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di Massimo Claus   indice articoli


Un minestrone di suoni non proprio alla Genovese!

Giugno 2011

 

I nostri giorni sono gonfi di suoni. Il traffico, con tutti i suoni che comporta, la televisione con i suoi spot pubblicitari a volumi spesso molto più alti delle trasmissioni all’interno dei quali sono inseriti. Tutto questo mette seriamente in pericolo il nostro udito. Recenti studi hanno dimostrato come l’udito medio degli esseri umani sia diminuito notevolmente. Abitando in campagna, spesso quando per lavoro devo recarmi in città o in posti molto frequentati, avverto un rumore insinuante e continuato che trasforma spesso il mio udito in una sorta di imbuto all’interno del quale si voglia inserire più contenuto di quello che può contenere. I rumori che superano una certa soglia, o timbro si trasformano per il nostro udito in una vera e propria minaccia. Spesso, non è solo la fonte di rumore che assume livelli di guardia, ma piuttosto la sua persistente continuità. Spesso chi mi viene a trovare, trovandosi immerso nella natura, avverte uno strano ronzio. Questo non è altro che una sorta di eco di tutti i rumori che l’udito ha immagazzinato nel corso della settimana. Come una specie di rigurgito di tutto ciò che non ci sta più. Ci siamo abituati ad ascoltare la televisione, la radio, o la musica in genere ad un volume che non ha senso. Alla presbiacusia (perdita di udito dovuta all'invecchiamento) che è un fenomeno biologico naturale, per l'intervento di questi fattori, si aggiunge nel mondo moderno, la "socioacusia”. L'Organizzazione mondiale della sanità, ha fissato a 65 decibel (dB) il limite d'inquinamento acustico. Sempre la stessa organizzazione afferma che nell'Unione Europea nove cittadini su dieci sono sottoposti a rumori che superano i limiti. In Italia, invece, circa 50 milioni di  persone subiscono il "frastuono urbano". Tra questi ci sono oramai sette milioni di italiani che hanno problemi di udito e purtroppo la tendenza per i prossimi anni è in netto aumento. Sempre secondo recenti studi la causa di questo “malessere” è il traffico urbano e l’ascolto da parte dei giovani di musica ad una volume eccessivo anche tramite le cuffie. Come al solito ci preoccupiamo più di ciò che si vede e meno di ciò che non appare, ma che nella realtà ricopre spesso un’importanza estremamente rilevante. Da musicista, mi accorgo che i musicisti che vivano in ambienti estremamente rumorosi, hanno difficoltà ad accordare i loro strumenti. Recentemente in un programma radiofonico che propone spesso musica dal vivo, mi sono accorto che gli strumenti spesso sono scordati. Questo comporta chiaramente un notevole abbassamento della qualità della musica. Il fenomeno colpisce di più specialmente quando l’artista è anche molto conosciuto. Chi ha esperienza di canto, certamente si sarà accorto della tendenza generica oramai molto diffusa delle note cosiddette “calanti”. Ossia la cantante o il cantante non raggiunge perfettamente l’intonazione della nota, dando vita appunto a questo fenomeno. Per chi è in grado di accorgersi di questo, ascoltare questo “genere” di musica diventa estremamente frustrante. Ma come difendersi allora da questo? Dobbiamo considerare l’udito, come una sorta di muscolo, che allo stesso modo proprio dei muscoli ha bisogno di riposo. Concediamo quindi al nostro apparato uditivo il riposo che necessita per non rimanere soffocato dal minestrone di rumori che spesso è sottoposto. Abbassiamo il volume della televisione, premiamo il tasto “mute” sulla pubblicità e ascoltiamo musica ad un livello più basso. Anche il tipo di musica ovviamente influisce sull’udito. Certo il Rock non lo si può definire adatto al riposo, ma se ascoltato ad un volume normale, assume nuove qualità. Esiste poi della musica particolare che funge come da massaggio per il nostro udito. Questo è il campo nel quale da oramai molti anni ho deciso di dedicarmi. La musica è composta da suoni. Questi hanno delle frequenze. Ci sono frequenze, o meglio successioni di frequenze che davvero hanno il potere di rilassarci, non solo fisicamente, ma anche il nostro udito. L’anno scorso ho pubblicato due CD dedicati alla contemplazione: “Contemplation music” che si possono trovare sul catalogo di Myo Edizioni nella sezione dedicata alla meditazione. Ora sono disponibili anche in mp3. Queste particolari pubblicazioni sono state concepite appositamente per mettere l’ascoltatore nella condizione ottimale per poter godere a pieno dell’esperienza contemplativa. Sono brani che hanno la funzione di agire come una sorta di massaggio sul nostro corpo partendo dall’udito. Abbiate molta cura del vostro udito. Non sentire bene causa malesseri anche a livello emotivo. Quando potete andate a fare una passeggiata in campagna, ascoltate i suoni della natura, perdetevi nella musica naturale. Certamente vi ritroverete.

 

   Massimo Claus

Contemplation music suoni meditazione


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