Home Page Riflessioni.it
DOVE IL WEB RIFLETTE!
14° ANNO

Forum di Riflessioni.it
 
Il forum di Riflessioni.it non è uno spazio pubblico, ma uno spazio privato aperto al pubblico sottoposto a particolari condizioni d’uso descritte nel regolamento e nella netiquette. Questo forum non è una chat definizioni di forum e chat
ATTENZIONE: la pubblicazione dei messaggi non è in tempo reale.
Registrazione Regolamento FAQ Lista utenti Cerca I messaggi di oggi Segna forums come letti
Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Riflessioni > LettereOnLine
 LettereOnLine - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
 
Strumenti discussione Cerca in questa discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 06-04-2012, 17.56.19   #191
Ospite
 
Data registrazione: 28-07-2004
Messaggi: 3
Riferimento: La Morte Non è Niente

Citazione:
Originalmente inviato da senzanome
Salve, sono nuova del forum. Sono approdata in questo sito cercando materiale sull’elaborazione del lutto e mi sono imbattuta in questa lettera di bruno savino, bella e intelligente. E mi è venuta voglia di commentarla. Condivido la tesi dell’autore. Mio padre è morto quasi 5 mesi fa per un cancro ai polmoni. Io sono atea, appartengo a quei 900 milioni di esseri umani che non credono nell’esistenza di dio. Dell’ateismo si parla poco e se se ne parla lo si fa male. Mio padre mi diceva sempre quando mi lamentavo con lui per qualcosa, che non dovevo, che l’unico problema al quale non c’è soluzione è la morte, tutti gli altri si possono risolvere. Io mi arrabbiavo perché credevo volesse sminuire i miei problemi. Oggi, dopo la sua malattia, dopo i giorni passati accanto a lui, non posso che dargli ragione. L’unico problema che non ha soluzione è la morte. L’idea di una vita oltre la morte è una soluzione facile, per me inaccettabile. La morte non è niente? La morte è il problema, la morte è il nostro problema. Mentre mio padre stava male cercavo di sforzarmi di pensare che in fondo l’avevo avuto accanto per tanto tempo, che aveva quasi 69 anni. Ci sono persone che hanno perso i genitori prima di me, che hanno perso persone che amavano in modi ancora peggiori di quello in cui è morto papà. Anche questo pensiero non mi calmava. La morte fa rabbia, la morte è un’ingiustizia. Nessuno è sereno, nessuno può sorridere, nessuno che ha visto morire qualcuno che amava può rimanere uguale a quello che era prima. Se ciò avvenisse sarebbe orribile, sarebbe inumano. La morte ti cambia. Ti fa entrare in contatto con la tua morte e prima della morte c’è la malattia. La fragilità di mio padre, la debolezza, l’impotenza sua e mia mi hanno fatto guardare alla mia fragilità, alla mia impotenza. Fragilità, impotenza, debolezza fanno parte della vita. Strategie di evitamento non portano lontano, semmai portano lontano dalla vita. E io la vita di mia padre l’ho voluta sentire finché ho potuto, finché non è finita. Mio padre non è nella stanza accanto. Il suo corpo è in un cimitero. La sua vita come la sua morte è nei miei ricordi, fa parte di me, vive dentro di me e delle persone che lo hanno amato. ‘Tenerezza purificata’… La tenerezza io l’ho vissuta con lui e non era da purificare era già pura di suo. E se penso alla tenerezza non posso fare a meno di piangere, perché sono arrabbiata, arrabbiata con la morte, con chi dice che non è niente. La morte è il problema. Lascia dolore, e il dolore fa male. C’è chi dice che il dolore è costruttivo. Nella nostra cultura il dolore è rifuggito sempre e comunque. Arriva un momento però, per ciascuno di noi, in cui il dolore entra prepotentemente nella vita. E io non lo voglio lenire con facili e ingenui illusioni, lo voglio sentire dentro di me, anche se fa male, perché io sono viva.


Nota del webmaster
Dalle LettereOnLine:
La morte non è niente. Commento a Sant'Agostino di Bruno Savino
Ciao cara,ti voglio rispondere perché so cosa si prova a perdere persone care specie dopo lunghe sofferenze.Io ho perso una mia figlia dopo diciotto giorni dalla nascita e mio padre per un tumore due anni dopo.Non voglio elencarti negli anni la lista di lutti, tra amici e parenti, che ho affrontato, ma ti voglio dire una cosa,per quanto il dolore del distacco sia incolmabile,la vista dei loro corpi oramai senza vita mi ha fatto capire che loro non erano più lì dentro.Non ti sta scrivendo una persona bigotta o rigonfia di fede come potresti pensare, ho anch'io i miei dubbi sull'aldilà....ma di una cosa sono certa: loro non erano solo un'ammasso di sangue,carne, nervi etc. loro erano molto di più,e quando quel di più ha lasciato l'ammasso di carne...ti dirò,mi faceva quasi lo stesso effetto del vedere una bistecca!Potrà sembrarti irriverente verso chi si è amato tanto,ma io ti posso garantire che li amo ancora tanto e quando voglio rendere omaggio a mio padre,non vado al cimitero,ma nei luoghi che amavamo tanto,al mare,sugli scogli,dove da bambina passavamo ore meravigliose.
Vedi,la mia idea è che nell'universo tutto muta e anche noi facciamo parte di questo tutto,ma niente scompare.D'altronde,cosa sarebbe vivere in eterno?Non avremmo più le nascite!Oppure immagini la lotta al potere che già così è spaventosa?Pensa chi nasce sfortunato....lo vorresti condannare ad un'eternità simile mentre altri magari per sempre sani,belli e nababbi?!?
Credi,è doloroso, ma ha tutto un senso,con o senza Dio.
Spero che questo possa aiutarti....è normale soffrire pensando alla mancanza di una persona cara,ma poi bisogna anche lasciarla libera,libera di fare il suo percorso.
Un abbraccio
Dani
danit is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 21-09-2012, 12.33.44   #192
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 20-09-2012
Messaggi: 1
Riferimento: La Morte Non è Niente

ciao senzanome,

ho letto quasi tutti i messaggi e desidero portare un mio modestissimo contributo alla discussione, giusto uno spunto per non farla lunga.
Cito una tua frase che mi ha colpito:
Citazione:
Mio padre non è nella stanza accanto. Il suo corpo è in un cimitero.
Qualcosa dentro di te ti ha fatto scrivere i giusti termini, forse nemmeno te ne sei accorta ma hai scritto una grande verita': quello che e' al cimitero e' giusto il corpo di tuo padre, mentre lui - tuo padre, nella sua essenza vitale che ti manca - non e' certo nella stanza accanto e non sai dove, ma vive ancora. E non sei certo tu a farlo vivere con e nei ricordi ma vive indipendentemente da te, la sua presenza e' antecedente al tuo ricordo.

Un'ultima considerazione. Si fa' un gran parlare della morte, ma il piu' delle volte e' sempre la morte degli altri. E' solo nella perdita della persona amata che si fa' esperienza della morte. Purtroppo.
isleman is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 09-10-2012, 17.28.31   #193
Nuovo ospite
 
L'avatar di Anassor
 
Data registrazione: 08-10-2012
Messaggi: 1
Riferimento: La Morte Non è Niente

Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte.

Charles Bukowski
__________________
‎"Quanto più s'allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe il cerchio degli uomini la cui compagnia è gradita"
Anassor is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 04-11-2012, 11.37.57   #194
Ospite abituale
 
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 175
Riferimento: La Morte Non è Niente

Al di là delle spiegazioni sul cosa la morte sia è fuori discussione che la sofferenza, di fronte alla fine di una vita, sia lancinante. Occorre aggiungere, però, che quando si soffre è necessario chiedersi quale sia la ragione di quel soffrire. È la nostra sensibilità che ci procura dolore, alla dipartita di una persona cara; una sensibilità che ci fa soffrire perché un'altra sensibilità che ci era vicina non è più con noi. Non si soffre con l'intelligenza per un'intelligenza che se ne è andata, né con il corpo per un altro corpo che non c'è più. Si soffre con l'aspetto umano che con la morte svanisce, e scompare perché è il risultato dell'aggregazione unica dei composti che danno origine all'umano essere, e che non si ripresenteranno più come sono stati perché nell'universo la non ripetibilità è legge universale. Si soffre anche quando l'intelligenza ci dice che la spirale evolutiva non si arresta con la fine del corpo e dell'individualità a esso legata, si soffre anche sapendo che la morte dà accesso a nuovi e diversi stati dell'essere, che costituisco delle stasi nuove e superiori a quelle passate. Superiori perché anche quando inferiori danno modo di ricominciare a sperare di potersi avvicinare di più alla perfezione che ci chiama attraverso la nascita. È necessario armonizzare l'intelligenza al sentimento e alla volontà, e non dare tutta la nostra attenzione alle emozioni che ci distruggono l'esistenza, per questo di fronte alla morte è conveniente porsi domande che non si fermino all'aspetto sentimentale degli accadimenti. L'evento di una morte può essere anche utile a una più profonda comprensione delle leggi universali che consentono alla vita di essere, e al suo fine di essere raggiunto.
oroboros is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 04-11-2012, 22.01.33   #195
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-08-2012
Messaggi: 128
Riferimento: La Morte Non è Niente

Citazione:
Originalmente inviato da oroboros
È necessario armonizzare l'intelligenza al sentimento e alla volontà, e non dare tutta la nostra attenzione alle emozioni che ci distruggono l'esistenza, per questo di fronte alla morte è conveniente porsi domande che non si fermino all'aspetto sentimentale degli accadimenti. L'evento di una morte può essere anche utile a una più profonda comprensione delle leggi universali che consentono alla vita di essere, e al suo fine di essere raggiunto.
Sono d’accordo.
Di fronte alla morte dell’altro occorre resistere e non abbandonarsi alla disperazione, così com’è importante evitare di aggrapparsi a motivazioni che rincuorino. In entrambi i casi si tratterebbe di non voler vedere, e si perderebbe così la “situazione-limite”.
La morte della persona amata è infatti una possibile situazione-limite che, se colta, scuote l’esistenza nel profondo. L’esistenza si ritrova allora sola ad affrontare il volto della Medusa. Niente può aiutarla. Ma da quell’orrore può nascere lo slancio dell’esistenza, che si mette alla ricerca di se stessa.
bobgo is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Arrow Condividi questa discussione:       

Rispondi


Strumenti discussione Cerca in questa discussione
Cerca in questa discussione:

Ricerca avanzata
Modalità visualizzazione

Regole di scrittura
Tu non puoi inserire nuovi messaggi
Tu non puoi rispondere ai messaggi
Tu non puoi inviare files
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice vB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Puoi aggiungere le ultime novità di Riflessioni.it e le ultime discussioni del forum sul tuo sito o sul tuo blog, per informazioni
Tutti gli orari sono GMT +1. Adesso sono le 17.14.25.

vBulletin Copyright ©2000-2014, Jelsoft Enterprises Ltd.
Content Relevant URLs by VBSEO
Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 - Copyright ©2002-2014