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Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.

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Vecchio 06-12-2011, 23.42.44   #31 (permalink)
Ospite
 
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Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
Riferimento: La pazienza del filosofo.

Citazione:
ulysse
Infatti è vero che la filosofia non è sempre esistita (sic!) e neppure era o è necessaria per essere felici…forse il sogno ed il mito rendevano già più felici gli uomini!
Ma non credo che la filosofia la si applichi o la si inventi o la si cataloghi, come fosse una tecnica…per la felicità (sic!)
(….questa propedeutica alla felicità, invero, la aveva prospettata manu.
Perdonami ulysse: "Invero", il mio assunto rivolto a Manu contrastava proprio quello da lei affermato, che tu attribuisci a me. In pratica, sei tu che ne fai un minestrone indigesto attribuendo ad altri quello che altri non hanno affermato. Per la precisione ho affermato che l'uomo poteva essere stato felice anche prima di conoscere il significato di cosa fosse la filosofia, magari, anche se i suoi pensieri erano già in quella direzione. Che poi la filosofia sia nata con il Big bang può essere, ma gli uomini non lo sapevano; e Talete, se ben ricordi, non è stato il primo uomo sulla faccia della terra, poiché mi sembra che il primo sia stato un fessacchiotto che si è fatto imbrogliare da una donna, mentre il secondo ha preso a randellate il fratello fino a ucciderlo. Perciò, Big Bang o non, la filosofia ha avuto un suo inizio, e credo insieme con essa sia nato il concetto di pazienza. In tal senso riporto il post di benedetto che l’ha specificato molto bene:
Citazione:
benedetto
Perché il filosofo dovrebbe essere paziente?
Forse perché ama la sapienza, ma bisogna trovarla; e se trova la sapienza è perché comprende l'ignoranza.
Per comprendere l'ignoranza ci vorrà pazienza, non penso sia facile provare la sensazione di essere ignoranti.
Secondo me, comunque, il vero filosofo è colui che ha compreso l'ignoranza, non colui che ama la sapienza; e proprio per tale motivo dovrebbe essere paziente.
Citazione:
ulysse
Che poi il filosofo sia anche paziente non c’azzecca….comunque è insignificante....mi pare!.
Ho fatto solo una domanda al forum e se, per il momento, il thread è arrivato a una trentina di repliche, qualcosa che ha interessato deve pur averlo. Per altro, eravamo d'accordo di non scendere più in questi "intrugli riottosi", ma vedo che mi tiri per i capelli, ed io sono costretto a risponderti per rispetto al forum che ci ospita. Vediamo di essere "pazienti" e di dargli un taglio.
__________________
Sarò banale, ma continuo a credere che la verità abbia molte facce.
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Vecchio 07-12-2011, 13.22.14   #32 (permalink)
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Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 795
Riferimento: La pazienza del filosofo.

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Perdonami ulysse: "Invero", il mio assunto rivolto a Manu contrastava proprio quello da lei affermato, che tu attribuisci a me. In pratica, sei tu che ne fai un minestrone indigesto attribuendo ad altri quello che altri non hanno affermato. Per la precisione ho affermato che l'uomo poteva essere stato felice anche prima di conoscere il significato di cosa fosse la filosofia, magari, anche se i suoi pensieri erano già in quella direzione. Che poi la filosofia sia nata con il Big bang può essere, ma gli uomini non lo sapevano; e Talete, se ben ricordi, non è stato il primo uomo sulla faccia della terra, poiché mi sembra che il primo sia stato un fessacchiotto che si è fatto imbrogliare da una donna, mentre il secondo ha preso a randellate il fratello fino a ucciderlo. Perciò, Big Bang o non, la filosofia ha avuto un suo inizio, e credo insieme con essa sia nato il concetto di pazienza. In tal senso riporto il post di benedetto che l’ha specificato molto bene:Ho fatto solo una domanda al forum e se, per il momento, il thread è arrivato a una trentina di repliche, qualcosa che ha interessato deve pur averlo. Per altro, eravamo d'accordo di non scendere più in questi "intrugli riottosi", ma vedo che mi tiri per i capelli, ed io sono costretto a risponderti per rispetto al forum che ci ospita. Vediamo di essere "pazienti" e di dargli un taglio.
Il ragazzo è intelligente ma non si applica...per cui sono costretto a chiarire!
Sospetto, sia pure con malevolenza, che il topic sia arrivato ad una trentina di post a forza di quì quò quà e di battibechi assolutamente inutili: sarò anch'io colpevole?

Ho messo assieme diverse cose, ma chiaramente ho detto che la questione della filosofia per la felicità fu innescata da manu....forse anche a ragione!....in effetti sembra che le signore siano interessate a questo argomento più della media degli orsi.
Perchè lamentarsi o recriminare?

Tutta la questione del big bang è fuori dai coppi: basterebbe un pò di intuizione e fiducia nel prossimo per non cadere in certi misunderstanding.
Chi mai potrebbe pensare che la filosofia (o qualunque altro concetto cosciente e raziocinante) possa avere avuto inizio direttamente col supposto big-bang fisico dell'Universo?
Forse chi atribuisce alla materia una memoria quasi cosciente e trasmissibile?

Per conto mio, volevo semplicemente evidenziare (in contrasto o a precisazione della tua affermazuine) che si asume che il concetto di filosofia sia nato improvvisamente con Talete (come una sorta di big bang filosofico) nel VI secolo dando vita, in quei 2 o3 secoli fino a Pericle e oltre, come ad una sorta di illuminismo greco antelitteram.

Non pare, insomma, che l'emergere della filosogfia sia stato un lento processo inconscio per successive approssimazioni, come sarebbe forse opinabile.

Ma fa niente, è solo una disattenzione la tua...dopo tutto io sono "paziente": spero che altri abbia capito.

Quanto a Benedetto non mi pare abbia concordato sulla prevalente pazienza dei filosofi, ma anche questo è ininfluente: come già ebbi a dire, la "verità" non si definisce per alzata di mano comer tu sembri credere...la verità non è democratica!
__________________
Try and error!
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Vecchio 21-12-2011, 17.17.46   #33 (permalink)
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Data registrazione: 24-11-2011
Messaggi: 9
Riferimento: La pazienza del filosofo.

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Se a fare quest’affermazione fossi stato io, e nel tragitto della vita m’imbattessi in persone che vorrebbero partecipare a questa ricerca inserendosi in un mio dibattito, non essendo al mio livello quale dovrebbe essere il mio stato d'animo? Mi spiego meglio: in gioventù sono stato un discreto giocatore di Ping Pong a livello nazionale, e quando qualche amico o parente mi chiedeva di giocare, non essendo al mio livello provavo un fastidio incredibile, dovendo, tra l'altro, far finta di divertirmi. In questo e in altri forum, spesso e volentieri ci si scaglia contro qualcuno che ha appena iniziato a giocare a Ping Pong, mettendo sul piatto tutta la sua conoscenza, ricoprendo il malcapitato di ogni sorta d’improperi. Punto di domanda: tutti quelli che intraprendono la strada della ricerca, arrivando a un certo livello di comprensione di certe verità, non dovrebbero essere felici di accogliere altri "novizi", come lo sono stati loro in passato? Ovvero, intraprendere la strada sulla ricerca della verità, presupporrebbe una maggiore sensibilità e quindi più comprensione, oppure no? Insomma, il filosofo dovrebbe essere più paziente dei non filosofi, o la filosofia non regala questa peculiarità?




Aristotele si circondava di tali persone.Socrate girava per la polis e operava la teoria dell'ironia sia con i sofisti(sui "nemici) e sia la gente comune . Il uso stato d'animo non era affatto negativo perchè filosofava con persone meno colte. Dal momento che tutti non conosciamo,la ricerca di verità condivisibili è un modo migliore verso la verità e la libertà. E quindi,siccome tutti non conosciamo,anche il filosofo, non esiste un livello di "più ignoranza",tanto è che Socrate,anche a chi credevano di conoscere,tramite l'ironia, faceva capire loro che in realtà non sapevano
manu6595 is offline  
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Vecchio 23-12-2011, 06.09.11   #34 (permalink)
Ospite
 
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Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
Riferimento: La pazienza del filosofo.

Citazione:
Tempo2011
Insomma, il filosofo dovrebbe essere più paziente dei non filosofi, o la filosofia non regala questa peculiarità?
Citazione:
manu6595
Aristotele si circondava di tali persone. Socrate girava per la polis e operava la teoria dell'ironia sia con i sofisti(sui "nemici) e sia la gente comune . Il uso stato d'animo non era affatto negativo perchè filosofava con persone meno colte. Dal momento che tutti non conosciamo,la ricerca di verità condivisibili è un modo migliore verso la verità e la libertà. E quindi,siccome tutti non conosciamo,anche il filosofo, non esiste un livello di "più ignoranza",tanto è che Socrate,anche a chi credevano di conoscere,tramite l'ironia, faceva capire loro che in realtà non sapevano
Ho isolato la domanda finale affinché tu possa rispondere con più precisione. Ovvero, studiare filosofia porta l'uomo a essere più paziente e indulgente, nei confronti del mondo che lo circonda, o no? A quanto si afferma, a Socrate gli è costata cara la sua ironia, anche perché l'andava applicando su tutti i personaggi famosi del tempo, in qualche specializzazione. Lui si riteneva al sicuro poiché era stato dichiarato un saggio, dagli dei, in quanto sapeva di non sapere.
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