LettereOnLine - Raccolta di lettere inviate dai visitatori
Il potere dell'intenzione
di Francesco De Santis
Vediamo prima cosa intendiamo per intenzione:Il pensiero (idea, riflessione ecc.) meditato, confrontato all'interno del proprio archivio consolidato di convincimenti che porta all'azione!
Se tutto fosse semplice ad ogni pensiero "processato" dovrebbe corrispondere un'azione!
Sappiamo tutti che non è così, ma ci siamo mai chiesti perché? (senz'altro no se dedichiamo poco spazio all'autocomprensione)Ogni pensiero ha dietro di sé due "desideri" che sono opposti.Vi faccio un esempio:
Il pensiero di magnanimità (carità, benevolenza, bontà, generosità) verso il prossimo parte con quello che è il 1° desiderio: dare qualcosa (tempo, danaro, beni, attenzione, ascolto, pazienza ecc.), "quasi" (dico così perché dipende dal vostro livello di autocomprensione) in automatico si crea il suo doppio che è opposto:
non dare (preservare e proteggere la propria ricchezza fatta delle stesse cose che il 1° desiderio vuole dare, per "PAURA" di non averne a sufficiente in una prospettiva molto dilatata).In questi termini capite che la nostra mente trovandosi davanti 2 desideri che alla fine sono come 2 ordini non produce un'azione coerente ma solo consequenziale al raddoppio delle direzioni da prendere che essendo opposte alla fine producono un'azione limitata, una sorte di inazione.In un discorso più ampio ogni nostro "desiderio" che è opposto al DESIDERIO magistrale Divino non riesce a produrre un'azione totale perché non coerente allo stesso! http://.../francodes/ilsincronismo.html Quindi come si evita la creazione del doppio, dell'opposto?Esso abbiamo visto che è l'altra faccia (qualcuno direbbe: scura) del desiderio originario, per cui affinché non vi sia il secondo non ci deve essere neanche il primo.Se non c'è un desiderio non vi è neanche il suo opposto: la cosiddetta dualità che separa l'uomo.
Il bello ed il brutto, il male ed il bene, il piacere ed il dispiacere ecc.Messe così le cose non andiamo lontano.
Ma se comprendiamo questo processo che mina la nostra esistenza riusciamo ad intravedere anche la soluzione ai "problemi" che esso comporta.Non avere desideri significa "essere" quello che siamo (il quel che è) nel momento che lo siamo: l'azione.Infatti rifletteteci un attimo: senza il desiderio ed il suo opposto cosa mi accade?Non faccio nulla, non agisco, oppure la mia azione è genuina, spontanea, intuitiva?
Distinti saluti
Francesco De Santis
->-> Aperta discussione per questo articolo nel Forum
|
|


