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Le differenze dell’umanità
di Giorgio Boratto

Ciò che fa umani gli uomini sono le differenze, sono quella miriade di comportamenti culturali, in alcuni casi anche singolari, che arricchiscono l’umanità.
Le differenze ci danno la conoscenza, ci aprono la mente, ci attraggono e danno saggezza. Sì, ci rendono migliori perché scopriamo insieme, anche le somiglianze: quello che ci lega, ci unisce per farci parte di un’unica specie, razza e anima.
Ma sussiste anche una assenza di conoscenza che determina un pregiudizio, che genera odio e fa commettere i più orribili crimini: stermini, genocidi, guerre. Questo pregiudizio continua, questo odio prosegue, ma allora siamo proprio incurabili? Niente è più distruttivo della convinzione di essere infallibili, di essere nel giusto, nel considerare gli altri inferiori; allora agiamo come se si compisse un’opera di Dio.
La vera conoscenza è quella empirica che sperimentiamo direttamente con l’osservazione e il dialogo con gli altri. Invece spesso pensiamo di conoscere le cose tramite le categorie. Categorizziamo tutto. Inseriamo in cassetti ordinati le cose, come i pensieri e il mondo.

Vi ricordate? Una volta l’Inghilterra era la perfida Albione, una nazione che affamava il mondo; erano gli imperialisti che tiranneggiavano i popoli negroidi. Oggi sono una nazione ammirata che nutre convinzioni liberali e aiuta i poveri. E nel 1840 circa, i tedeschi erano considerati dei provinciali bevitori di birra, un po’ ridicoli che amavano la musica e le fumisterie; erano per molti innocui e assurdi. Basterà poco e con Bismark diverranno spaventosi militaristi e cultori, con Hitler, di una razza superiore. I francesi? Esseri sbruffoni, bellicosi, nazionalisti e pericolosi per le donne…non parliamo poi degli italiani: mafiosi, spaghetti e mandolino. Non dimentichiamo anche i pregiudizi religiosi: gli ebrei sterminati come razza inferiore; l’inquisizione spagnola, come gli ayatollah a reprimere e distruggere chi è eretico. Oggi al centro c’è l’Islam, come pensate di conoscerlo? I pregiudizi come gli stereotipi nella storia mutano. Non muta l’odio.

La storia è un continuo susseguirsi di ricette fornite dal potente di turno, naturalmente condivise dal suo popolo, per risolvere i problemi del mondo. Soluzioni ritenute infallibili e uniche che hanno fatto versare oceani di sangue. Dov’è il Regno dell’Amore?

Iniziamo con il rispettarci.
Sarebbe già un piccolo passo verso un futuro diverso dal passato.

Giorgio Boratto
www.boratto.it
http://boratto.blogspot.com

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