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Vecchio 19-10-2006, 18.36.47   #71
atisha
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quando si affrontano crisi molto gravi, rimanere testimoni rispetto a quello che sta accadendo risulta tremendamente difficile. Ti "metti fuori", ti metti sulla collina, come diceva Osho, e guardi la confusione laggiù in città. Ma ci sono mani che ti tirano giù, ti invitano a far parte del dramma, a non rimanere spettatore. Riuscire a strane fuori è impossibile. Quando sei nel centro emozionale è difficile uscirne fuori e osservarlo nei suoi meccanismi stritolatori. Massimo puoi osservare la respirazione, come entra l'aria, come esce, e un po' ti plachi ma quella tremenda tristezza di fondo come fai a osservarla senza sentirtene parte integrante?

la capacità di trasformare un attrito aumenta con il passare del tempo..
non c'è nulla da fare, se non trasformare le emozioni negative.. in positive..continuamente.. non vedo altra possibilità.
Direi dalla mia esperienza che guardarle da fuori poco serve, specie quando si è nel marasma.. restare spettatore è in qualche modo desensibilizzare l'azione alchemica..
cioè, restare spettatori quanto basta per mettere a fuoco, osservare la confusione..
ma subito dopo riuscire a penetrare la confusione opponendovi resistenza..
riportandoci al Presente, al ricordo.. ripetutamente..
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Vecchio 20-10-2006, 11.37.43   #72
vagabondo del dharma
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Originalmente inviato da atisha
la capacità di trasformare un attrito aumenta con il passare del tempo..
non c'è nulla da fare, se non trasformare le emozioni negative.. in positive..continuamente.. non vedo altra possibilità.
Direi dalla mia esperienza che guardarle da fuori poco serve, specie quando si è nel marasma.. restare spettatore è in qualche modo desensibilizzare l'azione alchemica..
cioè, restare spettatori quanto basta per mettere a fuoco, osservare la confusione..
ma subito dopo riuscire a penetrare la confusione opponendovi resistenza..
riportandoci al Presente, al ricordo.. ripetutamente..

potresti essere più chiara atisha?

In effetti hai ragione il dolore immenso si alimenta soprattutto nel progetto e nel pre-getto (neologismo), cioè quando ci si proietta nel futuro o si riprecipita nel passato. Se uno rimane lì, confinato nella situazione di spazio tempo che sta vivendo nel momento, il dolore sfuma. Mi sono reso conto che anche l'ansia è quasi sempre proiettata nel futuro, se ci si riporta al presente perde gran parte del nutrimento.
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Vecchio 20-10-2006, 14.47.01   #73
atisha
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Originalmente inviato da vagabondo del dharma
potresti essere più chiara atisha?
In effetti hai ragione il dolore immenso si alimenta soprattutto nel progetto e nel pre-getto (neologismo), cioè quando ci si proietta nel futuro o si riprecipita nel passato. Se uno rimane lì, confinato nella situazione di spazio tempo che sta vivendo nel momento, il dolore sfuma. Mi sono reso conto che anche l'ansia è quasi sempre proiettata nel futuro, se ci si riporta al presente perde gran parte del nutrimento.

esattamente così.. nn è facile ma è l'unico modo per contrastare l'emozione negativa, "l'avversario" (ego) quand'esso si presenta con forza, destabilizzandoci..
parlo anche quando entra in campo una forte emozione...
ovvio per esempio una morte improvvisa, in uno shock di natura estrema è più difficile..e ci mancherebbe altro tentare di riportarci nel presente nel medesimo istante!..
in quel caso è meglio far uscire il dolore.. l'energia in eccesso, è l'unica cosa.. ad ognuno il proprio metodo.. ma appena possibile, ritornare nel Presente, (Attenzione), non proiettarsi nel passato e nel futuro (identificazione);
ciò permette un'accettazione diversa del dolore, e lentamente, come dici tu, l'energia negativa sfuma.. si rilassa.
Gli stati negativi non sono permanenti, basta osservarci quanto è a volte veloce in noi passare da uno stato all'altro, al solo richiamo di un pezzo musicale, di una telefonata ecc.. quindi non hanno grosso spessore.. mancano di unità.. di consistenza, per cui sono irreali.. piccoli programmi che girano sempre allo stesso modo..
Stessa cosa per l'ansia, (l'ho conosciuta, sezionata ed abbandonata nel tempo ) quand'essa si presenta è sempre perchè viviamo nella memoria di un passato che riproponendolo con immaginazione, senza che ce ne rendiamo conto, ci fa fare uno sbalzo nell'ansia.. cioè attribuiamo a quel dato "passato" una veste, un significato negativo e lo associamo immediatamente al futuro, alla possibilità di star di nuovo male come prima, così generiamo ansia (reazione), perdendo però l'istante presente, sempre nuovo e lindo..
ecco perchè come dici tu, riportandoci al presente, all'attimo nuovo e vergine è impossibile star male..
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Vecchio 20-10-2006, 15.42.52   #74
vagabondo del dharma
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Originalmente inviato da atisha
esattamente così.. nn è facile ma è l'unico modo per contrastare l'emozione negativa, "l'avversario" (ego) quand'esso si presenta con forza, destabilizzandoci..
parlo anche quando entra in campo una forte emozione...
ovvio per esempio una morte improvvisa, in uno shock di natura estrema è più difficile..e ci mancherebbe altro tentare di riportarci nel presente nel medesimo istante!..
in quel caso è meglio far uscire il dolore.. l'energia in eccesso, è l'unica cosa.. ad ognuno il proprio metodo.. ma appena possibile, ritornare nel Presente, (Attenzione), non proiettarsi nel passato e nel futuro (identificazione);
ciò permette un'accettazione diversa del dolore, e lentamente, come dici tu, l'energia negativa sfuma.. si rilassa.
Gli stati negativi non sono permanenti, basta osservarci quanto è a volte veloce in noi passare da uno stato all'altro, al solo richiamo di un pezzo musicale, di una telefonata ecc.. quindi non hanno grosso spessore.. mancano di unità.. di consistenza, per cui sono irreali.. piccoli programmi che girano sempre allo stesso modo..
Stessa cosa per l'ansia, (l'ho conosciuta, sezionata ed abbandonata nel tempo ) quand'essa si presenta è sempre perchè viviamo nella memoria di un passato che riproponendolo con immaginazione, senza che ce ne rendiamo conto, ci fa fare uno sbalzo nell'ansia.. cioè attribuiamo a quel dato "passato" una veste, un significato negativo e lo associamo immediatamente al futuro, alla possibilità di star di nuovo male come prima, così generiamo ansia (reazione), perdendo però l'istante presente, sempre nuovo e lindo..
ecco perchè come dici tu, riportandoci al presente, all'attimo nuovo e vergine è impossibile star male..

Ora sei stata chiarissima e sono molto d'accordo con quello che hai spiegato così bene...

"Sii presente", il mio "io" di lavoro ultimamente si è un po' distratto...

Grazie
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Vecchio 20-10-2006, 20.14.48   #75
atisha
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Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Ora sei stata chiarissima e sono molto d'accordo con quello che hai spiegato così bene...
Grazie

ne sono felice!.. ciao...
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Vecchio 21-10-2006, 02.39.47   #76
Yam
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Originalmente inviato da atisha
la capacità di trasformare un attrito aumenta con il passare del tempo..
non c'è nulla da fare, se non trasformare le emozioni negative.. in positive..continuamente.. non vedo altra possibilità.
Direi dalla mia esperienza che guardarle da fuori poco serve, specie quando si è nel marasma.. restare spettatore è in qualche modo desensibilizzare l'azione alchemica..
cioè, restare spettatori quanto basta per mettere a fuoco, osservare la confusione..
ma subito dopo riuscire a penetrare la confusione opponendovi resistenza..
riportandoci al Presente, al ricordo.. ripetutamente..

Io, invece, noto una certa confusione..(perlomeno nella modalita' espressiva)...
Le cose sono molto piu' semplici.
Cosa vorrebbe dire trasformare una emozione negativa in una positiva? Nulla, semplicemente perche' una emozione quando si manifesta ...si manifesta....e dopo che si e' manifestata cosa si vorrebbe trasformare?
Come si farebbe a trasformare un attacco di collera in un opposto sentimento di benevolenza?
Impossibile.
Quando si parla di trasformazione si intende qualcos'altro e cioe' la purificazione dell'Anima (centro emozionale). Nell'anima sono contenute tutte le impronte e abitudini dell'EGO e si manifestano come impulsi ad agire o reagire.... di tipo meccanico.
Ma come avviene la purificazione dell'anima?
Con la presenza, con il fissare la mente al momento presente...ma siccome questo e' un lavoro lungo...lunghissimo...ogni volta che una emozione negativa si manifesta.....cadiamo...per un momento...o se va bene riusciamo a vederla (testimoniarla) istantaneamente...o subito dopo...cosicche' il suo effetto muore li subito dopo la manifestazione. A lungo andare questo lavoro funziona....ma bisogna capire come funzioniamo e come funziona la Realta' tutta......c'e' uno Spazio Vuoto...che si puo' espandere.....ed esso contiene tutta l'Energia (della manifestazione)...e c'e' un terzo elemento che siamo noi...la pura Coscienza....che e' non solo presenza (Spirito)...ma anche pura sensibilita' (Anima). In pratica una cosa e' la Meditazione e l'altra e' la Vita, l'una senza l'altra non ha senso...c'e' un processo dialettico in atto, una Dynamis che e' il motore stesso della Vita tutta.
So che Ati voleva dire queste cose.....a volte non si esprime chiaramente....ma in cuor suo sa bene cosa fare...

Ultima modifica di Yam : 21-10-2006 alle ore 10.21.15.
Yam is offline  
Vecchio 21-10-2006, 11.02.55   #77
sunday01
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Originalmente inviato da Yam
Io, invece, noto una certa confusione..(perlomeno nella modalita' espressiva)...
Le cose sono molto piu' semplici.
Cosa vorrebbe dire trasformare una emozione negativa in una positiva? Nulla, semplicemente perche' una emozione quando si manifesta ...si manifesta....e dopo che si e' manifestata cosa si vorrebbe trasformare?
Come si farebbe a trasformare un attacco di collera in un opposto sentimento di benevolenza?
Impossibile.
Quando si parla di trasformazione si intende qualcos'altro e cioe' la purificazione dell'Anima (centro emozionale). Nell'anima sono contenute tutte le impronte e abitudini dell'EGO e si manifestano come impulsi ad agire o reagire.... di tipo meccanico.
Ma come avviene la purificazione dell'anima?
Con la presenza, con il fissare la mente al momento presente...ma siccome questo e' un lavoro lungo...lunghissimo...ogni volta che una emozione negativa si manifesta.....cadiamo...per un momento...o se va bene riusciamo a vederla (testimoniarla) istantaneamente...o subito dopo...cosicche' il suo effetto muore li subito dopo la manifestazione. A lungo andare questo lavoro funziona....ma bisogna capire come funzioniamo e come funziona la Realta' tutta......c'e' uno Spazio Vuoto...che si puo' espandere.....ed esso contiene tutta l'Energia (della manifestazione)...e c'e' un terzo elemento che siamo noi...la pura Coscienza....che e' non solo presenza (Spirito)...ma anche pura sensibilita' (Anima). In pratica una cosa e' la Meditazione e l'altra e' la Vita, l'una senza l'altra non ha senso...c'e' un processo dialettico in atto, una Dynamis che e' il motore stesso della Vita tutta.
So che Ati voleva dire queste cose.....a volte non si esprime chiaramente....ma in cuor suo sa bene cosa fare...

Io penso che è molto importante essere presenti a se stessi, lasciando emergere le proprie emozioni sia negative che positive ma avendo la consapevolezza dell'energia che sprigioniamo.
Vivere il momento presente sarebbe l'ideale... quante volte il presente viene danneggiato dalla paura di ciò che potrebbe accadere, o di quello che è accaduto...
E' la dinamica della vita, però anche vivere costantamente il presente penso sia impossibile se non c'è un legame con il nostro vissuto... e di ciò che siamo.
Penso che il motto: "conosci te stesso" sia molto vero, perchè solo conoscendo le dinamiche che lavorano nel profondo della nostra anima e della nostra coscienza possiamo lavorare su di esse sempre rimanendo presenti a noi stessi.

Ciao

sunday01 is offline  
Vecchio 21-10-2006, 13.31.27   #78
fallible
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Buon giorno !
so perfettamente che dato il mo nick il mio pensare è poco considerato ma se agissimo con com-passione ( dal latino cum patior, patior sopportatare, portare su) quindi porto su con, la manifestazione manifesta perde il carattere idividuale e diviene E' manifesto claudio
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Vecchio 21-10-2006, 14.30.42   #79
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Originalmente inviato da sunday01
E' la dinamica della vita, però anche vivere costantamente il presente penso sia impossibile se non c'è un legame con il nostro vissuto... e di ciò che siamo.
Penso che il motto: "conosci te stesso" sia molto vero, perchè solo conoscendo le dinamiche che lavorano nel profondo della nostra anima e della nostra coscienza possiamo lavorare su di esse sempre rimanendo presenti a noi stessi.

Ciao


Certamente, tu puoi conoscere tutte le dinamiche psicologiche che ti caratterizzano....ma non basta....
Centrandoti sul presente avviene una liberazione spontanea dai condizionamenti del passato. Certo non puoi essere sempre e costantemente presente, questo e' importante da comprendere.....per sapersi subito riprendere quando e' necessario....il lavoro, comunque e' quello. Quella e' la base per ogni ulteriore progresso spirituale.
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Vecchio 21-10-2006, 14.50.31   #80
Yam
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Originalmente inviato da fallible
Buon giorno !
so perfettamente che dato il mo nick il mio pensare è poco considerato ma se agissimo con com-passione ( dal latino cum patior, patior sopportatare, portare su) quindi porto su con, la manifestazione manifesta perde il carattere idividuale e diviene E' manifesto claudio

La vera compassione scaturisce spontaneamente da una mente "spaziosa". Il senso di Sunyata nel Buddismo e' proprio quello spazio...dove si manifesta l'energia che e' essenziata di compassione (Karuna)....se non c'e' quello spazio, che appare sempre piu' con la disidentificazione dal fenomenico, non sara mai vera compassione...ma una sorta di sentimentalismo...parte dei commerci dell'ego.
Yam is offline  

 



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