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#1 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 15-02-2003
Messaggi: 453
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Il Cuore del Ricercatore
Ho la necessità di esporre un mio pensiero...è il frutto di una mia deduzione che non ha la presunzione di costituire una Verità Assoluta. E' qualche mese che frequento questo Forum e mi sembra corretto, a questo punto,giungere anche ad una sintesi di tutti i pensieri, di tutte le belle riflessioni che in esso sono contenute. E' la mia sintesi, ed è il mio consiglio. Ognuno ne faccia ciò che creda; non sono un Maestro, non sono in grado di insegnare niente a nessuno, non ho la necessità di convincere alcuno; Forse, a volte, mi sono lasciato un pò andare all'irruenza verbale; e di ciò ancora mi scuso.
Sono molti, sono tanti, quelli che si accostano ad uno dei sentieri che conducono alla Verità, alla Gnosi, alla Conoscenza. Alcuni si accostano mossi da una curiosità meramente intellettuale; per costoro la Ricerca è un appagamento culturale, un esercizio intellettuale, una necessità di inconscia differenziazione dagli altri. Per costoro, la ricerca è nozionismo, sofismo, parole dotte, pensieri complessi; sono mossi dalla volontà di stupire l'interlocutore, di essere lodati, imbrodati ed elogiati. Amano la discussione, amano confutare, amano lo "ipse dixit". Oppure, più semplicemente, trasformano la "ricerca" in un passatempo, in un lavoro, in un hobby da dopolavoro. Che si fa oggi? Va beh, diamo una lettura a Guenon, ad Evola, a Levi e, dopo averlo fatto, continuiamo pure la nostra vita, piena di meschinità e di cose inutili ed ipocrisie. Totti che non segna, la Tabaccaia che non mi ha dato il resto giusto, il last minute che non c'è. Nulla da eccepire, è Vita anche questa. Ma la ricerca non ci trasforma nè in angeli, ne in demoni. Semplicemente: non ci trasforma. Asini decaduti siamo, ed asini decaduti rimaniamo, anche se un pò più dotti. Altri, invece, sono mossi da una curiosità la cui genesi non risiede nella mente, ma nel cuore, nel simbolico "sancta sanctorum" dell'anima. Costoro non cercano la "Cultura", cercano la Verità; non cercano la complessità, ma la semplicità; comprendono intuitivamente che l'Universo è semplice, estremamente semplice. Comprendono che la Teosofia, l'Alchimia, e tutte quelle strane scienze arcane più o meno strampalate o più o meno aderenti ad una Vera Tradizione esoterica, sono complesse solo nella forma, ma che celano una Verità così semplice da poter, anzi dover essere comprese da un bambino; cercano conferme, consapevolezza, cercano Dio nel loro cuore. Costoro vogliono imparare ad "essere"la Verità, a "vivere" la Verità. E per costoro la Vera Ricerca è trasformazione; è il fuoco segreto del nostro Athanor che, lentamente ma efficacemente, inizia a mutare l'Oro Volgare in Oro Vivo. Tutte e due queste categorie, pur venendo necessariamente a contatto con una folla di imbonitori, reclutatori, falsi profeti, controiniziati o visionari, prima o poi, incrociano un Vero Maestro. Che ci si creda o meno, è la legge universale che lo impone; a chi cerca deve essere indicata una Via. Il Maestro, a costoro, non darà nulla, mai nulla se prima non ha sondato il loro cuore; parlerà loro, si nasconderà alle loro menti, dirà loro dei pezzetti di Verità, ma non darà loro ciò di cui avrebbero realmente bisogno: la forza indotta di cambiare la propria vita, la propria "forma mentis". Soprattutto ai primi, li metterà alla prova senza che se ne accorgano, tentando di far sgorgare dal loro cuore l'unica, vera e reale fonte dissetante. Ma se non riuscirà a tanto, li abbandonerà; così come li abbandonerà, lasciandoli alla corrente del volgo, quando comprenderà che c'è menzogna nel loro cuore; quando comprenderà che "sembrano", invece di "essere". Perchè espongo questo pensiero? Perchè ognuno di noi, prima o poi, incontrerà un Maestro che giungerà come un "ladro" nella notte. E molti non lo riconosceranno o non riceveranno nulla, perchè hanno la menzogna nel loro cuore. La Verità è una Bella Donna che tradisce l'Uomo che non la rispetta, che le mente, che l'avvicina con intenti non sinceri. Lo tradisce e lo abbandona. Ed allora giungo alla conclusione di questo mio ultimo post da folle o da alcoldipendente che, probabilmente, passerà inosservato oppure eccessivamente criticato. Non mentiamo mai a noi stessi; mai. Perchè, in questo caso, il postino non suona due volte. Ciao Giorgio |
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 20-12-2003
Messaggi: 481
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Secondo me, anche mentendo a se stessi (che poi bisogna vedere
cosa si intende per mentire a se stessi) c'è sempre una possibi- lità di crescita. Non penso che ci sia solo un occasione, ma ce ne sono infinite. Siamo sempre sempre qua, siamo sempre stati qua, e saremo sempre qua, quindi è sempre ora di prendere il treno rimboccarsi le maniche e guardare nella giusta direzione. Il menti re a se stessi è una tappa, uno sbaglio in cui si deve incorrere per capire che crea sofferenza, per toccare il fondo e poi risalire. |
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#4 (permalink) |
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tra sogno ed estasi...
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,806
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Condivido ogni tua parola, per anni ho cercato senza ottenere nulla, immersa in letture e affannando dietro tentativi che si sono risolti in delusioni. Ho dato retta a mille santoni diversi, qualcuno, poi, ha rotto quell'equilibrio al quale anelavo.
Tu hai fatto un tuo resoconto, io mi accodo dicendo che dopo più di un anno da queste parti mi sono accorta che non serve parlare, non serve discutere (ed in questo devo dare ragione a Dynamo che fortunatamente è venuto a trovarmi sul blog). Non serve a molto discutere di spiritualità, se non ad accrescere una forma di cultura personale ma la crescita interiore è ben altro. Troppi maestri (veri o falsi che siano), troppa gente che si dona importanza, assume cariche (sarà poi vero? mah!). Ora sento di aver bisogno di molto silenzio attorno a me, quel silenzio che permette d'agire in modo introspettivo, quel silenzio che solo io posso donare a me stessa. Ciao Giorgio mi piace molto il tuo modo d'approcciare qualsivoglia argomento... hai la mia stima, non è molto, ma tenevo a dirlo.
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"L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo" Marcel Proust DD |
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#5 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
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Caro Giorgio:
se non fosse che per una mia particolare "fissazione" tendo ad usare la parola trasformazione con le molle (troppo spesso la vedo fraitesa! non da te e non necessariamente qui), condividerei quello che dici parola per parola. La Vita (non vedo differenza tra vita e via e verità) ci fa incontrare molti tranelli ed infiniti specchietti per le allodole e solo con il cuore libero dal desiderio di una gratificazione immediata (del tipo "oh, come sono brava, oh come sono spirituale!") possiamo non rimanerci invischiati. Però sarei un po' più morbida. Credo che certe volte sia neccessario perdersi per trovarsi. ciao |
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#6 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-12-2003
Messaggi: 179
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Re: Il Cuore del Ricercatore
Citazione:
Il postino no. Ma il Maestro bussa ripetutamente alla porta, in molti casi la butta anche giù. Giorgio sei ancora troppo sentimentale per potere incontrare il tuo Maestro. Chi cerca il Maestro non lo troverà mai, poiché il Maestro seguita chi lo fugge e fugge chi lo seguita. E tieni sempre bene a mente una cosa: IL MAESTRO DI CARNE E SANGUE NON ESISTE. IL MAESTRO E' DENTRO E FUORI DI NOI. Ciao, a presto Riccardo
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Quando conoscerete voi stessi, allora sarete consci, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora dimorerete nella povertà, e sarete la povertà stessa. (Gesù) dal vangelo di Tommaso |
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#7 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-12-2003
Messaggi: 179
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Re: Re: Il Cuore del Ricercatore
IL MAESTRO E' OVUNQUE, BASTEREBBE SEMPLICEMENTE APRIRE GLI OCCHI, ESSERE PIU' RIFLESSIVI E MENO IMPULSIVI.
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Quando conoscerete voi stessi, allora sarete consci, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora dimorerete nella povertà, e sarete la povertà stessa. (Gesù) dal vangelo di Tommaso |
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#8 (permalink) | |
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tra sogno ed estasi...
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,806
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Re: Re: Il Cuore del Ricercatore
Citazione:
Ho dei dubbi ma sono in accordo sul fatto che il maestro "uomo" sia difficile da trovare. Forse, una persona può aiutare..ma concordo sul fatto che la ricerca vada perpetrata dentrro di noi e conseguentemente..riflessa sull'esterno. ![]()
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"L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo" Marcel Proust DD |
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#9 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,982
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Non credo che un maestro si imponga ma che ti lasci la libertà di seguirlo.
Non credo che dedichi a tutti le stesse attenzioni, perchè non tutti hanno le stesse potenzialità. Non credo che ti 'prenda per mano' ma che ti dia degli input. Input che devono essere eleborati da noi stessi. Un maestro è consapevole di dove puoi arrivare e non ti spingerà mai oltre. Non ti chiederà di essere ciò che non sei e di andare oltre la tua natura, non ti chiederà di cambiare ma ti aiuterà a sviluppare le tue potenzialità. Non ti chiederà di assumerti compiti che sono suoi e non tuoi. Se è un maestro è conscio che le tue responsabilità non sono le sue. Forse ti proteggerà, ma senza che tu te ne renda conto. Non ti starà troppo sul collo perchè i tempi di una 'crescita' non sono quantificabili e non c'è un punto in cui si deve 'arrivare'. Ti lascerà sostanzialmente 'solo', intervenendo solo dove indispensabile, per lasciare a te la libertà di espanderti. Magari ti darà anche un po' noia perchè, a volte, ti mette un senso di agitazione a cui devi trovare da solo la risposta, perchè lui non te la darà mai. Perchè puoi crescere con le risposte che ti dai da solo e non con quelle che ti da lui. Forse sono modi romantici e sentimentali per definire un maestro, ma sono quelli che sento, alcuni di quelli che sento come miei. ![]() |
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#10 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 31-12-2003
Messaggi: 10
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L'immagine del maestro che ci guida e ci aiuta è molto bella e scalda il cuore perchè ci evoca uno stato d'animo che è comune a quello della fanciullezza, quella di un padre che insegna lasciando liberi di sbagliare per comprendere, pur vigilando per impedire cadute e pericoli.
Però mi ha sempre spaventata il potere che un maestro in carne ed ossa esercita sul proprio discepolo. Sono convinta che le persone che cercano la Gnosi abbiano una particolare sensibilità, non nel senso che siano migliori di altri, ma giacchè qualcosa nella vita, un trauma, un lutto, un evento destabilizzante, un 'esperienza di OBE per uno incidente ha dato origine alla loro ricerca. Questo li espone ad un rischio molto alto, sono soggetti manovrabili, sono spugne, soprattutto all'inizio, che cercano di assorbire quello che apprendono e non hanno ancora sviluppato una sorta di capacità critica. Senza citare i casi più eclatanti di veri drammi scaturiti dalla scelta di Maestri sbagliati, mi chiedo se non esista anche in soggetti equilibrati nei confronti dei loro maestri un vincolo di soggezione, o dipendenza, che condiziona la vita e scelte. Sovente chi cerca è ansioso di trovare, vuole vedere, vuole crederci, e vuole avere fiducia. Un Maestro in carne ed ossa può realmente conoscere cosa è giusto? |
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