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Ricerca dell'Equilibrio (RDE)

Teoria per la fondazione del nuovo Umanesimo Scientifico del Terzo millennio

Di Francesco Pelillo - Giugno 2011
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Conclusioni e proposte

 

Nelle pagine precedenti ho esposto una serie di ragionamenti che dovrebbero aver dimostrato la validità della mia teoria della RDE in funzione della formulazione di una Teoria del Tutto non più riferita al mondo  fisico o a quello spirituale, ma alla Spiriteria che è l'unica sostanza che io vedo nell'universo.
Se accettiamo il concetto di Spiriteria come base costitutiva di tutta la realtà che finora abbiamo chiamato fisica e spirituale, è possibile estendere a tutti i fatti del mondo la valenza delle tre grandi intuizioni che insieme hanno quasi definito come funziona la nostra dimensione, e cioè: il DIVENIRE ERACLITEO, l'EVOLUZIONE DARWINIANA e la RELATIVITÀ EINSTEINIANA. A questo punto, dichiarata l'equivalenza degli elementi di base che costituiscono tutto, dal pensiero umano alle galassie, agli esseri biologici e a tutte le cose del mondo fisico, e assodato che tutto ciò diviene - evolvendosi - relativamente a ciò che lo circonda, rimaneva da capire perché tutto questo accade nei modi in cui ci appare che accada.
La mia risposta è: perché ogni cosa è alla RICERCA DELL'EQUILIBRIO e si attua in continuazione nei modi che gli sono consentiti dalla RDE tra gli stati che la compongono e tra questi e quelli che la circondano.

So che perché una nuova teoria sia ritenuta valida deve rispondere alla necessità di indicare, se non le soluzioni, almeno un nuovo metodo di approccio ai problemi interpretativi di una data realtà che fino ad ora non sono stati risolti. E so anche, che la mia pretesa di aver trovato questa risposta, e non per una data realtà, ma addirittura per la Realtà in toto, è segno di una presunzione immensa. Ma, potrei obiettare che tutti vivono in base ad una loro teoria della realtà ritenendola la più valida — anche la nonnina che va a messa tutte le mattine e ha nostalgia dei Savoia —. Semmai la differenza sta nel fatto che molti, avendo una teoria condivisa con altri, non hanno bisogno di divulgarla.
In effetti, è necessaria una grande presunzione, ma anche un'altrettanto grande modestia per tentare di formulare una nuova teoria del tutto, con l'intenzione di renderla plausibile per tutti. La modestia si impone di fronte alla mole smisurata di dati, scientifici e filosofici, accumulata in migliaia di anni da migliaia di uomini con sacrifici immensi, studio, intelligenza, costanza, entusiasmo e frustrazioni, difficoltà sperimentali e addirittura persecuzioni. Più ne conosciamo di questi dati e più ci sembra impossibile trovare una sintesi che ci indichi a cosa tendono. È a questo punto che la presunzione ci è necessaria. Solo presumendo di aver capito almeno gli obiettivi e i risultati di tutte le ricerche, ribadisco scientifiche e filosofiche, pur ignorando il funzionamento degli strumenti di indagine sia tecnici che intellettuali che li hanno determinati, insomma anche con un po' di ignoranza, si può tentare di arrivare ad una sintesi che renda possibile la formulazione di una teoria che spieghi il funzionamento di tutta la nostra dimensione.
Io in buona fede ho ragionato così, ed è proprio perché la mia esperienza è stata per me positiva che vorrei condividerla con il resto dell'umanità. Per questo, qui di seguito elenco una serie di motivi per approfondire la mia teoria della RDE ed eventualmente utilizzarla come metodo di indagine, sia in campo scientifico che umanistico.

 

1) La teoria della RDE con l'affermazione dell'interdipendenza e dell'impermanenza di tutti i piani della realtà, può essere usata come metodo di interpretazione e di integrazione di molte delle teorie già affermate, umanistiche e scientifiche, che oggi appaiono ancora contraddittorie. Con essa si potrà riuscire a cercare le connessioni tra loro e la loro eventuale utilità per una conoscenza globale di tutti i livelli della realtà, e non solo per quello a cui si riferiscono (per esempio tra mente e cervello o tra meccanica quantistica e relatività).

2) La RDE è una teoria che dimostra come le teorie attuali, che nelle loro varie tesi esplicative sul funzionamento del livello della realtà a cui si riferiscono immettono il fattore "caso" che così sembra necessario alla formazione di quel livello, siano in errore. Perché dimostra che quello che viene attribuito al caso è solo il portato delle necessità di RDE dei livelli che precedono la formazione del livello in esame. E che quindi, per esempio, nucleosintesi, mutazione, intuizioni, non località, emozioni..., se vengono inquadrati nella RDE universale, sono semplicemente dovuti a innumerevoli e conseguenti Necessità.

3) Data la maggiore plausibilità di un Universo che, grazie al Big Start, si è formato a partire dalla perturbazione di un tutto energetico che si trovava nello stato di massima entropia, con questa teoria si elimina il doppio problema irrisolto dell'ipotesi del Big Bang che è quello di dover spiegare la natura fisica, sia del punto di partenza iniziale che del vuoto in cui si trovava.
In più, con la teoria della RDE si può continuare a tentare di spiegare sia l'esistenza della materia oscura che la creazione della materia, utilizzando i risultati e le prospettive degli esperimenti e delle tesi attualmente più accreditate.

4) Partendo dal dato che la realtà che conosciamo è dovuta all'evoluzione del ± 5% del totale dell'energia presente nell'universo, con il Big Start si può ipotizzare che quel ± 70% sconosciuto, che chiamiamo energia oscura, sia ancora nella fase precedente alla nucleosintesi e il rimanente ± 25%, che chiamiamo materia oscura, si trovi nella fase appena successiva. Tutte cose che ci sono "oscure" solo perché, con le attuali conoscenze, non siamo in grado di spiegare la loro esatta natura e gli effetti che hanno sul quel 5% di realtà che siamo in grado di esplorare.
Con questa visione si può anche ipotizzare che anche l'assenza dell'antimateria necessaria per l'equilibrio con la materia conosciuta, possa essere dovuta solo al fatto che siamo solo all'inizio del processo di RDE dell'intero sistema e che quindi, la “nostra” realtà non lo abbia ancora “colonizzato” in gran parte.
5) Se si accetta il fatto che la RDE parte dalla rottura di uno stato di massima entropia e che tutti gli eventi successivi sono stati e sono necessari, diventano inutili tutte le ipotesi che si fanno su diversi universi resi possibili da altre modalità di attuazione. E quindi possiamo indagare la realtà per quello che "é", e non per come "potrebbe essere", indirizzando tutti i nostri sforzi per comprenderla, in una sola direzione.
6) Data la totale "amoralità" della RDE universale, questa teoria consente di conoscere e valutare le asserzioni di tutti gli uomini e di tutte le civiltà, riconoscendo la loro oggettività rispetto alla RDE interno di ogni sistema di pensiero, così da permettere l'acquisizione di una enorme mole di dati sulla realtà, provenienti da innumerevoli punti vista. Cosa che ci consentirà di trovarne i punti unificanti in vista della costituzione della Neurosfera.
7) Con l'idea che la "filogenesi" di tutti fatti della realtà abbia avuto inizio con la RDE perduto dall'energia primeva, ne discende che lo stato energetico ci attraversa e che, alla base, tutti siamo collegati con tutto. Così diventa possibile indagare scientificamente fenomeni "inspiegabili" che, con i parametri scientifici attuali, vengono definiti paranormali, esoterici, sciamanici, ecc., perché ora possiamo collocarli nel quadro delle necessità evolutive della Spiriteria alla RDE.
8) Se in tutti i rapporti umani si accetta la teoria della RDE, non sarà più razionalmente possibile avere atteggiamenti di pregiudizio verso gli altri, perché essa ci dice che tutti siamo e ci comportiamo in risposta alle esigenze di RDE di tutti gli stati che ci determinano (da quello quantistico a quello sociale). Rimarrà solo l'utilità dell'analisi delle situazioni reciproche al fine di indirizzare la propria RDE a favore della costruzione della Neurosfera e della RDE universale.
9) Il concetto dell'autonoma e necessaria RDE del Tutto, consente di collocare il suo (eventuale) Creatore nella condizione di semplice osservatore, cosa che, anche volendo salvare molte intuizioni di tutte le religioni, fino a quelle totemiche e animistiche, implica l'inutilità di intermediari che debbano intercedere presso di lui o interpretarne la volontà e che, per la difesa dei loro apparati di potere, hanno portato a distruzioni e massacri immensi e al disordine che ha ritardato e ritarda ancora la costruzione della Neurosfera.
10) Con l'accettazione del concetto della continua RDE, sia interno tra le nostre sensazioni che tra gli effetti dei nostri atti, e della conseguente compensazione obbligatoria dei risultati positivi e negativi che si attua coinvolgendo tutti i livelli della realtà, il nostro libero arbitrio può essere esercitato con la consapevolezza dei suoi effetti collaterali sull'uomo e sull'ambiente.
11) Con la teoria della RDE si afferma la certezza della compensazione nell'arco della vita, delle sensazioni negative e positive provate da ogni essere senziente. Da ciò ne consegue l'inutilità (e la perniciosità dimostrata dalla storia) della ricerca della propria felicità individuale e dei sentimenti di invidia e di pietà che proviamo per gli altri. Questo ci consentirà di poter agire più efficacemente per contribuire alla RDE della nostra specie e dell'ambiente, da cui di fatto, dipende la reale evoluzione della nostra condizione individuale.
12) Se accettiamo che la RDE di tutti i piani della realtà porti alla realizzazione della Neurosfera come "mente collettiva", con tutto quello che ne potrà seguire ci è finalmente consentita l'individuazione di un nuovo paradigma universale per la definizione di una sola morale comune per tutta l'umanità.

 

Si potrebbe continuare, ma io non sono in grado di esplorare tutto lo scibile umano per verificare tutte le possibilità di impiego della teoria della RDE come metodo. Per questo, tenendo conto che le maggiori possibilità della scienza di pervenire alla spiegazione della realtà sono dovute al fatto che dietro ad uno scienziato si nasconde sempre un uomo, ma dietro un umanista, purtroppo, non c'è sempre uno scienziato, mi auguro che gli specialisti di ogni settore della cultura umanistica e scientifica, ne verifichino l'utilità nel loro campo di indagine tutte le volte che non trovano le ragioni di fondo per cui si verifica un fenomeno.Umanesimo Scientifico Se da tutto questo venissero le conferme di validità della teoria RDE che auspico, si potrebbe poi poter operare una sintesi che consenta finalmente di avere quella visione unitaria della realtà, fondata su base scientifica, che sogniamo da secoli. Per questo obiettivo propongo la formazione di un gruppo fondativo di un nuovo UMANESIMO SCIENTIFICO che, dal confronto tra i risultati delle ricerche più disparate, sia in grado di ridefinire la posizione dell’uomo rispetto all’universo che lo ha determinato.

 

   Francesco Pelillo

 

Su Facebook è presente il gruppo Umanesimo Scientifico


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