque ciò dipende dal fatto che, dopo infiniti dibattiti e teorie opposte, svoltesi da 150 anni a questa parte, l’opinione che oggi sembra prevalere, nella biologia, nella giurisprudenza e nella filosofia in generale..,forse anche nella teologia, è che l’umano è geneticamente libero, che il suo comportamento non è codificato da istinti: l’uomo infatti non ha istinti, ma solo pulsioni…forse in qualche modo orientate... pulsioni che il nostro “Organo Dirigente” dovrebbe essere in grado di tenere sotto controllo. Se ostacoli patologici o ambientali indipendenti, impediscono tale controllo o lo decurtano gravemente allora la responsabilità dell'individuo vieme meno e quindi anche la pena deve essere adeguata o mutata. La genetica molecolare, d’altra parte, può, giustamente, dare oggi, e sempre più in futuro, un contributo tendenzialmente oggettivo nel dipanare situazioni che appaiono oggi ancora abbastanza soggettive. Il riferimento, in ogni caso è sempre al singolo individuo, da considerare caso per caso nella sua unicità, che viene alleggerito, in qualche modo, della pena, ove l’indagine genetica possa far emergere all’evidenza, o confermare, anomalie genetiche influenti circa la capacità dell’individuo di intendere e di volere al momento del reato ed in quale misura. Se poi la misura sia assoluta o parziale e quale ne sia la intensità resta sempre da valutare individuo per individuo: percio’ ci sono gli esperti...i periti: neurologi, psicologi, psichiatri, ecc…. In definitiva poi, non mi pare che, in sede penale, la cosa cambi tanto...per lo meno non a breve termine: occorre sempre valutare l'entità del danno o dell'inferenza genetico/ambientale a livello individuale. ...Piuttosto mi pare che uno scrining circa l'orientamento delle pulsioni genetico/ambientali (dificile distinguere) che faccia emergere eventuali aree o situazioni sociali a rischio, sia piu' questione di sociologia piuttosto che di giurisprudenza. ![]()
__________________
Try and error! |
|
|
|
|
![]() |
| Strumenti discussione | Cerca in questa discussione |
| Modalità visualizzazione | |
|
|
|
Puoi aggiungere le ultime novità di Riflessioni.it e le ultime discussioni del forum sul tuo sito o sul tuo blog, per informazioni
|