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Vecchio 24-12-2004, 12.26.30   #1 (permalink)
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
La storia di Gesù

In una terra (la Palestina), vessata dal dominio straniero, dove l’avidità dell’invasore romano, impoverisce un popolo già povero e lo esautora dal potere decisionale, possiamo immaginare il degrado culturale, con la corruzione crescente, con i fenomeni della criminalità in aumento, ed i fermenti patriottici. In ogni dove nascono movimenti e sette, come quello politico degli Zeloti con la sua spinta rivoluzionaria o quello religioso degli Esseni che esprime il dissenso verso una tradizione religiosa che è diventata troppo stagnante.

In questo clima sociale, un uomo buono, dotato di una sensibilità estrema, iniziato a principi di condivisione, di amore e formato nelle tecniche di guarigione, delle comunità Essene, freme nel suo animo per il disagio suo, ma soprattutto, per le sofferenze di chi gli sta vicino. Come ogni persona buona e sensibile, sente in se il dolore degli altri e lo fa suo. Lui vede chiaramente che il clero del tempo, cioè coloro che dovrebbero schiudere agli uomini la via del cielo, è il più colluso con le logiche di sfruttamento e di potere. Dall’alto della sua convinzione e della sua onestà intellettuale li sferza quasi con rabbia…. Serpenti….. razza di vipere….. Sepolcri imbiancati, invece di aiutare gli uomini a portare i loro pesi, caricate sulle loro spalle pesi enormi, che voi non portereste mai.
Vede i suoi simili farsi la guerra, sfruttarsi, avvilirsi vicendevolmente, prevaricarsi, capisce che quella religione che li doveva liberare si è invece posta sopra all’uomo opprimendolo e togliendogli la gioia di vivere e cerca di ripristinare l’ordine naturale. – Non è l’uomo fatto per il sabato ma è il sabato fatto per l’uomo
Insegna usando la retorica e non la dialettica, (Socrate non è ancora arrivato in Palestina). Insegna cercando le parole più semplici, usando metafore e parabole, al solo fine di indicare a chi lo avvicina, quella luce che i suoi occhi vedono chiaramente e che gli altri sembrano non scorgere. La sua è una volontà di bene sostenuta da un’incredibile fede in quel bene stesso. Formato nella religione dei suoi padri, dove le cose del cielo e quelle della terra, sono ancora ben divise, come lui stesso spiega: - Date a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio - si richiama spesso a quel Padre Celeste nel quale sono state assommate tutte le qualità più belle, buone e nobili che l’uomo possa concepire. Poco importa se quel Padre è una metafora, ciò che conta è la simbologia che esso esprime.

E’ una storia bella, una storia di bene che poco ha a che vedere con quello che è stato fatto delle sue parole, della sua fede e del suo amore dagli uomini che sono venuti dopo.
__________________


Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
VanLag is offline  
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Vecchio 04-01-2005, 17.11.01   #2 (permalink)
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Data registrazione: 30-12-2004
Messaggi: 5
Condivido in pieno la sintesi della storia di Gesù che hai fatto. Solo che definire Gesù semplicemente come "uomo buono" mi pare riduttivo. Gesù è un uomo che più di tutti ha influito sulla storia dell'umanità (tanto per citare un fatto, il calendario che utilizziamo si basa sulla presunta data di nascita di Gesù, e poi molte religioni o sette si definiscono "cristiane").
Credo che considerare Gesù semplicemente come "uomo buono" oppure attribuirgli un significato "maggiore", qualcosa di "divino", dipende in ultima analisi dal valore che uno attribuisce al testo che più di tutti gli altri racconta la vita e il ministero di Gesù, ossia la Bibbia.
falcom974 is offline  
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Vecchio 04-01-2005, 20.12.43   #3 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
Citazione:
Messaggio originale inviato da falcom974
Credo che considerare Gesù semplicemente come "uomo buono" oppure attribuirgli un significato "maggiore", qualcosa di "divino", dipende in ultima analisi dal valore che uno attribuisce al testo che più di tutti gli altri racconta la vita e il ministero di Gesù, ossia la Bibbia.
Io non conosco bene la bibbia, conosco i Vangeli, perché son nato e cresciuto in un contesto cattolico.
Forse volevo solo enfatizzare che, per me, fu solo un uomo. Magari grande, (chi lo sa dopo 2000 anni e con poche testimonianze storiche), ma comunque solo un uomo.

Ma scusa i testi che parlano di Gesù, sono i Vangeli. La Bibbia al massimo serve ad inquadrare il contesto religoso/culturale nel quale si è sviluppato il suo insegnamento.

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VanLag is offline  
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Vecchio 16-01-2005, 07.21.07   #4 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-01-2005
Messaggi: 138
"Ama il prossimo tuo come te stesso"
"Va, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri"
Se non è Dio questo, comunque ci va vicino.
Tornelius is offline  
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Vecchio 17-05-2005, 09.18.37   #5 (permalink)
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 16-05-2005
Messaggi: 4
E' indubbio che un conto è essere Cristiani un conto Cattolici la differenza può essere enorme, questo influenza di molto i punti di vista e la visone della venuta di Cristo...
Il messaggio di Cristo non era una novità neanche per l'antichità... poi si può mettergli in bocca cose che a mio avviso non può aver detto, ci sono due millenni di polvere e sono tanti, non dimentichiamo che le regole del culto sono state fissate ben 3 secoli dopo la sua venuta, tanti anche questi...
Il modo in cui è stato condannato ed ucciso ha favorito di molto la diffusione del suo messaggio ma non è l'elemento base della sua venuta è stato l'epilogo di una delle tante storie della palestina dell'epoca...
La fine di molti rivoluzionari...

E' solo un punto di vista, lungi da me il credere di essere l'unico giusto...
Zeus is offline  
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Vecchio 05-06-2005, 23.23.42   #6 (permalink)
Pirate of the Caribbean
 
L'avatar di Jack Sparrow
 
Data registrazione: 23-05-2005
Messaggi: 365
Si chiamava Gesù

Fabrizio de André

"Venuto da molto lontano
a convertire bestie e gente
non si può dire non sia servito a niente
perché prese la terra per mano
vestito di sabbia e di bianco
alcuni lo dissero santo
per altri ebbe meno virtù
si faceva chiamare Gesù.

Non intendo cantare la gloria
né invocare la grazia e il perdono
di chi penso non fu altri che un uomo
come Dio passato alla storia
ma inumano è pur sempre l'amore
di chi rantola senza rancore
perdonando con l'ultima voce
chi lo uccide fra le braccia di una croce.

E per quelli che l'ebbero odiato
nel getzemani pianse l'addio
come per chi l'adorò come Dio
che gli disse sia sempre lodato,
per chi gli portò in dono alla fine
una lacrima o una treccia di spine,
accettando ad estremo saluto
la preghiera l'insulto e lo sputo.

E morì come tutti si muore
come tutti cambiando colore
non si può dire non sia servito a molto
perché il male dalla terra non fu tolto
Ebbe forse un po' troppe virtù,
ebbe un nome ed un volto: Gesù.
Di Maria dicono fosse il figlio
sulla croce sbiancò come un giglio"


meravigliosa soprattutto la seconda strofa
__________________
"Per te io sono un ateo. Ma per Dio, io sono la leale opposizione."

"Non perdonerò mai a Noè di avere imbarcato anche una coppia di zanzare..."
Jack Sparrow is offline  
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Vecchio 05-06-2005, 23.41.11   #7 (permalink)
Utente bannato
 
Data registrazione: 16-03-2005
Messaggi: 237
Precisazione per VanLang

Per due volte ha precisato Palestina quella che era terra di Israele , solo una precisazione , ma molto importante!! Indigesto.
indigesto is offline  
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« romanov | 25 aprile »

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