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Sulla bellezza

Di Elisabetta Polatti - Novembre 2011

 

Che cos’è, come la percepiamo?

 

Domanda apparentemente semplice ma che nasconde un cammino complesso, quasi inafferrabile su cui, nel tempo molte menti si sono arrovellate.

 

Siamo umani quindi la risposta più semplice e quella che ci rimanda ai nostri sensi: percepiamo il bello con gli occhi con il tatto, con l’udito con l’odorato; qualcosa dall’esterno, ci sfiora, entra in noi. Poi, nel laboratorio sofisticato del pensiero, del cuore, delle emozioni dei ricordi ricordati e di quelli mai rivelatisi, si produce una trasformazione qualitativa e quantitativa fin dentro le singole fibre del nostro essere che si trasformano, ci fanno mutare di stato e ci portano allo stupore all’emozione.

 

Ma perché il bello non è univoco nell’esperienza umana?

 

Se pure l’oggetto si mantiene inalterato le risposte sono diverse, le emozioni differenti. Questa evidenza porta a scartare l’idea che il bello sia qualcosa di esterno,  universale, sempre valido e in ciò abbiamo conferma dall’antropologia e  dall’estetica.

 

Forse la radice della bellezza è dentro di noi, in quel groviglio di cellule e impulsi elettrici che ci costituiscono: un impulso che si connette ad un altro impulso e che genera uno stato interno di riconoscimento emozionale e mentale del bello?

 

La bellezza dunque è una chimica interna le cui regole affondano nella notte della creazione e di cui balbettiamo a stento le formule più semplici? La bellezza è una percezione profonda che connette il dentro con il fuori, le radici con le fronde, l’altezza con la profondità, l’estensione con il fulcro, il buio con la notte, la gioia con il dolore.

 

La bellezza non ha tempo, non valutazioni.

 

La bellezza abbraccia tutti i sentimenti, si eleva sopra la carne, la trapassa, illumina gli occhi. La bellezza non è per tutti: solo chi ha occhi abituati al buio riesce a scorgere la luce che promana da un volto che soffrendo riflette i tratti veri dell’Uomo.

 

La bellezza rende visibile l’invisibile per questo non è dato a tutti vederla quando ci parla nei volti  violati dell’uomo che soffre.

 

Nella nera pupilla del mondo
Un gioco di luci
Sola Essenza di noi.

...

 

   Elisabetta Polatti

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