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Il sogno, altra dimensione?

 

Prendiamo in considerazione quello che noi elaboriamo sulla “realtà” che viviamo quotidianamente. La mente organizza una enorme molteplicità di informazioni ed interagisce continuamente su di esse. Il corpo stesso, ad esempio, è un canale privilegiato, per cui è come se fosse il prolungamento del nostro cervello. Guardiamo, tocchiamo, annusiamo, gustiamo, ascoltiamo: sono tutte operazioni che la mente pone in essere rielaborando gli stimoli corporei attivati dal contesto ambientale in cui ci troviamo. Il “vedere”, lo sappiamo tutti, consiste in una serie di stimoli percettivi in cui la luce ha un ruolo di primo piano. Noi captiamo gli stimoli dalla retina e li riorganizziamo nella mente. Ciò che vediamo non è allora la realtà nuda e cruda, ma un’interpretazione dell’ambiente. Forme, colori, movimenti sono semplici input, ma non possono essere esaustivi sulla realtà integrale. Tutto è filtrato dalla nostra mente.
Similmente per i suoni, gli odori, i sapori, le sensazioni tattili...
Il mondo che noi interpretiamo è una dimensione soggettiva, anche se notiamo che esiste una certa oggettività che ci consente di comunicare con gli altri molte percezioni e sensazioni, le quali appaiono “condivise”, ma non si potrà mai dimostrarne l’oggettività assoluta.
Durante il sonno noi entriamo in una dimensione ancora più soggettiva: la mente, anche se prende in prestito i contenuti della realtà cosciente, li rielabora  tenendo poco conto delle interazioni col corpo che in quel momento ha un livello minimo di attività. Nel sogno, però, subiamo, agiamo, interagiamo, gioiamo, soffriamo, proviamo dispiacere, paura, piacere e dolore, anche se in modo diverso e del tutto soggettivo. In esso la nostra creatività si esprime più liberamente, proprio perché la mente è libera dai condizionamenti spazio-temporali dello stato di veglia. Si può intuire che nel sonno viviamo un’altra dimensione in cui la mente può riorganizzare il vissuto esistenziale in modo del tutto particolare: tempo e spazio diventano soggettivi, le argomentazioni seguono un’altra logica, i contenuti si sovrappongono, diluiscono, sfuggono, si dilatano. Chi sta sognando raramente se ne rende conto perché è convinto di vivere quella realtà. Comunque è sempre una “realtà, se ci pensiamo bene. Come lo stato di veglia è in fondo un sistema di rielaborazioni degli stimoli ambientali, il sogno è anch’esso una rielaborazione mentale i cui contenuti sono solo più affrancati dai condizionamenti biologici, ma hanno un centro di appercezione più dilatato, molto più libero e plastico. E’ come se l’anima anticipasse in qualche modo il suo futuro stato di libertà, superiore a quello attuale di veglia: è per questo che esistono anche i sogni premonitori e spesso gli stessi defunti in essi trovano un canale di comunicazione più efficace.
Abbiamo, se vogliamo, molti motivi per credere ragionevolmente all’esistenza della Trascendenza e dell’anima immortale...

Pier Angelo Piai
Cividale del Friuli (UD) -
gennaio 2011

 

Indice raccolta
Verso l'uomo integrale
di Pier Angelo Piai

 

Report sul 21° secolo. John Ethan Titor 2 dal futuro Pier Angelo PiaiReport sul 21° secolo. John Ethan Titor 2 dal futuro di Pier Angelo Piai - Mjm Editore - 2009
"Attraverso un fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci vantiamo di essere progrediti.
In che cosa consiste, allora, la vera evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono in queste pagine scritte attraverso riflessioni e considerazioni sociologiche, antropologiche e filosofiche".

 

In sintesi il messaggio fondamentale che l'autore vorrebbe trasmettere attraverso questo libro:

 

Progresso ed etica sono in continua evoluzione, ma se non diventano complementari portano all'implosione strutturale della società privata di tutti i valori umani che in migliaia di anni di storia, tra sofferenze e gioie, sono stati tramandati alle generazioni successive.
Emerge così il profilo dell'uomo integrale del 24° secolo, molto comune ed apprezzato .
Un uomo che utilizza le tecnologie più sofisticate per la promozione umana, per la scoperta della pura Verità, per la salvaguardia del Pianeta, per la riscoperta dell'attività più inconscia della mente, per la contemplazione dell'esistenza stessa, per la solidarietà e la creatività finalizzata al miglioramento della qualità della vita di ogni essere umano presente e futuro.

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