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Il bene moneta
di Gianfranco Venturi - venturigian@tiscali.it
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Da questo esempio si comprende come la moneta sia il soggetto utilizzato per misurare l’unità di conto (misura dei beni), mentre l’unità di conto sia l’oggetto misurato. La confusione riguardo alla definizione di moneta è derivata dall’aver confuso (forse involontariamente) il soggetto che misura (moneta) con l’oggetto della misura (unità di conto) ed, allo stesso modo, l’oggetto della misura (unità di conto) con il complemento di specificazione dell’oggetto della misura (il bene reale).

La moneta quindi non è misura del valore (concetto immaginario), ma è un mezzo di scambio che, in quanto bene reale, è anche riserva di valore (può cioè essere accumulato).

Il bene moneta, infatti, di per sé è un bene come un altro. Si tratta fondamentalmente di un bene accettato per il pagamento dei debiti (tra privati o verso la comunità, es. imposte), il cui accumulo costituisce un potenziale credito (potenziale perché non vi è la certezza che continui ad essere accettato per sempre dalla gente).

E’ l’errata definizione della moneta come unità di conto che ha generato nella mente umana la possibilità della moneta come “essenza immaginaria”, come bene che non ha bisogno di essere scambiato realmente per svolgere la sua funzione.

In base a questo concetto di moneta (come essenza immaginaria) il sistema bancario, tramite la riserva frazionale, ha creato la moneta virtuale (creata dal nulla e non garantita da alcuna riserva di moneta reale) che rappresenta, insieme al Signoraggio, una colossale truffa ai danni del Popolo.

La moneta è invece un bene reale, ed un corretto sistema monetario si basa su moneta al 100% reale (ad es. monete metalliche e banconote), senza la possibilità di creazione ex nihilo di moneta attraverso un qualche meccanismo, quale la riserva frazionale bancaria.

Le banche prestano ai loro clienti moneta che non hanno, creandola dal nulla (moneta virtuale), nella speranza che essi non si presentino in massa agli sportelli per ritirarla. Finché i clienti si limitano a fare movimenti tra conti (es: staccando assegni) il sistema funziona.

Ma, se solo il 5% dei clienti di una banca si recasse una mattina a ritirare i soldi (moneta reale) dai propri conti, la banca fallirebbe perché non li ha.

La moneta virtuale, che equivale ad oltre il 90% della massa monetaria in circolazione, è la causa primaria dell’inflazione, la quale nasce da un’aspettativa alimentata dalle stesse banche e dai mass-media che esse controllano.

Da una parte la Banca Centrale (una S.p.A. controllata dalle banche private suoi azionisti) ufficialmente limita la massa di moneta reale per tenere sotto controllo l’inflazione; in realtà per mantenere indebitata la gente a vantaggio degli interessi delle banche che continuano così a creare moneta dal nulla alimentando di fatto l’inflazione.

Un corretto sistema monetario (come detto sopra) si basa su moneta al 100% reale (ad es: monete metalliche e banconote), di proprietà del Popolo (Stato) e senza la possibilità di creare moneta virtuale (non garantita da moneta reale).

Oggi invece la Banca Centrale stampa moneta (banconote) a sua discrezione e la considera di sua proprietà, addebitandola allo Stato che deve restituirla con gli interessi. Questa truffa ha un nome: Signoraggio!!!

D’altra parte lo Stato conia le monete metalliche, tramite la Zecca di sua proprietà, per le quali non contrae alcun debito. Purtroppo le monete metalliche rappresentano una percentuale trascurabile della massa monetaria reale.

Non è forse questo un controsenso???

 

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