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#1 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 08-12-2004
Messaggi: 26
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L'Incubo di John Henry Fuseli
Come mio secondo messaggio (eh eh eh), mi appello al vostro aiuto, che spero mi concederete se vi è possibile.
Recentemente ho nutrito interesse per John Henry Fuseli, un pittore romantico vissuto a cavallo della fine del '700 e gli inizi dell'800. Mi sto documentando parecchio sull'autore, ma purtroppo - essendo considerato dalla critica uno dei minori - sono poche le informazioni che sono riuscito a reperire sul suo conto. L'indagine è inoltre focalizzata su un quadro in particolare, l'Incubo, un'opera d'arte che mi ha colpito enormemente. Mi sono procurato diversi libri d'arte sull'argomento - I pittori dell'Immaginario, Rotture Protoramantiche, ecc. - ma nessuno di essi mi ha soddisfatto appieno. Qualcuno di voi mi sa dare delle dritte - a parte andare al Goethe Museum - per ricercare informazioni sull'argomento? Libri, articoli, siti internet, anche in inglese. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, allego un immagine ![]()
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Il sogno vede il mondo in una luce di strano idealismo e spesso rafforza gli effetti di cio’ che vede attraverso la sua profonda comprensione dell’essenza delle cose. Ci presenta davanti agli occhi la bellezza terrestre in uno splendore veramente celestiale e mostra il sublime nella sua maesta’ piu’ alta, ci mostra le nostre paure di ogni giorno nella forma piu’ orrenda e muta il nostro divertimento in scherzi incredibilmente pungenti. E spesso, quando ci svegliamo e siamo ancora sotto l’influsso di una di queste impressioni, non possiamo non riconoscere che mai nella nostra vita il mondo reale ci ha offerto il suo eguale |
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#2 (permalink) |
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NeveLaSole
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 1,224
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Ciao,
intanto benvenuto. Ho letto il commento sul sogno di Ossian e l'ho trovato piuttosto interessante. Ora, visto che l'incubo piace molto anche a me, ma è più una sensazione a pelle che una conoscenza reale, ti chiedo se ti va di spendere due parole per commentarlo sulla base delle conoscenze che hai. Insomma, invece di darti informazioni le chiedo... sorry Saluti Neve |
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#3 (permalink) | |||
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Ospite
Data registrazione: 08-12-2004
Messaggi: 26
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Citazione:
Grazie ![]() Citazione:
Grazie anche per questo, mi fa molto piacere Citazione:
Premetto che non sono un critico d'arte, sono anch'io uno che va molto a "pelle", se no non potrei essere ciò che io sono, perciò mi scuso se il mio linguaggio non è strettamente "tecnico" come dovrebbe invece usarsi. Il periodo in cui Fuseli visse (e in cui ovviamente compose questa tela) è il periodo romantico, caratterizzato da un individualismo e da una sensibilità che nasce nell'uomo. Questo quadro rispecchia il rapporto tra l'Io (nel senso psicologico della parola) e l'inconscio, spesso raggiunto attraverso i sogni. Il raggiungimento indiretto di tale meta genera paura e angoscia; tali sensazioni fanno sfociare il sogno in incubo (ovviamente, bisogna ricordare che il caro Fuseli non poteva ancora sapere che il sogno, indipendentemente dal fatto che fosse bello o brutto, è la rappresentazione mascherata di un desiderio). Il quadro di Fuseli rispecchia una particolare variante del Romanticismo, il Romanticismo "nero", costituito da un simbolismo che potremmo definire quasi "Decadente", nel senso di simboli e immagini che - malgrado utilizzino immagini "comuni" - sono difficilmente decifrabili, non nel senso di corrente di pensiero o letteraria. Lo scenario che ci prospetta è quella di una stanza, circondata da una tenda, che circoscrivono lo spazio. Una donna, distesa sul letto, ha un sonno agitato a causa dell'arrivo di due figure tetre: una cavalla e uno spiritello. Riguardo la prima creatura curioso è la valenza che ha per indicare l'incubo, che in inglese si traduce con "nightmare". Se il termine viene scomposto, troviamo i termini "mare", puledra o cavalla, e "night", notte/notturno, da qui quindi "cavalla della notte/cavalla notturna" (night-mare) o incubo (nightmare). Anche il secondo mostriciattolo è un incubo, non solo per l'aspetto mostruoso che esso mostra, ma anche etimologicamente, da "incubo" latino, ovvero sedere sopra: notare infatti che la creatura è posta a carponi proprio sopra il petto della donna, soffocandola. La donna soffre, sia per il respiro affaticato che la spinge a cercare di allontanarsi per recuperare il fiato, sia per la presenza delle creature che non gli agevolano certo il sonno! Mettetevi nei suoi panni e vedete se il giorno dopo vi risveglierete completamente riposati... Conosco una sola interpretazione del quadro: il pittore, deluso dall'amore non corrisposto dalla fanciulla amata rappresentata dal riquadro, si sfoga con incredibile creatività augurando alla sua amata sventura e angoscia. Pur tuttavia, quest'interpretazione mi fa storcere alquanto il naso; è appunto per questo che vorrei documentarmi meglio sulla critica del quadro, sul periodo storico in cui Fuseli ha creato il quadro, su i modelli che esso ha avuto, cose che non ho riscontrato nei libri che possiedo, essendo solamente citato o addirittura solo nominato. Come potrebbe, infatti, un innamorato/a augurare alla sua donna (o al suo uomo, a seconda dei casi) dei mali invece che il suo bene? Io ho una mia idea, che nulla c'entra con quello che si è detto qua sopra, ma chi sono io per avere ragione? Tuttavia, la posterò. Secondo me, la stanza circoscritta dalla tenda è l'inconscio umano, difficile da raggiungere perchè nascosta da passaggi segreti non trovabili senza una mappa (la psicologia) del castello (il corpo e la mente) in cui l'area è posta (l'evoluzione della psiche, che si è arricchita di ricordi, emozioni, che hanno occluso l'inconscio). Nell'inconscio è nascosto il nostro Io, rappresentato dalla donna, che dorme e non si fa sentire. A volte, però, interviene il sogno, o meglio l'incubo, ricordi ed emozioni rimosse che ritornano prepotentemente contro il nostro Io, il quale viene risvegliato in parte e ci mostra cosa noi veramente siamo quando veniamo messi a nudo e spogliati delle nostre certezze. E' molto difficile spiegare la mia teoria... in sintesi - e spiegata molto male - è questa. Come vedi, sono poche le mie conoscenze - che corrispondono alla prima parte del mio discorso, fino insomma a quando espongo la mia teoria. Dimmi cosa ne pensi e dì anche la tua, mi farebbe molto piacere sentirla. Ciao, e a presto ![]()
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Il sogno vede il mondo in una luce di strano idealismo e spesso rafforza gli effetti di cio’ che vede attraverso la sua profonda comprensione dell’essenza delle cose. Ci presenta davanti agli occhi la bellezza terrestre in uno splendore veramente celestiale e mostra il sublime nella sua maesta’ piu’ alta, ci mostra le nostre paure di ogni giorno nella forma piu’ orrenda e muta il nostro divertimento in scherzi incredibilmente pungenti. E spesso, quando ci svegliamo e siamo ancora sotto l’influsso di una di queste impressioni, non possiamo non riconoscere che mai nella nostra vita il mondo reale ci ha offerto il suo eguale |
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#5 (permalink) |
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NeveLaSole
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 1,224
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La mia interpretazione
Due parole introduttive sul contesto storico 1871, l’anno in cui è stato dipinto. Certo Fussli è svizzero e non so quanto conoscesse o potesse conoscere del resto d’Europa però mancano otto anni allo scoppio della Rivoluzione Francese. Siamo in epoca così detta romantica e nel mondo dell’arte si contrappongono due poetiche della natura e del rapporto uomo/natura.
La prima è quella del “pittoresco”: l’uomo è immerso in una natura pacifica e rassicurante, fintamente selvaggia e incontrollabile ma fatta in realtà di sapienti tocchi umani: spazi di luce, alberi caduti, nuvole nel cielo. L’altra è la poetica del “sublime”. Cito da Argan: “Il sublime è visionario, angoscioso: colori alle volte, foschi, alle volte esangui, disegno dei tratti fortemente incisi, gesti eccessivi, bocche urlanti, occhi sbarrati, ma la figura è sempre chiusa in un irreversibile schema geometrico che l’imprigiona e vanifica il suo sforzo… è un misto di vigore disegnativi e fantasia visionaria… l’individuo che paga con l’angoscia e il terrore della solitudine la superbia del proprio isolamento.” Ora direi che guardando il quadro ritrovo in pieno la tesi di Argan. Mi spiego meglio, il quadro si intitola “L’incubo”. L’incubo di chi? Sono forze inconsce che terrorizzano la donna dormiente? Non so, io credo che si sia ancora lontani da volontà di esprimere angosce interiori individuali di ognuno. Qui tutto è geometria, c’è una donna che dorme, schiacciata dal peso dell’incubo che la domina e la trattiene. Lei, senza l’incubo, starebbe in equilibrio nella posizione in cui è? Inoltre la potenza espressiva è tutta nello sguardo del “folletto”, e in parte in quello del cavallo, meno suggestivo però perché non diretto. Si ha, forse, l’impressione che la scena sia incentrata sulla figura della donna, ma a mio parere è solo una questione di luce: emerge perché è l’unica parte “in chiaro”, per il resto è totalmente passiva. In realtà il fulcro del quadro è l’incubo, che sembra dire “Su di lei ho già avuto la meglio, adesso potrebbe toccare a te”. Lo sguardo spiritato del cavallo mi pare rappresenti un po’ questo: qualcuno a metà strada tra vittima e carnefice, prima preda dell’incubo e adesso mezzo del suo esercito. Insomma, il messaggio simbolico, per me, è “attenti perché l’ordine è solo apparente, in realtà mutamenti incontrollabili si stanno già verificando… il tutto in una chiave di lettura pre-rivoluzionaria nel rapporto individuo/collettività. Poche idee ma confuse, però esperimento interessante, da ripetere con altri quadri. Ciao Neve |
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#6 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 08-12-2004
Messaggi: 26
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Re: La mia interpretazione
Citazione:
Wow, e tu eri quella che voleva lumi su questo quadro da me? Direi che la situazione si è rovesciata ![]()
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Il sogno vede il mondo in una luce di strano idealismo e spesso rafforza gli effetti di cio’ che vede attraverso la sua profonda comprensione dell’essenza delle cose. Ci presenta davanti agli occhi la bellezza terrestre in uno splendore veramente celestiale e mostra il sublime nella sua maesta’ piu’ alta, ci mostra le nostre paure di ogni giorno nella forma piu’ orrenda e muta il nostro divertimento in scherzi incredibilmente pungenti. E spesso, quando ci svegliamo e siamo ancora sotto l’influsso di una di queste impressioni, non possiamo non riconoscere che mai nella nostra vita il mondo reale ci ha offerto il suo eguale |
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#8 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 08-12-2004
Messaggi: 26
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Vogliamo replicare? Bene, sempre restando in tema di sogni e sonno, propongo questa volta un'incisione di Goya, che credo sia da molti conosciuta. E' di difficile interpretazione, lo so, ma facciamo una cosa simpatica: prima ognuno comunica cosa gli ispira il quadro e tenta di dare un'interpretazione senza studiare l'autore o il periodo storico, poi se vuole si documenta e decide se cambiare la sua versione o meno: ecco a voi
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Il sogno vede il mondo in una luce di strano idealismo e spesso rafforza gli effetti di cio’ che vede attraverso la sua profonda comprensione dell’essenza delle cose. Ci presenta davanti agli occhi la bellezza terrestre in uno splendore veramente celestiale e mostra il sublime nella sua maesta’ piu’ alta, ci mostra le nostre paure di ogni giorno nella forma piu’ orrenda e muta il nostro divertimento in scherzi incredibilmente pungenti. E spesso, quando ci svegliamo e siamo ancora sotto l’influsso di una di queste impressioni, non possiamo non riconoscere che mai nella nostra vita il mondo reale ci ha offerto il suo eguale |
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#9 (permalink) |
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NeveLaSole
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 1,224
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Ciao,
premetto che questa incisione non mi ispira granché (sarà perché non ho ripassato il periodo storico )Comunque noto un uomo appoggiato dormiente o pensante su una lapide che reca una scritta (che non riesco a decifrare) circa le conseguenze del sonno (o sogno?) credo. Al primo impatto in realtà mi ha richiamato alla mente qualche soggetto scultoreo (tipo il pensatore di Rodin credo o qualcosa di Michelangiolo) rilevo però che a differenza di quelli questo di fatto sta in equilibrio solo perché ce l'ha messo l'autore... si è vero sembra che dietro ci sia una sorta di sedia ma c'è un senso di forte precarietà. Dietro, come incubi, una serie di mostri alati... pipistrelli? Un cane (gatto?), sveglio (o vigile ma simbolo di cosa?) non trovo che ci sia una situazione di particolare timore nonostante le belve siano tante e all'apparenza malintenzionate: quasi l'uomo dormisse ignaro del pericolo che lo sta per travolgere. Saluti Neve |
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