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Vecchio 25-07-2011, 11.22.15   #61 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,578
Riferimento: Le formiche invadenti e l'aggressività umana.

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Riguardo ai fatti di Norvegia, ad esempio, ora sembrano tutti cadere dalle nuvole, tutti a indagare sugli scritti e le idee del paranoico norvegese, dimenticando che parole ed opinioni simili, magari con toni diversi ma con lo stesso significato, vengono liberamente espressi da leader politici di mezza europa (italia compresa). E se hai notato, nell'immediatezza del fatto, tutti ovviamente si sono affrettati a dare la colpa (e la caccia) all'odiato "islamista", per scoprire poi, drammaticamente, che il folle era invece uno di "noi". Probabilmente l'aggressività umana, sia contro la propra specie, sia contro altre specie, non è completamente eliminabile, soprattutto se a prevalere è il nostro emisfero destro (quello irrazionale). Ecco perchè forte è la responsabilità di coloro che, per motivi politici, o sociali, o religiosi, o anche filosofici, hanno maggior visibilità e possibilità di comunicazione: le loro parole hanno un peso molto diverso dalle mie o dalle tue.

E' il fatto di questi giorni. Il tipo di Oslo sarebbe da psicanalizzare.

E' chiaro che ci troviamo davanti ad una forma di pazzia . Ma sarà vero che a prevalere in questo pazzo è stato l'emisfero destro, quello che chiami "irrazionale"?
Le cose che ha fatto, cioè la meticolosità con cui ha progettato l'attentato (per diversi anni), la difficoltà intrinseca di riuscirci da solo (a quanto pare), unita alla sua preparazione culturale e a volte tecnica (a quanto pare giocava in borsa, ma nello stesso tempo anche con le armi e gli esplosivi), mi lascia disorientato. Queste sono esattamente le cose che fanno coloro i quali non sono "pazzi", ma uomini intelligenti e razionali.

A me sembra che ci troviamo difronte ad un automa, costruito per uccidere e preparato culturalmente come uno 007. La sua pazzia sarà dovuta al fatto di non avere dubbi della sensatezza di ciò che si prestava a fare.

E per me questo è quasi un "credo" (contraddizione in termini): bisogna avere sempre dubbi della sensatezza di ciò che si pensa o di ciò che si fa, perchè questa è la forma migliore per non diventare pazzo-automa delle follie che si pensano.
Non è tutto la razionalità quindi.

Questa persona (in quanto comunque è una persona...) credeva che la sua azione fosse "necessaria" anche se crudele. Ovvero non aveva dubbi sulla sua razionalità. A me sembra che invece abbia funzionato solo il suo emisfero razionale (mi sembra comunque che i neuropsicologi puntino a definire "fantasiosi" queste presunte differenze ) cioè quello sinistro

Non avere pietà per quei poveri ragazzini che uccideva uno-uno, significa aver messo in stand by la propria coscienza emotiva ed aver attivato solo quella "razionale".
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Vecchio 25-07-2011, 15.26.23   #62 (permalink)
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Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
Riferimento: Le formiche invadenti e l'aggressività umana.

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Caro Tempo, ho la sensazione che spesso non ci rendiamo conto del peso delle parole e delle opinioni. Riguardo ai fatti di Norvegia, ad esempio, ora sembrano tutti cadere dalle nuvole, tutti a indagare sugli scritti e le idee del paranoico norvegese, dimenticando che parole ed opinioni simili, magari con toni diversi ma con lo stesso significato, vengono liberamente espressi da leader politici di mezza europa (italia compresa). E se hai notato, nell'immediatezza del fatto, tutti ovviamente si sono affrettati a dare la colpa (e la caccia) all'odiato "islamista", per scoprire poi, drammaticamente, che il folle era invece uno di "noi". Probabilmente l'aggressività umana, sia contro la propra specie, sia contro altre specie, non è completamente eliminabile, soprattutto se a prevalere è il nostro emisfero destro (quello irrazionale). Ecco perchè forte è la responsabilità di coloro che, per motivi politici, o sociali, o religiosi, o anche filosofici, hanno maggior visibilità e possibilità di comunicazione: le loro parole hanno un peso molto diverso dalle mie o dalle tue.
In tal senso, andando a ritroso nella storia, mi sono fatta un'opinione. Ovvero, sembra proprio che noi umani, per star bene con noi stessi e con tutta la società, abbiamo bisogno di motivazioni e di traguardi. Ti porto un banale esempio: non ricordo se fossero i germani o gli unni che, prima di una battaglia importante, uccidevano il proprio capo, gli strappavano il cuore e lo gettavano nel campo nemico, per avere una forte motivazione per andarselo a riprendere. Se ci vogliamo avvicinare ai tempi nostri, possiamo parlare dei Kamikaze giapponesi che si schiantavano con il proprio aereo sul nemico; oppure l’arabo palestinese che si pone una cintura di esplosivo e si fa esplodere in nome dei propri ideali. Ecco, a mio modo di vedere, nel mondo occidentale sono venuti a mancare gli ideali, le motivazioni e gli obiettivi da raggiungere. Allora, che cosa centra questa lacuna con quello che sta accadendo ai nostri giorni? A mio modo di vedere, non avendo più questi obiettivi da raggiungere in comunità, ognuno si sente spaesato, cercando di crearseli da solo gli obiettivi comuni. Naturalmente questi sono fabbricati in base alle proprie esperienze emotive e culturali, senza contare il condizionamento di tutti quelli che, ancora oggi, si portano appresso degli spezzoni di un triste passato, sia per averlo vissuto o solo per averlo assorbito sentendolo raccontare. Secondo me sono queste dinamiche che partoriscono quei mostri capaci di uccidere in un sol giorno 93 persone. Per il resto, quello che non arriva a quella drammatica dimensione, è colui che, non avendo altro da fare, in comune, aggredisce la persona che gli sta accanto, in quel a corpo a corpo che vediamo attuarsi tutti i giorni. Gli incitamenti di cui parli, non fanno altro che tenere sempre al calduccio quell’aggressività ormai libera da qualsiasi obiettivo comune. Nella pratica si tratterebbe di aggressività naturale non più incanalata in uno sforzo comune. In tal senso, ricordiamoci i raduni oceanici che ascoltavano i discorsi di Mussolini o di Hitler, i quali inneggiavano a uno scopo e un obiettivo nazionale. IL fascino era in quello e non sui personaggi, poiché al loro posto vi poteva essere un qualsiasi imbecille, purché indicasse uno scopo comune.
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Sarò banale, ma continuo a credere che la verità abbia molte facce.
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Vecchio 26-07-2011, 20.42.46   #63 (permalink)
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Riferimento: Le formiche invadenti e l'aggressività umana.

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Il_Dubbio
Le cose che ha fatto, cioè la meticolosità con cui ha progettato l'attentato (per diversi anni), la difficoltà intrinseca di riuscirci da solo (a quanto pare), unita alla sua preparazione culturale e a volte tecnica (a quanto pare giocava in borsa, ma nello stesso tempo anche con le armi e gli esplosivi), mi lascia disorientato. Queste sono esattamente le cose che fanno coloro i quali non sono "pazzi", ma uomini intelligenti e razionali.
Sinceramente non m’intendo di emisferi destri e sinistri, però, dall’assunto sopra riportato, mi sembra che descrivi un uomo normalissimo come se ne trovano tanti. Allora, secondo te, non è limitativo affermare semplicemente che quell'uomo è un pazzo? Per esempio, non sarebbe meglio ricercare delle ragioni più profonde invece, di parlare di coscienza emotiva messa in stand by?
Con Eretiko stavo affermando che, nelle società occidentali sono venuti a mancare i valori di gruppo; gli scopi da raggiungere in comune. Allora, secondo me, come avviene per la giustizia, dove quando un essere non la ottiene, non potendo farne a meno cerca di attuarla da solo. Altrettanto vale per la mancanza di scopi e obiettivi comuni. Credo che sia a tale motivo che, essendo lo scopo comune una necessità potentissima cui l'uomo non può fare a meno, a un certo punto salta fuori una “normalissima” persona con il suo scopo comune.
Come abbiamo ascoltato, per lui non aveva molta importanza se per raggiungerlo ha dovuto uccidere delle persone innocenti, l'importante che è convinto che con quella carneficina abbia potuto raggiungerlo.
Per portare un esempio che è sotto gli occhi di tutti, l'appartenenza a una qualsiasi religione pone la coscienza del credente in una “botte di ferro”, poiché chi la pratica seriamente si sente parte di una comunità di credenze "comuni".
Per altro, come sappiamo, la religione è solo uno dei sistemi che si possono attuare, e Hitler con Mussolini ne sono stati due dei tanti esempi, anche se finiti in un modo drammatico.
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Ultima modifica di Tempo2011 : 27-07-2011 alle ore 20.40.44.
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Vecchio 20-03-2012, 19.13.08   #64 (permalink)
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Riferimento: Le formiche invadenti e l'aggressività umana.

A quanto pare, nei forum tematici accade quello che avviene con le notizie date dai giornali, dopo qualche giorno vi è l'assuefazione e non se ne parla più, anche per i drammi più afferrati. Inoltre ho notato che la tragicità della notizia ha un impatto sulla popolazione in conformità a quanto ne parlano i giornali e a com’è presentato l'evento. Tanto per portare un esempio mediatico, mi ricordo di quel bambino - Alfredino - caduto dentro un pozzo artesiano profondo una cinquantina di metri, nella località di Vermicino, a pochi passi da Roma. Vi fu un’esplosione mediatica senza pari; addirittura, il presidente della Repubblica andò di persona sul posto ecc. Due giorni dopo questo evento, un altro bambino morì dentro un pozzo romano profondo un paio di metri, ma nessuno ne parlò. In pratica, sotto il profilo umano, che differenza di valore avevano i due bambini?
Nella realtà, la violenza assurda aumenta a 360°, ma noi continuiamo a valutarla sempre in base alle notizie riportate dai media, escludendo qualsiasi valutazione personale; come se le nostre emozioni coscienziali fossero comandate da fili invisibili tirati dai Mas media. Altro esempio: un pazzo scatenato entra in una scuola ebraica e uccide tre bambini e il padre di questi. Le televisioni e i giornali di tutto il mondo hanno descritto il massacro in un modo tale da far scatenare, come mi è sembrato giusto, la rabbia e la richiesta di giustizia da parte di tutti. Altrettanto, però, non è avvenuto quando i soldati israeliani hanno ucciso 400 bambini palestinesi, gettandogli in testa del fosforo che li ha letteralmente bruciati. Tutti questi esempi, per concludere che la nostra coscienza si abitua alla violenza che ci circonda, pilotata dai Mas media e che si lascia guidare per mano come una bambina inesperta e capricciosa. Per la verità, non so se questo nostro modo di comportarci sia una difesa della nostra sensibilità, per non soffrire troppo, sta di fatto che noi viviamo l’aumento di violenza senza domandarci quali possano essere le motivazioni di questo continuo aumento; e questo mi sembra pericoloso per il prosieguo e lo sviluppo di una società che si dichiara democratica.
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Ultima modifica di Tempo2011 : 21-03-2012 alle ore 16.35.14.
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