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Vecchio 26-10-2003, 14.50.53   #1 (permalink)
Ospite
 
L'avatar di mk1987
 
Data registrazione: 12-11-2002
Messaggi: 28
Question Palestina-Israele

Tutti sanno che in Palestina è in corso una grave disputa tra israeliani e Palestinesi, che ormai da 50 anni vogliono indietro i territori che gli israeliani hanno comprato... C'è un susseguirsi di attentati... cosa si può fare per limitarli? Come si può cercare di risolvere il problema???
mk1987 is offline  
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Vecchio 09-04-2005, 14.52.39   #2 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 30-03-2005
Messaggi: 41
Sembra quasi che su quella terra gravi una maledizione, se si pensa che essa fu molto prima e molte altre volte invasa e contesa: babilonesi, romani, saraceni, crociati: nessun secolo ha visto pace in quella terra, pensare questo è preoccupante, quanto pensare che per lo più queste dispute assumono carattere di guerra santa, di guerrareligiosa, dove il fnatismo e l'irresponsabile cecità di chi aizza il popolo contro il nemico produce odio che resta e disperde il suo seme.
Un'assetto stabile credo sia possibile dando a ciascuno parte del territorio, attttraverso pazienti esercizi di dialogo e apertura. Tutto potrebbe finire ancora come nel 1187 con un sangunoso assedio di Gerusalemme e con la morte per mano dlel'odio religioso e la brama di possesso del territorio della palestina di migliaia di persone.
vongudden is offline  
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Vecchio 10-04-2005, 23.46.07   #3 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di salice
 
Data registrazione: 31-03-2002
Messaggi: 164
Si può cominciare con lo studio della storia del conflitto fino al attualità dei giorni nostri.
Cercando un esempio di terra venduta mi viene in mente l’Alaska, e non mi sembra che ci sono controversie sulla sua proprietà.
Comunque, sangue non è l’acqua.
salice is offline  
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Vecchio 11-04-2005, 09.44.45   #4 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 30-03-2005
Messaggi: 41
Citazione:
Messaggio originale inviato da salice
Si può cominciare con lo studio della storia del conflitto fino al attualità dei giorni nostri.
Cercando un esempio di terra venduta mi viene in mente l’Alaska, e non mi sembra che ci sono controversie sulla sua proprietà.
Comunque, sangue non è l’acqua.
Certo perchè l'Alaska è stata venduta ma è quasi del tutto spopolata: in Terra Santa sono più gòli uomini dei metri quadri, se ci aggiungi l'elevato valore simbolico del luogo e il retaggio storico di sanguinosi scontri come le crociate, i ripetuti assedi e dominazioni ecco svelato il problema di questo posto: altro che terra venduta.
vongudden is offline  
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Vecchio 11-04-2005, 10.34.48   #5 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 08-04-2005
Messaggi: 24
Citazione:
Messaggio originale inviato da vongudden
Un'assetto stabile credo sia possibile dando a ciascuno parte del territorio, attttraverso pazienti esercizi di dialogo e apertura.
non e' cosi' semplice, naturalmente.
e' un territorio relativamente piccolo sul quale vivono milioni di persone, e con un tasso di crescita annua superiore al 4%, vale a dire, ne' piu' ne' meno, tra 20 anni la popolazione sara' raddoppiata.

In questo contesto fondamentale (per citare un esempio ma ve ne sono molti altri), piu' dei luoghi santi, diventa il possesso e lo sfruttamento di risorse idriche (il che significa non solo sopravvivenza ma anche agricoltura ed industria, ovvero benessere ed autosufficienza), che come e' facile immaginare sono poche e mal distribuite.
ed e' improbabile immaginare di poter raggiungere accordi in tal senso quando tali risorse sono comuni e coinvolgono paesi come Turchia, Siria, Giordania, Iraq.

Ovvero non bastano firme ed accordi scritti, e quand'anche si raggiungessero, il tasso di crescita annuo di tali paesi e le forme di governo sono talmente instabili che producono incertezza sul futuro. ogni trattato valido nel giorno della firma, potrebbe non esserlo piu' il giorno successivo, come di fatto avviene.

L'errore a monte fu commesso da Inghilterra-Francia e in generale da noi occidentali, e di questo ne pagano le conseguenze i civili e i tanti bambini di tali paesi.
Tulipano_Nero is offline  
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Vecchio 12-04-2005, 09.03.17   #6 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 30-03-2005
Messaggi: 41
Citazione:
Messaggio originale inviato da Tulipano_Nero
non e' cosi' semplice, naturalmente.
e' un territorio relativamente piccolo sul quale vivono milioni di persone, e con un tasso di crescita annua superiore al 4%, vale a dire, ne' piu' ne' meno, tra 20 anni la popolazione sara' raddoppiata.

In questo contesto fondamentale (per citare un esempio ma ve ne sono molti altri), piu' dei luoghi santi, diventa il possesso e lo sfruttamento di risorse idriche (il che significa non solo sopravvivenza ma anche agricoltura ed industria, ovvero benessere ed autosufficienza), che come e' facile immaginare sono poche e mal distribuite.
ed e' improbabile immaginare di poter raggiungere accordi in tal senso quando tali risorse sono comuni e coinvolgono paesi come Turchia, Siria, Giordania, Iraq.

Ovvero non bastano firme ed accordi scritti, e quand'anche si raggiungessero, il tasso di crescita annuo di tali paesi e le forme di governo sono talmente instabili che producono incertezza sul futuro. ogni trattato valido nel giorno della firma, potrebbe non esserlo piu' il giorno successivo, come di fatto avviene.

L'errore a monte fu commesso da Inghilterra-Francia e in generale da noi occidentali, e di questo ne pagano le conseguenze i civili e i tanti bambini di tali paesi.
ovviamnete semplificavo: però non credo che il retaggio storico si fermi ai rapprti con l'occidente in epoca moderna, cioè con Francia e Inghilterra e le loro beghe coloniali; ciò dipende anche da una più ampia visione dei rapproti tra occidente e oriente, tra scristianesimo, giudaismo e islamismo dall'epoca delle crociate o fors'anche prima, dall'abitudine secolare a considerare l'altro, il diverso in termini religiosi il nemico, la minaccia, l'invasore: come accadeva sulle coste della calabria con le invasioni saracene, come accadeva con gli assedi crociati di gerusalemme o come accadeva con il saldino, che in Europa è sempre definito "feroce".
vongudden is offline  
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Vecchio 28-04-2005, 20.52.46   #7 (permalink)
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Data registrazione: 14-04-2005
Messaggi: 221


Per tutti.

Non mi sembra che le analisi fin qui sostenute rispecchino la realta
mediorientale, né i comportamenti contradditori di ambo le parti.

Non vi è dubbio che gli atteggiamenti "autobombaroli" dei
Palestinesi dovrebbo far riflettere sulla gravità della situazione, se non altro dovremmo comprendere in che modo questo popolo sta vivendo il suo dramma, e aggiungo: nell'indifferenza del mondo occidentale.

saluti
Vapensiero is offline  
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Vecchio 29-04-2005, 09.54.16   #8 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 30-03-2005
Messaggi: 41
Citazione:
Messaggio originale inviato da Vapensiero


Per tutti.

Non mi sembra che le analisi fin qui sostenute rispecchino la realta
mediorientale, né i comportamenti contradditori di ambo le parti.

Non vi è dubbio che gli atteggiamenti "autobombaroli" dei
Palestinesi dovrebbo far riflettere sulla gravità della situazione, se non altro dovremmo comprendere in che modo questo popolo sta vivendo il suo dramma, e aggiungo: nell'indifferenza del mondo occidentale.

saluti

Il loro dramma "autobombarolo" è spesso cinicamente incentivato e strumentalizzato dai capi politici della loro stessa parte politica per fini che con la dignità del popolo palestinese non hanno nulla a che vedere. La storia della Palestina è piena di queste storie: da almeno ottocento anni la religione è suata come arma nei confronti delle altre culture, per puri scopi di potere. Ciò vale anche per i capi ebrei, e crisyiani.
è ancora la logica dell'epoca delle crociate che si perpetua anche oggi.
vongudden is offline  
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Vecchio 13-05-2005, 21.17.00   #9 (permalink)
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 14-04-2005
Messaggi: 221
Re vongudden.

Non comprendo perché, per giustificare degli atteggiamenti che sono sotto gli occhi di tutti, e che possiamo valutare in tutta obbiettività, dobbiamo disturbare il passato remoto di quella regione.

La storia moderna ci afferma che quel popolo è stato invaso dagli israeliani, e basta, altro che acquisto della terra.

La terra è stata espropriata con la forza delle armi.

In pratica Israele sta tenendo in ostaggio tutto un popolo da sessanta anni e il mondo sta a guardare, perchè ha paura dell'America e l'America ha paura delle potentissime lobby Ebraiche che sono sul suo territorio, che potrebbero metterla seriamente in crisi.

Alcuni anni orsono questo è già avvenuto, ma si diete la colpa ad un grande guasto nei computer dell'amministrazione, se non ricordo male.

Saluti a tutti.
Vapensiero is offline  
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Vecchio 14-05-2005, 21.09.42   #10 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di salice
 
Data registrazione: 31-03-2002
Messaggi: 164
Circa la meta della popolazione israeliana ebrea è di origine sfaradita, proveniente da paesi arabi da cui sono fuggiti o da cui sono stati cacciati. Perciò, si tratta di scambio di popolazione.
Ci sono molti esempi nella storia di scambi di popolazione, uno grande si è verificato tra la Turchia e la Grecia nei anni venti del secolo scorso – ha contribuito a pacificare la regione e ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.
La peculiarità dei profughi palestinesi sta nel fatto che c’era la volontà di confinare loro nei campi, preservare la loro condizione di disaggio e usare questo fatto come un arma contro Israele , e qui nel forum troviamo la dimostrazione dell’ efficacia di questa propaganda.
salice is offline  
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