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Spiritualità Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali. Sezione in modalità solo lettura

 
 
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Vecchio 03-05-2008, 20.01.19   #1 (permalink)
stella danzante
 
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Quanta saggezza in questi antichi

Se non ci fosse stato il cristianesimo con quella arrogante presunzione di possedere la verità forse oggi saremmo delle persone migliori. Per colpa della chiesa sono andati persi dei capolavori di esegesi ma ci rimangono in parte attraverso le critiche degli stessi padri della chiesa.
Sentite cosa dice questo qui

“Oh fola! Oh sciocchezza! Oh ridicolaggine veramente spropositata!”,
“il racconto di questa vicenda è frutto d’invenzione, o se non si trattasse d’invenzione, un’invenzione somigliante alla verità, allora sarebbe un fatto degno del massimo ludibrio” (fr.49, pp.110-13).

Quanta saggezza in queste poche righe, quanto era in gamba questa gente.
Questo è Porfirio e parla del ridicolo racconto dei porci che Gesù spedisce a morire affogati.

E ancora

“fole indegne non solo di uomini, ma pure di femmine visionarie; infatti, quando uno espone argomenti grandiosi e divini, deve servirsi di esempi comuni e relativi alla natura umana, se vuole essere chiaro, e non di esempi volgari e stolti. Questi detti, oltre a essere di bassa lega e non convenienti a tali argomenti, non contengono nessun significato intelligibile e chiaro…” (fr.54, p.116).

Ridicolizza poi il preteso miracolo di Gesù, che placa la tempesta nel “mare” di Tiberiade, che in realtà era un piccolo lago facile da attraversare, e dove non può esserci spazio per maree e per tempeste. “Da tali storielle puerili apprendiamo che il vangelo è una finzione scaltramente escogitata”

Questa è ancora più grande
“E’ più facile che un cammello entri per la cruna di un ago, che un ricco nel regno dei cieli”. Ironizza concludendo che queste non sembrano “le parole di Cristo – ammesso che egli abbia tramandato il ‘canone della verità’ –, bensì quelle di qualche povero che voglia sottrarre le sostanze dei ricchi per mezzo di un tale vaniloquio” (fr.58, p.120).

”Guardate bene dunque: è questa la religione che abbraccerete, se vi lascerete irragionevolmente persuadere; guardate quale morbo è dilagato nelle città, e non solo nelle campagne!”

Va beh non la faccio troppo lunga, ve la potete leggere qui
http://www.ateismodigiannigrana.it/f...icristiana.htm
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rido di me di te di tutto cio' che di mortale c'e' e che mi piace tanto tanto tanto tanto
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Vecchio 04-05-2008, 00.06.11   #2 (permalink)
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Riferimento: Quanta saggezza in questi antichi

La saggezza non sta mai nel criticare,sminuire o ridicolizzare il pensare altrui..
Per fortuna una saggezza antica esiste pure...ma non qui di certo..
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...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare
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Vecchio 04-05-2008, 01.19.34   #3 (permalink)
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Messaggi: 25
Riferimento: Quanta saggezza in questi antichi

ciao La viandante,
preferisco, non per contradirti ma per non imporre il proprio pensiero, dare ragione alla riflessione e la possibilità di espressione, riprendendo qualche lettura di K. Jaspers, che chiedono alle fedi religiose di non rinunciare a se stesse, ma di assumere quell'atteggiamento,proprio della filosofia, che tiene distinta la fede dalla verità.
La verità infatti, ha una caratteristica: l'intolleranza, perchè se è una verità matematica che due più due fa quattro, questa verità non tollera che faccia tre o cinque, dire che una fede è vera significa allora dire che è intollerante.
E sull'intolleranza delle fedi credute vere c'è tutta una storia che gronda di sangue.
Se alla verità compete l'intolleranza, alla fede deve competere la tolleranza. Sarebbe allora il caso, di chiedere a tutti i credenti non di rinunciare alla loro fede, in cui si radica la prorpria identità culturale, ma di rinunciare alla pretesa che la loro fede coincida con la verità.
Allora e solo allora fede e tolleranza potrebbero la loro armonia, e forse gli uomini la pace.
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la libertà non può essere regalata agli uomini dal di fuori, ma si può possedere solo quando gli individui partecipano al suo conseguimento.
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Vecchio 08-05-2008, 17.58.20   #4 (permalink)
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Riferimento: Quanta saggezza in questi antichi

Citazione:
Originalmente inviato da logos
ciao La viandante,
preferisco, non per contradirti ma per non imporre il proprio pensiero, dare ragione alla riflessione e la possibilità di espressione, riprendendo qualche lettura di K. Jaspers, che chiedono alle fedi religiose di non rinunciare a se stesse, ma di assumere quell'atteggiamento,proprio della filosofia, che tiene distinta la fede dalla verità.
La verità infatti, ha una caratteristica: l'intolleranza, perchè se è una verità matematica che due più due fa quattro, questa verità non tollera che faccia tre o cinque, dire che una fede è vera significa allora dire che è intollerante.
E sull'intolleranza delle fedi credute vere c'è tutta una storia che gronda di sangue.
Se alla verità compete l'intolleranza, alla fede deve competere la tolleranza. Sarebbe allora il caso, di chiedere a tutti i credenti non di rinunciare alla loro fede, in cui si radica la prorpria identità culturale, ma di rinunciare alla pretesa che la loro fede coincida con la verità.
Allora e solo allora fede e tolleranza potrebbero la loro armonia, e forse gli uomini la pace.

Grazie per queste parole, Logos.

Io credo che la verità esista, in quella verità io credo e da lei mi sento attirata, anche se non è alla mia portata e non so quale sia.

Scienza e religione devono sempre rimanere aperte a nuove possibilità ed alla possibilità di rivedere se stesse. Allora forse possono anche procedere insieme ognuna nella sfera che loro compete.

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Monica
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Vecchio 15-05-2008, 08.24.26   #5 (permalink)
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Riferimento: Quanta saggezza in questi antichi

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Originalmente inviato da Noor
La saggezza non sta mai nel criticare,sminuire o ridicolizzare il pensare altrui..
Per fortuna una saggezza antica esiste pure...ma non qui di certo..
questo perchè non ti sforzi di considerare il piano astrale, è lì che si concentra rtutta la saggezza del mondo
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Vecchio 15-05-2008, 08.37.14   #6 (permalink)
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Riferimento: Quanta saggezza in questi antichi

Citazione:
Originalmente inviato da logos
ciao La viandante,
preferisco, non per contradirti ma per non imporre il proprio pensiero, dare ragione alla riflessione e la possibilità di espressione, riprendendo qualche lettura di K. Jaspers, che chiedono alle fedi religiose di non rinunciare a se stesse, ma di assumere quell'atteggiamento,proprio della filosofia, che tiene distinta la fede dalla verità.
La verità infatti, ha una caratteristica: l'intolleranza, perchè se è una verità matematica che due più due fa quattro, questa verità non tollera che faccia tre o cinque, dire che una fede è vera significa allora dire che è intollerante.
E sull'intolleranza delle fedi credute vere c'è tutta una storia che gronda di sangue.
Se alla verità compete l'intolleranza, alla fede deve competere la tolleranza. Sarebbe allora il caso, di chiedere a tutti i credenti non di rinunciare alla loro fede, in cui si radica la prorpria identità culturale, ma di rinunciare alla pretesa che la loro fede coincida con la verità.
Allora e solo allora fede e tolleranza potrebbero la loro armonia, e forse gli uomini la pace.
non sono d'accordo, oggi ci si da un gran da fare per eliminare da ogni spazio pubblico la critica aperta e l'ironia sulle fedi ma queste parole antiche ci riportano ad un passato, quando ancora le gerarchie della chiesa non avevano il potere che hanno oggi di poter censurare il dissenso (magari anche attraverso una esagerata suscettibilità e annesso vittimismo), ci dicono che il Logos era rispettato davvero nello scindere le fedi negli dei pagani, i miti dallo sguardo lucido della ragione.
In fondo le critiche che si facevano allora sono anche le stesse di oggi.
Con una differtenza, se allora i Padri della Chiesa si cimentavano nelle risposte alle critiche una per una (e infatti Celso e Porfirio ci sono giunti attravero le loro risposte e non nella copia dagli originali) oggi si trova immorale e si criminalizza la critica, non è accettata al livello etico. Credo che sia profondamente sbagliato, la critica anche schernente dovrebbe trovare il suo posto in una società pluralista.
Quando posso su youtube mi guardo alcune trasmissioni americane in cui hanno come ospiti Dennet, Sam Harris, Dawkins, Hitchens, tutti estremamente critici sulle religioni, e per quanto l'America non mi piaccia devo riconoscere che lì checchè se ne dica ancora esiste il diritto di opinione, espressione e critica anche alle religioni.
cosa che da noi è scomparsa, se qualche volta nelle trasmissioni si ospita un Odifreddi o un Giorello intanto sono messi in inferiorità numerica, poi gli si fa scagliare contro i gruppi di preghiera fedeli di padre pio o della madonna di lourdes. Di fatto si fa un'operazione di veicolare l'opinione pubblica verso il biasimo al pensiero critico (e non solo sulle fedi religiose, vedere caso Schifani, rai e Travaglio).
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Vecchio 15-05-2008, 08.55.37   #7 (permalink)
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Originalmente inviato da La_viandante
questo perchè non ti sforzi di considerare il piano astrale, è lì che si concentra rtutta la saggezza del mondo

Piu' che altro e' evidente la manifestazione di un malessere personale, lasciamo stare le religioni, l'universo ecc. ecc.
Meglio partire da se stessi...
__________________

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
[...]
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».


Matteo 11,25-30.




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Vecchio 15-05-2008, 10.06.01   #8 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da Yam
Piu' che altro e' evidente la manifestazione di un malessere personale, lasciamo stare le religioni, l'universo ecc. ecc.
Meglio partire da se stessi...
Scusa Yam,non ti seguo..come non ho capito prima la battuta della Viandante..
che riferiva a me..ma non importa..
Di chi sarebbe questo malessere,e a proposito di che?


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Vecchio 15-05-2008, 10.31.24   #9 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Scusa Yam,non ti seguo..come non ho capito prima la battuta della Viandante..
che riferiva a me..ma non importa..
Di chi sarebbe questo malessere,e a proposito di che?


Nemmeno io ho capito cosa voglia dire Yam, la mia battuta invece è priva di senso, così come è stata priva di senso quando l’hai proposta tu a proposito della resurrezione di cristo che si sarebbe svolta sul piano astrale che nessuno sembrava considerare quasi fosse una tale ovvietà .. Invece è un nonsense come gran parte delle pretese spirituali.
Anzi visto che su ho menzionato Dennet paragonandolo come moderno ai filosofi antichi, lui proponeva in un suo discorso ai credenti di accettare che la rete della ragione venisse abbassata del tutto anche quando la ragione potrebbe dare supporto alle idee dei credenti. A questo punto ogni cosa un credente affermasse gli si dovrebbe rispondere allo stesso livello di assurdità, proprio come si fa ogni qual volta si tira in ballo la questione “fede”, se gesù per te può risorgere sul piano astrale allo stesso modo qualsiasi cosa non ti garbi e non trovi nei miei assunti ti replico al tuo stesso modo, nel piano astrale ci sono tutti, solo che non puoi vederli.
(chissà se stavolta si è capita l’assurdità )
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Vecchio 15-05-2008, 11.04.46   #10 (permalink)
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http://www.riflessioni.it/forum/newr...reply&p=220893

Citazione:
Originalmente inviato da La_viandante
Questa è ancora più grande
“E’ più facile che un cammello entri per la cruna di un ago, che un ricco nel regno dei cieli”. Ironizza concludendo che queste non sembrano “le parole di Cristo – ammesso che egli abbia tramandato il ‘canone della verità’ –, bensì quelle di qualche povero che voglia sottrarre le sostanze dei ricchi per mezzo di un tale vaniloquio” (fr.58, p.120).



Ma che saggezza, gli antichi erano come noi non avevano solo la TV,
ma il relativismo e la sciocca volgarità materialista non l'abbiamo
certo inventata noi.

Riguardo alla storia del cammello, il grande Rene Guenon ne "I simboli
fondamentali della scienza sacra" da una spiegazione di questa frase
basata sull'antropologia, l'etimologia delle lingue semitiche
e la simbolica di quello che è un antico proverbio e non un detto di Gesù
inventato di sana pianta ma utilizzato secondo un senso all'epoca ben noto.
Posso solo dire che ne risulta un messaggio assolutamente semplice
da capire per i giudei del tempo.
Ma non sono cose da banalizzare dato la spiccata avversione
al cristianesimo di certi interventi non vale la pena che dica di più.
Chi vuole cerchi.

Bisogna stare ben attenti prima di parlare di spiritualità
in certi termini, questa è lotta politica non spiritualità.


Passo e chiudo.
Emanuelevero is offline  
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