LettereOnLine - Raccolta di lettere inviate dai visitatori
Tabù
di Giorgio Boratto
C'è la possibilità che la guerra diventi un tabù? Un tabù come l'incesto? C'è stato un tabù che ha dato origine alla società umana; questo era la legge fondante la comunità che esprimeva un divieto punibile con la morte, la soppressione di chi lo infrangeva da parte della tribù.
Oggi ci possiamo ritenere ancora prossimi a quell'uomo primitivo che ha espresso il totem e il tabù; ciò non di meno ha bisogno ancora di divieti da iscrivere nella sua coscienza. La riprovazione morale dell'atto sessuale tra consanguinei, come l'incesto, è entrata fortemente nel nostro vivere sociale che non è discussa minimamente, non trova ragioni né legittimazioni come invece ne trova ora la guerra… Si potrà arrivare ad uno stesso comportamento?
Questa potrebbe essere una previsione per l'evolversi dell'umanità, che la violenza arrivi a disgustare gli uomini tanto da essere aborrita; così da non trovare nessuno che osi dichiararla senza essere lui stesso punito. Così da non trovare nessuno che impieghi l'intelligenza per costruire ordigni sofisticati come i missili e le bombe che uccidono. Già, poiché oggi chi costruisce quelle armi sono tanti uomini onesti e in pace con la coscienza, si dice, come il soldato che sotto la divisa perde la sua consapevolezza individuale e la responsabilità. Oggi con la guerra si spara da incoscienti e senza la paura di tribunali, di condanne per omicidio, ma non c'è mai un ordine da ritenere "superiore" al nostro intimo fare. Il nostro superiore è una coscienza che si modella a Dio. Dovremo essere sempre responsabili singolarmente di quello che facciamo.
Per questo vorrei che la guerra diventasse un tabù.
Il Tabù, la cui origine è misteriosa, potrebbe ricongiungerci con il sacro disperso dagli anni degli olocausti e delle guerre mondiali. Il tabù che ha dato origine al sacro, ci riconsegnerebbe la sacralità della vita… Riusciremo a riconquistarla?
Giorgio Boratto
www.boratto.it
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