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| Storia Fatti e personaggi, passato e attualità. Sezione in modalità solo lettura |
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#11 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
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Ci siamo gia risposti, l'uomo nei suoi assolutismi, nelle sue prevaricazioni, nella sua interpretazione della barbarie. "Il procedimento inverso" è stato arginato da chi ha partorito forme pensiero in contrasto con una visione olistica del benessere, da chiunque abbia perpetrato un appagamento dei bisogni individuali non tenendo conto delle altrui esigenze. Quello che spesso chiamiamo errori dell' interpretazione religiosa, sono in realtà iniqua distribuzione, troppo spesso dietro l'etica divina mascheriamo sorprusi per rimpinguare bassi profitti. Sembra così facile sentirsi tutti compagni di viaggio, ma c'è sempre qualcuno che intasca il prezzo del biglietto, mentre a volte sarebbe sufficente distribuirne una parte.
ale |
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#12 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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Passin, passetto
Concordando, direi quasi in toto, con la tua visione, tu vedi una via di uscita? O comunque un qualche pensiero, parola o azione che possano aiutare l’uomo ad uscire da questo impasse nel quale sembra essersi inesorabilmente arenato?
P.S. non ti sto gettando addosso il peso del problema...... è solo che mi piace ascoltare chi abbia in qualche modo formulato un suo pensiero preciso e profondo su un enigma per il quale io non vedo "chiare" vie di uscita. Grazie per la tua pazienza…. ![]()
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#13 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
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Se non credessi nella politica dei piccoli passi, sarei come quel prete che predica bene e razzola male... Comunque non basta, bisogna cercare di profondere quei barlumi di verità che a volte riusciamo a intuire, bisogna sporcarsi le mani, fare fatica a volte gridare a volte sussurrare con i mezzi che ognuno di noi dispone. Bisogna smettere di voler viaggiare solo in prima ( come sostiene il Liga) il cambio delle coscienze è educazione mentale, umiltà, applicazione e partecipazione. Il fango gettato sulle verità ci costringe a lavorare di badile, ma purtroppo non tutti si stanno arrotolando le maniche
grazie a te alessandro |
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#14 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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E' dura....
Qualcun direbbe: - No Way Out".... Comunque quella “buona volontà”, che tu chiami, (il cambio delle coscienze *che* è educazione mentale, umiltà, applicazione e partecipazione), è una lotta dura ed impari.
Pesano sulle nostre menti 5000 anni di storia umana fatta di ingiustizie e prevaricazioni. Comunque mi fa piacere vedere di non essere il solo ad avere mantenuto qualche embrione di speranza nell’uomo. Lui, (l’uomo), speriamo che se la cavi…. ![]()
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#15 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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Dimenticavo...
W il Liga....
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#16 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
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Ti ho sentito spesso citare i 5000 anni di storia, e mi incurioscisce sapere che valenza le attribuisci ? L'uomo è della storia o nella storia? Credi al divenire del genere umano collocato all'interno di cicli metastorici? Se pensi che si debba aprire un altro treath per non essere OT parti pure
alessandro |
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#17 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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Anche in questo Topic va bene
Sulla senso della storia, (ammettendo che ne abbia uno), sono in bilico tra teorie evoluzioniste, che ci vorrebbero in corsa verso qualche sorta di catarsi, ed un pensiero (nichilista?) che invece mormora e sussurra che non ci siamo spostati un millimetro dall’Egitto dinastico.
Sicuramente se di salto di civiltà trattasi questo deve ancora avvenire, perché non basta avere toccato il suolo della luna per dirsi civili. La civiltà vera si avrà quando ogni uomo capirà che convivere è un “must” dal quale non si può sottrarsi o, più semplicemente, per dirla con le parole di Gibran: “quando lo spirito supremo della terra dormirà in pace perché anche il bisogno del più piccolo degli uomini sarà saziato”. Tirare al proprio profitto senza vedere chi ci vive attorno è un gioco che stiamo facendo da almeno 5000 anni e per la verità è anche un po’ noioso o almeno a me pare tale. Quindi non so realmente se siamo protagonisti attivi nella storia, oppure fragili navicelle trasportate dalla sua corrente. E’ una delle tante risposte che mi mancano...... ![]()
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#18 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
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Vi è una terza possibilità oltre a quelle che elenchi: la retrocessione. Allontanandosi dal centro si smarrisce identità e coscienza, il processo di velocizzazione della post modernità, sta manifestando il suo disegno nefasto proprio in questo. Senza arrivare agli eccessi del pensiero antico, che privilegiava le teorie arcaiche in quanto più vicine al vero, mi sembra corretto sottolineare un decentramento dell'uomo rispetto alla possibilità di cogliere brandelli di verità. Il richiamo all'età dell'oro, al tempo mitico sposta l'uomo dal divenire puro, collocandolo, essere metastorico, al di fuori degli eventi. Cercando di essere più chiaro, l'uomo tenta di ripetere la storia tentando di diventarne protagonista, tutti noi più o meno consapevolmente cerchiamo azioni che sacralizzino la nostra esistenza, nella speranza, spesso vana, di riavvicinarci al centro.
alessandro |
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#19 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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La nostra ricerca del centro riporta in auge un concetto che mi è caro e che credo di avere toccato anche in questi forum….. Ci siamo mai allontanati da quel centro? Oppure qualcuno ci ha maliziosamente fatto credere di essere imperfetti, (scentrati) e quindi di avere un centro da recuperare?
Il processo di velocizzazione della post modernità non penso sia negativo in se stesso. La velocità è una costante della vita, che è movimento, che è mutazione continua, che è costante divenire. Negativa è la nostra incapacità a fluire col divenire della vita, forse, a causa del nostro attaccamento alle tradizioni, agli stereotipi. Tutte cose, (tradizioni e stereotipi) che caratterizzano poi alla fine la nostra identità. In pratica il nostro centro, (come lo chiami tu), è pronto a fluire con la vita. E’ sicuramente capace perché è frutto e parte della vita stessa. L’identità, invece, che è pensiero/conoscenza/cultura, che si è sovrapposta a questo centro e fa attrito. Sono poi d’accordo con la tua conclusione: - tutti noi più o meno consapevolmente cerchiamo azioni che sacralizzino la nostra esistenza, nella speranza, spesso vana, di riavvicinarci al centro –
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#20 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
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l'eterno ritorno
A me il sabato fa un cattivo effetto, ma non riesco a capire perchè, la velocità debba essere una costante della vita. L'armonia del movimento, il lento defluire delle cose che originano i mutamenti eterni non hanno bisogno di accelerazioni, avvengono, si manifestano all'esistenza con un divenire causale.
Probabilmente il "demiurgo-religioso"ci ha fatto credere di allontanarci dal centro, ma quello che è certo, è che c'è riuscito. Il mito dell'eterno ritorno è il riavvicinarsi al centro tramite il recupero dello spazio sacro ( la velocità abbassa la soglia di attenzione e appartiene al terreno del profano). Gli studi di Eliade sulla riattualizzazione del tempo primo, tramite l'uso del mito e della ritualità, ti possono aiutare a comprendere questo concetto. Ti premetto, che le mie osservazioni non intendono assolutamente, essere una critica al tuo pensiero, ma mi piacerebbe andare un po'oltre la sterile critica degli apparati religiosi. ale |
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