LettereOnLine - Raccolta di lettere inviate dai visitatori
Il paradiso che non c'è
inviata da Antonio E-mail: golinex@virgilio.it
Cosa e' il mondo, se non un luogo nel quale ogni uomo e' costretto a combattere il proprio simile. Un luogo nel quale ognuno vuole primeggiare, con il solo risultato di generare ipocrisia e falsità. I primi perché si ritengono maestri, ed i secondi perché si fingono sottomessi. Fino a quando il povero si sottometterà per i bisogni della carne (lavoro, cibo, vita)? Il Cristo non ha forse detto non preoccupatevi per ciò che indosserete, ne per ciò che mangerete, poiché, se farete questo, e non vi sottometterete a coloro che uccidono il corpo, sarete grandi nel regno dei cieli. Certo non e' facile mettere in pratica tutto questo, ma non vale la pena di rischiare per la vita eterna piuttosto che sottomettersi, per dei beni che non esisteranno più? Pensateci, non e' forse sicuro che il Cristo e' morto ed e' risorto? Se era la pecorella sottomessa, come ha potuto meritare la morte? La schiavitù purtroppo esiste ancora oggi, grazie al sistema sul quale si basa la nostra società, dove per essere accettati occorre sottomissione e devozione. Un mondo nel quale si deve piangere e ridere a comando, per non essere confinati nel ghetto. A volte io mi domando perché dobbiamo dominare tra noi se ci troviamo tutti nella stessa barca? Non sarebbe forse meglio potersi unire, semplicemente rispettandoci reciprocamente? Credo che se ognuno fosse libero di parlare, rispettando l'altro, senza temere ripercussioni, riusciremmo a capire cose che non siamo in grado di capire da soli. Qualcuno semina zizzania tra fratelli, poiché ha paura che questi si alleino e gli muovano guerra, esso vuole dominare a tutti i costi e corrompe i figli della luce a servire in cambio di ricchezza e potere. Forse il Cristo, non disse no al demonio, quando gli offrì tutti i regni della terra in cambio della sua sottomissione? Davanti a noi c'e' l'acqua ed il fuoco, e vi assicuro che ogni istante siamo chiamati a scegliere con le nostre azioni dove stendere la mano. Dunque pecca sia chi sottomette che chi viene sottomesso, perché chi si sottomette e' la massa ed e' su di essa che grava l'onere di far cambiare questo mondo. Per cambiare basta avere il coraggio di dire no, solo questo, Egli infatti ha detto al resto penserò io.
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