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Islam e ragione di Nomask Cesarscoin
per Riflessioni.it - gennaio 2006

  • Capitolo 15 - L’Uomo è Nano

CAPITOLI
01 Le Credenziali
02 Corruzione Nauseante
03 Amputare le Mani al Ladro
04 Controllo della Moralità
05 Guardie di Allah
06 Fiutare la Satanicità
07 Ricercare la Verità
08 Smascherare le Truffe
09 Allah Imbecca la Ragione

10 La coscienza Controlla le Azioni
11 Un Angelo accanto ad ogni Cervello
12 Lo Spirito dei Libri Sacri
13 Eretici e Ortodossi
14 La Verità Scolpita nei Cuori
15 L’Uomo è Nano
16 Inutili Stragi
17 Equilibrare le Tendenze
18 Credere
19 Due “Capricci” di Gesù

Un pilota di aereo ha tutto l'interesse ad atterrare vivo. Usa tutti gli strumenti di bordo utili, anche quelli automatici, per imboccare la pista assegnata in modo giusto. Ma la torre di controllo può intervenire, anzi lo deve sotto pena di tentata strage, se legge nella sua consolle qualche dato inesatto per la sicurezza del volo fino all'atterraggio. Una svista o errore umano può mettere in pericolo un ritorno a terra felice. E' necessaria la collaborazione nel dirigere al successo ogni impresa umana. Le menti devono unirsi nelle verità vere e semplici. Il pilota non può prendersi il lusso di ignorare la voce del copilota, degli assistenti di volo e delle altre spie. Deve verificare la correttezza o meno della rotta. Può darsi che sbaglino tutti gli altri nel dare falsi allarmi. Ma il pilota onesto controlla. Non minimizza le osservazioni che gli fanno e ne è sempre grato, anche se poi si attiene alle sue conclusioni. Egli solo alla fine deve decidere per sé e portare a termine il lavoro. Così i bravi religiosi si specializzano, ma ascoltano sempre e dimostrano in modo evidente le ragioni delle loro conclusioni. L'autorità s'interessa veramente delle persone. Non le maledice. Non le svergogna. Non le affama e asseta privandole di verità e giustizia.
Un poeta italiano,
Giacomo Leopardi (1798-1837), intellettualmente profondo e onesto, sintetizza in modo insuperabile il solo pensiero umano vero circa il destino dell'uomo sulla terra. Lo considerano pessimista o ateo o irreligioso. E' la bandiera dei laici. Invece è un uomo spietatamente realista e perciò senza reticenza, schiettamente ammette che forse esiste un'uscita diversa dalle apparenze, e imprevedibile, alla sorte catastrofica della vita. La vita dell'uomo è monotona e non se ne conosce lo scopo. A che serve vivere? "L'uomo vecchio, bianco, stanco, mal vestito e scalzo, carico con pesi insopportabili, attraversa montagne e valli, inciampa in sassi acuti, viene graffiato da rovi, picchiato da vento tempeste calore gelo. Corre s'affanna varca torrenti e stagni. Cade, si rialza, si affretta lacero sanguinante. Alla fine arriva al termine del cammino: l'abisso dove precipita nell'oblio". E' il film fedele dell'orrore della vita presente che si proietta nello schermo del mondo davanti agli occhi di tutti.
La Bibbia non può parlare meglio della vanità delle vanità e tutto è vanità. L'uomo nasce piangendo e i genitori devono subito consolarlo di essere nato. Ma perché dare alla luce? Perché continuare a vivere nella tristezza? E' un problema insolubile? Cosa potrebbe rivelare il significato della vita mortale? E se esistesse una spiegazione soddisfacente che illumina di luce diversa la tomba? E se ci fosse una misteriosa visione della vita ancora nascosta alla vista e alle menti che introduce un elemento di speranza al corso mortale e cambia tutto?
Il poeta è triste. Invidia le pecore che pascolano, si saziano, ruminano sdraiate all'ombra degli alberi di giorno e alla luce della luna di notte e sono felici. Egli invece non riesce ad accontentarsi delle soddisfazioni umane e si tormenta. Ma a un certo punto si consola. Pensa e sospetta che la silenziosa luna con la sua faccia di sfinge o di Monna Lisa forse conosce la soluzione dell'enigma delle cose e sa dove è nascosta la chiave che apre un immenso orizzonte oltre la fossa. L'esistenza umana non si disperde forse dopotutto nella vanità del tutto come un cubetto di ghiaccio che si scioglie e si confonde nell'acqua oceanica dopo aver galleggiato qualche minuto dominando la distesa anonima. Allora il cieco orologiaio, inventato dal pessimismo pseudoscientifico o prosastico dell'uomo, si rivelerà idea da incubo. Si dimostrerà invece la fantastica realtà di un creatore onnipotente, previdente, provvidente e Padre buono dell'uomo di poca fede. Dunque l'uomo può dire almeno che non muore completamente. "Non omnis moriar".
"L'uomo è un piccolo, un minuscolo nano su una collina. Vede solo il campicello e un breve squarcio di cielo. E' dietro una fitta ed alta siepe che gli impedisce di vedere vasti orizzonti. L'omino sieda tranquillo e immagini interminabili spazi oltre la siepe. Si lasci invadere da immensi silenzi e profondissima quiete. Pensi all'eternità e all'effimera vita presente che passa come lo stormire del vento fra le foglie degli alberi. Trovi ineffabilmente dolce naufragare in questi immensi sogni senza spaurire"!
Una voce rassicura l'uomo che la vita approderà alla stabilità felice. Trepidi l'uomo dentro di sé nell'attesa della sorpresa. Sappia che fiorirà per sempre. Gesù del Vangelo - unico nella storia umana - può garantire il successo della fatica umana. Egli libera dalle ideologie e soprattutto dalle religioni che osano monopolizzare la conoscenza della volontà di Dio o Allah e la bestemmiano a squarciagola, quando incominciano a regolare capillarmente la vita terrena e perfino il respiro dell'uomo. Gesù dice solo che Dio è Padre onnipotente e affettuoso e gli uomini sono fratelli. Gesù non avrebbe insegnato neppure a pregare e solo sotto pressione scandalizzata dei discepoli recita il Padrenostro dove ribadisce la paternità premurosa di Dio e la necessità dell'uomo di essere buono e comprensivo verso gli altri. Con questa idea soltanto come anima, gli uomini organizzino chiese e religioni. Rendano questo pensiero accettabile da tutte le persone veramente sincere e oneste. Traducano concretamente nelle opere le parole di Gesù. Insegnino in pratica sempre più rispetto reciproco. Promuovano le libertà civili perché ognuno parli e capisca a proprio modo.
Le religioni predichino le semplici verità storiche di Gesù e lavorino per attuarle secondo la loro generosità. Gesù del Vangelo è l'unica immagine autentica di Dio e rivela la basilare volontà di Allah o della ragione. Dicano in nome di Dio che questa è la volontà di Allah o della ragione. La parola delle Bibbie o dei Corani o delle Costituzioni sono semplicemente sforzi umani per vivere secondo quei principi e sono volontà di Dio, se non contraddicono quel messaggio germinale. Le parole di questi libri sacri o profani sono solo voci umane sempre in evoluzione verso l'idea di fratellanza universale. Norme irrazionali e antiquate di millenni non possono passare per parola di Dio e legare mani e piedi alla gente o imbavagliarla per annullare il funzionamento del cervello umano. Questo attentato è l'unica vera bestemmia delle religioni.
Questo atteggiamento ha molte scuse nel passato giovane del mondo. Ora i popoli sono venerandi vecchi di storia e non commettono gli stessi errori lecitamente. Ora il peccatore ha il connotato di ignoranza suprema o di cattiveria imperdonabile. Ora le religioni dicano, quando parlano, semplicemente in nome di Dio - cioè sinceramente - quello che sentono come il vero bene dell'individuo e della società al momento storico. Siano sempre sincere. Non abbiano paura di quello che veramente pensano. Se - paradossalmente - pensano che onestamente Dio o la verità o Allah ha torto e Satana o la menzogna ha ragione, automaticamente si schierano col diavolo contro Dio. Ma allora continuano subito a ragionare, a riflettere e a meditare per scoprire la ragione di questo assurdo abbaglio.

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