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Rapporto tra la nostra Coscienza e le nostre Religioni

di Franco I. - Aprile 2011

 

Quando l'uomo su questa terra avrà raggiunto un grado sufficiente di evoluzione e conoscenza interiore consapevole, spariranno tutte le Religioni FABBRICATE dagli uomini dalla faccia della terra, o meglio si unificheranno in un assunto che per ora non si vede ancora all'orizzonte, per il semplice motivo che l'uomo non ha bisogno assolutamente di intermediari per colloquiare con Dio, in quanto Dio è presente in ogni particella di questo creato di cui Noi facciamo parte.
Quando chiesero a Gesù dove sta Maestro il regno dei cieli, Lui rispose: “Il regno dei cieli sta già in mezzo a Voi, sta solo a Voi scoprirlo”…
Gesù ci insegnò anche: “di non buttare le perle ai porci, in quanto questi non sanno cosa farsene, anzi si rivolteranno contro di Voi”.
Ricordiamoci anche dell’avvenimento descritto sui Vangeli, dove si narra che un bel giorno un gruppo di Giudei si erano recati da Gesù con dei sassi in mano per lapidarlo; Gesù chiese a Loro il motivo per cui volevano lapidarlo, visto che Lui faceva solo opere buone. I giudei risposero che lo volevano lapidare non per le Sue opere, ma per Le Sue parole, in quanto Lui bestemmiava dichiarando di essere il figlio di Dio. Gesù rispose a Loro: non è forse scritto nelle scritture che siete Voi dei Dei, in quanto TUTTI figli di Dio? Perché dunque Vi scagliate così contro di me solo perché dico di essere come Voi figlio di Dio?
Il problema è che l'uomo, che è un minuscolo granellino di una galassia che è un minuscolo granellino dell'universo, troppe volte tramite alcune Religioni si vuole porre come unico figlio di Dio ecc.
Insomma si vuole porre al centro del sistema; ma il Dio dell'Universo credo sia un altra cosa, assolutamente al di fuori di tutte le nostre macchinazioni per portarlo ai nostri usi e consumi, io credo fermamente nel concetto di Dio, ma di un Dio dentro al sistema e non fuori dal sistema, Dio esiste comunque noi possiamo pensarla e tentare di manipolarLo per i nostri meschini fini di potere, Dio è dentro ogni atomo che vibra nell'universo, Dio è l'intelligenza intrinseca che rappresenta l'ARMONIA dell'Universo.
"L'errore di base consiste a mettere il concetto di Dio fuori dal sistema, il concetto di Dio è il sistema, noi e l'universo esistiamo al di fuori che ci crediamo o no in Dio, nessuno ha il diritto di mettersi di mezzo come mediatore tra la nostra coscienza e Dio, molte religioni lo hanno fatto ed hanno decretato il loro declino".
Che ruolo ha la coscienza in questo sistema universo?
La coscienza rappresenta la parte più nobile del “Tutto”; noi uomini coscienti quindi abbiamo grandi responsabilità ed opportunità da giocarci in tale sistema, che possiamo utilizzare per creare “farina compatibile”, oppure “crusca di scarto”.
Cosa succede se noi andiamo “contro corrente” al senso della freccia evolutiva?
Tramite il nostro pensiero cosciente abbiamo la possibilità di scelta, per cui ciò che produciamo di compatibile al sistema ci serve per proseguire, e ciò che è incompatibile ci arretra nella nostra scalata evolutiva, in altre parole: se vogliamo accedere all’immensa bellezza armonica dell’eterna ghirlanda brillante, dobbiamo proprio guadagnarcelo!!!
Come e quando finirà questa forma di instabilità in cui noi abbiamo trovato la vita?
Il famoso collasso dell’universo in questa visione del sistema “Tutto” va letto semplicemente come il ritorno alla stabilità primordiale, che avverrà alla fine del periodo di espansione (in cui ci troviamo attualmente), a cui seguirà un periodo di ritorno allo stato primario; e dove la stessa onda a bassa frequenza che ancora risuona nel cosmo e che ha generato l’instabilità iniziale riporterà le “stringhe informatiche” allo stato di stabilità di tensione proprio dell’etere primordiale stabile, il quale alla fine di questa “bella avventura” risulterà arricchito di tutta l’esperienza che si è generata durante l’oscillazione d’onda.
Come mai una Coscienza così equilibrata ed armonica, ha deciso di fare quello che noi definiamo creazione?
La risposta vista nella filosofia che piace allo scrivente assume il significato di un atto di amore creativo, compiuto dalla Coscienza armonica primordiale al fine di generare “nuova esperienza” al suo interno, e poter quindi condividere con “altre coscienze” le meraviglie del “suo essere”. Oppure molto più semplicemente fa parte del gioco eterno dell’essere universo… Qui il dubbio è d’obbligo… Perché l’umiltà?
Il concetto di “umiltà” necessario per accedere alla “conoscenza”, rispecchia ancora una volta l’aspetto dualistico su cui è montato tutto il sistema, in quanto umiltà significa predisposizione ad un continuo confronto necessario per capire e quindi crescere; per cui l’uomo ed ogni altro sistema in natura che non rispetta questa regola praticamente non potrà procedere alla sua evoluzione.
La natura da sempre ci insegna l’umiltà, in quanto si dona a “Tutti” equamente; infatti se osserviamo il sole sorge per tutti, buoni e cattivi, belli e brutti, egoisti ed altruisti, siamo noi uomini che a causa del nostro enorme “ego” non riusciamo a mettere a frutto l’esperienza che maturiamo anche attraverso i nostri errori, ritardando quindi enormemente il processo della nostra evoluzione Perché la nostra forma cosciente di vita sente il richiamo verso l’amore?
L’amore per “l’eterna ghirlanda brillante” rispecchia la perfezione armonica assoluta del suo esistere, per cui in realtà il nostro bisogno di “amore” da dare e ricevere, che noi percepiamo nella nostra vita in questa zona di universo instabile, è il lontano eco che ci giunge dalla nostra madre primordiale, la quale ci attende con il nostro bagaglio di esperienza unico ed irripetibile.
L’amore, non va letto come una forma “sdolcinata” di esprimere i nostri sentimenti verso qualcosa e/o qualcuno, ma va visto invece come un alto traguardo di filosofia di vita difficile da raggiungere in quanto risulta essere molto più facile vivere da grande egoisti, che da grandi altruisti…
Saper amare in modo assoluto e perfetto, significa “dimenticare” noi stessi per gli altri, senza perdere la nostra identità.
Perché la nostra forma cosciente di vita sente il richiamo verso l’infinito?
Come per l’amore, l’infinito fa parte della natura della nostra madre che ci attende.
Perché c’è bisogno della diversità e della imperfezione per esistere?
La Coscienza dell’eterna ghirlanda brillante non aveva alternative per generare nuove esperienze al suo interno, in quanto dentro un sistema perfettamente in equilibrio armonico su se stesso non vi è possibilità di creare nuova e/o diversa informazione al suo interno, nel senso che qualsiasi nuova informazione che si aggiunge al suo interno non può essere che una copia perfetta della madre generatrice, per cui non può assumere mai ed in nessun modo una nuova e particolare identità.
Questa esigenza di dover passare attraverso l’esperienza guadagnata attraverso anche l’errore per “crescere”, nella realtà è il prezzo che è necessario pagare onde poter esistere, l’importante è saper fruire dei propri errori con umiltà onde poter crescere consapevolmente.
Qualcuno disse: si vive insieme, ma si nasce e muore da soli.

 

Franco I.

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