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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#1 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 07-01-2012
Messaggi: 1
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Conoscenza.
Mi scuso in anticipo con tutti voi se mi permetto di porre quesiti o affarmare proposizioni senza avere le conoscenze adatte, sono soltanto uno studente delle superiori ed ho ancora molto da imparare, perciò vi prego di non tenere conto del modo in cui espongo, ma solo e soltanto della qualità del messaggio contenuto nell'esposizione.
Molto probabilmente il dubbio che mi assilla è stato già affrontato da altri, e se fosse cosi preferirei comunque riproporlo in modo da carpire al meglio le nozioni che spero mi donerete, essendo protagonista della discussione. Molto spesso si sente dire:"Quella persona è "portata" per la matematica","Il mio compagno X è "portato" per l'italiano" ecc. ecc. Se prendiamo in considerazione la proposizione:" Ogni persona possiede talenti innati che porteranno quest'ultima ad evidenziarsi in un determinato settore della conoscenza" e la considerassimo vera, potremmo affermare che i limiti e l'entità della conoscenza di una persona siano stabiliti alla nascita? Se la risposta a questo quesito è affermativa non ci troveremmo davanti a una società quasi dittatoriale, in cui il proprio destino o futuro è stabilito alla nascita? Una società in cui la propria posizione all'interno di quest'ultima è stabilita e non modificabile? |
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#2 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 01-08-2011
Messaggi: 33
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Riferimento: Conoscenza.
Allora: i patterns delle conoscenze sono effettivamente innati. Una prova, può essere il ragionamento di Fodor a tal proposito: supponiamo di essere al livello di conoscenza di grado 2 e di voler passare al grado 3. Mi si dovrà insiegnare il grado 3; ma come farlo, se tutto quello che possiedo è il grado 2? Intendo dire: tutto quello che capisco è di grado 2 - quindi il livello 3 mi è completamente estraneo. Inutile pertanto insegnarmi il livello 3, perchè non lo capirei. Il ragionamento poi è ricorsivo: come ho fatto ad arrivare al livello 2? Come si suol dire, ho si ha quel che si abbisogna oppure no - ed i concetti poi vengono ottenuti per autopoiesi (costruzione di unità a partire da altre unità).
Il regresso di Ryle si supera semplicemente affermando che: 1) Le unità trasformazionali in nostro possesso sono finite - pertanto non c'è un regresso all' infinito nell' affermare che un risultato cognitivo, per essere tale, dovrebbe richiedere a sua volta un processo cognitivo e così all' infinito. 2) Se un motivo, per essere razionale, richiede un motivo, e così via all' infinito, è sufficiente affermare che il sistema lo fa effettivamente, ma bisogna ragionare in maniera finitista - in pratica la razionalità del motivo è tale per le ragioni effettivamente costruite dal sistema. Detto questo, effettivamente si può parlare di innatismo delle conoscenze, ma non ce ne passiamo - nulla di tutto questo si attiverebbe se non venissimo stimolati dall' ambiente. I talenti naturali esistono, ma sono piuttosto rari - il più delle volte si ha a che fare con buoni ingegni che si applicano (e pure parecchio). Lei afferma che se fosse così ci troveremo a che fare con una società dittatoriale - più che altro, si parla di tecnocrazia. Ed in una società tecnocratica, bisogna conoscere (ed ovviamente applicare quelle conoscenze): se non si accede al sistema, sono guai seri. E come può anche lei notare - la situazione è davvero da guai seri. Dovrei dilungarmi troppo per spiegare cosa intendo dire: se vuole capirlo, le consiglio di vedersi una serie animata di nome serial experiment lain, che spiega proprio quello che intendo dire. In senso lato, comunque, si può dire che siamo felicemente contenti che del nostro poco sapere (legga: ignoranza) all' interno delle nostre società. E se qualcuno pensa, per noi, agisce per noi, fale cose al posto nostro - beh tanto meglio. Ed ovviamente tanto intrattenimento per tutti. Non è questa l'antifona? |
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#3 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
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Riferimento: Conoscenza.
Citazione:
A proposito: ti avevo avvisato che la questione era di una complessità mortale? Così la prossima volta pensaci prima di fare un certo tipo di domande. Ciao.
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Sarò banale, ma continuo a credere che la verità abbia molte facce. Ultima modifica di Tempo2011 : 09-01-2012 alle ore 20.20.57. |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 17-04-2006
Messaggi: 164
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Riferimento: Conoscenza.
Per affrontare la questione non si può prescindere dall'ambiente.
E' vero quel che ha scritto Tempo2011, ovvero che "quando si nasce, non siamo una tabula rasa, ma possediamo il patrimonio tramandatoci dai nostri avi che, per un fratello possono essere gli uni e per l'altro gli altri. In pratica i patrimoni che ci arrivano possono provenire da un’infinità di antenati (dipende dalla casualità), che hanno fatto delle esperienze differenti. Da questa casualità del collegamento con i nostri antenati, la differenza d'attitudine per ognuno di noi." Oltre a ciò bisogna tener conto dell'ambiente. Questo patrimonio si esplica, si dispiega, si dipana in un determinato ambiente. In parole povere noi nasciamo in una determinata cultura dalla quale non possiamo prescindere. Se parliamo di solo patrimonio genetico compiamo un'operazione mentale che nella realtà non esiste. Se pensiamo che lo stato d'animo della madre influenza già il feto, che ciò che avviene nell'ambiente in cui la madre vive influenza lo stato psichico della madre e quindi del nascituro, se solo partiamo da qui ci rendiamo conto di quanto possa esser complesso il "destino" se così lo vogliamo chiamare. E' charo che tutti noi nasciamo con delle caratteristiche nostre ed unicamente nostre ma queste non possono non estrinsecarsi se non in un ambiente. E con il termine ambiente intendo davvero tutto, dal liquido amniotico allo Stato in cui nasciamo. E non solo. Vi si potrebbe anche far rientrare l'inconscio collettivo, con tutte le rappresentazioni mentali, i codici culturali, simbolici, i valori, gli sbadigli ecc. La cosa è assai complessa. Gli esseri umani sono complessi ed è uno dei motivi per cui non mi piace parlare di destino. Spero di esser stata chiara, sono stata influenzata da un virus e quel po' di patrimonio cerebrale che avevo si è confuso ancora di più. ![]()
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Forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo |
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#5 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
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Riferimento: Conoscenza.
Citazione:
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Sarò banale, ma continuo a credere che la verità abbia molte facce. |
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