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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 15-04-2014, 19.53.21   #121
Duc in altum!
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-11-2012
Messaggi: 919
Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

** scritto da Sancho:


Citazione:
Credo che bisognerà distinguere, proprio per evitare fraintendimenti, quale significato si da all'io,perché se parliamo dell'ego,questo è un aspetto comune a tutti, credenti e non, riconoscerlo non dipende dal fatto che si ha fede in Dio ed, affermarlo è come rivendicare di avere una marcia in più rispetto agli altri....se non è arroganza, è comunque un punto di vista relativo alla realtà soggettiva.Vorrei capire!

Io = Ego.

Il problema (secondo il cattolicesimo) non è riconoscerlo ma annullarlo, altrimenti non c'è spazio per lo Spirito Santo: Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. - (Gal 2, 20)
E nessuno può sconfiggerlo da sola/o altrimenti saremmo Dio, ma preferiamo non ricorrere a Lui (poiché questo comporta umiltà e mortificazione), per questa buona battaglia, e così facendo pecchiamo di presunzione sviluppando ed affermando maggiormente l'Io/Ego, illudendoci d'essere Dio (il diofaidate).


Citazione:
La coscienza è qualcosa che evolve

La coscienza non evolve (è sempre la stessa dalla nascita alla morte, è l'immagine e somiglianza di Dio, e Dio non evolve), ciò che evolve è la consapevolezza di rendersi responsabili alla coscienza (unico dovere umano da cui discendono tutti gli altri doveri), poiché solo questa azione ci rende liberi, e liberi per davvero; ma anche la consapevolezza, senza il beneplacito divino, non si ottiene per meriti personali o per diritto costituzionale, è un dono gratuito secondo il tempo voluto da Dio.


Citazione:
la fede nella coscienza non è una "fede cieca".

Concordo, una fede per essere tale deve essere razionale.


Citazione:
quindi i dogmi per chi si definisce ateo secondo me non esistono,

Come non esistono: Dio non c'è, e siamo figli della fortuna!!

Citazione:
Chi crede in qualcosa di soprannaturale è esente da errore?O è soggetto ad inciampare e rialzarsi sulle proprie "macerie" come me che non ci credo quando sbaglio? Perché se è esente da errore ,significa che è essere perfetto e non mi pare che i credenti lo siano.Perciò come un cane che si morde la coda torniamo alla coscienza.

Chi crede nel supposto Dio (cattolicamente) non è perfetto, perché non esente dal peccato (il tuo errore), ed è consapevole, per grazia ricevuta e susseguentemente alimentata dai sacramenti nella pratica religiosa, che anche i suoi "errori" (peccati, mancanze, debolezze) hanno un senso e solo nell'autentica fede potrà portare a termine il cammino di perfezione.

Inoltre credere in qualcosa che non si conosce (come fai tu con la coscienza, visto che non hai ancora una risposta sulla sua provenienza) è come sposarsi con qualcuno per corrispondenza.

Pace&bene.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 15-04-2014, 22.37.29   #122
Sancho
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 29-03-2014
Messaggi: 32
Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

Simpaticissimo Duc,cerco di guardare a questo tema dal tuo punto di vista e lo sforzo non è poco,mi pare che per te come sempre le cose o sono bianche o sono nere,se non si crede in Dio per te l'unica opzione possibile è.. che si veneri l'ego!Ti sbagli,anche l'ateo comprende il grande inganno dell'ego nel proprio cammino di rettitudine e lo riconosce,per lo meno io sono molto vigile e quindi parlo per me in qualità di non credente.
scritto da Duc
Citazione:
Il problema (secondo il cattolicesimo) non è riconoscerlo ma annullarlo...
Per annullarlo o contrastarlo o disinnescarlo o come ti pare, è necessario riconoscerlo,questo vale per tutti,così fece il tuo Gesù nel deserto quando si sentì tentato "dall'inganno", così fece Gautama Siddharta quando rivolgendosi al suo ego disse:t'ho riconosciuto Mara architetto del mio ego ,rinunciando a gloria e potere personale per un bene più grande ,il budda storico è vissuto circa 500 anni prima di Cristo e non credeva in Dio.Si può riconoscere e contrastare i propri aspetti negativi come essere umano non credente,così come è possibile non riconoscerli e contrastarli da credente e viceversa.
scritto da Duc
Citazione:
La coscienza non evolve (è sempre la stessa dalla nascita alla morte, è l'immagine e somiglianza di Dio, e Dio non evolve), ciò che evolve è la consapevolezza di rendersi responsabili alla coscienza (unico dovere umano da cui discendono tutti gli altri doveri), poiché solo questa azione ci rende liberi, e liberi per davvero; ma anche la consapevolezza, senza il beneplacito divino, non si ottiene per meriti personali o per diritto costituzionale, è un dono gratuito secondo il tempo voluto da Dio.
Non sono psicologa e parlo per esperienza personale e da semplice osservatrice ,è mia opinione che ci sia una evoluzione di coscienza dal bambino all'adulto,l'egoismo infantile infatti ,si supera crescendo attraverso l'esperienza ed una più profonda comprensione dell'altro e delle relazioni.Non sono certa di quanto sto per scrivere,mi sembra però che oltre all'evoluzione di coscienza individuale ci sia anche un 'evoluzione collettiva che riguarda l'umanità dai suoi albori e che questa sia contemplata anche nelle scritture cristiane,tanto che il vangelo, sansisce un'era nuova con la venuta del Cristo ,con il tempo della misericordia di un Dio d'amore mentre prima c'era un Dio del timore,proprio a causa di una coscienza collettiva poco sveglia, e come con i bimbi che non capiscono che se mettono le dita nella presa della corrente ci rimangono fulminati,ma capiscono la sculacciata,così gli uomini venivano intimoriti dal Dio biblico perché essi non avevano la capacità di percepire con coscienza il male. Sempre a causa della coscienza e della sua capacità di discernere male e bene fu necessario educare con le parabole.Però se io sbaglio ed è possibile,adotto il termine da te suggerito ,dirò quindi: "la coscienza evolve di pari passo alla consapevolezza conseguita"
mia e tua risposta
Citazione:
la fede nella coscienza non è una "fede cieca".
Citazione:
Concordo, una fede per essere tale deve essere razionale
questa non l'ho capita ,saresti così gentile da spiegarmela meglio? Perché una fede se è fede non è mai razionale,non esiste una fede razionale...se è razionale non è fede.
Citazione:
Come non esistono: Dio non c'è, e siamo figli della fortuna!!
Caro Duc, dubbio è contrario di fede! Ritengo che Dio non esiste ma ,metto in conto che io possa sbagliarmi e che possano aver ragione quanti sostengono che Dio c'è,siccome io m'attengo a ciò che è dimostrabile e Dio non lo è,perché io cambi opinione,se c'è, deve fare con me con me come con Paolo di Tarso..deve "farmi cadere da cavallo".Come vedi il mio non credere non è un dogma,sono disposta a ragion veduta a cambiare opinione. E comunque siamo figli della vita non della fortuna,la vita non è buona e non è cattiva,sempre si afferma , con la più piccola manifestazione come può essere il virus dell'influenza o il bacillo del colera, o con le maestose sequoia americane,...l'essere umano è una di queste manifestazioni un po' più complessa.
scritto da Duc
Citazione:
Chi crede nel supposto Dio (cattolicamente) non è perfetto, perché non esente dal peccato (il tuo errore), ed è consapevole, per grazia ricevuta e susseguentemente alimentata dai sacramenti nella pratica religiosa, che anche i suoi "errori" (peccati, mancanze, debolezze) hanno un senso e solo nell'autentica fede potrà portare a termine il cammino di perfezione.
Anche per me gli errori hanno un senso,servono ad imparare a fare meglio.
scritto da Duc
Citazione:
Inoltre credere in qualcosa che non si conosce (come fai tu con la coscienza, visto che non hai ancora una risposta sulla sua provenienza) è come sposarsi con qualcuno per corrisponden
Simpaticamente Duc,prendila come una carineria... "questa chioppa".La coscienza viene da dove viene la mia esistenza ,..dalla vita per me,e siccome è la mia coscienza ,fa parte di me e non è cosa da me separata,io non me la sposo,è parte di quel bagaglio che fa di me un essere umano.Ti affidi alla vista,non per questo sposi i tuoi occhi,ti affidi all'odorato non sposi il tuo naso,devi dare un esame studi e ti affidi alla memoria,non la sposi la memoria ,occhi, naso,memoria,coscienza sono parti di me. Conosco la mia coscenza a te sconosciuta ,come tu conosci il tuo Dio a me sconosciuto.Sono due "modi" di orientarsi nella vita,a mio avviso entrambi rispettabili se si persegue un bene,per quanto mi riguarda ,con reciprocità di rispetto possono coesistere.Grazie!
Sancho is offline  
Vecchio 16-04-2014, 01.15.53   #123
Duc in altum!
Ospite abituale
 
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Messaggi: 919
Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

** scritto da Sancho:

Citazione:
Caro Duc, dubbio è contrario di fede! Ritengo che Dio non esiste ma ,metto in conto che io possa sbagliarmi e che possano aver ragione quanti sostengono che Dio c'è,siccome io m'attengo a ciò che è dimostrabile e Dio non lo è,perché io cambi opinione,se c'è, deve fare con me con me come con Paolo di Tarso..deve "farmi cadere da cavallo".


Sarai nel dubbio anche con buona fede, ma nel frattempo le scelte le prendi con una fede senza dubbi, quindi libera, gratuita e razionale.
Inoltre se vuoi far sorridere Dio raccontagli i tuoi progetti o suggeriscigli cosa deve fare con te.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 16-04-2014, 19.31.46   #124
Duc in altum!
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Messaggi: 919
Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

** scritto da Sancho:


Citazione:
Come vedi il mio non credere non è un dogma,sono disposta a ragion veduta a cambiare opinione. E comunque siamo figli della vita non della fortuna,la vita non è buona e non è cattiva,sempre si afferma , con la più piccola manifestazione come può essere il virus dell'influenza o il bacillo del colera, o con le maestose sequoia americane,...l'essere umano è una di queste manifestazioni un po' più complessa.


Quindi sei come una barca senza bussola, senza meta, sei pronta a cambiare rotta secondo convenienza ed opportunità

Certamente siamo figli della vita, ma per chi non crede che questa è un dono divino, quindi non casuale, automaticamente la vita è il risultato di avvenimenti accidentali, ergo generata dalla fortuna (o è zuppa o è pan bagnato!).
Ed allora si dovrebbe spiegare come, quando e perché, da un atto fortuito proveniente dal nulla, la vita abbia sviluppato lo scopo ed il senso del dovere.

Troppo facile e comodo sentirsi una manifestazione di vita più complessa senza nessun merito, visto che è il Caso a dirigere il Tutto.


Citazione:
Non sono psicologa e parlo per esperienza personale e da semplice osservatrice ,è mia opinione che ci sia una evoluzione di coscienza dal bambino all'adulto,l'egoismo infantile infatti ,si supera crescendo attraverso l'esperienza ed una più profonda comprensione dell'altro e delle relazioni.


E' solo conveniente opinare così, l'egoismo si supera con l'amore, attraverso le esperienze a noi destinate e grazie al seme della fede che il trascendente ripone in noi insieme alla coscienza, è la fede che si evolve, che comprende dal bambino all'adulto che quella dimensione chiamata coscienza non è caduca ed ha sempre ragione, da cui una fede senza ragione è passione, e le passioni sono spine allacciate intorno al cuore, ossia, limitative per l'evoluzione spirituale.


Citazione:
questa non l'ho capita ,saresti così gentile da spiegarmela meglio? Perché una fede se è fede non è mai razionale,non esiste una fede razionale...se è razionale non è fede.

La ragione della fede è indispensabile, non può essere un salto nel buio, bensì un assenso con cui la nostra mente ed il nostro cuore dicono sì all'adorazione della divinità prescelta.
Proprio in virtù del fatto che la fede autentica non significa solo affermare o sostenere che Qualcuno esista, ma consegnarsi totalmente a quel Qualcuno, e da cui discende il pensiero che enuncia: "l'errore in materia religiosa provoca l'immoralità".


Citazione:
Simpaticamente Duc,prendila come una carineria... "questa chioppa".La coscienza viene da dove viene la mia esistenza ,..dalla vita per me,e siccome è la mia coscienza ,fa parte di me e non è cosa da me separata,io non me la sposo,è parte di quel bagaglio che fa di me un essere umano.



E no, cara Sancho, dire che viene da dove viene è sinonimo d'irresponsabilità: perché nel frattempo può darsi che le tue scelte e le tue decisioni non siano tanto in sintonia con l'evoluzione.
Duc in altum! is offline  
Vecchio 16-04-2014, 20.47.56   #125
Namas
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Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

Anche se in ritardo, ringrazio tanto Acquario 69 e Sancho per la loro gentilezza, ma anche Duc in altum per le frecciatine...simpatiche, finché non si trasformano in anatemi...
Tutto serve alla riflessione. Però è impensabile aspettarsi dubbi da parte di un religioso: chi crede è sempre convinto di aver trovato la Verità e gli altri per lui sono sempre in errore. Atteggiamento umano e comprensibile, purché la fede non sconfini nell'integralismo: in questo caso penso che i testi sacri siano addirittura dannosi e darei ragione ad Acquario: molto meglio guardare la luna.

Quanto al mio rapporto con la fede, adesso non vorrei passare per devota...perché in realtà non lo sono, nel senso convenzionale del termine. Potrei essere un'agnostica borderline, dato che non scarto l'ipotesi di un Essere trascendente, o meglio immanente, però non ho nessuna certezza. Vorrei averla, ma non ce l'ho. Per ora! siccome sono convinta, come Sancho, che la coscienza sia in evoluzione continua, non metto limiti al futuro. Diciamo che non amo gli estremi: non sono né atea né fedele. Quindi nel precedente post, più che per me stessa, parlavo a nome di chi crede nell'esistenza di Dio senza aderire a una delle religioni rivelate.

Capisco ma non condivido il punto di vista di Duc in altum: per me la pratica di un culto, intesa come partecipazione attiva alle funzioni e ai riti prescritti e sottomissione ai precetti, va distinta dalla fede. Generalmente vi si sovrappone, in alcuni casi no.

Naturalmente questo modo di vivere la spiritualità non può risultare gradito ai sacerdoti. Comunque il loro ruolo resterà sempre fondamentale per i fedeli che hanno necessità di un rapporto mediato con la divinità, di un maestro, di un confidente umano a cui chiedere consiglio. E sono probabilmente in maggioranza quelli disposti a barattare l'autonomia con la rassicurazione. Non c'è nessun giudizio negativo sotteso, capisco che per moltissima gente sia necessario questo tipo di approccio al soprannaturale, ma non per tutti funziona così ed è inutile stigmatizzarlo.

Per quanto riguarda le mie esperienze di percezione della divinità, sono stata e sono ancora in dubbio di avere interpretato male. Può darsi che il mio interlocutore muto fosse la mia coscienza, come dice Sancho e come io stessa ho pensato. Eppure la sensazione era proprio quella di comunicare con un'intelligenza superiore, esterna alla mia persona; questa capiva i miei pensieri senza neppure bisogno di formularli e rispondeva silenziosamente alle mie domande non espresse.
Non sentivo le voci, se è quello che state pensando... non era una voce, neanche un ragionamento fra me e me, insomma sembrava una sorta di comunicazione mentale.
So di non avere argomentazioni razionali per questo, ma dopo di allora, quando sento affermare che non esiste una dimensione soprannaturale, assumo un atteggiamento di prudenza. Del resto, non sappiamo con certezza cosa sia la nostra coscienza e da dove ci derivi.
Per gli atei convinti, deriva solo dal funzionamento del cervello, ma su questo nutro moltissimi dubbi.
Vi saluto e vi lascio alla vostra disputa (molto interessante)
Namas is offline  
Vecchio 17-04-2014, 10.35.42   #126
kri
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Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

Citazione:
Originalmente inviato da Namas

Per quanto riguarda le mie esperienze di percezione della divinità, sono stata e sono ancora in dubbio di avere interpretato male. Può darsi che il mio interlocutore muto fosse la mia coscienza, come dice Sancho e come io stessa ho pensato. Eppure la sensazione era proprio quella di comunicare con un'intelligenza superiore, esterna alla mia persona; questa capiva i miei pensieri senza neppure bisogno di formularli e rispondeva silenziosamente alle mie domande non espresse.
Non sentivo le voci, se è quello che state pensando... non era una voce, neanche un ragionamento fra me e me, insomma sembrava una sorta di comunicazione mentale.
So di non avere argomentazioni razionali per questo, ma dopo di allora, quando sento affermare che non esiste una dimensione soprannaturale, assumo un atteggiamento di prudenza. Del resto, non sappiamo con certezza cosa sia la nostra coscienza e da dove ci derivi.
Per gli atei convinti, deriva solo dal funzionamento del cervello, ma su questo nutro moltissimi dubbi.

Esiste una divisione dell'Io in milioni di "io" divisi e senza comunicazione tra di loro. Quando uno di questi "io" inizia a farsi domande può accadere che una parte comunque esistente in potenza della Coscienza risponda. Quella parte è l'Io che attende di essere ascoltata attraverso un canale di comunicazione che è la riunificazione degli "io" divisi.
Qualcuno ha anche identificato questo Io con il Se Superiore, e il Se Superiore con il Cristo (nulla centra il Cristo cattolicamente inteso, ma è la massima evoluzione di Coscienza a cui possiamo arrivare per poi sconfinare oltre). Quindi, in sostanza l'Io riunito che prende il comando e ci guida è un lavoro cosciente che noi facciamo. Ma l'Io esiste in potenza al di sopra di noi e la comunicazione possiamo aprirla.

Adesso prima di passare per pazza , io ho indagato questa faccenda degli "io" facendono espereinza diretta ed è come la divisione divina.

Sono molto d'accordo sul discorso che un fedele non vede altro che la propria fede, ma come potrebbe essere diversamente?

Io credo che una religione serva e sia molto utile per indicare una morale ed un modo di agire in uomini che sono facili a perdersi. Ci sono altri invece che non necessitano di quelle regole ma di qualcosa di altro. Alla fin fine è tutta qua la differenza... non c'è uno migliore di altri ma c'è il cosa serve a chi per evolvere.
kri is offline  
Vecchio 17-04-2014, 10.46.18   #127
Duc in altum!
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Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

** scritto da Namas:


Citazione:
Capisco ma non condivido il punto di vista di Duc in altum: per me la pratica di un culto, intesa come partecipazione attiva alle funzioni e ai riti prescritti e sottomissione ai precetti, va distinta dalla fede. Generalmente vi si sovrappone, in alcuni casi no.


Nel mio primo commento in questa discussione (Sì, certamente che si può.Solo che non si crede a Dio, ma si venera l'Io.), pensavo che non ci si potesse identificare in una religione senza credere in Dio; poiché ipotizzavo che una qualsiasi idolatria ne era esente.
Ma grazie alla discussione ed alla scienza pragmatica cattolica, ho appreso (così come tante altre cose in questo sito di riflessioni, sarò ortodosso su alcuni concetti ma mai ruffiano), a poco a poco, riflettendo soprattutto sulle argomentazioni altrui, che anche l'idolatria: al successo, al relativismo, all'apparenza, al menefreghismo, al minimalismo, all'Ego (l'Io), possiede in sé: la virtù dell'azione di usare sempre debiti riguardi nella relazione fra l'uomo e lo straordinario (accezione principale del termine religione), anche quando per straordinario ci riferiamo al Nulla od al Caso, quindi partecipazione attiva (l'azione di riguardo), e sottomissione ai precetti (i dogma dei senza Dio già precedentemente enunciati), in correlazione alla fede prediletta ed acclamata.

Pace&Bene.
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Vecchio 17-04-2014, 16.08.14   #128
Sancho
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Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

scritto da Namas
Citazione:
Capisco ma non condivido il punto di vista di Duc in altum: per me la pratica di un culto, intesa come partecipazione attiva alle funzioni e ai riti prescritti e sottomissione ai precetti, va distinta dalla fede. Generalmente vi si sovrappone, in alcuni casi no.
Giusto!La fede è una cosa,la religione un altra,il culto un'altra ancora.Quando una religione diventa istituzione ,i ministri del culto sono anche ministri della tua fede,la perfetta aderenza alla religione cattolica, richiede che si accetti la chiesa come santa ed apostolica,significa che ci sono degli uomini, investiti dell'autorità di mediatori...."il ponte" tra i fedeli e Dio.Da una parte ti dicono di cercare Dio dentro di te,da un'altra ti dicono che devi essere guidato perché se no, preghi il cristocometipiaceate e puoi farti di Dio un concetto sbagliato,perché se anche Dio non è un concetto,loro te ne forniscono uno come piace a loro.Insomma o si prende tutto il pacchetto o si lascia,perché una fede religiosa senza intemediari ,osservanza del culto ,non è pensabile.Però è pensabile il mistico eremita colui che si estranea dal mondo,che non ha bisogno di ministri e sulla contemplazione ,meditazione e preghiera ,fissa il filo diretto con Dio!Lui può e tu no!Lo dice l'istituzione e siccome è santa non si sbaglia!Certo è necessario far conoscere le scritture,se non ci fossero i ministri del culto a spiegarle forse sarebbe difficile da soli comprenderle appieno,diciamo che facilitano la comprensione,aiutano o dovrebbero aiutare come indagatori e profondi conoscitori dell'animo umano, a superare gli ostacoli nel cammino verso Dio.Va detto anche che ci sono e ci sono stati sacerdoti con autentico spirito filantropico e riconoscendo il Cristo in ogni uomo,aiutano sacrificando a volte la propria vita per il bene altrui.Ci sono nell'istituzionalizzazione tante contraddizioni,proprio perché è a misura d'uomini,gestita da uomini, fallibili...non sempre proprio santi,anche loro vittime del relativismo.Senza nulla togliere a ciò che vi si trova di buono,considerando che,preghiere come il rosario, anche se non sono eredità di Cristo ma,pensate per poter fissare una preghiera per offrire a tutti un identico metodo di supplica,risulta mi pare, che Dio concede il libero arbitrio,quindi in teoria si potrebbe trovare un modo intrinseco di rapportarsi a Dio,anche con l'originalità d'invocazione e comunicazione.Quel che Dio concede,il ministero sottrae,..la libertà della spontaneità appunto e,quell'intimità che da una parte viene rivendicata da un'altra deve essere condivisa e quindi non è più intimità. Con chiunque dialoghi Namas ,che sia la sua coscienza o un Dio che le risponde,se le è d'aiuto nel suo cammino di bene,nessunodovrebbe giudicarla.Anche il papa(gran bella persona) ha detto:chi sono io per giudicare?
scritto da Duc in altum
Citazione:
Nel mio primo commento in questa discussione (Sì, certamente che si può.Solo che non si crede a Dio, ma si venera l'Io.), pensavo che non ci si potesse identificare in una religione senza credere in Dio; poiché ipotizzavo che una qualsiasi idolatria ne era esente.
Ma grazie alla discussione ed alla scienza pragmatica cattolica, ho appreso (così come tante altre cose in questo sito di riflessioni, sarò ortodosso su alcuni concetti ma mai ruffiano), a poco a poco, riflettendo soprattutto sulle argomentazioni altrui, che anche l'idolatria: al successo, al relativismo, all'apparenza, al menefreghismo, al minimalismo, all'Ego (l'Io), possiede in sé: la virtù dell'azione di usare sempre debiti riguardi nella relazione fra l'uomo e lo straordinario (accezione principale del termine religione), anche quando per straordinario ci riferiamo al Nulla od al Caso, quindi partecipazione attiva (l'azione di riguardo), e sottomissione ai precetti (i dogma dei senza Dio già precedentemente enunciati), in correlazione alla fede prediletta ed acclamata.
Carissimo Duc,e se me lo concedi,caro amico,...sei troppo simpatico!Ci mancava solo l'idolatria con cognizione di causa!
Vogliamo parlare dell'idolatria istituzionalizzata dalla chiesa cattolica?Santini ,medagliette,statue,reliquie varie e di quell'idolatria ancor più macabra del culto di cadaveri,riesumati e portati in processione.Altri riesumati,riaggiustati e plastificati, poi esposti per essere venerati dai fedeli devoti?...
Sono d'accordo: anche l'idolatria possiede in sé,la virtù dell'azione di usare sempre debiti riguardi nella relazione tra l'uomo e lo straordinario...Un abbraccio grande! Grazie!
Sancho is offline  
Vecchio 17-04-2014, 18.54.15   #129
sebastianb
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Riferimento: si può credere a dio ma non identificarsi appartenere a nessuna religione?

Citazione:
Originalmente inviato da Sancho



Paolo di Tarso..deve "farmi cadere da cavallo".



Per l' amica Sancho.

Permettimi una precisazione ( che non è attinente al tema ).
La " sedicente " caduta " dal cavallo di Saulo di Tarso ... in verita' non è avvenuta. Trattasi di una leggenda metropolitana.
Nelle tre versioni riportate in Atti ( 9,3/4 -- 22,6/7 .. narra solo la sua caduta ---- 26,14 " tutti caddero a terra ) in nessun modo parla di un " cavallo ".
( Romano Penna - Paolo di Tarso _ un cristianesimo possibile - ed. Paoline
Romano Penna - Paolo .. scriba di Gesu' - ed. DB
Riccardo Calimani - Paolo l' ebreo che fondo' il cristianesimo - Mondadori )


L' errore ( e/o la convizione ) della caduta dal cavallo lo si deve ai 2 ( due ) quadri del Caravaggio -- come pure quello del Parmigianino ( del 1527 ) che mostrano proprio un cavallo e Saulo .. per terra. Trattasi di una " liberta' presa dai due artisti citati .. ma che non trova fondamento nelle Scritture.
un saluto
sebastianb is offline  
Vecchio 17-04-2014, 20.41.07   #130
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** scritto da Sancho:

Citazione:
Carissimo Duc,e se me lo concedi,caro amico,...sei troppo simpatico!Ci mancava solo l'idolatria con cognizione di causa!
Vogliamo parlare dell'idolatria istituzionalizzata dalla chiesa cattolica?Santini ,medagliette,statue,reliquie varie e di quell'idolatria ancor più macabra del culto di cadaveri,riesumati e portati in processione.Altri riesumati,riaggiustati e plastificati, poi esposti per essere venerati dai fedeli devoti?...
Sono d'accordo: anche l'idolatria possiede in sé,la virtù dell'azione di usare sempre debiti riguardi nella relazione tra l'uomo e lo straordinario...Un abbraccio grande! Grazie!


Ma venerare non è adorare, quindi è giusto che sia istituzionalizzata, che vengano posti dei decreti canonici [da WIKIPEDIA:Nella dottrina della Chiesa cattolica, l'idolatria è la divinizzazione di un oggetto inanimato o di un'immagine simbolica creata dall'uomo, che assume il posto del vero Dio, che non è creato dall'uomo, ma al contrario ne è il Creatore. Comunemente perciò si dice che l'idolatria è l'adorazione di oggetti ritenuti divinità o abitacoli di essa o partecipi delle caratteristiche (più precisamente dei poteri) di una divinità. In concreto, quindi, l'idolatria comporta la divinizzazione di qualcosa privo di vita, di morto, in luogo del vero e unico Dio, che al contrario è vivo ed è anche, secondo le sue stesse parole riportate nella Bibbia, "Dio dei viventi". In questo senso l'idolatria, il culto degli idoli, mortifica la vita umana, perché la mette al servizio di ciò che è morto, privo di vita.]
Se poi una persona pensa che sia San Pio da Pietralcina che compia il miracolo e non lo Spirito Santo, che sia la Madonna a curare e non la Misericordia Divina, quello è un problema d'ignoranza spirituale, forse frequenti dei creduloni invece che dei credenti, o dei cattolici da salotto come li definisce il prete Bergoglio.

Inoltre per idolatria io intendo adorare qualcosa pensando che sia la Verità Assoluta ( sempre da WIKIPEDIA: Un carattere idolatrico viene anche attribuito alle ideologie che negano l'esistenza di Dio e che tendono a fornire spiegazioni della realtà che escludono Dio.), mentre essendo menzogna, invece di donarti la vita te la succhia.

Pace&Bene, e grazie per il simpatico, Duc in altum è sempre un amico.
Duc in altum! is offline  

 



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