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Vecchio 10-03-2005, 08.38.25   #1
Gianfry
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-06-2003
Messaggi: 401
Conosci te stesso

Il Meccanismo dello Specchio

Il processo di evoluzione in fondo è semplice: conoscere se stessi e rilasciare (trascendere) ciò che abbiamo riconosciuto in noi e che non ci piace (che ci fa soffrire) tramite la nostra volontà che attiva il nostro potere creativo.

Il Meccanismo dello Specchio è uno strumento potente che abbiamo a disposizione per conoscere noi stessi.

Se accettiamo la visione olografica dell’universo allora possiamo comprendere come in ogni essere umano coesistano tutte le qualità (positive e negative) appartenenti all’umanità in generale. In noi coesistono, anche se in stato latente, la possibilità di generare i miracoli più straordinari come quella di effettuare i crimini più efferati.
Ogni essere (anima), in ciascuna incarnazione, ha necessità di entrare in contatto solo con alcune delle possibili caratteristiche della personalità (a seconda del programma con cui si è incarnato), e tra quelle da conoscere alcune le accettiamo ed altre le rifiutiamo a causa del giudizio duale esercitato dalla mente logica. Tutto ciò che rifiutiamo (e non sono solo caratteristiche negative, ma anche positive considerate però irraggiungibili) genera in noi una precisa reattività emozionale quando viene incontrato nell’esteriore: tale reattività è tanto maggiore quanto più quella determinata caratteristica è stata respinta nell’inconscio. La realtà esterna rispecchia perfettamente quella interiore, in quanto - in ultima analisi - non sono altro che un’unità indivisibile. La nostra mente, cercando di differenziare soggetto ed oggetto, ha creato una parvenza di divisione che il ricercatore tende a ricongiungere.
Ciò che è fuori di noi è anche dentro di noi!
Questo meccanismo dello specchio è molto importante da comprendere se vogliamo cessare di lottare contro i “mulini a vento”, altrimenti continueremo semplicemente ad odiare e ad allontanare coloro che rispecchiano i nostri lati “negativi” rimossi e ad amare ed esaltare coloro che rispecchiano invece i lati rimossi ma considerati “positivi”. L’intensità della reattività emotiva può variare - in negativo - dalla semplice irritazione ad un odio vero e proprio , e - in positivo - dalla simpatia alla completa idealizzazione.
Se riuscissimo a tenere sempre bene a mente questo concetto, da una parte eviteremmo di giudicare con troppa facilità il prossimo, e dall’altra ogni incontro sarebbe un’occasione di intenso arricchimento interiore… soprattutto quando qualcuno ci disturba con la sua presenza!!
Possiamo elencare quattro motivazioni su cui riflettere nel momento in cui qualcuno dovesse irritarci:
1.vediamo in lui una parte di noi stessi che non ci piace. Rifiutiamo di vedere quella qualità in noi e non ci piace vederla nemmeno in un altro.
2.Il modo in cui quella persona ci maltratta è il modo in cui noi maltrattiamo noi stessi.
3.Ci ricorda qualche problema al quale siamo attaccati; qualcuno che non abbiamo perdonato, qualche limitazione con la quale non ci siamo riconciliati.
4.Non ci permette di distorcere la verità come facciamo di solito, oppure non si presta al nostro gioco, non sostiene le nostre illusioni preferite, non vuole ignorare ciò che è ovvio.
Qualunque sia la situazione che ci disturba, può essere volta a nostro vantaggio oppure andare sprecata.
Possiamo imparare a crescere grazie a questa situazione, oppure perdere una preziosa occasione. In questo caso il Cosmo (la legge del karma) deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finché alla fine non riusciremo a capire.


Abbiamo bisogno di questo meccanismo poiché nello spazio-tempo duale nessuno è in grado di vedersi per come realmente è, basti pensare (simbolicamente) che se non esistessero gli specchi non conosceremmo neppure il nostro volto! Ecco che per osservarci realmente abbiamo bisogno di punti di vista esteriori (e chi è in grado di evidenziare più abilmente i nostri lati in ombra dei nostri odiati nemici ?).
La realtà non può essere abbracciata da una sola prospettiva, e tutte le varie prospettive, anche le più contrastanti, possono essere ugualmente veritiere se le relativizziamo (una corretta valutazione di un assunto può essere fatta solo se conosciamo il sistema di riferimento concettuale adottato per giungere a quella specifica valutazione della realtà).
Proviamo dunque a relativizzare la visione egoica di noi stessi, tenendo a mente che siamo composti da almeno tre aspetti: ciò che pensiamo di essere, ciò che gli altri pensano che noi siamo, ciò che siamo veramente!
Gianfry is offline  
Vecchio 10-03-2005, 09.18.41   #2
atisha
Ospite pianeta Terra
 
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Data registrazione: 17-03-2003
Messaggi: 3,020
hai offerto un bellissimo e costruttivo assaggio di ciò che in realtà andrebbe osservato ...


atisha is offline  
Vecchio 10-03-2005, 09.20.18   #3
Mirror
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Messaggi: 1,733
Re: Conosci te stesso

Citazione:
Messaggio originale inviato da Gianfry
Il Meccanismo dello Specchio

...Tutto ciò che rifiutiamo (e non sono solo caratteristiche negative, ma anche positive considerate però irraggiungibili) genera in noi una precisa reattività emozionale quando viene incontrato nell’esteriore: tale reattività è tanto maggiore quanto più quella determinata caratteristica è stata respinta nell’inconscio. La realtà esterna rispecchia perfettamente quella interiore, in quanto - in ultima analisi - non sono altro che un’unità indivisibile. La nostra mente, cercando di differenziare soggetto ed oggetto, ha creato una parvenza di divisione che il ricercatore tende a ricongiungere.
Ciò che è fuori di noi è anche dentro di noi!
Questo meccanismo dello specchio è molto importante da comprendere se vogliamo cessare di lottare contro i “mulini a vento”, altrimenti continueremo semplicemente ad odiare e ad allontanare coloro che rispecchiano i nostri lati “negativi” rimossi e ad amare ed esaltare coloro che rispecchiano invece i lati rimossi ma considerati “positivi”. L’intensità della reattività emotiva può variare - in negativo - dalla semplice irritazione ad un odio vero e proprio , e - in positivo - dalla simpatia alla completa idealizzazione.
Se riuscissimo a tenere sempre bene a mente questo concetto, da una parte eviteremmo di giudicare con troppa facilità il prossimo, e dall’altra ogni incontro sarebbe un’occasione di intenso arricchimento interiore… soprattutto quando qualcuno ci disturba con la sua presenza!!

...Qualunque sia la situazione che ci disturba, può essere volta a nostro vantaggio oppure andare sprecata.
Possiamo imparare a crescere grazie a questa situazione, oppure perdere una preziosa occasione. In questo caso il Cosmo (la legge del karma) deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finché alla fine non riusciremo a capire.


...Abbiamo bisogno di questo meccanismo poiché nello spazio-tempo duale nessuno è in grado di vedersi per come realmente è, basti pensare (simbolicamente) che se non esistessero gli specchi non conosceremmo neppure il nostro volto! Ecco che per osservarci realmente abbiamo bisogno di punti di vista esteriori (e chi è in grado di evidenziare più abilmente i nostri lati in ombra dei nostri odiati nemici ?).
La realtà non può essere abbracciata da una sola prospettiva, e tutte le varie prospettive, anche le più contrastanti, possono essere ugualmente veritiere se le relativizziamo (una corretta valutazione di un assunto può essere fatta solo se conosciamo il sistema di riferimento concettuale adottato per giungere a quella specifica valutazione della realtà).
Proviamo dunque a relativizzare la visione egoica di noi stessi, tenendo a mente che siamo composti da almeno tre aspetti: ciò che pensiamo di essere, ciò che gli altri pensano che noi siamo, ciò che siamo veramente!

Trovo l'analisi che hai esposto basilare, preziosa e ben formulata.
Senza il riconoscimento profondo dei meccanismi fondamentali di attrazione-rifiuto che l'ego utilizza per discriminare, per interpretare la vita e le sue vicende, non c'è la possibilità effettiva di una crescita della Consapevelzza, di una reale conoscenza di sè stessi.
E' una piattaforma fondamentale.

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Vecchio 10-03-2005, 09.30.28   #4
rodi
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e si! bella questa immagine della piattaforma...punto di partenza per un viaggio di comprensione? non so se è questo che volevi intendere...

le reazioni che ci provoca l'altro...il nostro rifiuto...sia nell'opporci a lui e a quello che rappresenta, sia nel rifiutare completamente quello che ci potrebbe comunicare...senza opporci ma senza neanche guardare chi c'è di fronte a noi...

bella descrizione...ma quanto è più complicato portarla nel nostro quotidiano...

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Vecchio 10-03-2005, 10.09.51   #5
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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...Qualunque sia la situazione che ci disturba, può essere volta a nostro vantaggio oppure andare sprecata.


Ahyuuuuh che male! In questa stagione soffro di un dolore molto intenso al nervo trigemino, e' considerato il dolore piu' lancinante che esista. Aiahhh!
In questo caso quel dolore e' l'oggetto. Assorbe tutta la mia attenzione.
Posso resistergli, risultato aumenta.
Posso ascoltarlo, testimoniarlo, risultato....tra pochi minuti se ne dovrebbe andare.
La pura presenza o Consapevolezza e' totale arresa nel con-tatto con l'oggetto. E' puro ascolto, e' accoglienza.
Qui non sono ancora scattate le dinamiche di attrazione-repulsione-indifferenza.....
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Vecchio 10-03-2005, 10.24.37   #6
Mirror
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Messaggio originale inviato da rodi
e si! bella questa immagine della piattaforma...punto di partenza per un viaggio di comprensione? non so se è questo che volevi intendere...

le reazioni che ci provoca l'altro...il nostro rifiuto...sia nell'opporci a lui e a quello che rappresenta, sia nel rifiutare completamente quello che ci potrebbe comunicare...senza opporci ma senza neanche guardare chi c'è di fronte a noi...

bella descrizione...ma quanto è più complicato portarla nel nostro quotidiano...


Si, Rodi, intendevo proprio questo.

Proprio per far emergere quell'Osservatore...non coinvolto nei processi mentali ed emotivi di Attrazione-Repulsione-Indifferenza.

Questo è lo Specchio della Consapevolezza: una dimensione interna e profonda di noi stessi che abbiamo in comune con tutti.

Se partiamo da questo presupposto diventa più facile e autentico il gioco della comunicazione e del rapporto con l' "altro".

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Vecchio 10-03-2005, 10.35.01   #7
rodi
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Messaggio originale inviato da Mirror
Si, Rodi, intendevo proprio questo.

Proprio per far emergere quell'Osservatore...non coinvolto nei processi mentali ed emotivi di Attrazione-Repulsione-Indifferenza.

Questo è lo Specchio della Consapevolezza: una dimensione interna e profonda di noi stessi che abbiamo in comune con tutti.

Se partiamo da questo presupposto diventa più facile e autentico il gioco della comunicazione e del rapporto con l' "altro".


dici bene...più facile...
perchè non sempre e non tutto dipende da una sola delle parti che fanno parte di questa comunicazione...
ed alcune volte, quale che sia il nostro atteggiamento e la nostra apertura, è l'altra parte che rifiuta qualsiasi di comunicazione...
non tutti siamo pronti allo scambio reale...
sempre vero a parole, ma quante volte reale nei fatti?

anche se pure una chiusura totale da parte di chi ci sta di fronte, un rifiuto... ci può far molto bene per il nostro personale cammino di comprensione...
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Vecchio 10-03-2005, 10.46.01   #8
rodi
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Messaggio originale inviato da Yam
Ahyuuuuh che male! In questa stagione soffro di un dolore molto intenso al nervo trigemino, e' considerato il dolore piu' lancinante che esista. Aiahhh!
In questo caso quel dolore e' l'oggetto. Assorbe tutta la mia attenzione.
Posso resistergli, risultato aumenta.
Posso ascoltarlo, testimoniarlo, risultato....tra pochi minuti se ne dovrebbe andare.
La pura presenza o Consapevolezza e' totale arresa nel con-tatto con l'oggetto. E' puro ascolto, e' accoglienza.
Qui non sono ancora scattate le dinamiche di attrazione-repulsione-indifferenza.....

immagino tu creda nei 'messaggi casuali'...
poco prima di connettermi, mentre cercavo un numero di telefono, mi sono imbattuta in un blocchetto sul quale avevo scritto questa nota (non so più però da dove l'ho copiata...):

'Sincronicità: concetto avanzato per la prima volta da Carl Jung per spiegare le cause nascoste dietro ogni coincidenza...l'invalidità serve a creare un'occasione quasi magica di cambiamento interiore e di guarigione.
Dal punto di vista esoterico, qualsiasi malattia, infortunio o esperienza dolorosa ha come fine ultimo la purificazione...
Dato che ignoreremmo le provew o le eviteremmo se potessimo, il malessere fisico serve a due scopi. ci avverte che siamo di fronte ad un problema che richiede di essere affrontato e rende talmente penose le conseguenze dei nostri tentativi di negare l'evidenza, che temporeggiare ci costa troppo caro.
Attraverso i sintomi, il corpo ci addita proprio ciò che cerchiamo di negare'

me lo ero copiato in un periodo in cui il mio nervo sciatico non mi dava tregua, anche se già avevo fatto eliminare chirurgicamente quelle che potevano essere le giustificazioni scientifiche del suo darmi noia col dolore...quello scritto mi è stato utile...

spero che lo stesso possa essere per te...
rodi is offline  
Vecchio 10-03-2005, 10.57.10   #9
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Messaggio originale inviato da rodi
spero che lo stesso possa essere per te...

Eheheheheh!
E' proprio cosi. Certo non per tutti, alcuni sono piu' "fortunati" (ahhahah!), ma se il dolore "accade" puo' essere testimoniato, allora avviene quella "resa" quel surrender, quell'accettazione accogliente....e la Sua Grazia si manifesta.
Molti esprimono la sensazione di esser tornati a casa ed e' vero, e' proprio la casa Divina. Quel bisogno di protezione, di sicurezza, sempre cercato altrove era qui con noi e noi non lo vedevamo...
Yam is offline  
Vecchio 10-03-2005, 11.02.33   #10
atisha
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conoscendo se stessi.. e parlando in generale

si può anche dire che il dolore a volte ce lo procuriamo noi
perchè risiede ancora nella profonda "ferita affettiva"....
atisha is offline  

 



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