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| Spiritualità Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali. Sezione in modalità solo lettura |
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#3 (permalink) |
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Anima Antica
Data registrazione: 22-07-2002
Messaggi: 425
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Sto tentando in questo periodo di comprendere qualcosa della complessa dottrina sul Karma... da quello che ho capito non c'è (almeno nella interpretazione Buddhista) questa fatalità in quanto siamo chiamati personalmente a renderci consapevoli dei meccanismi che ci portano a mantenere lo stato samsarico allo scopo di migliorare il NOSTRO e l'ALTRUI Karma, e possibilmente raggiungere la liberazione dal samsara. Un buon testo dove leggere, tra le altre cose, anche la dottrina sul Karma è "Il Buddismo del Buddha" di Alexandra David-Neel, donna straordinaria vissuta 110 anni...
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Uno squarcio e d'incanto l'uno fu due, dolorosamente ferite le anime si dispersero nello spazio e nel tempo...In ogni vita, correndo sulle ali del tempo pur restando eterne ed atemporali, si cercarono e si trovarono ogni volta, ogni volta s'amarono d'un amore totale e ogni volta tornarono ad essere separate nella morte.
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
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Ciao!
La legge di causa ed effetto, cioè la legge del karma, costituisce un "principio di giustizia", su cui si basa ogni forma di esperienza della vita. Ogni movimento o energia nell´universo può avere come origine solamente un essere vivente. Un movimento non può mai provenire da qualcosa di inanimato. In conformità alla "legge del movimento" ogni movimento va in rotazione e ritorna alla sua origine, cioè all´essere vivente. Mediante le nostre azioni quotidiane trasmettiamo quindi onde di energia che ci ritorneranno nella forma del nostro destino quotidiano. Adesso sperimentiamo dunque le conseguenze delle nostre azioni nelle vite passate e creiamo adesso, mediante le nostre azioni quotidiane, il nosto destino a venire. Effettivamente, entro la sfera d´esperienza, non esiste niente altro che karma, cioè, non è possibile provare o sperimentare niente altro di quelle energie che abbiamo "inviato" noi stessi. Questo significa che in realtà ognuno è responsabile del proprio destino, sia quello già vissuto che quello a venire. È per questo che Buddha e Gesù ed altri saggi sottolineano l´importanza della compassione e dell´amore per il prossimo. Mostrando la compassione verso gli altri si crea contemporaneamente un destino felice per se stesso. Quindi penso che sia vero come dici tu Armonia, che ogni avvenimento è fatale. |
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#6 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 03-09-2002
Messaggi: 8
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la compassione, questa sconosciuta!
Mi ha fatto piacere leggere il msg di Rolando e Armonia.....e' vero la compassione e' il "creare" la nostra serenita'.....qui... dove ne abbiamo piu' bisogno per vivere con serenita' e rispetto per il prossimo. Vogliamo provare a parlare di questo sentimento....la compassione? Non credo che sia molto chiaro il suo significato.....e' un termine che facilmente si confonde. con altri! Grazie amici.... ![]() |
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#7 (permalink) |
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terza stella
Data registrazione: 11-06-2002
Messaggi: 1,213
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... un giorno parlando con una persona ... ho detto che compassione mi fa quel tipo ... e l'altro e chi cavolo sei tu per provare compassione!!!
... li per li rimasi tra .. " in che senso scusa?" e l'interdetto ... ma io credo che compassione equivale ad amore ... senza interessi onestà senza compromessi ... ma in fondo nn lo so .. |
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#8 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
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Per Virtù.
Come tanti altri fenomini o esperienze la compassione è comprensibile soltanto visto nella luce della reincanazione. La ragione perche tutti gli uomini non sono in grado di manifestare o mostrare lo stesso grado di compassione è che questa facoltà si basa sull´esperienza della sofferenza provata durante tante vite. Questa sofferenza è il risultato delle azione personale di ogni individuo. (vedi il mio intervento sul karma qui sopra). La compassione è dunque lo stesso come una forma di "riconoscimento inconscio" della sofferenza di un altro individuo. Però non si ricorda i particolari individuali di queste sofferenze, che abbiamo provato o visuti nelle vite passate, è rimasto soltanto questa facoltà di identificare e sentire il dolore dell´individuo che soffre. Vuol dire che un uomo può mostrare compassione soltanto verso quel tipo di sofferenza che questo uomo stesso ha sofferto nelle vite passate. Quando un uomo rimane indifferente di fronte a una persona o un animale che soffre, dipende dunque del fatto che questo uomo manca delle esperienze in questo campo, e per ciò è inevitabilmente incapace di sentire o mostrare la compassione. La sofferenza ha dunque un grande significato per il nostro sviluppo spirituale e morale. Ciao. |
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