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Vecchio 08-09-2006, 19.30.15   #1
masay
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Giacomo fratello di Gesù

lo strettissimo legame di parentela di Giacomo il giusto con il Cristo trova conferma in numerosi documenti, eccone alcuni riportati di seguito:

Giuseppe Flavio, 'Antichità Giudaiche' XX, 9, 1
"...convocò una sessione del sinedrio e vi fece comparire quel fratello di Gesù, detto Cristo, che si chiamava Giacomo..."

Paolo Epistola ai Galati I 19 (lettera alle Chiese della Galazia, controversia sul giudaismo)
"...e non vidi nessun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore..."

Marco VI 2-3 "...si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti, udendolo dicevano: non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo... e le sue sorelle non sono qui fra noi?..."

Matteo XIII 55 "...Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo ...? E le sue sorelle non sono tutte tra di noi?..."

1Corinzi IX 5 "...non abbiamo noi il diritto di condurre attorno una moglie, che sia una sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli, i fratelli del Signore e Cefa?..."

Matteo XXVII 56 "...fra di loro c'era Maria Maddalena. Maria madre di Giacomo..."

Marco XV 40 "...tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore..."

Marco XVI 1 "...passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo..."

Luca XXIV 10 "...Or quelle che riferirono queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne..."

cosa ne pensate?
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Vecchio 12-09-2006, 12.33.26   #2
joannes
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Riferimento: Giacomo fratello di Gesù

riprendo un post già mandato da altro in altra discussione simile:


Fratelli e sorelle di Gesù sono menzionati in diversi punti del N.T. (Mt 12,46; 13,55; Mc 3,31; Lc 8,19; Gv 2,12; 7,3 ss.; 20,17; At 1,14; 1 Cor 9,5; Gal 1,19), particolarmente Giacomo, Giuseppe, Giuda, Simone in Mc 6,3 (vedi Giacomo il fratello del Signore). Le parole greche che significano "Fratello" e "sorella" non sempre in senso stretto ed anche in senso traslato, traducono termini ebraico-aramaici che, oltre a designare i figli di stessi genitori, designano anche parenti prossimi, specialmente per consanguineità, senza specificare il grado di parentela. Per i vari gradi di parentela, poi, le due lingue non possiedono neppure tutti i vari termini che hanno le nostre lingue. In ogni caso è bene precisare che non è detto che i fratelli e le sorelle di Gesù siano anche figli di Maria.

i "perché" sono diversi, e cioè:
a) perché con la parola "ah" (= fratello), gli Ebrei esprimevano la parentela in genere o, addirittura semplicemente compaesano o compatriota;
b) quando volevano indi care un fratello germano (= uterino, di sangue) ricorrevano ad espressioni più lunghe, come "figlio di suo fratello" "Figlio di sua madre". Gesù è sempre indicato come figlio di Maria. GLI ALTRI MAI.
è bene sapere che molto spesso le parole non si devono interpretare così come giacciono, ma col giusto significato che l'autore sacro vuole indicare. Per quanto riguarda i "Fratelli di Gesù" questa è la realtà biblica:
l. Giacomo, fratello di Gesù, è figlio di Alfeo (cf Mt 10,3). Può essere, quindi un parente di Gesù. Giacomo fu capo della Chiesa di Gerusalemme dopo la dispersione degli Apostoli (cf At 12,17; 15,13; 21,18).
2. Giuda, detto anche lui fratello di Gesù, così incomincia la sua lettera: "Giuda servo di Cristo, fratello di Giacomo".
3. "E le sue sorelle non sono tutte "fra noi?"
E' chiaro che quel "Fra noi" dà l'idea di persone che abitano nella stessa contrada, quartiere, località di chi sta parlando. Si capisce che si tratta di parentela larga, di conoscenti più intimi o di paesani.

Leggendo bene la Bibbia si capisce chiaramente che Gesù non ha avuto altri fratelli di sangue. Ho già detto che con la parola "Fratello" gli Ebrei volevano indicare un po' di tutto: parente in genere, paesano, compatriota, ecc. Per troncare ogni discussione in merito mi permetto di elencare alcuni passi biblici che provano le mie affermazioni.
Cattolico. La parola "Fratello" nella Bibbia è attribuita:
l. Ai nipoti:
Gen 13,8: "Abramo disse a Lot: 'Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli'" (Lot è nipote di Abramo, figlio di suo fratello Aran (cf Gen 11,27; 14,12);

2. Agli zii:
Gen 29, 15: Labano chiama "parente" Giacobbe, il quale è nipote, figlio di sua sorella Rebecca;

3. Ai cugini remoti: (Lev 10,4);

4. Ai parenti in genere: (2 Re 10, 13);

5. Ai semplici compatrioti: (Gen 19,6).

N.B. a) I Vangeli conservano la mentalità ebraica e perciò la parola "fratello" ha un uso così ampio. D'altronde, non si può dire che tra noi ancora oggi le cose siano del tutto cambiato.
b) Osserviamo inoltre, che nell'infanzia di Gesù non vengono mai nominati gli eventuali suoi fratelli;
c) Nel racconto dei pellegrinaggio a Gerusalemme di Gesù fanciullo (Lc 2,41-52) è sorprendente che non si faccia mai menzione di eventuali fratelli di Gesù;
d) La Madonna, come donna, non era affatto obbligata al pellegrinaggio se, oltre al suo primogenito, avesse avuto altri figli;
e) E che dire di Gesù morente? Gv 19,26-27: "Gesù allora, vedendo la madre... disse. 'Donna, ecco tuo figlio...' e da quel momento il discepolo la prese nella sua casa".
Se la Madonna avesse avuto altri figli, sarebbe rimasta presso di loro e non con Giovanni, né Gesù si sarebbe espresso in quella maniera.
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Vecchio 12-09-2006, 12.35.33   #3
joannes
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Riferimento: Giacomo fratello di Gesù

Il matrimonio tra Giuseppe e Maria fu necessario.
Queste sono le ragioni per cui il matrimonio tra Giuseppe e Maria fu necessario:

a) Perché la Madonna sarebbe stata lapidata come adultera;

b) Così S. Giuseppe poté custodire la Madre ed il Figlio.

c) S. Giuseppe era certamente discendente della stirpe davidica e solo lui, come uomo, poteva legalmente assicurare la discendenza a Gesù secondo: la carne;

d) Il segreto poté rimanere nascosto finché Dio non volle farlo conoscere bene attraverso lo stesso Verbo Incarnato;

e) Il "Non conosco uomo" di Maria all'angelo dimostra la sua ferma volontà di rimanere sempre vergine, come consacrata a Dio.
Quindi, la parola "Fratello" o "sorella" non significa necessariamente "Fratello di sangue". Anzi mai, o quasi mai, ha questo significato.

f) Il significato più ampio di "fratello", "sorella" si riscontra anche nella letteratura greca del periodo ellenistico, del quale fa parte il greco del Nuovo Testamento;

g) Come ho già accennato, la Bibbia quando vuole indicare che si tratta di un fratello consanguineo usa questa formula:

1. Gen 29, 10: "Quando Giacobbe vide Rachele, figlia di Labano, 'fratello di sua madre', Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Labano, fratello di sua madre, insieme con il bestiame di Labano, 'fratello di sua madre' ".
E' impressionante che in un periodo così breve, lo scrittore sacro usi per tre volte l'espressione 'fratello di sua madre'.

2. In Gen 43,29 è detto: "Egli (Giuseppe) alzò gli occhi e guardò Beniamino, suo fratello, figlio di sua madre". Giuseppe e Beniamino sono figli della stessa madre (Rachele), ossia fratelli di sangue, e perciò l'autore sacro specifica.

3. La stessa formula troviamo in Dt 13,7: ... Qualora il tuo fratello, figlio di tuo
padre o figlio di tua madre`; Gdc 8,19: "Egli (Gedeone) riprese: "Erano miei fratelli, figli di mia madre";
Gdc 9,4-5: "Abimelech... venne; alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, figli di Ierub-Baal (suo padre)";
Sal 49,20: "Ti siedi, parli contro il tuo fratello, getti fango contro il figlio di tua madre";
Sal 68,9: "... sono un estraneo per i miei fratelli, un forestiero per i figli di mia madre".

N.B.

a) Come si vede, il fratello di sangue è generalmente indicato con le suddette formule;
b) Inoltre, per convincerci ancora meglio che la parola "Fratello" ha un significato molto ampio, leggiamo in:
1 Cronaca 9,6: Ieuèl ha 690 "fratelli". E' chiaro che essi fanno parte della larga parentela e anche dei concittadini di Ieuèl.
1 Cronaca 15,5: Uriel ha 120 "fratelli". Certamente si tratta di larga parentela o di compatrioti.

nel mentre San Paolo ha usato la parola cugino invece di fratello perchè il termine usato da S. Paolo è la parola greca "anepsíos". Da notare che "anepsios" non ha il significato stretto di cugino, ma quello più generico di parente, che può includere anche quello di cugino. Etimologicamente richiama il latino "nepos" che è un termine con un significato più ampio e non quello di "nipote", come sembrerebbe dalla parola italiana. In italiano adoperiamo la parola "parente" con significato molto ampio, mentre in latino i "parentes" sono i soli genitori. Per convincerci ancora meglio, nel N.T. ci sono molti passi che confermano quello che sto dimostrando. Qualche esempio:
- In Gv 20,17, "fratelli" sono i "discepoli";
- In Mt 25,40, i "fratelli" sono "tutti gli uomini";
- In 1 Cor 9,3-5, i "fratelli" sono i "fratelli di fede";
- In Gal 1,18-19, Giacomo, che è figlio di Alfeo (cf Mat 10,3), viene indicato da Paolo come fratello del Signore ossia come appartenente alla sua parentela o, tutt'al più, potrebbe essere tra i suoi cugini;
- In Mt 28, 10, Gesù chiama "fratelli" i suoi apostoli e discepoli.

si può avere dei dubbi riguardo la parola "primogenito" , che puo far suppore che dopo vi sono stati altri figli:

Anche per questa obiezione c'è una risposta tecnica e biblica chiarificatrice.
Il "primogenito", indicato da Lc 2,7, nella mentalità ebraica è il figlio che "apre il seno materno" (cf Es 13,2; Nm 3,12). "Primogenito" era un termine legale, in quanto i genitori dovevano pagare per lui un prezzo di riscatto. Dio Padre introduce il Primogenito sia al momento dell'Incarnazione (Eb 1,6), sia al momento della intronizzazione nella gloria (cf Eb 1,3; 2,5; Ef 1,20-21; Fil 2,9-10). Primogenito è anche un titolo di onore (cf Col 1, 15. 18; Ap 1,5). Infine l'archeologia ha scoperto (1922) una iscrizione greca di un cimitero giudaico dell'Egitto (5° sec. a.C.) che dice: "La sorte mi condusse al termine della vita nel dolore del parto del mio primogenito figlio". Certo, dopo questo "primogenito" non vi furono altri figli!
Credo che dopo tutte queste risposte e prove, chiunque vuole può tranquillamente credere rettamente.
La mia personale esperienza mi fa capire come il grande dottore d'Ippona, il gigante dei pensiero, S. Agostino, avesse proprio ragione quando scriveva: "Può credere chi vuole credere. La fede è un 'si' libero, ma anche obbediente. Infatti Dio non lascia al nostro arbitrio e piacimento di accogliere o rifiutare la sua rivelazione. Il Vangelo della salvezza non ci è rivolto semplicemente come un'offerta, ma come un comando (1 Gv 3,23: "Questo è il suo comandamento: che crediate nel nome del suo Figlio Gesù Cristo"). Perciò il 'no' che l'uomo oppone alla rivelazione di Dio, il rifiuto a credere, dalla Sacra Scrittura è detto una disobbedienza (cf Rm 11,30; 1 Pt 1,2). La Chiesa di Dio definisce la fede come un pieno ossequio dell'intelletto e della volontà a Dio rivelante".
Il cuore (l'amore) non è escluso, giacché l'atto di fede prende tutto l'uomo. "Col cuore si crede per ottenere giustizia" (cf Rm 10, 10).
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Vecchio 12-09-2006, 19.07.26   #4
Elijah
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Riferimento: Giacomo fratello di Gesù

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Originalmente inviato da joannes
riprendo un post già mandato da altro in altra discussione simile

La discussione per intero la si trova qua, a partire da metà del mio messaggio, per continuare per vari botta e risposta.
Lo dico a livello informativo per tutti.

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Vecchio 14-09-2006, 15.51.28   #5
masay
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Riferimento: Giacomo fratello di Gesù

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Originalmente inviato da joannes
Il matrimonio tra Giuseppe e Maria fu necessario.
Queste sono le ragioni per cui il matrimonio tra Giuseppe e Maria fu necessario:

a) Perché la Madonna sarebbe stata lapidata come adultera;

b) Così S. Giuseppe poté custodire la Madre ed il Figlio.

c) S. Giuseppe era certamente discendente della stirpe davidica e solo lui, come uomo, poteva legalmente assicurare la discendenza a Gesù secondo: la carne;

d) Il segreto poté rimanere nascosto finché Dio non volle farlo conoscere bene attraverso lo stesso Verbo Incarnato;

e) Il "Non conosco uomo" di Maria all'angelo dimostra la sua ferma volontà di rimanere sempre vergine, come consacrata a Dio.
Quindi, la parola "Fratello" o "sorella" non significa necessariamente "Fratello di sangue". Anzi mai, o quasi mai, ha questo significato.

f) Il significato più ampio di "fratello", "sorella" si riscontra anche nella letteratura greca del periodo ellenistico, del quale fa parte il greco del Nuovo Testamento;

g) Come ho già accennato, la Bibbia quando vuole indicare che si tratta di un fratello consanguineo usa questa formula:

1. Gen 29, 10: "Quando Giacobbe vide Rachele, figlia di Labano, 'fratello di sua madre', Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Labano, fratello di sua madre, insieme con il bestiame di Labano, 'fratello di sua madre' ".
E' impressionante che in un periodo così breve, lo scrittore sacro usi per tre volte l'espressione 'fratello di sua madre'.

2. In Gen 43,29 è detto: "Egli (Giuseppe) alzò gli occhi e guardò Beniamino, suo fratello, figlio di sua madre". Giuseppe e Beniamino sono figli della stessa madre (Rachele), ossia fratelli di sangue, e perciò l'autore sacro specifica.

3. La stessa formula troviamo in Dt 13,7: ... Qualora il tuo fratello, figlio di tuo
padre o figlio di tua madre`; Gdc 8,19: "Egli (Gedeone) riprese: "Erano miei fratelli, figli di mia madre";
Gdc 9,4-5: "Abimelech... venne; alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, figli di Ierub-Baal (suo padre)";
Sal 49,20: "Ti siedi, parli contro il tuo fratello, getti fango contro il figlio di tua madre";
Sal 68,9: "... sono un estraneo per i miei fratelli, un forestiero per i figli di mia madre".

N.B.

a) Come si vede, il fratello di sangue è generalmente indicato con le suddette formule;
b) Inoltre, per convincerci ancora meglio che la parola "Fratello" ha un significato molto ampio, leggiamo in:
1 Cronaca 9,6: Ieuèl ha 690 "fratelli". E' chiaro che essi fanno parte della larga parentela e anche dei concittadini di Ieuèl.
1 Cronaca 15,5: Uriel ha 120 "fratelli". Certamente si tratta di larga parentela o di compatrioti.

nel mentre San Paolo ha usato la parola cugino invece di fratello perchè il termine usato da S. Paolo è la parola greca "anepsíos". Da notare che "anepsios" non ha il significato stretto di cugino, ma quello più generico di parente, che può includere anche quello di cugino. Etimologicamente richiama il latino "nepos" che è un termine con un significato più ampio e non quello di "nipote", come sembrerebbe dalla parola italiana. In italiano adoperiamo la parola "parente" con significato molto ampio, mentre in latino i "parentes" sono i soli genitori. Per convincerci ancora meglio, nel N.T. ci sono molti passi che confermano quello che sto dimostrando. Qualche esempio:
- In Gv 20,17, "fratelli" sono i "discepoli";
- In Mt 25,40, i "fratelli" sono "tutti gli uomini";
- In 1 Cor 9,3-5, i "fratelli" sono i "fratelli di fede";
- In Gal 1,18-19, Giacomo, che è figlio di Alfeo (cf Mat 10,3), viene indicato da Paolo come fratello del Signore ossia come appartenente alla sua parentela o, tutt'al più, potrebbe essere tra i suoi cugini;
- In Mt 28, 10, Gesù chiama "fratelli" i suoi apostoli e discepoli.

si può avere dei dubbi riguardo la parola "primogenito" , che puo far suppore che dopo vi sono stati altri figli:

Anche per questa obiezione c'è una risposta tecnica e biblica chiarificatrice.
Il "primogenito", indicato da Lc 2,7, nella mentalità ebraica è il figlio che "apre il seno materno" (cf Es 13,2; Nm 3,12). "Primogenito" era un termine legale, in quanto i genitori dovevano pagare per lui un prezzo di riscatto. Dio Padre introduce il Primogenito sia al momento dell'Incarnazione (Eb 1,6), sia al momento della intronizzazione nella gloria (cf Eb 1,3; 2,5; Ef 1,20-21; Fil 2,9-10). Primogenito è anche un titolo di onore (cf Col 1, 15. 18; Ap 1,5). Infine l'archeologia ha scoperto (1922) una iscrizione greca di un cimitero giudaico dell'Egitto (5° sec. a.C.) che dice: "La sorte mi condusse al termine della vita nel dolore del parto del mio primogenito figlio". Certo, dopo questo "primogenito" non vi furono altri figli!
Credo che dopo tutte queste risposte e prove, chiunque vuole può tranquillamente credere rettamente.
La mia personale esperienza mi fa capire come il grande dottore d'Ippona, il gigante dei pensiero, S. Agostino, avesse proprio ragione quando scriveva: "Può credere chi vuole credere. La fede è un 'si' libero, ma anche obbediente. Infatti Dio non lascia al nostro arbitrio e piacimento di accogliere o rifiutare la sua rivelazione. Il Vangelo della salvezza non ci è rivolto semplicemente come un'offerta, ma come un comando (1 Gv 3,23: "Questo è il suo comandamento: che crediate nel nome del suo Figlio Gesù Cristo"). Perciò il 'no' che l'uomo oppone alla rivelazione di Dio, il rifiuto a credere, dalla Sacra Scrittura è detto una disobbedienza (cf Rm 11,30; 1 Pt 1,2). La Chiesa di Dio definisce la fede come un pieno ossequio dell'intelletto e della volontà a Dio rivelante".
Il cuore (l'amore) non è escluso, giacché l'atto di fede prende tutto l'uomo. "Col cuore si crede per ottenere giustizia" (cf Rm 10, 10).
è proprio questo l'errore!!
voi siete convinti che solo chi crede fermamente ad ogni singola parola della bibbia è sulla retta via!!
molti attendibili studiosi hanno raccolto un'infinità di punti assolutamente lontani dall'essere chiari, su questo argomento.
certo esse non costituiscono nessuna prova certa, ma nemmeno la costituisce la bibbia.
personalmente credo nel cristo e nei suoi insegnamenti, ma credo anche che dovremmo allargare la mente alla possibilità che le cose siano potute andare diversamente, senza per questo mettere in discussione le opere del cristo,
la cosa non mi disturba, perchè il succo non cambia, e non riesco proprio a capire perchè molte persone inorridiscono solo all'idea.
masay is offline  
Vecchio 14-09-2006, 17.32.05   #6
joannes
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credere nel Cristo vuol dire mettere in pratica i suoi insegnamenti; è da li che si riconosceranno le parole come vere perchè si riconosce il significato profondo che da esse è generato. Così chi vuol cambiare tali parole non solo perchè non le ha comprese, ma proprio perchè non crede al Cristo non credendo a tali parole. Se infatti si ritiene ad esempio di non dover essere in alcun modo peccatori, come si può dire : "personalmente credo nel Cristo e nel suo insegnamento"? quando il suo insegnamento è nient'altro che la nostra conversione da un cuore di pietra ad uno di carne , per la nostra salvezza.Chi cerca altro è chi in fondo nulla vuol cambiare di se, facendosi il suo Cristo buono per alcune cose, da evitare per altre.
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Vecchio 14-09-2006, 22.36.58   #7
masay
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Riferimento: Giacomo fratello di Gesù

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Originalmente inviato da joannes
credere nel Cristo vuol dire mettere in pratica i suoi insegnamenti; è da li che si riconosceranno le parole come vere perchè si riconosce il significato profondo che da esse è generato. Così chi vuol cambiare tali parole non solo perchè non le ha comprese, ma proprio perchè non crede al Cristo non credendo a tali parole. Se infatti si ritiene ad esempio di non dover essere in alcun modo peccatori, come si può dire : "personalmente credo nel Cristo e nel suo insegnamento"? quando il suo insegnamento è nient'altro che la nostra conversione da un cuore di pietra ad uno di carne , per la nostra salvezza.Chi cerca altro è chi in fondo nulla vuol cambiare di se, facendosi il suo Cristo buono per alcune cose, da evitare per altre.
forse non mi sono spiegata bene, o forse sei troppo attaccata agli insegnamenti religiosi che hai ricevuto.
credi davvero che dio accolga a braccia aperte solo chi segue i passi della bibbia, e rinneghi chi, come hai detto tu, ha un " cuore di pietra "?
mi sembra di risentire le parole del mio insegnante del corso di cresima!!!!!
e, ovviamente, non prendi nemmeno in considerazione maestri del tipo buddha, krishna ecc.. giusto?
presuntuoso, non trovi?
comunque se la risposta è si, allora è inutile parlarne.
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Vecchio 15-09-2006, 01.09.08   #8
joannes
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vedi masay innanzitutto sono un lui non una lei, ma per quanto abbia sempre e da sempre risposto a questioni del tipo che mi hai fatto tu si capisce del perchè non si comprende il Cristo. Per questo non tu non ti sei spiegata bene ma non hai proprio compreso nulla di quanto ho detto o meglio, di quanto è riportato nel messaggio cristiano.Per questo non a me devi dire : " credi davvero che Dio ecc..." ma a te stessa. Il fatto che tiri fuori il budda, Krishna (ce ne sarebbe da dire) non è altro che l'ipocrisia di chi non volendo credere nemmeno ad essi li prende in prestito per vanificare quel che un cattolico dice in quel che crede. Ma io parlo d'amore di nient'altro per cui se invece di cercare di attaccare le parole evangeliche, di cercare di vanificarle adducendo favole, costruzioni ecc ti fossi presa la briga di riflettere sul loro significato ti saresti risparmiata tante inutili parole, tante false tue credenze anche sul cattolico, la chiesa e avresti compreso piu a fondo parole del tipo: presunzione. Non serve che la risposta sia si ,o sia no, perchè bisogna che divenga inutile un discorso. E' già inutile nel momento che lo ritieni tale per questo forse non hai compreso non tanto l'evangelo quanto le parole del tuo insegnante del tuo corso di cresima. prendi tu in considerazione di piu il tuo prossimo e il rispetto che gli devi e forse è già un inizio fondamentale nella comprensione e quell'umiltà di cui si ha tanto bisogno oggi come sempre.
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Vecchio 17-09-2006, 21.29.07   #9
masay
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vedi masay innanzitutto sono un lui non una lei, ma per quanto abbia sempre e da sempre risposto a questioni del tipo che mi hai fatto tu si capisce del perchè non si comprende il Cristo. Per questo non tu non ti sei spiegata bene ma non hai proprio compreso nulla di quanto ho detto o meglio, di quanto è riportato nel messaggio cristiano.Per questo non a me devi dire : " credi davvero che Dio ecc..." ma a te stessa. Il fatto che tiri fuori il budda, Krishna (ce ne sarebbe da dire) non è altro che l'ipocrisia di chi non volendo credere nemmeno ad essi li prende in prestito per vanificare quel che un cattolico dice in quel che crede. Ma io parlo d'amore di nient'altro per cui se invece di cercare di attaccare le parole evangeliche, di cercare di vanificarle adducendo favole, costruzioni ecc ti fossi presa la briga di riflettere sul loro significato ti saresti risparmiata tante inutili parole, tante false tue credenze anche sul cattolico, la chiesa e avresti compreso piu a fondo parole del tipo: presunzione. Non serve che la risposta sia si ,o sia no, perchè bisogna che divenga inutile un discorso. E' già inutile nel momento che lo ritieni tale per questo forse non hai compreso non tanto l'evangelo quanto le parole del tuo insegnante del tuo corso di cresima. prendi tu in considerazione di piu il tuo prossimo e il rispetto che gli devi e forse è già un inizio fondamentale nella comprensione e quell'umiltà di cui si ha tanto bisogno oggi come sempre.
che io non abbia capito niente del messaggio cristiano è un'opinione esclusivamente tua.
non sono io che non mi spiego bene, ma tu che rifiuti di capire.
in breve:
cristo è stato solo uno dei TANTI maestri che sono venuti per indicarci la via;
non hai il diritto di criticare le altre religioni, come vedi non sono io a non avere rispetto per gli altri.
comunque non sono arrabbiata, ci sono abituata a non essere ascoltata, perchè questi sono discorsi per chi ha la mente aperta,
e questo non c'entra niente con l'amore di Dio, che è universale per tutte le religioni del mondo, che ti piaccia o no
un bacio
masay is offline  
Vecchio 17-09-2006, 22.34.44   #10
joannes
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masay :cristo è stato solo uno dei TANTI maestri che sono venuti per indicarci la via;
non hai il diritto di criticare le altre religioni, come vedi non sono io a non avere rispetto per gli altri.
comunque non sono arrabbiata, ci sono abituata a non essere ascoltata, perchè questi sono discorsi per chi ha la mente aperta,
e questo non c'entra niente con l'amore di Dio, che è universale per tutte le religioni del mondo, che ti piaccia o no
un bacio



be masay questa si che è un interpretazione personale sul Cristo; in quanto all'aver criticato alre religioni siamo in campo delle interpretazioni anche qui. Vedi cosa vuol dire aver la mente aperta? vuol dire non avere pregiudizi fin dall'inizio e mi sembra che non io ho parlato di favole. Quivi centra anche il rispetto, nonchè l'umiltà, lo studio ove non arriva la fede.Mi parli d'amore di Dio masay, ma secondo te qual'è l'amore piu grande di tutti?
joannes is offline  

 



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