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- Raccolta di lettere inviate dai visitatori

L'amore universale.

Divulgare l'amore universale non e' un reato.
di Bruno Franchi

- giugno 2007

Noi esseri umani siamo abituati ad amare una persona alla volta, non ci è stato insegnato da bambini che ogni persona al di là del suo aspetto, o il colore della pelle, o se ha credi o culture diversi dalla nostra, in realtà è più vicina a noi di quanto pensiamo. L'amore che intendiamo è un sentimento più legato al singolare che al plurale, è questo fa si che i rapporti personali e impersonali siano differenziati in sentimenti ambivalenti che sono una conseguenza di come ogni neonato viene educato all'interno della famiglia in cui nasce. I genitori non insegnano ai propri figli ad amare il vicino di casa, l'amore che il neonato andrà a conoscere sarà un amore ristretto alla cerchia di persone che formano il nucleo famigliare. Siamo perciò abituati ad amare le persone vicine a noi per parentela o per amicizia o se siamo fortunati quando incontriamo una persona che ci fa perdere la testa, solo allora proviamo un sentimento più forte di tutti gli altri che noi abbiamo chiamato AMORE. Si ama quindi una persona alla volta, perché crediamo o sentiamo che quella persona ci comprenda ci legge dentro e noi vogliamo fonderci con quella persona in tutti i sensi sessualmente e mentalmente se abbiamo la fortuna di trovare la persona giusta per noi.

Non c'è dunque in noi il desiderio di andare oltre l'amore a due, abituati come siamo a diffidare del prossimo vicino o lontano, perciò il nostro amore è vincolato a ciò che ci interessa individualmente per noi stessi il resto non ci interessa.

 

Il vero amore è libertà, comunione, non può essere scambiato per
solo piacere o passione, c’è quindi qualcosa di più profondo nell’Amore, che va al di là del piacere sessuale di fondersi con un altro corpo.

L’amore non può essere individualità, attaccamento per una sola persona.

L’Amore è simmetria totale, è spazio infinito senza nessuna barriera che lo imprigioni tra quattro mura domestiche, dove il nostro amare dà più sofferenza che felicità. Così ognuno ama a modo suo, un amore che diventa taciturno, mugugnoso, geloso, passionevole o violento. Ma l’amore non può essere incomprensione, un nascondersi dietro le mura del proprio carattere, più che vero amore noi esprimiamo un bisogno d’amore, lo ricerchiamo nella ricerca del piacere, confondendo così il bisogno di far tacere la solitudine, la paura, con il vero amore. Ma il vero amare è senza conflitto, esente da controlli, da condizionamenti, ricatti, tutto avviene senza sforzo nella completa spontaneità. Nell’amore non c’è più l’io, non c’è più mio o tuo, tutto deve diventare fusione totale, non c’è fusione, perché ognuno è vincolato dal suo carattere, dal suo modo di pensare, così il carattere ed il pensiero diventano la fonte di divisione, di scontro, di voler imporre le proprie idee, il proprio carattere. Ma l’amore non è pensiero, non è ragionamento è qualcosa di più profondo, ecco perché lo abbiamo definito una magia, un miracolo, perché non riusciamo a capirlo, sappiamo solo che ci assale all’improvviso e ci trasporta verso qualcosa o qualcuno che diventa per noi l’unica fonte di sguardo, di pensiero, come una fiamma che ci brucia e non sappiamo perché si è accesa. E quando scatta la scintilla, il colpo di fulmine per noi si apre la possibilità di scoprire l’impossibile, perché io credo che l’amore sia il momento dove il Dio che è in noi è ad un passo dal rivelarsi. Non a caso ognuno di noi per tutta la vita spera di incontrare l’anima gemella, perché solo l’anima gemella può capirci, può sentirci, è l’unica che può renderci felici.

Così l’anima gemella è il sogno della nostra vita, perché tutti in fondo siamo alla ricerca della stessa cosa, essere pienamente in comunione con un essere uguale a noi. Ecco perché ritengo che c’è molto di più nell’incontro tra due persone, che si sentono attratte l’una dall’altra, perché in quella attrazione, c’è la verità della nostra vita, c’è il mistero della creazione che dobbiamo svelare. E gli innamorati che, si guardano negli occhi, sono vicini a toccare il mistero dell’universo che entrambi rappresentano, ma non lo sanno percepire con la ragione, e nel guardarsi loro sentono che c’è qualcosa di familiare, come se si fossero già conosciuti. Quella strana sensazione di conoscersi è dovuta al fatto che noi tutti siamo la stessa cosa, la stessa energia universale, ma non siamo ancora in grado di riconoscerci quando ci incontriamo, perché ognuno è dominato dal proprio particolare, non è in grado di vedere, sentire la visione profonda di tutte le cose. L’amore vero incontaminato da gelosie, paure, rancori, ansie, e possessioni nasce quando ci si sente parte integrante del tutto, perché il tutto fa parte di noi, e noi siamo tutto senza che noi c'è ne rendiamo conto. Quando guardiamo un tramonto, un’alba ci emozioniamo, perché ci troviamo davanti a qualcosa che ci appartiene, più l’emozione si fa intensa più noi ci sentiamo attratti, inspiegabilmente felici. L’attrazione che proviamo può essere spiegata con la gravità, che c’è tra la terra e la luna, ogni persona rappresenta tutto il cammino dell’universo e quando due persone si incontrano loro si possono attrarre, oppure si possono respingere.
Questo perché la gravità dell’amore nasce tra due persone che esprimono la vita e più la vita è libera esprimendo se stessa e più l’attrazione sarà forte, sarà inimmaginabile. La persona che esprime la vera vita, viene respinta da chi non sa esprimere più la vera vita, quando due persone differenti si incontrano, non può che esserci conflitto. La vita così sentirà il disagio di percepire la vita imprigionata dentro la persona altamente distorta che gli è di fronte. La vita distorta invece sentirà il disagio, di trovarsi di fronte alla vita che vuol reprimere dentro di sé, così sentirà la vita come una minaccia alla sua fortezza caratteriale. Queste due persone avranno due sentimenti opposti, perché tra loro c’è un sentire diverso: l’uno è lontano dalla vita, l’altro è vicino alla vita. La lotta che c’è nel mondo, rispecchia quanto gli uomini siano lontani o vicini alla vita che hanno perso, l’amore vero che hanno perso. I rapporti umani, sono così complessi, così tremendamente complicati, perché c’è un grado diverso di esprimere la vita che si intreccia tra loro, nei loro rapporti personali, e impersonali, così, difficilmente può avvenire che due persone esprimano insieme la stessa vita, lo stesso cuore, se questo accade lo consideriamo un miracolo, un evento straordinario di rara bellezza.

 

Nessuno vive l’amore universale, si è già fortunati se si riesce a sentire l’amore per una persona, figuriamoci se possiamo innamorarci di tutta l’umanità. Il nostro vivere quindi, non è improntato all’amore universale, ma sul continuo reciproco sfruttarsi a vicenda per gratificarsi di emozioni. Così, noi curiamo ciò che sfruttiamo, e lo difendiamo. Ci siamo costruiti delle Nazioni che difendiamo, perché ci sentiamo patrioti, cittadini, orgogliosi di essere Italiani, Tedeschi, Francesi, Americani, ecc, ecc, difendiamo la proprietà privata, come difendiamo quello che compriamo per il nostro godimento personale, noi difendiamo qualsiasi cosa che ci permette di non restare soli. Così difendiamo nostra moglie, i nostri figli, la nostra famiglia, il nostro amico, la nostra società, il nostro denaro, perché senza nessuna appartenenza saremmo soli, disperati. Noi, abbiamo bisogno di appartenere a qualcuno, perché senza l’identità ci sentiamo isolati, sperduti, così noi sfruttiamo ogni occasione per tenerci stretto chiunque possa gratificarci d’emozioni per non restare soli. Ecco, perché è così difficile avere un amico o incontrare la donna della nostra vita o l’uomo della nostra vita, perché ognuno è talmente deluso dalle fregature che prende, che ci pensa un sacco di volte prima di donarsi completamente a una persona. Così ognuno ha paura di amare, perché l’amore fa soffrire, l’amore può diventare un inferno se si incontra la persona sbagliata. L’amore nella vita, è così complicato, perché ogni persona non ama se stessa, cerca negli altri la risoluzione dei propri problemi. Ma non ci può essere amore vero, se prima non diventiamo il sole di noi stessi, perché se non siamo il sole di noi stessi, non faremo altro che succhiare luce dagli altri, amore dagli altri, succhiare la vita dagli altri. Lo so, non è facile, diventare come un sole splendente, perché siamo strutturati in un certo modo, è molto difficile affidare solo a noi stessi il cambiamento della nostra vita. Ma noi non possiamo continuare a vivere di sussistenza, cercando negli altri quello che manca a noi stessi, perché questo non potrà mai essere amore. L’amore non ci può essere adorando un'altra persona, vivere in funzione di essa. Il significato profondo di “Dracula il vampiro” che succhia il sangue dalle sue vittime, non è stato inventato per soddisfare la nostra lettura o la nostra morbosa attrazione verso l’horror. Tutto quello che esce dalla nostra mente, rispecchia il nostro bisogno di vita, perché siamo diventati come Dracula il vampiro, non sentiamo più la vera vita e cerchiamo di succhiarla da chi ne ha più di noi. Sembrerà eccessivo paragonare ogni persona ad un vampiro che succhia il sangue.

I personaggi che la mente inventa possono sembrare fantasie immaginarie di una mente visionaria, ma in quella mente c’è la verità profonda che può diventare caricatura grottesca, che può far ridere, piangere o inorridire nel caso di Dracula. Entrare dentro l’immagine esterna che noi stessi creiamo, capirne il significato profondo può farlo solo una mente attenta, e profondamente vuota da condizionamenti.

 

I mostri che inventiamo che li troviamo andando al cinema, sono la distorsione che abbiamo dentro. Tutto quello che l’immagine proietta davanti ai nostri occhi è stata inventata dalla nostra mente per farci vedere la verità della nostra prigione mentale. Ma noi dopo che ci siamo emozionati, o abbiamo pianto, o ci siamo spaventati a morte, ritorniamo alla realtà scrollando la testa, dicendo che è un bel film, o un brutto film oppure ne commentiamo i colori, le scene, il montaggio, gli effetti speciali, commentiamo la recitazioni, i suoni la musica, la bellezza dei personaggi, la loro sensualità, la voce, il loro corpo. Quante divagazioni, quanti commenti facciamo davanti all’immagine.

 

Nel palcoscenico della vita ognuno recita il suo ruolo. Così si nasce dentro un palcoscenico e si muore dentro un palcoscenico senza che ognuno si accorga di essere dentro un palcoscenico costruito dalla distorsione. Il film  “Truman show” mostra una realtà immaginaria come il set di un grande show dove tutti recitano tranne uno, solo se ci identifichiamo con questo personaggio innocente si potrà capire il palcoscenico che la distorsione ha costruito da millenni.

Ma come si fa ad uscire dal palcoscenico che ci siamo creati?

Dentro il palcoscenico ci sono tanti discorsi poiché ogni essere vivente pensante ha portato avanti quello che sentiva e tutti questi discorsi sono tentativi per arrivare a capire la fonte di ogni cosa, siamo quindi come gocce solitarie che devono trovare la strada per ricongiungerci con l’oceano dell'Amore Universale dove tutto è nato per esistere, essere reale, Essere Amore Universale Per Sempre. Ma siamo ancora nella transizione, dove ogni goccia si sente una goccia, e non sa di essere l'oceano perché crede che le gocce siano state create dall'oceano, o pensa che siano nate per caso. C'è un racconto zen che dice:

"Oh, quanto soffro. Le altre onde sono così grandi e io sono così piccina. Alcune onde sono tanto ricche e io sono così misera."

L'onda più grande gli rispose "Pensi di soffrire perché non hai visto chiaramente il tuo "Volto originale". "Non sono un'onda? cosa sono?" disse l'onda piccina.

"L'onda è solo la tua forma temporanea. In realtà sei acqua".

"Acqua?" ribatté sorpresa l'onda piccina.

"Quando ti renderai conto che la tua essenza fondamentale è l'acqua, non penserai o crederai erroneamente di essere un'onda e la tua sofferenza sparirà".

"Oh, capisco! Io sono te e tu sei me, siamo entrambe parti di un sé più vasto."

 

Capire profondamente queste poche righe, ci farebbe sentire cosa siamo, ma spetta ad ogni goccia fare il lavoro per risvegliarsi dal male che affligge ogni goccia che non ricorda la sua vera essenza quando c'è ne renderemo conto, ci riconosceremo di essere TUTTI la stessa cosa, e finalmente scopriremo l'Amore Universale il solo che può farci vivere in pace e in armonia. Ci vorrà ancora molto tempo, è molto altro sangue verrà versato ma alla fine TUTTO sarà ricordato poiché siamo destinati a ricordare da dove veniamo, chi siamo e dove stiamo andando.

 

Con cuore
Bruno Franchi

 

Chi volesse approfondire il discorso, può visionare il sito:
SIAMO QUI PER RICORDARE DI ESSERE...


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