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Ma i comunisti mangiano i bambini? (in forma romanzata)
Le vere ragioni dell’anti-comunismo.
di VanLag - novembre 2005
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La settimana successiva Van prese ferie e spese 5 giorni consecutivi in biblioteca, alzandosi solo per cambiare i volumi, per soddisfare qualche bisogno fisiologico, o per bere qualche caffè mentre ingurgitava qualche cosa di solido preso al bar della biblioteca.

In realtà non era possibile rintracciare la genesi dell’idea di Dio perché, la storia scritta, inizia con il fenomeno religioso già molto avanti nella sua espressione. Agli inizi della storia scritta la connivenza tra potere spirituale e potere temporale è già presente; Così era ad Eliopoli dove il sovrano era il figlio del Dio Ra, così era in Mesopotania dove il sovrano, (Patesi o Isag) era considerato solo il rappresentante di Dio. Così da lì in poi è sempre stato nella cultura occidentale. Tuttavia sintetizzando ed unendo le informazioni che mano a mano trovava, Van, si rese conto che l’attuale concetto di Dio era il prodotto di due sincretismi conseguenti nel tempo. Il primo era stato il passaggio che aveva prodotto il dio biblico, trasformando gli dei mitologici delle antiche civiltà, in un dio personale. Il secondo sincretismo si era avuto quando, il dio biblico, era venuto in contatto con il  neoplatonismo, in seguito alla diffusione del cristianesimo nell’impero romano.

I neoplatonici consideravano l’idea di somma ed assoluta perfezione un puro concetto astratto indefinibile e non conoscibile a cui non si poteva giungere ne col ragionamento né con la conoscenza scientifica ma solo con la tensione sentimentale.

In questo passaggio il dio personale, un po’ vendicativo e capriccioso degli ebrei, acquisisce i concetti di  perfezione assoluta, del neoplatonismo, superando quindi per astrazione il mito stesso. E’ qui e non prima che dio viene sostituito con “l’idea di dio”. Qui e non prima che il bene si scollega dall’uomo diventando “ideale” e quindi raggiungibile solo con la “tensione sentimentale”, cioè la fede. Ed ancora: è qui che la fede esautora la ragione.

Una volta messa al bando la ragione e pressati dalla convinzione di essere “il popolo eletto” tutto diventa possibile... Si può bruciare gli eretici, progettare a tavolino lo sterminio di un intero popolo, o cancellare dalla faccia della terra un intera nazione per conquistarne il territorio.

Il cuore di Van batteva forte, mentre si copriva il volto con le mani. – Madonna è esattamente quello che abbiamo fatto nel corso della nostra storia – fu il suo pensiero.

Dunque quell’astrazione del Bene, iniziata sulle sponde del Tigri e dell’Eufrate, era arrivata al suo culmine, nell’antica Grecia, presso i filosofi ionici, quindi la ricerca doveva spostarsi in quel periodo storico. La sfida contingente era cercare di capire perché i nostri avi avevano portato il Bene a livello ideale?

Pirsig, nel suo libro, giustificava l’operato di Socrate e di Platone in difesa dell’astrazione e dell’ideale in quanto, secondo l’autore, quello fu il primo tentativo cosciente di ricercare ciò che era imperituro nella vita degli uomini.

L’ideale che per la prima volta nella storia del mondo, la Grecia sola possiede, ciò che non dipende dalle opinioni del singolo, e che sarebbe sopravvissuto alla sua morte, dava all’uomo la stessa trascendenza degli dei.

Ma, così facendo, per desiderio di immortalità, l’uomo stesso sarebbe stato inglobato nel mondo delle idee ed avrebbe perso le connessioni coi processi vitali e naturali. Era un’operazione alchemica pericolosissima che invece di distruggere il mito lo nutriva, facendolo dilagare ed allora qual’era il senso di quell’operazione?

Socrate aveva fatto con la Verità, cioè la controparte del Bene, quello che i nostri avi avevano iniziato a fare col Bene. La idealizzò facendola diventare, non solo un’idea fissa ed immutabile, ma la più alta di tutte le idee e se lui si fosse fermato a quell’operazione, veramente per l’uomo non ci sarebbe stata più nessuna via di scampo, ma egli fece una seconda affermazione susseguente alla prima, ed in questo sta la sua grandezza; Socrate disse – La verità è dialetticamente perseguibile – Cioè indagabile e sondabile con la dialettica, cioè il ragionamento, cioè la ragione.

Questo fu il punto nel quale, in occidente, la filosofia si divise dalla religione, infatti diversamente da altre culture, soprattutto asiatiche, dove filosofie e religioni si compenetrano originando un sorta di “scienza dell’essere”, in occidente, possiamo dire che, la religione è diventata la scienza del bene, mentre la filosofia è diventata la scienza della verità. Questo va a spiegare perché la chiesa ha potuto portare in essere impunemente una serie di idee insostenibili, (tant’è che ha dovuto inventare i concetto di dogma), difendendo il bene a scapito della verità.

Ma una volta che la strada della ragione era aperta, un altro filosofo, più interessato alla Verità che al Bene, non avrebbe avuto nessuna difficoltà a dimostrare che il “bene ideale” si poteva collocare in un posto più basso nel vero ordine delle cose, a tutto vantaggio del “bene attuale”. Tale filosofo non aspettava altro che le condizioni giuste per manifestarsi, il suo nome era Karl Heinrich Marx.

Le condizioni giuste si presentarono ad un altro svincolo cruciale della storia umana, dopo la rivoluzione copernicana, quando cioè l’uomo si era risvegliato bruscamente dal suo sogno di essere una creatura divina, su di una terra piatta, posta al centro dell’universo. Da quel risveglio era nato il secolo dei lumi, l’illuminismo.

La tremenda evoluzione sociale ed economica susseguente all’illuminismo, aveva creato nei cuori e nelle menti degli uomini un misto di paura di perdere la propria identità, unita al legittimo desiderio di una società che finalmente fosse più Giusta ed Equa, e da queste spinte si erano prodotti il comunismo, con le sue reazioni, fascista e nazista.

Marx formulò la sua dottrina materialista, perché a lui non interessava un “bene ideale” da gustare in una vita futura, per lui il bene doveva essere “qui ed ora”, doveva cioè essere operante nella vita delle persone.

Ora i termini del conflitto erano più chiari. Lo scontro in realtà era tra due scuole di pensiero. Una che metteva il Bene al vertice della piramide umana e indicava nella fede il mezzo per realizzarlo, l’altra che metteva la Verità al vertice della piramide umana ed indicava la ragione come mezzo per realizzarla.

Questa luce di fondo nel conflitto tra destra e sinistra, dava una dimensione del tutto nuova agli scontri politici in corso, lo scontro non era tra revanscismi ideologici comunisti (di sinistra) e revanscismi ideologici fascisti (di destra), come si voleva fare credere, lo scontro era tra coloro che avevano una visione laica dello stato, (indipendentemente dal loro credo) e coloro che avevano una visione clericale e che volevano che lo stato ricalcasse quella posizione. La differenza tra il bene dei credenti ed il bene dei laici era che per i primi, il bene era un’idea immobile ed eterna, mentre per i laici non era affatto un’idea. Il Bene non era una forma della realtà ma era la realtà stessa, sempre mutevole, e non conoscibile attraverso rigidi schemi.

Oggi, se si guardano i segni dei tempi, come ad esempio: - le due vittorie consecutive di Bush, sostenuto dai conservatori, in America, l’elezione di un Papa fortemente conservatore, il sorgere di revanscismi locali come la lega Nord in Italia – si direbbe che è la scuola della fede ad avere il sopravvento. La stessa situazione italiana è emblematica: - il governo di destra italiano, con la scelta di esautorare l’opposizione dalla presidenza di una delle due camere, la volontà di legiferare come se l’opposizione non esistesse, gli attacchi agli altri organi istituzionali come la magistratura, l’assoluta volontà di governare non tenendo conto della voce del paese – è quanto di più vicino possa esistere nel mondo moderno al – diritto divino dei monarchi – L’Italia è una democrazia di nome, ma non di fatto, e questo riporta indietro l’orologio della storia di più di 300 anni.

Ma proprio la sterzata anacronistica, a causa della sua assurdità ed improponibilità, secondo Van, denuncia il colpo di coda delle scuola della fede ed indica al mondo che l’uomo è pronto per un nuovo “secolo dei lumi”, caratterizzato dalla rinascita della ragione. Solo una comprensione chiara e vera della laicità guidata dalla ragione, può essere la fine di una tirannia millenaria data da un sistema che, promettendoci giardini di rose, (il paradiso futuro), ha sempre deposto la nostra fragile umanità tra corone di spine, privandoci nel nome di un bene domani, della parte di bene “qui ed ora” che probabilmente proprio il Creatore aveva voluto dare alla sua creatura.

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