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Vecchio 21-01-2008, 20.56.29   #1 (permalink)
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,068
Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

“La croce è uno strumento di tortura.Rappresenta la sofferenza più estrema,la limitazione e l’impotenza più grande che un essere umano possa incontrare.Poi improvvisamente questo essere umano si arrende,soffre di buon grado,consapevolmente,pronunciando queste parole:
<<Non la mia volontà, ma sia fatta la Tua Volontà>>.
In quel momento la croce,lo strumento di tortura, rivela la sua faccia nascosta:è anche un simbolo sacro, un simbolo per il divino.
Quello che sembra negare alla vita l’esistenza di ogni dimensione trascendentale,attraverso l’arrendersi,diventa un’apertura a quella dimensione.”

Eckhart Tolle


“Non possiamo vivere senza assumerci il rischio di soffrire, sino a quando non abbiamo scoperto il segreto che ci pone al di là della sofferenza, quali che siano le circostanze della nostra esistenza. Comunque soffriremo.
Allora perché non accettarlo deliberatamente una volta per tutte. Perchè non viverlo come un ritorno alla nostra verità profonda, farne un cammino di purificazione, prenderlo come un punto d’appoggio per trascendere la sofferenza?”

Mirror
__________________
...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare
Noor is offline  
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Vecchio 22-01-2008, 07.14.18   #2 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di berenger11
 
Data registrazione: 10-08-2007
Messaggi: 222
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

La croce durava al massimo una decina di ore nei casi estremi. Quindi non è assolutamente il massimo supplizio che un uomo possa soffrire.
Tanto per fare un esempio, visto il periodo di ricorrenza, un internato ad Aushwitz veniva ammazzato di lavoro di botte e di fame, e a tutto questo si aggiungeva la sofferenza morale, peggiore di quella fisica, nel veder terminare la propria famiglia e nell'annientamento di se come persona.
E tutto questo durava mesi, non poche ore.
Davvero l'inferno sulla terra.
E accaduto a circa sei milioni.
E Dio, che, come sento ripetere spesso, è solo "amore", è rimasto a guardare.
berenger11 is offline  
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Vecchio 22-01-2008, 11.10.50   #3 (permalink)
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,068
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Citazione:
Originalmente inviato da berenger11
La croce durava al massimo una decina di ore nei casi estremi. Quindi non è assolutamente il massimo supplizio che un uomo possa soffrire.

E Dio, che, come sento ripetere spesso, è solo "amore", è rimasto a guardare.
La croce è un simbolo,non leggere alla lettera,berenger...
Perchè umanizzi Dio?
Non rientra nelle nostre facoltà mentale capire:giusto o ingiusto...buono o cattivo...
L'Amore che s'intende qui è aldilà di queste categorie mentali.
Solo arrendendoci al non senso umano può nascere il Senso,questo il succo.
Ma non si può spiegare a parole questo Senso..la mente non può capirlo.
__________________
...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare
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Vecchio 22-01-2008, 12.15.44   #4 (permalink)
viandante
 
Data registrazione: 19-11-2006
Messaggi: 279
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
“La croce è uno strumento di tortura.Rappresenta la sofferenza più estrema,la limitazione e l’impotenza più grande che un essere umano possa incontrare.Poi improvvisamente questo essere umano si arrende,soffre di buon grado,consapevolmente,pronunciando queste parole:
<<Non la mia volontà, ma sia fatta la Tua Volontà>>.
In quel momento la croce,lo strumento di tortura, rivela la sua faccia nascosta:è anche un simbolo sacro, un simbolo per il divino.
Quello che sembra negare alla vita l’esistenza di ogni dimensione trascendentale,attraverso l’arrendersi,diventa un’apertura a quella dimensione.”

Eckhart Tolle


“Non possiamo vivere senza assumerci il rischio di soffrire, sino a quando non abbiamo scoperto il segreto che ci pone al di là della sofferenza, quali che siano le circostanze della nostra esistenza. Comunque soffriremo.
Allora perché non accettarlo deliberatamente una volta per tutte. Perchè non viverlo come un ritorno alla nostra verità profonda, farne un cammino di purificazione, prenderlo come un punto d’appoggio per trascendere la sofferenza?”

Mirror

la croce simbolicamente è il segno della sofferenza spirituale, credo troppo spesso mal compresa, presa come simbolo del dolore in genere...credo che solo quando "inchiodiamo" quel nucleo in movimento ossessivo che è l'Ego, solo allora arriva la resa e solo allora possiamo trascendere la sofferenza. Questo è per tutti quelli che non si soffermano sui simboli e vanno oltre
crepuscolo is offline  
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Vecchio 27-01-2008, 20.52.38   #5 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 29
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Citazione:
Originalmente inviato da berenger11
La croce durava al massimo una decina di ore nei casi estremi. Quindi non è assolutamente il massimo supplizio che un uomo possa soffrire.
Tanto per fare un esempio, visto il periodo di ricorrenza, un internato ad Aushwitz veniva ammazzato di lavoro di botte e di fame, e a tutto questo si aggiungeva la sofferenza morale, peggiore di quella fisica, nel veder terminare la propria famiglia e nell'annientamento di se come persona.
E tutto questo durava mesi, non poche ore.
Davvero l'inferno sulla terra.
E accaduto a circa sei milioni.
E Dio, che, come sento ripetere spesso, è solo "amore", è rimasto a guardare.

Dio può eliminare un male, ma non può negare Sé Stesso. Se lo facesse l'esistenza si richiuderebbe in Lui, essendo terminata la sua funzione liberatoria. Annullare il male equivarrebbe, per il Divino, alla negazione della dinamicità dell'esistenza.
oroboros is offline  
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Vecchio 28-01-2008, 06.31.59   #6 (permalink)
Ospite pianeta Terra
 
Data registrazione: 17-03-2003
Messaggi: 3,058
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
“è anche un simbolo sacro, un simbolo per il divino.
Quello che sembra negare alla vita l’esistenza di ogni dimensione trascendentale,attraverso l’arrendersi,diventa un’apertura a quella dimensione.”

Non bisogna essere un grande filosofo o un Iniziato per constatare che nella vita sono presenti due grandi forze che si fronteggiano costantemente.. creando alternativamente in noi salute e malattia, sonno e veglia, gioia e dolore, scoramento e speranza, moderazione e violenza, maschile e femminile ecc..
Sono manifestazioni dei due principi di vita e morte..
Serve rendersene conto?..
no.. non serve..
bisogna anche raggiungere ed equilibrare queste Forze apparentemente antagoniste..
Il simbolo della croce per me sono queste forze..
il punto d'incontro è quell'equilibrio tra spirito e materia, tra manifesto ed immanifesto.. lì avviene il risveglio della Coscienza... lì accade lo stato di Grazia.. l'arresa, la Sua Volontà. Noi possiamo operare sulle due Forze, avvicinarle il più possibile, cercare quell'Incontro.. altro non possiamo fare.

L'unione dei due principi (o Forze) si ritrova nelle figure o nei simboli essenziali di ogni religione..
La croce è la sintesi di tutti i fenomeni della vita.. la vera croce è l'essere umano stesso, che ha saputo affinare la sua materia (orizzontale, femminile) per renderla degna di ricevere lo Spirito (verticale, maschile)..
Abbiamo tanti simboli su cui meditare, per comprendere le energie e come lavorano sull'uomo.. ma occorre osservare, guardare, sollevarsi nella coscienza e discendere contemporaneamente nel subconscio (affrontare l' Incrocio).. e restare nell'equilibrio.. sempre più nella vibrazione.
Il grande errore che spesso si fa è decidere di abbracciare la vita Spirituale (ricerca) e trascurare la realtà del proprio mondo oscuro..

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atisha blog

Il Viaggio interiore deve Guarire... non sedare...
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Vecchio 28-01-2008, 08.06.31   #7 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 29
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Vedi, Atisha, che quando non si comprendono i principi, prima o poi, si cade fragorosamente?
Spirito non è il correlativo di materia, perché lo Spirito è espresso dal senso che conferisce la qualità, nella manifestazione del reale relativo, questo senso, nella sfera individuale si esprime universalmente nella direzione dell'intenzione. Lo Spirito non ha opponenti e la dicotomia:Spirito-materia è frutto dell'incomprensione dei principi che sottendono l'esistente e Ciò che, all'esistente, è superiore. Certamente quando si concepisce lo Spirito dal punto di vista individuale, lo si tende a considerare in opposizione al peso dell'essere, ma è frutto della limitatezza di questo punto di vista superficiale e lontano dal suo Centro unico. La materia è, nei suoi indefiniti gradi, espressione ultima e mezzo dello Spirito, ed è funzionale alla chiusura del ciclo della vita che dipana la possibilità, che le appartiene virtualmente, di concorrere al reale.
La croce è effettivamente un simbolo universale, al di sopra del tempo quindi. Tempo nel quale si attuano gli eventi storici, eventi i quali esprimono le corrispondenze della storia con i principi che questa storia sottendono. E lo fanno attraverso l'analogia stabilita dalla comunione col principio unico dal quale tutto proviene nel suo complicarsi esistenziale.
oroboros is offline  
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Vecchio 28-01-2008, 08.11.55   #8 (permalink)
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L'avatar di Mirror
 
Data registrazione: 23-11-2003
Messaggi: 1,782
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Citazione:
Originalmente inviato da oroboros
Annullare il male equivarrebbe, per il Divino, alla negazione della dinamicità dell'esistenza.

Condivido. E' un punto di Comprensione difficile da accettare, ma è quello, che se realizzato, non solo intellettualmene, trasforma la dimensione spirituale: la quale passa dalla fase infantile a quella matura. Inoltre fa superare la concezione antropocentrica dell'esistenza, il vissuto filiale e l'immagine paterna del Divino. Tronca ogni visione dualistica, per farci entrare nel regno dell'Unità del Tutto.

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Il mio Blog

Il senso della vita non sta in ciò che ci accade, ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto. (Mirror)
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Vecchio 28-01-2008, 08.52.17   #9 (permalink)
Ospite pianeta Terra
 
Data registrazione: 17-03-2003
Messaggi: 3,058
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Citazione:
Originalmente inviato da oroboros
Lo Spirito non ha opponenti e la dicotomia:Spirito-materia è frutto dell'incomprensione dei principi che sottendono l'esistente e Ciò che, all'esistente, è superiore. Certamente quando si concepisce lo Spirito dal punto di vista individuale, lo si tende a considerare in opposizione al peso dell'essere, ma è frutto della limitatezza di questo punto di vista superficiale e lontano dal suo Centro unico.

condivido quanto scrivi..

la croce è simbolo universale.. è l'estenzione dell'essenziale...

è come il male ed il bene.. sono forze che l'una non deve mai superare l'altra.. esistiamo grazie a questo collegamento di "contrari" di ciò che è Superiore con ciò che è inferiore.. ma se vogliamo conservarne solo uno.. temo sarebbe la disgregazione.
Che lo vogliamo o meno, la nosta Luce è trasportata dalle nostre tenebre e viceversa.
Ciò che resta da fare è dimorare stabilmente nel centro..
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atisha blog

Il Viaggio interiore deve Guarire... non sedare...
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Vecchio 28-01-2008, 11.14.20   #10 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 26-01-2008
Messaggi: 29
Riferimento: Il dolore,la Croce e il ribaltamento del Senso.

Il Bene e il male non sono , come tu dici "forze che l'una non deve mai superare l'altra". Il Bene universale genera il male, come suo opponente, solo quando si divide nelle relazioni del relativo esistere, ma anche qui il male gli è funzionale, e non può essere il contrario, perché mai il male potrebbe, dividendosi nel relativo, produrre il Bene, e questo perché il male mai si dividerebbe da sé stesso. Non ne avrebbe convenienza bruta, la quale lo distingue dal Bene che, invece, è perdita e sacrificio di Sé. Ogni opposizione nel relativo, sul suo piano di esistenza più elevato di realtà, si ordina gerarchicamente in funzione del proprio riconoscimento dell'Assoluto e, quindi, del proprio grado di prossimità a Lui. Il male disconosce l'Assoluto e da Lui si allontana, vedendo questo allontanamento, come funzionale a sé stesso e alla propria convenienza materiale.
La "nostra Luce" non è trasportata dalle nostre tenebre; questo è un modo distorto di guardare luce e buio. Nella relatività, entrambe queste realtà sono e si spiegano l'una con l'altra. Così abbiamo l'aspetto superiore della luce che illumina e il suo inferiore lato che acceca e brucia. Allo stesso modo, per lo stesso principio, anche il buio ha, oltre quello di oscurare la luce e raggelare di dubbi, anche l'aspetto superiore conferitogli dal ruolo di culla della possibilità data alla luce di disperdere, ordinandola, la tenebra dell'ignoto. Infine, per finire di rispondere al tuo dire, Atisha, vero è che sia necessario dimorare stabilmente nel proprio Centro, ma questa dimora non è concessa che all'estinguersi del vortice del cambiamento verso la perfezione del Sé.
oroboros is offline  
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