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Vecchio 23-04-2008, 23.05.04   #11 (permalink)
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Capisco Carl,sembra tutto difficile...non ci si sente all'altezza...
Sta' tranquillo e non perdere mai la fiducia.
Oltretutto sei molto giovane e ricettivo.
Senza volerti confondere ti offro una versione efficace del lavoro sul respiro,ottimo per superare schemi negativi,ansie ,e crisi di panico.
Non è difficile,dopo averlo compreso..
La meditazione verrà da sè..(ma anche questa lo è)
http://www.vivation.it/tre_punti.htm
__________________
...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare
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Vecchio 24-04-2008, 11.55.17   #12 (permalink)
Yam
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Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Capisco Carl,sembra tutto difficile...non ci si sente all'altezza...
Sta' tranquillo e non perdere mai la fiducia.
Oltretutto sei molto giovane e ricettivo.
Senza volerti confondere ti offro una versione efficace del lavoro sul respiro,ottimo per superare schemi negativi,ansie ,e crisi di panico.
Non è difficile,dopo averlo compreso..
La meditazione verrà da sè..(ma anche questa lo è)
http://www.vivation.it/tre_punti.htm

Forse puo' andar bene per sedare i sintomi, ma occorre andare alla radice dei problemi.

Il panico e' ben conosciuto nella tradizione Zen ed Advaita, un po meno in tradizioni che tendono a procedere "gradualmente" e soprattutto prendono in considerazione un lungo lavoro sul corpo.

Dubito che il panico di Carl abbia a che fare con la pratica, anche se alla fine non fa molta differenza.
Il panico e' sempre e solo un segnale positivo...un invito a crescere....a mollare gli ormeggi.
Possiamo scoprire cio' a cui ci siamo aggrappati, per paura di Amare e non essere Amati, causando dei blocchi dell'energia.
L'immagine, che mi viene in mente, e' quella di un bambino che sentendosi solo si chiude in un autistico gioco con qualche giocattolo, il bambino e' seduto sulla cima di una roccia e intorno c'e' l'abisso. Appena smette di giocare si accorge che intorno c'e' il Vuoto ed ha paura.

Capire che il lasciarsi andare non significa morire, cioe' che la morte non esiste, ma esiste solo una rinascita, e' cio' che e' possibile fare.
Lo spazio vuoto nel quale si teme di cadere, e che causa il panico, e' in realta' colmo di Amore, di Vita (nuova ed espansa...perche' quel Vuoto e' spazialita' infinita...liberta'....).
Il falso senso di se, o ego o mente, appoggia sempre sull'attaccamento.
Lasciando la presa possiamo permettere all'anima di riprendere il suo spontaneo volo verso la felicita', vera nostra natura profonda.

E' nell'ambito delle "relazioni" che dobbiamo cercare cosa non funziona, cioe' dove c'e' "affezione", "attaccamento"....e non Amore.....

Relazioni umane ed oggettive.
L'essere umano cerca la felicita' nel possesso, possesso di persone ed oggetti, crea una sorta di marchingegno fatto di tanti attaccamenti che gli danno un falso senso di sicurezza.
In realta' il dolore non fa che crescere e l'energia, che fluisce attraverso il respiro, inizia ad essere "disordinata".

In meditazione non respiriamo piu' di tre o quattro volte al minuto, quando siamo in ansia arriviamo anche a 15-20.
La mente e' indifferenziata dal respiro: un respiro breve significa molti pensieri e molti pensieri significa vivere nella testa e non nel cuore (spirituale).
Nella testa c'e' tutto quel caotico gioco di attrazioni e repulsioni tra il soggetto percipiente e gli oggetti percepiti, la non dualita' e' la medicina suprema....ma....bisogna lavorare bene.

Nella mia esperienza personale ho utilizzato anche la Gestalt e lo Psicodramma.

Lo Hatha Yoga di Iyengar aiutando "meccanicamente" il corpo (che in realta' e' il corpo sottile) , cioe' favorendo l'apertura del "diaframma", da cui dipende il tono dell'umore, e' un ottimo aiuto.
__________________

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
[...]
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».


Matteo 11,25-30.




Yam is offline  
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Vecchio 24-04-2008, 13.05.57   #13 (permalink)
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Grazie Noor ora me lo leggo con calma...ho fatto per un periodo esercizi di respirazione nel senso che mi limitavo ad osservare il respiro, ma ho sempre fatto fatica. Solo in alcune occasioni, nello stato di dormiveglia accadeva che mi trovavo ad osservare il respiro che entrava e usciva senza che lo forzassi in alcun modo...ma accadeva da solo.
Scusa Yam siccome l'autore parla di respirazione che poteva sciogliere tensioni emozionali legate al passato pensavo che in qualche modo potesse essere legato a quel rebirthing...comunque ho recepito il messaggio. Però mi sorge un dubbio: risolvere il passato, nel senso di non essere più attaccato a quello che è stato e, di conseguenza, non proiettare più un futuro immaginato, non è già una conseguenza che arriva spontaneamente da una certa comprensione (piuttosto che da una pratica)?
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Vecchio 24-04-2008, 14.15.49   #14 (permalink)
Yam
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Originalmente inviato da Carl
Però mi sorge un dubbio: risolvere il passato, nel senso di non essere più attaccato a quello che è stato e, di conseguenza, non proiettare più un futuro immaginato, non è già una conseguenza che arriva spontaneamente da una certa comprensione (piuttosto che da una pratica)?

Non e' cosi semplice. Il passato, i vissuti arcaici, le ferite dell'anima sono le Vasanas dello Yoga.
Quando una causa secondaria si manifesta la ferita emerge...emerge sotto forma di emozione, cioe' quella stessa emozione gia' provata centinaia di volte...a partire dalla prima...di quel bambino ferito... (nella piscoanalisi e' la coazione a ripetere).
Quando emerge una Vasanas in Piscodramma, per esempio, di solito si scoppia a piangere...e anche gli altri partecipanti sono toccati...e' un momento particolare, profondo e bello.
Se emerge in meditazione e la presenza a se stessi e' grande..puo' essere lasciata andare...
Se emerge nella vita e' piu' difficile, ma con l'esercizio della presenza si puo' imparare a lasciarla andare.
E' un qualcosa che si impadronisce di noi...il passato...ci possiede....
Tutto il cammino spirituale e' superare quegli ostacoli..allora si avra' l'energia per superare qualsiasi problema concreto della vita e di viverla nel migliore dei modi possibile.
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Vecchio 24-04-2008, 15.35.30   #15 (permalink)
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Data registrazione: 21-04-2008
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Riferimento: Ricordo di sè: esperienza

Grazie Yam per entrambi i messaggi sono molto belli e "terapeutici".
Farò qualche ricerca sullo psicodramma.
Un caro saluto
Carl is offline  
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Vecchio 26-04-2008, 12.26.15   #16 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da Carl
x andre2:
potrà sembrare strano, ma all'inizio c'era una certa distanza tra me e i pensieri quando praticavo gli esercizi (o forse così mi sembrava), ma nel momento in cui è stata toccata la mia identità con quella esperienza le cose sono cambiate. Finchè una persona non dubita di sè tutto bene, sa chi è nel senso che sa chi crede di essere e non lo mette in dubbio, ma nel momento in cui viene toccato il senso della sua identità, soprattutto con la paura di morire, le cose cambiano. Probabilmente ho praticato male, oppure ho interpretato male alcune cose, però da quel momento il mio timore e insicurezza sono cresciuti. In questo stato mi rendo conto di attaccarmi ai pensieri e non solo, ma stranamente sembra che abbia una "colla" che fa fatica ad appiccicare...mi rendo conto che è un mio bisogno di sicurezza, anche perchè a volte mi sento come mancare la terra sotto i piedi...sono sensazioni.
In ultimo dici: "la meditazione è solo impegno ad essere osservatore imparziale"
Vedi sinceramente io di meditazione non ne so proprio niente e dubito che io potrò mai meditare...forse è come voler essere spontanei sforzandosi. Ma nella pratica, seduto, ad occhi chiusi, in silenzio, osservando i pensieri (con o senza senso), dis-identificandosi dal corpo...beh mi fa paura...
Comunque vi ringrazio di cuore per i consigli.
si, più che pratiche meditative errate devono essere stati intendimenti errati che ti hanno ingenerato le paure di cui parli, oppure le hai semplicemente per il tuo carattere sensibile.
per es. dici che osservare i pensieri ti porta a disidentificarti, perchè?
la pratica per es. di zazen, implica presenza a sè stessi e consapevolezza della posizione corretta, delle tensioni muscolari, della respirazione, dei pensieri che vengono e che vanno. ma lo "scopo" non è disidentificarsi, prendere le distanze.
ma è avere visione e comprensione profonda di questa formazione che è il corpo, che è questo insieme psicofisico.
quindi, al contrario di quello che ritengono molti "spirituali" che ritengono che bisogna prendere le distanze dal corpo, zazen, ma penso anche le altre tecniche serie di supporto alla meditazione, come lo yoga, vertono sull'esplorazione e comprensione profonda del corpo (e quindi psiche). che implica accettazione serena dei limiti comunemente ritenuti negativi (paure invididie, ecc.)

Citazione:
In ultimo dici: "la meditazione è solo impegno ad essere osservatore imparziale"
Vedi sinceramente io di meditazione non ne so proprio niente e dubito che io potrò mai meditare...forse è come voler essere spontanei sforzandosi.
eh no. non sforzandosi. limitandosi ad osservare senza intento di giudizio e valutazione. non c'è sforzo in questo.
lo sforzo sta nella valutazione, nel giudizio, che è condizione egoico-duale.
andre2 is offline  
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Vecchio 26-04-2008, 14.16.33   #17 (permalink)
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Originalmente inviato da andre2
quindi, al contrario di quello che ritengono molti "spirituali" che ritengono che bisogna prendere le distanze dal corpo, zazen, ma penso anche le altre tecniche serie di supporto alla meditazione, come lo yoga, vertono sull'esplorazione e comprensione profonda del corpo (e quindi psiche). che implica accettazione serena dei limiti comunemente ritenuti negativi (paure invididie, ecc.)

Ci sono pratiche che puntano direttamente al Se', e quindi non considerano neanche il corpo, altre che lavorano sulla corretta postura di mente e corpo. Tuttavia ci si puo' bloccare una vita intera alla ricerca della postura corretta......come ci si puo' bloccare in una visione intellettuale della via diretta.
Il panico puo' manifestarsi dopo decenni di pratica e non ha a che fare con una pratica scorretta ma con la dissoluzione di parti del nostro falso se...o ego.
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Vecchio 26-04-2008, 14.41.32   #18 (permalink)
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Originalmente inviato da Yam
Ci sono pratiche che puntano direttamente al Se', e quindi non considerano neanche il corpo, altre che lavorano sulla corretta postura di mente e corpo. Tuttavia ci si puo' bloccare una vita intera alla ricerca della postura corretta......come ci si puo' bloccare in una visione intellettuale della via diretta..
Tu questo lo sai Yam..
la postura corretta, la Via giusta te la può dare solo il Cuore:
l'unica condizione essenziale,l'unico guru che ti guida senza scorciatoie ...
Anche perchè riesce ad "oscurare" ( o rischiarare) l'ego-mente.
__________________
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Vecchio 26-04-2008, 18.41.28   #19 (permalink)
Yam
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Originalmente inviato da Noor
Tu questo lo sai Yam..
la postura corretta, la Via giusta te la può dare solo il Cuore:
l'unica condizione essenziale,l'unico guru che ti guida senza scorciatoie ...
Anche perchè riesce ad "oscurare" ( o rischiarare) l'ego-mente.

Gia' il nostro vero Se'...l'importante e' non idealizzarlo e non raccontarsela.

Ho appena finito di leggere un "classico" della letteratura spirituale: "India Segreta" di Paul Brunton, bellissimo.
Negli anni 30 fu il libro che fece conoscere al mondo, ma anche all'india, Ramana Maharshi..per me perfetto esempio di un uomo vissuto sempre in quel profondo silenzio che tutto abbraccia. In tanti altri cosiddetti Maestri ci vedo quasi sempre della filosofia..in Ramana no, ovviamente e' una mia particolare preferenza.
E' quel silenzio che sapeva donare, che e' cosa rara, di solito si viene sommersi di parole, libri, pratiche....quel silenzio che durava anche ore, migliore risposta alla domanda dell'interlocutore di turno, che dopo un primo momento di sconforto, piano, piano entrava in quella pace profonda che Egli incarnava. In India ancora oggi si incontrano saggi di quel genere.....
Il libro e' molto bello perche' l'autore incontra diversi Maestri dell'epoca....
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Vecchio 27-04-2008, 12.38.26   #20 (permalink)
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Salve e buona domenica!
senza nessunissima vena polemica ma per conoscenza e riempire il pomeriggio virtuale
il nostro vero Se'.... a me è abbastanza chiaro ciò che è "non Sè" , chi mi spiega il "vero Sè" claudio
ps possibilmente a parole sue e non con copia e incolla
__________________
Fermo contemplo...........l'immobile divenire del'E'
fallible is offline  
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