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Riflessioni sulla Mente

Riflessioni sulla Mente

di Luciano Peccarisi -  indice articoli

 

Tony Cicoria e il linguaggio della musica  

febbraio 2011

  • La musica strumento di unione

  • Cervello e musica

  • La nuova vita di Tony

Molte delle cose che si possono esprimere tramite la musica sono ineffabili, poiché non possono mai diventare il contenuto di un concetto mentale o venire espresse a parole. Dove la capacità di comunicazione termina e le parole finiscono, lì inizia la musica.

 

Tony Cicoria e il linguaggio della musicaQuando vidi il mio corpo per terra, dissi a me stesso: “Cazzo, sono morto”. Questo il dottor Tony Cicoria pensò quando un fulmine lo colse d'improvviso, mentre telefonava a sua madre da un telefono pubblico (era il 1994 e non c'erano i cellulari). Era uno stimato chirurgo ortopedico che la scarica elettrica aveva sbattuto a terra. Nello stato di incoscienza si era ripassata mezza vita, ricordi brutti e belli, figlie, fatti, in una sorta di estasi. Poi di colpo tornò in sé: “Va tutto bene, sono un medico” disse all'infermiera che trovandosi lì per caso l'aveva soccorso. Ma lei replicò .”Qualche minuto fa non andava bene per niente”.  Un paio di settimane dopo, ritrovate le energie il dottor Tony Cicoria tornò al lavoro.
Da allora però subì una metamorfosi e diventò d'incanto un talento musicale, un posseduto, si alzava alle 4 di mattina e suonava fin quando non andava al lavoro; arrivò a pensare che la musica fosse l'unica ragione per la quale gli era stato concesso di sopravvivere, s'innamorò di Vladimir Askenazi, Chopin, lo Studio 'vento d'inverno', 'sui tasti neri', lo 'scherzo' in si bemolle..ecc..ecc. Ora non poteva più fare a meno della musica (1).

 

La musica strumento di unione

La teoria dell'evoluzione, ormai accettata come la più probabile dalla maggioranza degli studiosi, spiega molte delle cose che oggi vogliamo comprendere. Nell'uomo culturale tuttavia, come ci ha spiegato Stephen Jay Gould, certi comportamenti che non sono adattivi per la sopravvivenza, si sono sviluppati in modo addirittura maggiore di quelli che la sapiente natura aveva preventivato per noi (lui li chiama extradattamenti). Le ghiottonerie sensitive, per fare un esempio, tanto rare e ricercate dall'uomo primitivo, sono oggi grazie al know kow tecnologico a portata di tutti. Non solo, ma pure a dosi purificate e concentrate. Il dolce tanto per dirne una, in natura era rarissimo e per una manciata di miele si rischiavano tremende e mortali punture, ora invece lo troviamo in qualunque bar sotto casa. La musica è una ghiottoneria uditiva? La musica crea legami, è un'emozione che accomuna: sentiamo l'inno d'Italia e proviamo un sacro brivido lungo la schiena, sentiamo 'una grande cosa' dentro di noi, una sorta di entusiasmo collettivo, un'unità verso la propria famiglia, la squadra, la nazione, i propri valori che si vogliono difendere. In natura uno degli esempi più straordinari di una cerimonia creatrice di legami è quello del duetto canoro che è stato analizzato nei gibboni, nei capitonidi, nei laniidi e nei dronghi (2).
La musica è un linguaggio come quello verbale, tuttavia è una lingua particolare, fatta d'emozioni. John Stuart Mill, da giovane, si allarmò scoprendo che il numero finito di note musicali, in congiunzione con la massima lunghezza pratica di un brano musicale, significava che il mondo sarebbe presto rimasto senza melodie. Quando il filosofo fece questa malinconica scoperta, Brahms, Cajkovskij, Rachmaninov e Stravinskij non erano ancora nati, per non parlare degli interi generi come il ragtime, jazz, country, rok, samba, reggae. Non ci troveremo a corto di melodie perché la musica, come il linguaggio verbale, è combinatoria. Se ogni nota di una melodia può essere scelta fra, diciamo, otto note in media, vi sono 64 coppie di note, 512 motivi di tre note, 4096 frasi di quattro note e così via, ci danno miliardi su miliardi di brani musicali. La musica è tra le cose più ricche di significato che esiste, unisce il contenuto al sentimento, la logica all'irrazionalità, la metrica alla fantasia. Un brano musicale può avere un grande significato emozionale, pur essendo costituito da singoli minuscoli atomi di suono, da singole note, di per sé prive di senso. Quello che è importante è la loro combinazione in strutture più grandi, è la 'logica della melodia' ed è il 'pattern di sensazioni' che provoca. Questo vale anche per ogni istante della nostra vita, se considerati singolarmente e non in una visione più generale.

 

Cervello e musica

Tra suono e la sua coscienza avviene una trasformazione che porta delle oscillazioni dell'aria sul timpano a generare nel cervello una rappresentazione mentale soggettiva  e inaccessibile alla misurazione fisica: la percezione musicale.
L’abilità musicale pare esser localizzata prevalentemente nel lobo temporale, a destra (mentre secondo alcuni la coscienza razionale è a sinistra). “Ricordo” scriveva Jaynes,  “che quand'ero giovane mentre camminavo nei boschi o su una spiaggia o salivo una collina o comunque mi trovavo da solo, diventavo d'improvviso cosciente del fatto che stavo sentendo nella mia testa sinfonie improvvisate di indubbia bellezza. Ma nel momento stresso che ne diventavo cosciente, la musica, senza indugiare neppure per una battuta, ahimè! svaniva” (3). Forse la musica è composta nell'emisfero destro perché implica relazioni tra suoni e, al pari dell’emozione la musica è espressa con tono, timbro e frequenza. I musicisti che subiscono un danno all’emisfero destro sviluppano amusia, l’incapacità di riconoscere melodie familiari e di suonarle. Conservano tuttavia una certa capacità di cantare. Non solo la musica, ma anche tutti i suoni non verbali e dell’ambiente sono elaborati meglio dall’emisfero destro, inclusi lo schizzare dell’acqua, lo spirare del vento e lo sbattere della porta (4). Tuttavia l'attività musicale coinvolge anche altre strutture cerebrali. La Tomografia a positroni mostra come l'esercizio della musica aumenti l'apporto sanguigno e dunque l'attività neuronale nelle regioni corticali coinvolte in questa attività (5).
Nella maggior parte dei casi le persone che non sono in grado di leggere, scrivere o suonare musica preferiscono ascoltare con l'orecchio sinistro. I suoni ascoltati attraverso l'orecchio sinistro sembrano infatti indurre un maggior coinvolgimento, la sensazione di essere immersi e trascinati dal flusso della melodia, sensazioni che pare non vengono evocate quando i soggetti ascoltano gli stessi brani musicali con l'orecchio destro. Il nervo uditivo sinistro infatti è collegato principalmente con l'orecchio destro; anche se esiste un certo grado di incrocio, la stimolazione uditiva dei due emisferi sembra quindi evocare sensazioni molto diverse (6).

 

La nuova vita di Tony

La musica imprime un scossa emotiva al nostro inconscio, un senso di agio o di turbamento, esaltazione, depressione, di piacere, di calma o di ansia.
Alcuni anni dopo, quando il suo cuore e la sua mente erano ormai decisamente concentrati sulla musica, il dottor Cicoria subì un incidente stradale e la sua moto tamponata finì in un fosso. Lui fu ritrovato incosciente, con le ossa rotte, la milza spappolata, un polmone perforato e un trauma cranico. A dispetto di tutto questo, guarì completamente e in capo a due mesi era di nuovo al lavoro. Né l'incidente, né il trauma cranico sembravano aver scalfito la sua infinita passione per la musica. Il linguaggio della musica (così come la danza, la mimica e tutto il resto del paralinguaggio) proprio in ragione dell'invenzione linguistica, si sono sviluppati nell'uomo separatamente ma parallelamente, e svolgono funzioni che il linguaggio verbale da solo non è adatto a svolgere. E' certo un linguaggio particolare, intellegibile ma intraducibile. Zone del cervello dedicate alla musica sono autonome rispetto ad altre, come quelle del linguaggio ad esempio. Ciò spiegherebbe perché il parlar bene è compatibile con l'essere ignoranti in musica o il contrario chi non parla potrebbe avere uno spiccato senso musicale, come negli autistici.
Alcune patologie possono colpire in modo settoriale solo alcune parti, facendo emergere altre che fino ad allora era rimaste nascoste, ad esempio le zone della musica, come forse nel case del dottor Cicoria.
“Il sogno dei logici, cioè che gli uomini debbano comunicare tra loro soltanto tramite segnali discreti non ambigui, non si è avverato e probabilmente non si avvererà”. (7)

 

     Luciano Peccarisi

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NOTE

1) Sacks O. (2007)  Musicofilia, ed. I, gli Adelphi, 2010

2) Lorenz K. (1973) L’altra faccia dello specchio, 1991, gli Adelphi,  Milano, p. 349

3) Jaynes J. (1976) Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza, Adelphi, Milano, 1984

4) Joseph. R. (1996) Neuropsychiatry, Neuropsychology and Clinical Neuroscience, Baltimore: Williams and Wilkins

5) Vincent Jean-Didier (2007) Viaggio straordinario al centro del cervello, Ponte delle Grazie 2008, Milano, p. 326

6) Siegel Daniel J. (1999) The Developing Mind, tr.it.  La mente relazionale, Raff.Cortina, 2001, Milano, p. 151

7) Bateson G. (1972) Steps to an ecology of mind, New York, Ballantine Books,  tr. it. 1977, Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano, p. 449

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