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I meandri della coscienza: Susan Blackmore.
di Giorgio Boratto - novembre 2010

 

La ricerca psicologica nel corso degli anni ha insegnato parecchie cose. Lo sviluppo delle competenze cognitive servono per la nostra vita e sono importanti per la formazione della nostra maturità psicologica. Normalmente in occidente solo quando le cose vanno male le persone iniziano a interessarsi e interrogarsi sulle loro dinamiche psicologiche, mettendo in conto di cambiare la loro vita; in oriente invece questa voglia di cambiare è ricercata come voglia di progresso.

L'inizio, e si potrebbe sostenere anche il fine di ogni processo di cambiamento, è l'interrogazione e l'ampliamento della nostra coscienza. Sì, la coscienza, la parte consapevole delle nostre esperienze e del nostro agire, è ancora uno dei misteri della scienza e nello studio della mente viene spesso ignorata.

La coscienza, seppur da sempre presente tra i grandi problemi della filosofia, è stata per lungo tempo lasciata fuori dai programmi di studio sulla mente, sul cervello e sulla natura umana.

La filosofia si è posta questa domanda: 'come può un corpo materiale, come il cervello, creare l'idea di una identità e le illusioni ad esse relative? Creare semplicemente una immaterialità? Cos'è in sostanza la nostra esperienza cosciente?'. Intanto dobbiamo sapere che una delle qualità che ci contraddistingue dagli altri animali è la capacità di vederci riflessi in uno specchio. Noi apprendiamo attraverso varie maniere, con l'imitazione, l'osservazione, con l'intuizione e con meccanismi di apprendimento innati che hanno lo scopo di preservarci dai pericoli mortali ...poi insieme crediamo a innumerevoli cose strane e che in teoria non servono a nulla: queste convinzioni hanno dato origine ai 'memi', a dei replicatori di comportamenti culturali, che hanno costruito l'uomo attuale. Questi 'memi' teorizzati da Dawkins sarebbero i trasmettitori del nostro linguaggio e insieme della nostra cultura.

Una delle studiose dei meccanismi della coscienza è Susan Blackmore (1); lei è partita da una domanda: 'Sono consapevole ora? Sì, ora sono consapevole. Ero cosciente prima? Ecco, sono diventato cosciente quando mi sono posta la domanda. E' stato come svegliarsi. Perchè mi sono posta la domanda? Cosa sta succedendo? Ero in grado di sapere o ricordare quello che stava accadendo prima di farmi la domanda?

Se chiediamo a chiunque di dirci cosa ha pensato nell'ultima mezz'ora, riesce a rispondere mettendo insieme i pensieri di qualche minuto prima ...e per tutto l'altro tempo? Niente; il cervello andava per conto proprio. Questo è un esempio di come la nostra mente va in automatico; a guidarci è una mente che ci porta in giro spesso come dei burattini.

Certo che mantenere una continua consapevolezza, una attenta presenza del qui ed ora, richiede un allenamento. Sarebbe come porsi continuamente la domanda: sono consapevole ora? Questo aiuta, la continua osservazione di ciò che succede nella nostra mente è utile per addestrare la consapevolezza. La meditazione aiuta a mantenere una costante attenzione della mente. Ma sono consapevole ora?

Da studi sulla psicologia cognitiva si è saputo che noi siamo responsabili del 5% delle nostre azioni; quindi il 95% è frutto del subconscio. La nostra mente creatrice, quella che è in grado di fare coscientemente delle azioni per noi è utilizzata in minima parte. Nell'arco di una giornata solamente per qualche istante riusciamo a far funzionare la nostra creatività cosciente. Per indirizzare la mente conscia dobbiamo fare un atto di volontà; dobbiamo sviluppare un pensiero superiore, consapevole, in mancanza di questo atto noi funzioniamo in automatico, con dei programmi pre-registrati. Noi eseguiamo i programmi che abbiamo assunto dai genitori, dall'educazione e dall'ambiente: tutto quello che non governiamo noi.

Con il riproporre la domanda facciamo un esercizio che a lungo ci permetterà di creare un automatismo di attenzione. A forza di accendere la torcia nel buio in modo intermittente riusciremo poi a tenerla accesa sempre. E' questione di allenamento. Dopo sarà tutto più naturale, più dolce. Quello che ci succede davanti potrà essere percepito in modo più chiaro.

 

Giorgio Boratto
www.boratto.it
boratto.blogspot.com

 

1) Susan Blackmore, psicologa e famosa divulgatrice inglese, nelle sue ricerche ha affrontato il problema delle credenze nel paranormale, nell’astrologia, nella divinazione e nelle esperienze pre-morte.

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